Continua lo scambio di accuse tra il SISA e la direzione del liceo di Mendrisio sulle «autogestite»

Continua lo scambio di accuse tra il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e il Consiglio di direzione del liceo di Mendrisio. Pomo della discordia l’organizzazione e lo svolgimento delle giornate autogestite – evento annuale in cui gli studenti organizzano autonomamente attività, workshop e conferenze, sostituendo le lezioni regolari – andate in scena il 16, 17 e 18 marzo. Al SISA non sono infatti andate giù le risposte fornite dalla direzione dell'istituto scolastico al comunicato stampa rilasciato lo scorso giovedì e ha pertanto provveduto a rilasciare una nuova nota stampa.
Il primo botta e risposta
Nel comunicato stampa di giovedì, il sindacato denunciava «scavalcamenti che si sono tradotti nell’annullamento di attività precedentemente approvate, escluse senza un reale confronto democratico né criteri trasparenti» e parlava di «censure», ritenute «una condotta antisindacale di una gravità enorme». Sotto accusa anche i controlli in merito alle presenze durante le attività: alcuni membri del comitato dell’autogestione si sarebbero recati nelle aule per «verificare rigidamente la corrispondenza tra iscritti e presenti, arrivando a spostare studenti anche a attività già avviate, interrompendo momenti formativi e limitando la libertà di scelta individuale». Il SISA, nella nota stampa, si spinge oltre e parla dell’introduzione «di misure punitive nei confronti degli studenti consistenti nell’obbligo di svolgere lavori di pulizia». Una «logica disciplinare punitiva – citiamo – che nulla ha a che vedere con l’autogestione responsabile».
Non si tratta comunque del primo screzio tra le due parti. Diversità di vedute tra SISA e Consiglio di direzione del liceo di Mendrisio si erano palesate una prima volta nel mese di novembre, quando diversi studenti e il sindacato avevano organizzato, a livello cantonale, una mobilitazione per sensibilizzare su quanto stesse avvenendo in Palestina.
La direzione del liceo cantonale di Mendrisio aveva però rispedito al mittente il comunicato stampa del SISA in quanto contenente «affermazioni non corrette inerenti alle giornate autogestite e alla giornata del 17 novembre 2025». In particolare, la direzione ricordava «di aver provveduto, in relazione alla giornata del 17 novembre 2025, congiuntamente alle allieve e agli allievi coinvolti nell’organizzazione dell’evento, a contattare il SISA al fine di organizzare un incontro chiarificatore. Tale presa di contatto non aveva tuttavia purtroppo ottenuto riscontro». La direzione dell'istituto scolastico rinnovava quindi «la propria disponibilità a un confronto diretto e costruttivo, auspicando vivamente che esso possa aver luogo».
Il SISA non ci sta e replica
Secondo il sindacato, tuttavia, la direzione del liceo non ha mai fatto formalmente pervenire una richiesta di incontro. «Riteniamo doveroso precisare che, attraverso i nostri canali ufficiali, non abbiamo ricevuto alcuna proposta d'incontro», precisa infatti il SISA in una nuova nota stampa. «Le uniche comunicazioni pervenuteci sono state richieste formulate sotto forma di minaccia agli studenti, con la pretesa che il SISA si scusasse con la direzione del liceo. Prendere contatto con gli studenti organizzatori dell'evento per fare pressione sul sindacato non equivale a contattare il sindacato stesso: si tratta di un canale improprio, che non può essere equiparato a una presa di contatto ufficiale con la nostra organizzazione, e che offende i principi di una corretta comunicazione tra una direzione scolastica e un sindacato».
Fatta questa precisazione, il SISA fa sapere di rimanere «disponibili a un incontro, che dovrà tuttavia essere organizzato attraverso i canali ufficiali, nel rispetto dei reciproci ruoli istituzionali».

