fiscalità

Il Ticino è sopra la media svizzera per la tassazione delle imprese

Secondo Berna l’indice di sfruttamento fiscale sulle persone giuridiche è dell’84% superiore alla media nazionale Per le persone fisiche il Cantone è invece in linea - La Camera di commercio chiede una riflessione sulla competitività
© KEYSTONE/Urs Flueeler
Generoso Chiaradonna
03.02.2026 20:26

In Ticino lo sfruttamento fiscale delle persone giuridiche è dell’84% superiore alla media svizzera. È invece in linea con gli altri cantoni per le persone fisiche. Lo indica il rapporto pubblicato dall’Amministrazione federale delle finanze (AFF).

Nel dettaglio, lo studio dell’AFF è basato sull’indice di sfruttamento fiscale, che indica quanto un Cantone utilizza il proprio potenziale fiscale, cioè quanta parte del reddito imponibile di persone fisiche e giuridiche viene effettivamente prelevata tramite le imposte. Non dice quindi quante imposte si pagano in assoluto, ma quanto «spreme» il Cantone rispetto a quanto potrebbe teoricamente incassare. In pratica è un idicatore di confronto. È un indicatore comparativo, usato per confrontare i Cantoni tra loro. Tiene conto del potenziale economico (redditi, utili) e del gettito effettivo, quindi aiuta a capire il posizionamento fiscale relativo, non il carico fiscale del singolo contribuente. La media svizzera è fissata a 100: valori superiori indicano un prelievo fiscale più elevato, mentre valori inferiori segnalano uno più contenuto.

Zugo batte tutti

Per quel che concerne le persone giuridiche, Vallese e Ticino sono i cantoni con l’indice di sfruttamento fiscale più alto, pari rispettivamente a 226 e a 184 (la media svizzera è fissata a 100, ndr.). Nel suo rapporto, l’AFF fa però notare come il divario con la media svizzera si è ridotto per il Ticino rispetto al 2024 (era pari a 192). Il cantone fiscalmente più attrattivo è, senza sorprese, Zugo, con un valore pari a 29. Hanno un indice di sfruttamento fiscale corrispondente a meno della metà della media svizzera anche Sciaffusa (34) e Svitto (45). I Grigioni sono a quota 130.

I più virtuosi

Per quel che concerne le persone fisiche, i valori sono più concentrati attorno alla media. I tre Cantoni con gli indici più elevati sono Vaud (131), Ginevra (130) e Basilea Città (119).

Il valore minimo è inoltre in tutti i casi superiore alla metà della media. I Cantoni con il minor sfruttamento fiscale delle persone fisiche sono tutti situati nella Svizzera centrale, si tratta di Zugo (59), Svitto (65), Uri (69) e Nidvaldo (70). Ticino e Grigioni si trovano nella media svizzera, con un indice di sfruttamento fiscale pari rispettivamente a 100 e 99.

Da notare, infine, che il rapporto sull’indice di sfruttamento fiscale non sarà più pubblicato con cadenza annuale. Il prossimo sarà disponibile solo nel 2028.

«Ma non siamo un paradiso»

Sui dati è intervenuta la Camera di commercio, sottolineando come il Ticino risulti il secondo Cantone con il più elevato indice di sfruttamento fiscale sulle imprese e come questo collochi il Cantone ai vertici della pressione fiscale sulle persone giuridiche. Secondo la presa di posizione, si tratta di un elemento di forte rilevanza economica in un contesto di crescente mobilità delle attività e concorrenza globale, poiché i livelli di imposizione incidono sulle decisioni relative a investimenti, insediamenti e mantenimento delle sedi operative.

La Camera di commercio afferma inoltre che il confronto intercantonale smentirebbe la narrazione di «sgravi fiscali selvaggi» a favore delle imprese, sostenendo che il Ticino si trovi nella fascia alta della pressione fiscale e che un dibattito sulla competitività cantonale dovrebbe basarsi su dati oggettivi. Nella sua posizione, inoltre, si richiama infine l’importanza di un clima di collaborazione e fiducia tra economia, istituzioni e amministrazione e di un confronto costruttivo sul futuro della fiscalità cantonale.

«Il messaggio che emerge dai dati è chiaro: il Ticino non è un paradiso fiscale per le imprese, bensì uno dei Cantoni con il maggior sfruttamento del proprio potenziale fiscale nei loro confronti», si legge in nella nota stampa della Camera di commercio. «In questo quadro attribuire alle aziende una responsabilità ingiustificata o rappresentarle come beneficiarie di privilegi inesistenti rischia soltanto di indebolire il clima di fiducia e collaborazione necessario per sostenere la crescita economica».

«Rendere il Ticino più attrattivo non significa favorire pochi, ma garantire condizioni competitive che permattano a tutti - imprese, lavoratori e famiglie - di beneficiare di un’economia dinamica, capace di generare benessere diffuso», si conclude. Gene