Cristina D'Avena: icona gay

MILANO - Intere generazioni sono cresciute ascoltando la sua voce nelle sigle dei cartoni animati. A pochi giorni dal suo cinquantesimo compleanno, Cristina D'Avena ha rilasciato un'intervista a "Venerdì", ripresa anche dall'Huffington Post. La cantante ha raccontato alla rivista che oggi, oltre a interpretare le stesse canzoni che l'hanno resa celebre, conduce "karaoke per bambini nei centri commerciali", e si è lanciata nel commercio di scarpe -"Ho lanciato una mia linea di sneakers"- oltre a dedicarsi ai meno fortunati -"Vado negli ospedali a far visita ai malati"-.
Proprio in un ospedale, ricorda, ha "cantato I Puffi per un ragazzo in coma", che però non si sarebbe risvegliato.
Tra le altre curiosità, la D'Avena racconta: "Una volta a un mio concerto è venuto un punkabbestia, barba, piercing, birra. Ho pensato: si sarà sbagliato. Poi quando ho iniziato a cantare Memole e lui è scoppiato a piangere, ho capito: l'infanzia è il rifugio di tutti. Bisogna tornare alla purezza dell'infanzia".
Ma pochi sapevano quanto la cantante de "I Puffi" fosse amata dal pubblico omosessuale: "Faccio molti concerti per i gay. Mi vesto da fatina perché loro mi vogliono ancora così. Crimie è un simbolo. Una bambina maschiaccio che con la bacchetta magica si trasforma in prima donna. È l'ideale della trasformazione. Molti di loro sono cresciuti con questa speranza. Quando canto Creamy o Sailor Moon i gay si commuovono".
