Formazione

Cosa fanno i giovani dopo la scuola media?

Il DECS informa in merito alla situazione dei ragazzi ticinesi verso le scuole medie superiori, la formazione professionale di base, e il collocamento a tirocinio per il prossimo anno scolastico
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
05.07.2022 11:35

«La scuola deve preparare i ragazzi per il futuro, dar loro i mezzi necessari per costruire il loro bagaglio di conoscenze, ma che poi nel post-obbligatorio seguano le loro scelte e i loro desideri». È questo il concetto con cui il direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), Manuele Bertoli ha aperto oggi una conferenza stampa con gli aggiornamenti sulla campagna di collocamento in apprendistato in Ticino. «Per noi è importante tirare le somme alla fine dle percorso post-obbligatorio».

Piano d'azione «Più duale»

Bertoli ha sottolineato l’importanza di proseguire gli sforzi congiunti di Confederazione, Cantone e organizzazioni del mondo del lavoro, per promuovere e ampliare le possibilità di formarsi con un apprendistato in azienda. L’obiettivo è di offrire a tutti i giovani la possibilità di poter decidere liberamente e in piena consapevolezza il proprio percorso scolastico e professionale, a prescindere dalle condizioni di partenza e senza condizionamenti legati a stereotipi e pregiudizi. «I giovani vanno sostenuti nei loro percorsi e nei loro progetti, vanno informati sulle opportunità offerte dal sistema formativo e in particolare dell’apprendistato in azienda, ma né lo Stato né l’economia possono imporre una scelta». Da qui l’importanza del piano d’azione «Più duale», che mira a permettere di ampliare e diversificare il numero di posti di apprendistato messi a disposizione dalle aziende in Ticino e promuovere in modo coordinato sia la domanda da parte di giovani e adulti, sia l’offerta da parte delle aziende, contribuendo a uno sviluppo coerente e sostenibile della formazione duale. «Ogni nuovo contratto di apprendistato sottoscritto nelle prossime settimane, ogni nuovo contratto di lavoro dopo la formazione professionale di base, è un passo concreto e di responsabilità delle aziende, che rispondono così alle ambizioni di un/a giovane ma anche al fabbisogno di manodopera qualificata». 

Le scelte dopo le Medie

Rita Beltrami, direttrice dell’Ufficio orientamento scolastico e professionale, ha presentato le scelte degli studenti (stato al 30 giugno). «Noi non parliamo di orientare, ma di orientarsi. È lo studente l'autore e l'attore del percorso formativo. Le scelte non si improvvisano, vanno maturate nel tempo, sviluppate, preparate, in un tempo attivo composto da esperienze che fanno maturare. Per noi è importante che i giovani dopo la scuola media inizino un percorso. "Quale" è una loro scelta».

Grazie al questionario che ha coinvolto 3.268 allieve e allievi di quarta media, è stato possibile stilare un primo rilevamento sulle scelte post scuola dell’obbligo. Il risultato è comunque provvisorio perché si parla di desideri che non per forza si trasformeranno in realtà. Dalle risposte emerge che il 44.2% vorrebbe frequentare una scuola media superiore, mentre il 48.7% desidera intraprendere un percorso professionale, di cui il 28.3% nella forma di apprendistato duale (scuola e lavoro). Il rimanente 7.1% opta per altre soluzioni (pretirocinio, scuole specializzate, ripetizione della quarta media). Nelle scelte, ha poi aggiunto Beltrami, si nota una differenza di genere che vede le ragazze orientarsi prevalentemente verso la scuola media superiore (49.7%) rispetto all’apprendistato in azienda (19.3%), mentre fra i ragazzi l’opzione non vede grosse differenze: 36.8% apprendistato e 38.9% medio superiore. Le altre scelte fanno riferimento alle scuole professionali a tempo pieno (più alta la percentuale delle ragazze), alle scuole specializzate e al pretirocinio. Da notare infine la differenza stereotipata di genere nell’opzione professionale tramite l’apprendistato: le ragazze riscontrano maggiori difficoltà anche perché orientate verso poche e ben definite scelte di formazione duale. «Non è vero che "vanno tutti al liceo", perché il 48,7% sceglie scuole professionali o tirocinio», ha aggiunto Beltrami. 

Le possibilità di collocamento

«I ragazzi non sono delle marionette che noi spostiamo a nostro piacimento. La scelta è la loro», ha aggiunto la direttrice dell’Ufficio orientamento scolastico e professionale.

