Dubbi sull'acquisto di X di Musk, parlano gli avvocati: «Non c'è stata alcuna violazione»

C'è (ancora) qualche perplessità sull'acquisto di X – ai tempi Twitter – da parte di Elon Musk. Come è noto, l'imprenditore sudafricano ha comprato la piattaforma social nell'autunno del 2022. Quasi tre anni dopo, il 53.enne si ritrova a cercare di respingere una causa intentata dalle autorità di regolamentazione statunitensi. Quest'ultime, infatti, lo accusano di aver risparmiato denaro in modo scorretto, rivelando troppo tardi di aver aumentato il suo investimento iniziale in Twitter.
Ma riavvolgiamo il nastro. Tutto è iniziato mesi fa, il 14 gennaio. Giorno in cui la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense ha presentato una denuncia al tribunale federale di Washington, in cui affermava che Musk non aveva comunicato di aver aumentato la sua partecipazione nella società entro i termini previsti dall'autorità di regolamentazione. In altre parole, il patron di Tesla, secondo la SEC, aveva violato la legge federale sui titoli azionari, attendendo 11 giorni in più per rivelare il suo acquisto iniziale del 5% delle azioni ordinarie di Twitter. Un procedimento, questo, che gli avrebbe consentito facilmente di risparmiare circa 150 milioni di dollari (circa 120 milioni di franchi) acquistando le azioni del social a prezzi, si legge, «artificialmente bassi».
Secondo quanto prevede una norma della SEC, gli investitori hanno l'obbligo di comunicare entro 10 giorni di calendario il superamento della soglia di proprietà del 5%. Al contrario, secondo la SEC, Musk ha invece acquistato – a spese di «ignari investitori» – più di 500 milioni di dollari in azioni Twitter a prezzi «artificialmente bassi», prima di rivelare i suoi acquisti il 4 aprile del 2022, quando possedeva una quota del 9,2%. Undici giorni dopo il 24 marzo del 2022, termine ultimo in cui avrebbe dovuto rendere noto il suo acquisto.
Nel frattempo, dalla causa della SEC, sono passati mesi. E a un giorno dalla scadenza fissata per rispondere alla Corte, è arrivata anche la risposta di Musk sul caso. Ieri, Musk ha presentato una mozione per respingere la causa civile della SEC, che i suoi avvocati hanno definito «uno spreco di tempo per questa Corte e uno spreco di risorse dei contribuenti». «La SEC non sostiene che Musk abbia causato alcun danno agli investitori», si legge nella dichiarazione. «Piuttosto, sostiene che Musk abbia presentato in ritardo un unico modulo di proprietà effettiva, tre anni fa, e abbia corretto completamente qualsiasi presunto errore immediatamente dopo la sua scoperta». Detto in altre parole, secondo gli avvocati non ci sarebbe «alcuna violazione in corso». Tantomeno, si sarebbe trattato di una mossa strategica, «intenzionale». E, soprattutto, quanto fatto da Musk non avrebbe creato «alcun danno».
La SEC, tuttavia, la pensa diversamente. Nella sua denuncia presentata a gennaio, ha infatti sostenuto che Musk avrebbe violato le norme statunitensi in materia di titoli che impongono agli investitori di comunicare entro 10 giorni se la loro partecipazione in una società supera il 5%. Questo ritardo – strategico o meno –, secondo la SEC ha causato «un danno economico sostanziale agli investitori».
Come detto, la SEC ha intentato la causa a gennaio. In quell'occasione, Musk aveva criticato aspramente l'autorità di regolamentazione sui social media, definendola «un'organizzazione completamente fallimentare» e accusandola di star sprecando il suo tempo. Per una risposta formale da parte degli avvocati, tuttavia, sono passati quasi otto mesi. Risposta in cui la SEC è stata accusata anche di aver preso di mira Musk con una «persecuzione incessante».
«L'applicazione selettiva della legge da parte della Commissione nei confronti del signor Musk - che richiede un risarcimento monetario più di 1.500 volte superiore a quello imposto a persone in situazioni simili in casi analoghi - rivela che l'agenzia sta prendendo di mira un individuo per le sue critiche protette all'eccesso di potere del governo, si legge nella dichiarazione.
Tuttavia, come ricorda CNBC, Musk è da tempo in conflitto con la SEC, soprattutto dopo che, nel 2018, gli fece causa per i suoi post su Twitter sulla possibilità di privatizzare Tesla e di aver ottenuto i finanziamenti per farlo.