Il caso

Dopo il femminicidio, l'esplosione

Leontica, un ordigno è deflagrato stasera nell'abitazione dell'uomo che ha ucciso l'ex moglie - Agenti armati e pompieri sul posto - Non sono note le condizioni dell'aggressore
© Rescue Media
Alan Del Don
Giacomo Butti
10.07.2026 20:42

Un dramma nel dramma. Il femminicidio di giovedì sera di Faido si arricchisce di un nuovo, spiacevole, episodio. Stasera prima delle 20 vi è stata un’esplosione a Leontica, dove abita l’uomo (imprenditore molto noto nel distretto) che la Polizia cantonale ha cercato tutto il giorno per l'omicidio dell'ex moglie, in primis nelle Tre valli. Tre agenti sono rimasti feriti. L’edificio, nel nucleo, è stato avvolto dalle fiamme. Non sono note le condizioni dell’aggressore che si ritiene possa essere stato spinto dalla rabbia covata da anni dopo la separazione dalla 56.enne. Si saprà di più nelle prossime ore. Sul posto vi sono agenti armati e i pompieri. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis.

Il boato e lo spavento

Ma partiamo dalla fine. Da quello che è successo esattamente 24 ore dopo l’omicidio. Cioè l’esplosione nel nucleo di Leontica stasera, verso le 19.40. Un boato, ci hanno detto alcuni abitanti. Inizialmente pensavano che potesse essere il temporale. Temevano il peggio. E, per certi versi, non sbagliavano. Avevano sentito l’ordigno. Scoppiato nell’abitazione dell’uomo, sulla sessantina, già attivo alla fine degli anni Novanta in una società di Acquarossa. Non c’è nemmeno stato bisogno di allertare i soccorsi, in quanto la Polizia cantonale per tutta la giornata ha piantonato l’edificio perché sapeva che prima o poi l’aggressore si sarebbe presentato, dopo essere andato chissà dove con un veicolo di servizio e non con l’automobile privata. Probabilmente aveva programmato tutto. Chissà.

Sta di fatto che l’esplosione ha provocato il ferimento, per fortuna lieve, di cinque agenti. Mentre come detto nel primo paragrafo non sono note le condizioni dell’uomo. Voleva solo spaventare le forze dell’ordine oppure si è suicidato, in preda al rimorso per aver ammazzato l’ex coniuge? Sul posto anche numerosi pompieri impegnati a spegnare il rogo per alcune ore.

I numerosi interrogativi

Molti, l’avete intuito, gli interrogativi tuttora aperti. Domande che necessitano di risposte in tempi rapidi, tanto più dopo l’esplosione. Si cercano eventuali testimoni che potrebbero aver assistito al fatto di sangue e aver sentito o visto qualcosa relativamente all’ordigno fatto deflagrare. Gli inquirenti visioneranno inoltre le riprese delle telecamere. Ogni particolare, ogni minimo dettaglio, infatti, può fare la differenza in fase di indagine.

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