Dramma di Crans-Montana: «I controlli antincendio nei bar non erano prioritari»

«Le priorità era altre, non certo i controlli antincendio nei bar». È quanto avrebbe affermato durante un interrogatorio dall’attuale vice-responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana in merito all’inchiesta che dovrà far luce su quanto accaduto la notte di Capodanno all’interno del Constellation, dove 41 persone sono morte in un incendio, mentre 115 sono rimaste ferite. L’uomo, come riporta la stampa italiana, avrebbe spiegato agli inquirenti che «in cima alla lista delle priorità c’erano gli ospedali e le cliniche, in seguito le abitazioni private e gli alberghi». Locali, bar e ristoranti, invece, «erano gli ultimi della lista». Questo anche perché «mancavano persone e risorse». Inoltre, avrebbe aggiunto, «c’erano problemi di arretrato nei controlli periodici».
Ricordiamo che sono tredici le persone indagate in relazione all'incendio di Capodanno nel bar Le Constellation. Tutte devono rispondere delle stesse accuse, ossia omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Nel dettaglio, si tratta di:
Nel frattempo, a inizio maggio si è aperto un nuovo filone d'inchiesta riguardo all'incendio di Capodanno al bar Constellation di Crans-Montana: nel mirino del Ministero pubblico vallesano è finita l'Organizzazione cantonale vallesana di soccorso. Il motivo? Presunte lacune nel dispositivo di intervento, come pure una classificazione errata dei feriti durante il triage e il loro arrivo in ospedale con un notevole ritardo. La denuncia è stata depositata da alcuni avvocati delle vittime, ha spiegato negli scorsi giorni la Procura a Keystone-ATS, confermando un'anticipazione di media svizzeri e italiani.
