Quest'anno si chiede più attenzione soprattutto sull'intelligenza artificiale

All’ingresso del 2026, i mercati azionari continuano a essere sostenuti dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale (IA), ma la loro crescente concentrazione su pochi attori espone a rischi crescenti. È quanto mettono in guardia gli analisti di Vontobel Mario Montagnani, Senior Investment Strategist, e Andrea Caldelari, Head WM Investment Advisory & Solutions. La straordinaria ascesa dei player dell’IA ha alimentato i rendimenti degli ultimi anni, contribuendo a rendere il rallentamento dell’economia meno marcato del previsto. Tuttavia, la dipendenza dei mercati da un ristretto gruppo di vincitori rende il sistema fragile: un indebolimento della narrativa sull’IA potrebbe generare correzioni improvvise, minare la fiducia dei consumatori e persino spingere l’economia globale verso una recessione.
Se i consumatori hanno adottato rapidamente l’IA generativa, la diffusione nelle imprese procede più lentamente. Studi recenti mostrano che la maggior parte dei progetti aziendali non produce ancora risparmi significativi, né miglioramenti della redditività. L’IA resta dunque una tecnologia promettente ma complessa da integrare, con benefici che richiederanno più tempo per emergere. In questo contesto, spiegano i due analisti intervenuti a un evento ieri a Lugano, gli investitori devono evitare una sovraesposizione ai titoli legati esclusivamente all’IA e individuare aziende con modelli di business solidi, a prescindere dalla velocità di adozione della tecnologia. È il caso, per esempio, della Borsa svizzera, che l’anno scorso ha messo a segno una performance del 18% senza avere società tecnologiche minimamente paragonabili a quelle statunitensi.
Le cosiddette GAFAM (Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft), a cui si sono aggiunte nel frattempo Tesla e Nvidia, continuano a distinguersi con valutazioni stellari. Ma l’IA, mettono in guardia Montagnani e Caldelari, è anche il cuore di un ecosistema finanziario interconnesso che ricorda, per certi aspetti, l’epoca delle dot-com. Investimenti miliardari in data center e modelli sempre più complessi si reggono su aspettative di crescita elevate e su flussi abbondanti di capitale. Se queste attese dovessero indebolirsi, l’effetto ricchezza negativo derivante da una correzione azionaria potrebbe pesare in modo significativo sui consumi, in un contesto in cui la spesa delle famiglie più abbienti – principali detentrici di attivi finanziari – è diventata determinante per la crescita statunitense. A questi si aggiungono i rischi geopolitici e monetari, alimentati anche dal presidente Trump con lo scontro con la Federal Reserve.
Per questo diventa essenziale affiancare all’IA attivi in grado di garantire crescita e stabilità indipendenti dalla tecnologia. Anche in Europa e nei mercati emergenti esistono opportunità di crescita strutturale al di fuori dell’IA. È stato citato il caso dell’indice SMI di Zurigo. In conclusione si può dire che il 2026 richiederà dunque un approccio misurato e diversificato. Anche per questo, ricorda Stefano Sala, responsabile di Vontobel a Lugano, bisogna affidarsi a consulenti esperti.
