WEF: la presenza di Trump in forse dopo l'attacco in Venezuela

Un'eventuale presenza del presidente statunitense Donald Trump al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) - in agenda dal 19 al 23 gennaio - è controversa, dopo l'attacco USA al Venezuela e l'arresto del capo di Stato Nicolás Maduro.
Per la consigliera nazionale dei Verdi Christine Badertscher (BE) la questione è problematica: la Svizzera - ha dichiarato stamane la parlamentare ai microfoni dell'emissione «Heute Morgen» della radio SRF - dovrebbe condannare più duramente l'azione militare americana.
«Capisco che ora si debbano condurre questi negoziati, tuttavia la Svizzera deve o può ora impegnarsi davvero per il diritto internazionale», ha affermato la bernese riferendosi ai negoziati tra Berna e Washington su un accordo doganale vincolante, che potrebbero aver luogo nel quadro del WEF. È probabile infatti che, qualora Trump venisse in Svizzera, a Davos il tycoon incontrerà il presidente della Confederazione Guy Parmelin. L'abboccamento non è finora stato confermato.
Per la specialista di diritto internazionale dell'Università di Zurigo Helen Keller, come per le Nazioni Unite d'altronde, è chiaro che l'attacco americano al Venezuela viola il diritto internazionale. «Qui abbiamo a che fare con un governante che si cura sempre meno del diritto in generale. La questione se la Svizzera debba trattare con un tale capo di Stato nel corso di un incontro, al WEF o nell'ambito di negoziati economici, non riguarda tuttavia il diritto internazionale, ma è di competenza della diplomazia», ha sottolineato Keller.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha dal canto suo indicato a SRF che, dal punto di vista del diritto internazionale, per la Svizzera non esiste nessun obbligo che possa impedire la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
I responsabili del WEF non hanno voluto commentare la questione nonostante le ripetute richieste in merito.