Kessel inaugura il più grande showroom Ferrari d'Europa: «Sette anni di attesa per trasformare un sogno in realtà»

La nuova sede Ferrari di Kessel Auto Zug AG a Sihlbrugg rappresenta uno dei progetti più importanti degli ultimi anni per il gruppo ticinese guidato da Ronnie Kessel e, più in generale, per la presenza del Cavallino Rampante in Svizzera. Inaugurata il 13 maggio alla presenza di Ronnie Kessel e di Reno de Paoli, Head of Ferrari Europe & Africa, la struttura è oggi il più grande showroom Ferrari in Europa realizzato secondo il nuovo concept architettonico della Casa di Maranello.

L’edificio si sviluppa su 6.620 metri quadrati distribuiti su sette livelli, con showroom, officina, aree consegna, spazi dedicati alle vetture pre-owned, magazzini e una terrazza panoramica pensata per accogliere clienti e community. L’inaugurazione ha coinciso anche con la prima esposizione della nuova Ferrari Amalfi Spider all’interno di una concessionaria Ferrari in Svizzera.

Per Ronnie Kessel, però, il valore del progetto non si misura soltanto nelle dimensioni della struttura. «Se l’attesa emozionale di un cliente per ricevere una Ferrari è di ventiquattro mesi, quella per questo posto è stata di sette anni», racconta al Corriere del Ticino. «Tra ricerca della location, pandemia, ritardi nei cantieri e tre anni di costruzione, è stato un percorso lunghissimo. Però l’attesa è qualcosa di bello: ti permette di sognare, di far sognare. Essere qui oggi a raccontarlo è qualcosa di eccezionale.»

La nuova sede di Sihlbrugg è uno dei primi esempi completi della nuova filosofia espositiva Ferrari, basata sui concetti di esperienza, comunità e integrazione tra fisico e digitale. Il cuore dello showroom è la «Piazza», uno spazio centrale ispirato alle piazze italiane, pensato come luogo d’incontro per clienti e appassionati.

«Quello che vedete oggi è a tutti gli effetti la prima applicazione di questo nuovo linguaggio Ferrari», spiega Kessel. «Fino a poco tempo fa, insieme a Ferrari, stavamo ancora modificando parametri della costruzione. Per noi è stato motivo di orgoglio poter suggerire direttamente alcune soluzioni, da fruitori di questi spazi. In un certo senso c’è anche la firma Kessel dentro questo progetto che verrà poi utilizzato come riferimento a livello mondiale.»

La crescita del gruppo è stata graduale e costruita nel tempo. «Ferrari protegge moltissimo il proprio marchio e il sistema di allocazione delle vetture. Non esistono Ferrari nuove in stock: ogni macchina viene prodotta per un cliente preciso. Per arrivare a una struttura di questo livello abbiamo prima dovuto dimostrare di sapere crescere nel mercato e creare una vera community.»

Secondo Kessel, il punto centrale è proprio il rapporto con i clienti. «Non puoi obbligare qualcuno a comprare una Ferrari. Devi lavorare sulle leve emozionali, creare eventi, creare appartenenza. Alla fine questo traguardo non è solo nostro: è un risultato raggiunto insieme ai clienti. Senza di loro Ferrari non ci avrebbe mai dato la possibilità di arrivare a una struttura di queste dimensioni.»

Nonostante l’espansione verso la Svizzera tedesca, il gruppo ribadisce la centralità del Ticino nelle proprie attività. «Non abbiamo alcuna intenzione di spostare dal Ticino il nostro centro di competenza primaria. I reparti Classic e Racing resteranno a Lugano. Trovare meccanici con competenze altissime su vetture racing o classiche è difficile: sdoppiare queste capacità significherebbe perdere qualità.»

Il gruppo continuerà infatti a investire anche nella Svizzera italiana. «Abbiamo recentemente ultimato il centro Classic e il centro Service in Ticino. E anche lo showroom di Lugano è in ampliamento: entro circa un anno inaugureremo un’estensione importante. Lugano rimane centrale nel mondo Kessel.»

Per Ronnie Kessel, il legame con il Ticino rappresenta anche un elemento identitario. «C’è tantissimo di ticinese nel nostro modo di lavorare e tanta italianità. In Svizzera tedesca siamo noi ticinesi a fare da ambasciatori Ferrari. Qui prendono il Ticino come riferimento, mentre noi in Ticino guardiamo a Maranello. Questo crea un’identità molto forte.»

L’inaugurazione di Sihlbrugg ha avuto anche un significato personale. Il taglio del nastro è arrivato infatti a pochi giorni dal sedicesimo anniversario della scomparsa di Loris Kessel, ex pilota di Formula 1 e fondatore dell’azienda nel 1971. «Mio padre non era uno da grandi complimenti. Probabilmente oggi mi direbbe: «Adesso che hai fatto Zug, cosa arriva dopo?». Era nel DNA di un corridore: la gara più bella è sempre quella che deve ancora arrivare.»
«Queste cose non nascono dal nulla. Nascono da sacrifici enormi e da una storia costruita nel tempo – conclude Ronnie Kessel -. Questo traguardo lo dedichiamo a lui, alla nostra famiglia e a tutti i collaboratori che hanno reso possibile questo percorso.»
