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Delitto di Aurigeno, in manette una donna

Si tratta di una 33.enne che avrebbe fatto da tramite tra l’omicida e chi gli fornì la pistola utilizzata per uccidere il custode delle Scuole ai Ronchini
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Locarno
31.08.2023 19:13

C’è uno sviluppo sul delitto di Aurigeno dell’11 maggio scorso. Negli scorsi giorni è finita in manette una donna impiegata nel negozio di telefonia dello sparatore, il 42.enne rivale in amore della vittima. Lo riferisce la RSI. Si tratta di una 33.enne che avrebbe fatto da tramite tra l’omicida e chi gli fornì la pistola utilizzata per uccidere il custode delle Scuole ai Ronchini.

La Glock era stata rubata in un’abitazione del Locarnese e l’autore del furto venne arrestato alla fine di maggio. Stessa sorte è toccata, nelle scorse settimane, all’impresario kosovaro da cui il ladro soggiornava a Bellinzona. Secondo quanto riferisce la RSI, l’uomo gli avrebbe consegnato l’arma che, secondo gli inquirenti, grazie alla dipendente del negozio sarebbe giunta infine nelle mani del 42.enne. Il ruolo avuto dalla donna è però tutto da chiarire: la sua versione davanti al procuratore Roberto Ruggero, titolare dell’inchiesta, diverge da quella resa dall’imprenditore bellinzonese. La 33.enne è accusata di complicità in assassinio. 

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