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Il Comando Centrale iraniano, Khatam al-Anbiya, ha dichiarato che le forze armate del Paese hanno «il dito sul grilletto» e sono pronte a contrastare qualsiasi minaccia – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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20:23
20:23
«Stato canceroso», il Pakistan attacca Israele ma poi cancella il post
Pakistan e Israele si affrontano in un durissimo scontro verbale. Un duello dalle chiare implicazioni politiche che vede i due governi sfidarsi a colpi di aspre dichiarazioni online.
Ad accendere gli attriti un post pubblicato nella notte sull'account X del ministro della Difesa pachistano, Khawaja Asif, ma poi cancellato in fretta e furia. Il messaggio non è più disponibile sul social, ma i giornali internazionali riferiscono che, dopo aver accusato le forze israeliane di «commettere un genocidio» in Libano, il ministro pachistano ha usato parole di fuoco nei confronti dello stesso Stato di Israele, definendolo «canceroso» e «una maledizione per l'umanità» e condannandone persino la creazione dicendo di augurarsi che i fondatori «brucino all'inferno».
Non si è fatta attendere la risposta del governo israeliano, che ha replicato mettendo in dubbio il ruolo di mediatore del Pakistan per cercare di mettere fine alla guerra che insanguina il Medio Oriente: «Questa è una dichiarazione che non può essere tollerata da nessun governo, soprattutto da uno che afferma di essere un arbitro neutrale per la pace», ha tuonato l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu definendo «oltraggioso» il messaggio.
Sullo sfondo c'è ovviamente la guerra, dove Iran, Pakistan e diversi altri Paesi affermano che la tregua di due settimane tra Washington e Teheran debba includere anche il Libano, mentre il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu dicono di pensarla diversamente.
19:30
19:30
L'Onu condanna «l'incessante ondata di uccisioni a Gaza»
Il responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Turk, ha condannato oggi le continue uccisioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, a sei mesi dall'inizio del fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas. «L'incessante ondata di uccisioni riflette il continuo disprezzo per le vite dei palestinesi, reso possibile dall'impunità dilagante», ha dichiarato Turk in un comunicato, aggiungendo che non esiste un piano di sopravvivenza nel territorio, indipendentemente da dove le persone cerchino rifugio.
19:30
19:30
Trump avverte l'Iran: «Nuovi attacchi se non si arriva ad un accordo»
Alla vigilia dei negoziati in Pakistan Donald Trump ha avvertito l'Iran che ci saranno attacchi ancora più intensi se non si troverà un accordo. «Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi», ha detto il presidente in un'intervista al New York Post. «Le useremo in modo estremamente efficace» qualora non si giungesse a un accordo con l'Iran, ha aggiunto Trump riferendosi alle munizioni e alle armi. «Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo a breve», ha poi aggiunto il presidente parlando degli esiti dei colloqui che inizieranno domani.
19:29
19:29
Sanchez: «L'Europa non permetta una nuova Gaza in Libano»
«Non permettiamo una nuova Gaza in Libano. Perché davanti alle violazioni fragranti del diritto internazionale l'Europa deve agire con coerenza, se vogliamo che il resto del mondo guardi a noi» con speranza «e ci sostenga nell'appoggio che stiamo dando all'Ucraina nella sua lotta per la libertà davanti all'invasore Putin». Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, intervenendo in chiusura dell'European Europe Forum organizzato da Politico e ByBartlet a Barcellona.
Nel suo discorso Sanchez ha insistito sulla necessità di porre fine alle ostilità in Medio Oriente, ha accusato Israele di «violazioni flagranti del diritto internazionale umanitario» e ha esortato l'Europa a non volgere lo sguardo altrove. «Per questo, per coerenza ed empatia, ho chiesto all'Unione europea di sospendere l'accordo di Associazione con Israele, perché è evidente che sta violando molti degli articoli di questo accordo, soprattutto quelli collegati al rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario», ha messo in evidenza il premier.
