Vertice

Conferenza OSCE a Lugano: ecco le zone in cui non si potrà accedere

Le misure che saranno attuate in occasione della 33esima riunione del Consiglio dei ministri dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione, sono state illustrate a Bellinzona alla presenza di Ignazio Cassis – Nelle zone rosse, Parco Ciani e Palazzo dei Congressi, sarà vietato l'accesso, mentre in quelle blu si potrà entrare ma ci sarà una maggiore presenza delle forze dell'ordine
© Gabriele Putzu
Red. Online
02.11.2026 12:56

(Aggiornato alle 12.56)

Il dispositivo di sicurezza che sarà messo in campo in occasione della 33esima riunione del Consiglio dei ministri dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), in programma a Lugano il 3 e 4 dicembre, prevede l'istituzione di zone rosse e blu in città: nelle prime l'accesso sarà vietato, mentre nelle seconde sarà libero, ma con una maggiore presenza delle forze dell'ordine. Le misure sono state illustrate oggi a Bellinzona dalle autorità federali, cantonali e comunali, nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il consigliere federale Ignazio Cassis.

Personalità di spicco

Quest'ultimo ha ricordato che quella di Lugano sarà la quinta conferenza organizzata dalla Svizzera quest'anno, dopo quelle di San Gallo, Ginevra, Berna e Zugo. Sarà però la più importante. «Per me è un piacere naturalmente oltre che un onore e un dovere poter invitare 57 stati a livello ministeriale», ha dichiarato Cassis, ricordando altri appuntamenti internazionali ospitati in Ticino, a partire dalla Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina del 2022. Tra le personalità di spicco che hanno fatto tappa in Ticino figurano anche l'ex segretario di Stato americano Mike Pompeo, nel 2019, l'allora premier estone Kaja Kallas, oggi alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri, nel 2022, e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, lo scorso anno. «Questi incontri - ha sostenuto Cassis - dimostrano che la Svizzera sa offrire uno spazio di fiducia». Il dialogo «fa parte del nostro DNA», ha aggiunto.

Coordinamento migliorato

Parlando del dispositivo di sicurezza, che sarà comandato e gestito sotto la responsabilità della polizia cantonale, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha spiegato che l'esperienza della Conferenza sull'Ucraina del 2022 ha permesso di trarre importanti insegnamenti. In particolare, sono stati migliorati il coordinamento tra esercito, polizie e partner esterni, la gestione della mobilità e la tempestività delle comunicazioni alla popolazione. Il costo del dispositivo ammonterà a 4,1 milioni di franchi, l'80% dei quali sarà coperto dalla Confederazione. Un credito che - lo ricordiamo - era stato approvato a inizio ottobre dal Gran Consiglio, non senza qualche polemica da parte del plenum.

Palazzo dei Congressi e Villa Ciani

Gli incontri si svolgeranno nell'area compresa tra il Palazzo dei Congressi, Villa Ciani, l'asilo Ciani e alcune strutture temporanee allestite nel Parco Ciani, ha spiegato il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. Sono previste due zone rosse, al Parco Ciani e al Palazzo dei Congressi, con accesso vietato, e una zona blu attorno al parco, liberamente accessibile ma sottoposta a controlli rafforzati e a una maggiore presenza delle forze dell'ordine. Nella zona blu le attività scolastiche proseguiranno regolarmente, mentre gli esercizi commerciali saranno normalmente aperti. Sarà garantito anche l'accesso al parcheggio del Casinò. Per ulteriori informazioni, la popolazione può consultare il sito www.ti.ch/osce, ha precisato Cocchi.

Foletti: «Limitare i disagi»

Il sindaco di Lugano Michele Foletti ha ribadito che, fin dalle prime fasi di pianificazione, l'obiettivo è stato limitare al minimo i disagi per la popolazione, conciliando le esigenze di sicurezza con quelle di chi vive e frequenta la città. Le limitazioni alla mobilità interesseranno alcune aree circoscritte dalle 20.30 del 2 dicembre alle 20 del 4 dicembre. Foletti ha inoltre espresso l'onore della città di contribuire alla promozione della sicurezza e della pace, annunciando di aver ricevuto in mattinata una richiesta dell'MPS per organizzare una manifestazione una settimana prima dell'evento.

Una sfida e un'occasione

Il sindaco di Lugano, interpellato lo scorso mese dal CdT, si era espresso favorevolmente rispetto al vertice ospitato sulle rive del Ceresio: «Certamente l’organizzazione della Conferenza dell’OSCE comporterà qualche disagio per la popolazione, anche perché in quei giorni sarà veramente nutrita la rappresentanza di personalità presenti in riva al Ceresio. Dall’altra parte, però, sarà anche l’occasione per dimostrare che Lugano è in grado di accogliere eventi internazionali di alto livello, come del resto è già accaduto nel 2022 con la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina».

Attese mille persone

Alla conferenza sono attese circa mille persone tra delegazioni ministeriali, operatori dei media e rappresentanti della società civile. Considerata la vicinanza geografica, alle delegazioni è stato consigliato di utilizzare l'aeroporto di Milano Malpensa; potrebbero però essere impiegati anche gli scali di Linate e Zurigo. «L'organizzazione si estende dunque oltre i confini nazionali: la stretta collaborazione con le autorità italiane è un elemento essenziale dei preparativi», ha concluso Silvio Flückiger, capo del Comitato organizzativo del Consiglio dei ministri dell'OSCE 2026.

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