Primo semestre più che positivo per le Banche Raiffeisen Ticino e Moesano: l'utile di esercizio è salito a 18,5 milioni di franchi (+2,5%)

Le Banche Raiffeisen del Ticino e del Moesano archiviano un primo semestre positivo, nonostante un contesto caratterizzato da tassi d’interesse contenuti e da persistenti incertezze economiche e geopolitiche. Al 30 giugno 2026, la somma di bilancio ha raggiunto 21,7 miliardi di franchi, in aumento del 2,1% rispetto alla fine del 2025, mentre l’utile d’esercizio è salito del 2,8%, a 18,5 milioni di franchi.
A sostenere i risultati è stato soprattutto il contributo delle attività di investimento e previdenza, che stanno assumendo un peso crescente nella strategia delle banche regionali. Il risultato da operazioni su commissione e da prestazioni di servizio è infatti aumentato del 6,2%, raggiungendo 27,3 milioni di franchi. Anche il risultato lordo da operazioni su interessi ha registrato una progressione del 4%, a 107,6 milioni, mentre i ricavi d’esercizio sono cresciuti complessivamente del 4,4%, a 147,6 milioni di franchi.
La dinamica positiva ha interessato anche i principali volumi d’affari. Nei primi sei mesi dell’anno, i prestiti alla clientela sono aumentati di 461,7 milioni di franchi, attestandosi a 17,5 miliardi (+2,7%). I crediti ipotecari hanno raggiunto 16,3 miliardi, con una crescita del 2,6%. In aumento anche i depositi della clientela, saliti di 207,4 milioni, a 15,6 miliardi (+1,4%).
Clienti e collaboratori in crescita
La base di clientela continua inoltre ad ampliarsi. Rispetto alla fine del 2025, le Banche Raiffeisen del Ticino e del Moesano contano 420 clienti e 701 soci in più, per un totale, rispettivamente, di 256.550 clienti e 129.597 soci. È aumentato anche il numero dei collaboratori, passato da 725 a 729.
I costi d’esercizio sono cresciuti in misura contenuta, dell’1,1%, a 83,3 milioni di franchi. L’aumento è attribuito soprattutto agli investimenti nello sviluppo dell’organizzazione, con l’inserimento di nuove professionalità nei settori della previdenza e degli investimenti e con il ricambio generazionale in corso. L’obiettivo è rafforzare, nel medio e lungo periodo, la qualità della consulenza e la capacità di rispondere a esigenze della clientela sempre più articolate.
La strategia futura continuerà a puntare sulla diversificazione: da un lato, mantenere una posizione solida nel finanziamento della proprietà abitativa; dall’altro, sviluppare ulteriormente i servizi legati agli investimenti e alla previdenza. La Federazione regionale riunisce 16 Banche Raiffeisen, con 56 sedi e agenzie sul territorio, e conferma anche il proprio impegno a favore di enti, associazioni e imprese locali.
Raiffeisen Svizzera
A livello di Gruppo, Raiffeisen ha chiuso il primo semestre con risultati che la dirigenza giudica brillanti: l’utile si è attestato a 659 milioni di franchi, il 19% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ha indicato l’istituto, contestualmente all’annuncio di un piano di riduzione dell’organico che interesserà fino a 180 posti.
I ricavi sono saliti dell’8%, a 2 miliardi di franchi, mentre i crediti ipotecari sono aumentati di 4,4 miliardi (+2%), raggiungendo quota 235 miliardi. Complessivamente, i prestiti alla clientela hanno toccato i 248 miliardi (+2%). Sul fronte dei passivi, i depositi dei clienti sono aumentati di 3 miliardi (+1%), arrivando a una consistenza di 229 miliardi.
Il trend di crescita è proseguito anche nelle attività d’investimento e di previdenza. Particolarmente soddisfacente viene giudicato l’afflusso di nuovi fondi netti, pari a 3,3 miliardi di franchi, di cui 2,8 miliardi nei mandati di gestione patrimoniale.
«L’andamento delle nostre attività è stato più che ottimo nel primo semestre», commenta il presidente della direzione Gabriel Brenna, citato in un comunicato. «Rispetto all’esercizio precedente siamo riusciti a incrementare nettamente il nostro volume d’affari e abbiamo registrato una crescita sia dei proventi da interessi sia di quelli da commissioni e prestazioni di servizio. Inoltre, abbiamo rafforzato il nostro posizionamento nei settori degli investimenti, della previdenza e della clientela aziendale», aggiunge il manager 52enne, con cittadinanza svizzera e italiana, in carica dal dicembre 2025.
Aumentare l’efficienza, annunciati tagli fino a 180 impieghi
Nel comunicato sui risultati, Raiffeisen accenna anche al piano di risparmi, trattato poi più ampiamente in una nota separata. Si parla di «misure per incrementare l’efficienza», allo scopo di «mantenere il rapporto tra costi e ricavi costantemente su un buon livello». L’obiettivo è ridurre i costi del personale e del materiale di circa 60 milioni di franchi nel 2027. Concretamente, il piano prevede la soppressione di posti di lavoro, fino a un massimo di 180. L’attuazione avverrà in modo «responsabile», assicura la dirigenza: più della metà dei tagli sarà realizzata attraverso la fluttuazione naturale.
La maggior parte della riduzione dell’organico avverrà nelle sedi centrali di San Gallo e Zurigo, hanno affermato i vertici durante una conferenza stampa tenutasi. Saranno soppressi al massimo 180 posti di lavoro, hanno spiegato il presidente della direzione Gabriel Brenna e il responsabile finanziario Christian Poerschke.
Più della metà della riduzione potrà essere attuata attraverso la fluttuazione naturale, la mancata sostituzione, la riduzione del personale esterno e i prepensionamenti. I licenziamenti saranno al massimo 70. L’operazione dovrebbe consentire di risparmiare 60 milioni di franchi.
Raiffeisen Svizzera, in qualità di organizzazione centrale del Gruppo, conta attualmente circa 2.500 collaboratori di cui 2.300 atempo pieno.