Il leader socialista ha anche insistito sulla necessità per l'Europa di «riarmarsi non solo per far fronte ai problemi di difesa, ma di riarmarsi moralmente», essendo «il riferimento al quale il mondo guarda e l'attore principale» per la difesa dei diritti. Nel sottolineare la necessità di una autonomia, come «condizione indispensabile» per un'Europa «più integrata, più sovrana e senza interferenze di attori terzi», Sanchez ha segnalato che l'Ue deve avanzare su una «vera politica di sicurezza, di difesa ed estera comune». «Noi siamo pronti per avanzare per un esercito europeo comune non fra dieci o due anni, ma domani stesso», ha assicurato il premier spagnolo.
19:28
19:28
Ambasciatori di Usa, Israele e Libano tengono il primo round di colloqui
Gli ambasciatori di Israele, Libano e Stati Uniti terranno oggi a Washington un primo round di colloqui per gettare le basi delle future negoziazioni tra Israele e Libano. Lo riferisce la Cnn citando fonti israeliane.
Tra le questioni più urgenti da negoziare c'è la richiesta del Libano di un cessate il fuoco quale condizione preliminare per l'avvio dei colloqui. I funzionari libanesi hanno dichiarato che non negozieranno «sotto il fuoco», mentre Israele ha respinto l'ipotesi di una tregua con Hezbollah.
Secondo le fonti, i colloqui oggi si svolgeranno alla presenza di Michel Issa, ambasciatore americano in Libano, Yechiel Leiter, ambasciatore di Israele negli Stati Uniti e Nada Hamadeh Moawad, ambasciatrice del Libano negli Usa.
19:27
19:27
Dieci membri delle forze sicurezza uccisi dai raid israeliani nel sud del Libano
Un attacco israeliano, uno dei diversi di oggi compiuti nella città di Nabatieh, nel sud del Libano, ha ucciso almeno 10 membri delle forze di sicurezza statali, secondo quanto riferito all'agenzia di stampa Afp da una fonte interna alle stesse forze. L'agenzia statale Nna aveva precedentemente indicato 8 morti.
L'agenzia di stampa nazionale Nna aveva precedentemente descritto una «serie di intensi attacchi aerei» da parte di Israele, tra cui uno contro un ufficio della Sicurezza di Stato, che - secondo quanto riferito da Nna - aveva perso otto dei suoi effettivi. Un fotografo dell'Afp aveva osservato danni significativi al complesso amministrativo nel centro della città, dove era scoppiato un incendio.
19:26
19:26
Esercito iraniano pronto a reagire: «Abbiamo il dito sul grilletto»
Il Comando Centrale iraniano, Khatam al-Anbiya, ha dichiarato che le forze armate del Paese hanno «il dito sul grilletto» e sono pronte a contrastare qualsiasi minaccia. Lo riportano diversi media iraniani.
Nella dichiarazione il Comando Centrale iraniano afferma che, a causa delle ripetute violazioni delle promesse da parte di Usa e Israele in passato, le forze armate dell'Iran restano pienamente pronte ad agire.
Il comando militare ha avvertito che qualsiasi ulteriore attacco contro Hezbollah in Libano avrà una risposta «devastante» e «dolorosa». Ha inoltre affermato che l'Iran porterà la gestione dello Stretto di Hormuz in una «nuova fase», mantenendone il controllo, e in nessuna circostanza rinuncerà ai propri diritti.
18:25
18:25
«Telefonata tesa fra Trump e Netanyahu sul Libano»
Une telefonata «tesa», la terza fra Donald Trump e Benyamin Netanyahu questa settimana con al centro il Libano. Secondo quanto riporta la CNN, i due leader ieri si sono sentiti e Netanyahu ha capito che se non avesse richiesto colloqui diretti con il Libano, Trump avrebbe potuto semplicemente dichiarare il cessate il fuoco.
Martedì Trump aveva sentito Netanyahu prima di annunciare la tregua, e il premier israeliano aveva fatto pressione affinché il Libano fosse escluso.
16:52
16:52
«I colloqui potrebbero durare 2-3 giorni»
I colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti in Pakistan potrebbero durare due o tre giorni: lo ha dichiarato alla Tass Abdul Majid Hakim Elahi, inviato della Guida Suprema. «Forse negozieranno per due o tre giorni, poi torneranno nei loro paesi per proseguire le discussioni con i propri funzionari», ha affermato.