Scelte diversificate

La scelta dopo la scuola media non è sempre definitiva. Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale, ha spiegato come i giovani uscenti dalla scuola media rappresentino circa il 40% dei 3.800 giovani che iniziano una formazione professionale di base in una scuola professionale a tempo pieno o in modalità duale, mentre il 60% proviene da altri percorsi o dopo un riorientamento (da liceo, scuola cantonale di commercio, scuole professionali a tempo pieno, misure di sostegno alla transizione, ecc.). Nella conferenza stampa sono anche stati presentati i risultati intermedi della campagna di collocamento in apprendistato per l’anno scolastico 2022/2023. A inizio luglio erano stati stipulati 881 nuovi contratti (di cui 475 con giovani provenienti dalla scuola media), in linea rispetto allo stesso periodo del 2021, 78 in più (+10%) rispetto al 2019. Nell’applicazione mobile BIZ App e su www.orientamento.ch erano ancora disponibili 679 posti di tirocinio (stato al primo luglio). La sfida di riuscire a collocare tutti i giovani e le giovani che intendono iniziare un apprendistato al termine delle scuole medie o dopo un riorientamento della scelta durante la formazione postobbligatoria e, rispettivamente, di occupare tutti i posti di apprendistato offerti dalle aziende, è ancora aperta. La Città dei mestieri della Svizzera italiana è a disposizione dei giovani che ancora non hanno trovato un posto di tirocinio per fornire contatti utili a sostegno della ricerca e delle aziende interessate a formare che possono rivolgersi al numero verde 0800 606 607 per ottenere informazioni sulla procedura di autorizzazione. Le allieve e gli allievi che hanno terminato la scuola media sono invitati a restare in contatto con l’orientatore o l’orientatrice della sede scolastica. Anche quest’anno per coloro che a metà agosto non avranno ancora trovato un posto di apprendistato sarà attivato il Gruppo di collocamento a tirocinio che si occuperà di dare supporto a tutti i giovani residenti, ulteriori informazioni seguiranno nelle prossime settimane.  

«Hai già trovato un posto di lavoro?»

Angela Cattaneo ha illustrato i contenuti dell’annuale inchiesta che ormai da 16 anni rileva le intenzioni degli apprendisti e delle apprendiste che si apprestano a sostenere l’esame finale di qualificazione per ottenere un attestato federale di capacità o un certificato di formazione pratica. I risultati raccolti tra maggio e giugno tramite questionario, a cui hanno risposto il 43.5% dei futuri neoqualificati, rilevano alcuni elementi di particolare interesse. Ad anno scolastico quasi concluso, il 41% ha già un lavoro garantito e il 31% ha intenzione di proseguire gli studi, sia per ottenere una maturità professionale sia seguire l’anno “passerella” per proseguire gli studi accademici o presso i politecnici. La maggior parte, tuttavia, continuerà gli studi a livello terziario in una Scuola specializzata superiore (SSS) o in una Scuola universitaria professionale (SUP). Il 16% è attivamente alla ricerca di un posto di lavoro e più della metà di loro sono in attesa di una risposta. Mentre, appena un giovane su dieci dichiara di non essersi ancora attivato perché in attesa dei risultati degli esami (54% di loro) o perché vuole completare la scuola reclute (16%) o altro ancora. Tra coloro che hanno la garanzia di un posto di lavoro, l’89% l’ha trovato nella professione appresa e il 78% sarà assunto dalla ditta che li ha formati a conferma dell’interesse concreto da parte delle ditte formatrici nel formare le persone in formazione per poi assumerle. Da ultimo, l'indagine conferma il desiderio dei giovani di sviluppare le proprie competenze linguistiche con soggiorni o stage di lunga durata in altri cantoni o all'estero, anche se una netta maggioranza (67%) desidera rimanere in Svizzera. Ciò conferma l'interesse e l'importanza professionale che i giovani attribuiscono alle lingue straniere. Tra queste spicca il tedesco (55,5%), seguito dall'inglese (31%) e dal francese (11%).

Infine, nel periodo di 16 anni relativo all'indagine, si registra una chiara tendenza dei giovani a voler continuare gli studi, passando dal 10% del 2007 al 31% del 2022, a conferma del fatto che l'ampliamento dell'offerta formativa (in particolare l'introduzione di più tipologie di diploma di maturità professionale) sta incoraggiando i giovani a proseguire gli studi. Questo fattore spiega in parte anche la diminuzione di coloro che dichiarano di essere attivamente alla ricerca di un lavoro (dal 27% nel 2007 al 16% nel 2022) e di coloro che dichiarano di non essersi ancora attivati (26% nel 2007, 11% nel 2022).