Versante rischi, in testa le fake news e il capitolo cambiamenti climatici

Anche quest’anno il World Economic Forum alla vigilia dell’incontro mondiale di Davos, che si apre oggi nella cittadina grigionese e si chiuderà venerdì, ha fatto il punto sulla percezione dei rischi e sulla gerarchia di questi nelle opinioni di esperti e leader. Nei giorni scorsi è stata infatti presentata l’edizione 2024 del Global Risks Report, realizzato dal WEF in collaborazione con il gruppo assicurativo elvetico Zurich Insurance e con la società americana di servizi finanziari e consulenza Marsh McLennan. Il rapporto si basa sulle opinioni di oltre 1.400 esperti di rischi globali, decisori politici e leader, intervistati durante lo scorso settembre.
A breve e a lungo
Quello che emerge dal rapporto 2024 in via principale è che la disinformazione è il primo rischio globale percepito dagli esperti per il breve termine, mentre i cambiamenti climatici preoccupano di più per il lungo periodo. La previsione è «prevalentemente negativa» nel breve periodo e il quadro potrebbe anche peggiorare ulteriormente nel lungo periodo. Per il 30% degli intervistati c’è infatti «un’alta probabilità di catastrofi globali» nei prossimi due anni, ma la percentuale sale al 66% per quel che riguarda i prossimi dieci anni. Secondo Saadia Zahidi, managing director del World Economic Forum, «un ordine globale instabile, caratterizzato da narrazioni polarizzanti e da insicurezza, l’aggravarsi degli impatti degli eventi climatici estremi e l’incertezza economica stanno accelerando lo sviluppo di alcuni rischi, come quelli legati alla misinformazione e alla disinformazione».
Si può dire quindi che l’esigenza di una lotta complessiva alle fake news rimarrà più che mai in primo piano, sia sul versante della misinformazione (informazioni false diffuse senza intenzione di ingannare, ndr), sia sul versante della disinformazione (informazioni false diffuse invece con l’intenzione di ingannare, ndr). Accendendo un faro in particolare sulla politica e sulle elezioni, nel breve termine il nesso tra «informazioni falsificate e tensioni sociali» sarà protagonista in occasione delle scadenze elettorali previste in diversi Paesi in questa fase.
Pesano naturalmente anche i conflitti armati tra Stati, che figurano tra le cinque principali preoccupazioni. La ricetta per affrontare i rischi del pianeta, ha ricordato Saada Zahidi, è ancora e sempre la collaborazione, come già si è visto nel corso della pandemia da coronavirus esplosa negli anni scorsi. «I leader mondiali – ha affermato la managing director del WEF – devono unirsi per affrontare le crisi a breve termine e allo stesso tempo gettare le basi per un futuro più resiliente, sostenibile e inclusivo».
Per Carolina Klint, chief commercial officer per l’Europa di Marsh McLennan «le scoperte nel campo dell’Intelligenza Artificiale rivoluzioneranno radicalmente lo scenario dei rischi per le organizzazioni, molte delle quali avranno difficoltà a reagire alle minacce derivanti dalla disinformazione, dalla disintermediazione e dagli errori strategici». Klint ha sottolineato il fatto che le aziende devono «affrontare catene di approvvigionamento rese più complesse dalla geopolitica e dai cambiamenti climatici, nonché minacce informatiche dovute a un numero crescente di attori malintenzionati».
C’è la necessità, dunque, di un «impegno costante per costruire la resilienza a livello organizzativo, nazionale e internazionale, nonché una maggiore cooperazione tra settore pubblico e privato».
Azioni coordinate
Secondo John Scott, head of sustainability risk di Zurich Insurance, «il mondo sta subendo trasformazioni strutturali significative per via dell’Intelligenza Artificiale, dei cambiamenti climatici, delle evoluzioni nello scenario geopolitico e delle transizioni demografiche». «Si stanno intensificando i rischi già noti – ha aggiunto Scott – e stanno emergendo nuove minacce, ma con esse si aprono anche opportunità». Tra queste «le azioni condivise e coordinate a livello internazionale, le strategie localizzate, le azioni individuali dei cittadini, delle aziende e dei singoli Paesi».