16:09
16:09
Beirut, «8 membri delle forze di sicurezza uccisi nei raid di Israele»
Almeno 8 membri delle forze di sicurezza libanesi sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani nella città di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale Nna.
L'agenzia ha descritto una «serie di intensi attacchi aerei» da parte di Israele, tra cui uno contro un ufficio della Sicurezza di Stato, che ha perso otto dei suoi effettivi. Un fotografo dell'Afp ha osservato danni significativi al complesso amministrativo nel centro della città, dove era scoppiato un incendio.
15:32
15:32
L'IDF: «Eliminati terroristi di Hezbollah nel sud del Libano»
L'esercito israeliano continua le operazioni nel Libano meridionale, «smantellando strutture terroristiche di Hezbollah ed eliminando terroristi». Lo riferisce l'Idf aggiungendo che «le truppe hanno individuato un lanciarazzi carico e puntato verso lo Stato di Israele. Immediatamente dopo, il lanciarazzi è stato colpito e distrutto» in un attacco.
In un'altra operazione, le forze israeliane «hanno scoperto il pozzo di un tunnel che conduce a un sito di infrastrutture sotterranee di Hezbollah: individuate e smantellate diverse tipologie di armi, tra cui missili anticarro, armi da fuoco e depositi di munizioni», conclude il comunicato.
15:21
15:21
Mattarella: «La Nato essenziale per l'equilibrio del mondo»
«La Nato è essenziale per garantire l'equilibrio del sistema mondiale. Ed è utile a entrambi le sponde». Lo ha detto il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in colloqui avuti oggi a Praga con i presidenti di Camera e Senato della repubblica Ceca.
Bisogna «recuperare lo spirito del 2000 (quando ci fu l'ingresso dei paesi dell'est nella Nato e nell'Ue ndr) di coraggio creativo. Il rapporto transatlantico deve rimanere saldo, ha aggiunto Mattarella.
»Dobbiamo andare verso una sovranità condivisa. Le specifiche, le caratteristiche di ogni Paese vanno sempre rispettate. Ma le sfide oggi sono globali e nessun Paese, anche quello più forte economicamente o militarmente, può pensare di fare da solo. Altrimenti la sovranità diventa illusoria«, ha detto ancora.
»Sicurezza, migrazioni, equilibrio finanziario, la presenza di soggetti che operano al di sopra degli Stati e del diritto internazionale, i cambiamenti climatici, le questioni della salute, possono essere affrontati solo in modo globale. Ci sono questioni che possono essere risolte solo con una sovranità condivisa«, ha sottolineato.
Sempre a proposito di organismi internazionali, il presidente italiano ha sottolineato che »È stato un vero salto di civiltà quando sono state istituite le Corti internazionali per sanzionare le violazioni del diritto internazionale. È di estrema gravità che vengano aggredite. Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell'umanità quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto. Dobbiamo ricordarlo. C'è un detto latino che recita Amicus Plato sed magis amica veritas (amico è Platone ma più amica è la verità)«.
In visita ufficiale in Repubblica Ceca, Mattarella ha fra le altre cose incontra il suo omologo Petr Pavel. Questa mattina il presidente italiano si è concesso anche una breve passeggiata nel centro di Praga, sotto una leggera nevicata.
15:19
15:19
Vance ottimista sui colloqui pace: «Mi aspetto un esito positivo»
JD Vance ha espresso ottimismo sui colloqui con l'Iran alla partenza per il Pakistan. Parlando con i giornalisti prima di salire sull'aereo, il vice presidente americano ha detto di aspettarsi un esito «positivo».
Al contempo ha però ha avvertito l'Iran di non «prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice presidente americano.
15:14
15:14
La guerra in Iran non influisce nell'immediato su costi di riscaldamento
L'impennata dei prezzi del petrolio e del gas non dovrebbe necessariamente ripercuotersi sulla bolletta del riscaldamento in Svizzera. Almeno non nell'immediato. Alcuni distributori hanno infatti già garantito il proprio approvvigionamento per il 2026.
Gli svizzeri continuano a dipendere in gran parte dai combustibili fossili per il riscaldamento. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), nel 2024 il 34,9% degli abitanti utilizzava il gasolio e il 17,3% il gas.
