Economia

L'aumento dei prezzi si sente di più in Ticino

L'aumento dei prezzi che nel 2022 ha gravato sulle tasche dei cittadini in Svizzera è più alto di quanto indichi il rincaro ufficiale: nel nostro cantone l'inflazione percepita risulta superiore
©CdT/Chiara Zocchetti
Ats
20.01.2023 08:57

L'aumento dei prezzi che nel 2022 ha gravato sulle tasche dei comuni cittadini in Svizzera è più alto di quanto indichi il rincaro ufficiale: l'inflazione percepita si è attestata al 3,5%, valore sensibilmente maggiore della crescita del 2,8% osservata dall'indice dei prezzi al consumo.

Il primo dato considera esclusivamente l'andamento dei prezzi dei beni consumati regolarmente dalla popolazione, come generi alimentari, medicamenti o vestiti, rimuovendo i fattori di contenimento dell'inflazione come gli affitti o i beni durevoli, spiega in un comunicato odierno Comparis. La società di confronti internet calcola l'indicatore in collaborazione con il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF): esso è da mettere in relazione con il rincaro ufficiale che viene misurato dall'Ufficio federale di statistica (UST).

La differenza tra i due parametri è stata particolarmente marcata nella prima metà dell'anno, dopodiché i due indici si sono leggermente allineati: in dicembre segnano rispettivamente +2,9% e +2,8%. L'inflazione percepita in Ticino rimane superiore a quella della Svizzera tedesca e della Romandia.

«Dopo un forte incremento dei prezzi dei beni di uso quotidiano come il carburante e l'energia per il riscaldamento, negli ultimi mesi del 2022 sono aumentati anche i beni duraturi come le abitazioni», spiega Michael Kuhn, esperto di Comparis in finanze, citato nella nota. A suo avviso l'inflazione percepita rispecchia meglio l'esperienza reale dei consumatori durante gli acquisti quotidiani. Lo specialista è anche convinto che la tendenza all'aumento dei prezzi proseguirà: «L'inflazione in Svizzera rimarrà elevata, ma sarà molto più bassa che nella maggior parte dei paesi europei».

Allargando la visione al lungo periodo, spicca l'aumento del costo della mobilità. Dalla fine del 2002, il bene ad aver registrato il maggiore aumento in questo campo è il carburante, con un rincaro medio del 48%. Sono comunque diventati significativamente più costosi anche la manutenzione e la riparazione dei mezzi di trasporto privati (+34%), i trasporti pubblici (+27%), gli altri servizi per il trasporto privato (+20%) e i taxi (+19%).