Effetto Brexit su Londra, in 10 anni 7 Governi

Le annunciate dimissioni di Keir Starmer e il più che probabile arrivo a Downing Street, dopo la metà di luglio, di Andy Bernham aggiungono un ulteriore tassello alla crisi politico-istituzionale che stringe in una morsa il Regno Unito ormai da 10 anni, da quando cioè il Paese ha deciso di uscire dall’Unione Europea.
Negli anni successivi alla Brexit, la Gran Bretagna ha infatti tentato di tracciare una propria strada autonoma, ma ha faticato enormemente a rilanciare l’economia, condizionata com’era da bassa crescita, alti debiti e da un welfare sempre più oneroso.
Dal punto di vista istituzionale, in 10 anni il premier del Regno Unito è cambiato 6 volte. E dopo l’addio di Starmer, Andy Bernham sarà il settimo primo ministro a salire a Buckingham Palace per avere l’incarico dal re.
La girandola di Governi era iniziata nel giugno del 2016 con le dimissioni del conservatore David Cameron, contrario alla Brexit e convinto di poter vincere il referendum popolare da lui stesso convocato. Lo shock causato dall’esito inatteso del voto aveva di fatto spinto Cameron a lasciare e a fare spazio a Theresa May, costretta però anch’essa, nel 2017, a siglare un’intesa con il Partito Unionista Democratico dell’Irlanda del Nord dopo aver perso la maggioranza assoluta in Parlamento nelle elezioni anticipate. Nel maggio 2019, non essendo riuscita a rompere lo stallo parlamentare su come la Gran Bretagna avrebbe dovuto lasciare l’UE, Theresa May lascia e al suo posto la regina nomina Boris Johnson, uno dei volti principali della campagna anti-europeista. A dicembre dello stesso anno, con il Parlamento paralizzato, Johnson conduce i conservatori alla più grande vittoria elettorale dai tempi di Margaret Thatcher facendo leva sullo slogan Get Brexit Done («Porta a termine la Brexit»). Johnson usa il suo mandato per far passare l’accordo e la Gran Bretagna esce dall’UE il 31 gennaio 2020. Una lunga lista di scandali ed errori trascina però il premier verso le dimissioni, che giungono nel settembre del 2022.
A Johnson subentra Liz Truss, il cui «mini-bilancio» contenente tagli fiscali senza copertura terrorizza i mercati finanziari. Truss rimane a Downing Street soltanto 44 giorni prima di passare la mano a Rishi Sunak. Nel febbraio 2023, Sunak raggiunge un accordo con l’UE sulle regole commerciali per l’Irlanda del Nord, ma non riesce a frenare l’emorragia di consensi per i conservatori. Indietro di circa 20 punti nei sondaggi rispetto al Labour, Sunak convoca comunque le elezioni anticipate per il 4 luglio 2024. Elezioni che i laburisti stravincono in termini di seggi. Keir Starmer diventa premier.
