Alta velocità, Stadler Rail interessata alla commessa FFS

Stadler Rail è interessata alla commessa annunciata oggi dalle FFS, che intendono acquistare fino a 40 treni ad alta velocità con cui operare nel traffico viaggiatori transfrontaliero.
«Le FFS sono un cliente molto importante per noi: siamo in costante contatto e siamo interessati all'appalto», ha indicato oggi Markus Bernsteiner, presidente della direzione del costruttore ferroviario turgoviese, durante una conferenza telefonica di commento ai risultati semestrali del gruppo.
Come noto Peter Spuhler - presidente del consiglio di amministrazione di Stadler Rail e di gran lunga principale azionista - aveva in passato escluso che il suo gruppo potesse entrare nel settore dei treni ad altissima velocità, che raggiungono i 350 km/h. Qualcosa potrebbe però cambiare: il modello Giruno ha una velocità massima limitata a 250 km/h, ma alcuni mesi or sono l'impresa aveva fatto sapere che la sua velocità avrebbe potuto essere aumentata, grazie ad alcune modifiche tecniche.
Interpellato sul tema dall'agenzia Awp, un portavoce ha negato che quanto sta succedendo rappresenti una svolta. «Vorremmo sottolineare che le dichiarazioni e le spiegazioni odierne non rappresentano assolutamente un cambiamento di rotta per quanto riguarda i treni ad alta velocità. Naturalmente c'è un interesse di fondo per la commessa delle FFS. Stadler la sta esaminando attentamente e deciderà se presentare o meno un'offerta in base ai requisiti».
Nel frattempo l'azione della società è sotto pressione in borsa dopo la pubblicazione dei conti della prima parte dell'anno. Alle 14.00 il titolo perdeva l'8% nei confronti della chiusura di ieri. Dall'inizio di gennaio il valore ha guadagnato il 4%, ma la performance sull'arco di dodici mesi è assai negativa: -24%.
I risultati del semestre
Profitti in crescita per Stadler Rail: nel primo semestre il costruttore ferroviario turgoviese ha realizzato un utile netto di 31 milioni di franchi, il 12% in più dello stesso periodo dell'anno precedente, mentre il risultato operativo Ebit è salito del 31% a 37 milioni.
Stando ai dati diffusi oggi dall'impresa, in progressione risulta anche il fatturato (+8% a 1,4 miliardi), mentre le nuove commesse hanno subito un calo (-33% a 1,7 miliardi).
«Attualmente Stadler sta lavorando parallelamente a 306 ordini», afferma il Ceo Markus Bernsteiner, citato in un comunicato. «Negli ultimi anni abbiamo investito nei nostri stabilimenti di produzione in tutto il mondo per poter evadere le commesse nei tempi richiesti e con la comprovata qualità Stadler. Al momento abbiamo un buon carico di lavoro, ma per i prossimi anni abbiamo bisogno di ulteriori ordinativi per garantire gli impieghi a lungo termine».
I dazi doganali del 39% imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Svizzera non incidono pienamente su Stadler Rail. Già dal 2016 il cosiddetto Buy America Act obbliga infatti il gruppo a realizzare almeno il 70% del valore aggiunto negli Stati Uniti, qualora vengano utilizzati fondi statali per il finanziamento. Al momento Stadler Nord America realizza tra il 70 e l'80% del valore aggiunto negli Usa: della restante quota gran parte proviene già oggi dall'Ue, su cui pesa un'aliquota doganale inferiore, pari al 15%.
L'impresa conferma anche i suoi obiettivi, che vertono in particolare sul forte aumento atteso a livello di giro d'affari: nel 2026 dovrebbe superare i 5 miliardi. Per conoscere la reazione della borsa alle novità odierne bisognerà attendere l'apertura del mercato alle 09.00: l'azione della società da gennaio ha guadagnato il 14%, ma sull'arco di un anno la performance è del -18%.
Stadler Rail fa risalire le sue origini allo studio di ingegneria fondato da Ernst Stadler nel 1942 a Zurigo. La società ha oggi sede a Bussnang (TG) e fabbrica una vasta gamma di materiale rotabile che va dai treni ad alta velocità ai convogli regionali, passando dai tram e dai vettori per le metropolitane. Conta 16'500 dipendenti, di cui 5600 in Svizzera. L'anno scorso ha realizzato un fatturato di 3,3 miliardi di franchi e un utile netto di 55 milioni. L'impresa è sbarcata in borsa nel 2019.