La Svizzera si rifornisce di gas sui mercati europei, che a loro volta si riforniscono principalmente dalla Norvegia e dall'Algeria per quanto riguarda il gas allo stato gassoso e dagli Stati Uniti sotto forma di gas naturale liquefatto (GNL).
Dall'inizio della guerra in Iran e dalla chiusura quasi totale dello stretto di Hormuz, il prezzo del gas TTF olandese, che funge da riferimento in Europa, è quasi raddoppiato, con un picco di circa 62 euro per megawattora il 19 marzo.
Il prezzo del gasolio dipende a sua volta principalmente dall'andamento delle quotazioni del greggio sul mercato mondiale, che hanno raggiunto un picco di circa 120 dollari nel momento più acuto della crisi. «I prezzi del gasolio sono aumentati in media del 60% dall'inizio della guerra in Iran», osserva un portavoce di Avenergy Suisse, l'organizzazione mantello degli operatori del mercato petrolifero in Svizzera, contattato dall'agenzia AWP.
Questo forte aumento dei prezzi dei combustibili fossili non avrà necessariamente ripercussioni immediate sulla bolletta del riscaldamento. «Dipenderà dal distributore, dato che alcuni sono più coperti di altri per il 2026» afferma Gilles Verdan, direttore generale di Gaznat, la società vodese che garantisce l'approvvigionamento e il trasporto di gas naturale nella Svizzera occidentale. Alcuni fornitori avevano infatti già acquistato in una certa misura il loro gas per l'anno in corso prima dell'inizio della guerra in Iran.
È il caso dei Services industriels de Genève (SIG), che hanno recentemente annunciato una riduzione delle tariffe del gas. «La manterremo per il 2026. Questa misura può sorprendere oggi. Ma è stata decisa dal nostro consiglio di amministrazione prima dell'inizio del conflitto in Medio Oriente e riflette il calo dei prezzi verificatosi nella seconda metà dello scorso anno», spiega un portavoce ad AWP.
Migrol, invece, trasferirà l'impennata dei prezzi del gasolio sulla bolletta dei propri clienti. «Il gasolio è un prodotto quotato in borsa, il che significa che i prezzi sono estremamente volatili. Attualmente sono in media circa il 50-60% più alti rispetto a prima dell'inizio della guerra e, in alcuni momenti, hanno raggiunto picchi fino al 90% in più. I nostri costi di approvvigionamento sul mercato mondiale sono quindi aumentati notevolmente, il che ci ha costretti a trasferire questi aumenti per poter continuare ad acquistare gasolio e servire i nostri clienti», afferma Diana Eisenberg, direttrice del marketing.
Per Jean-Christian Heintz, ex broker di GNL e oggi consulente, solo dopo tre-sei mesi di conflitto l'impennata dei prezzi del gas e del gasolio si farà sentire pienamente sulla bolletta del riscaldamento. «L'aggiornamento dei prezzi del petrolio e del gas non avviene allo stesso ritmo della fatturazione. Tutto dipenderà poi dagli accordi stipulati con i fornitori e dal mix energetico che propongono», sottolinea. La strategia di diversificazione è determinante, secondo lui.
Anche la stagione rappresenta un fattore importante per il gas. Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse persistere e se le infrastrutture energetiche in Medio Oriente dovessero subire danni permanenti, ciò potrebbe avere un impatto notevole quest'estate, nel momento in cui le capacità di stoccaggio europee sono piene.
«La stagione di riempimento inizia all'inizio di aprile. Attualmente, gli impianti europei registrano livelli di riempimento molto bassi in alcuni casi», spiega un portavoce dell'Associazione svizzera dell'industria del gas (ASIG). Secondo lui, le importazioni di GNL e il relativo differenziale di prezzo sono fondamentali in questo contesto. Il differenziale estate/inverno è negativo, il che significa che il gas è più costoso in estate che in inverno. «Ciò è dovuto al fatto che non vi è alcun incentivo economico a riempire le capacità di stoccaggio», sottolinea.
L'Europa rimane quindi molto vulnerabile agli shock di approvvigionamento, tanto più che la concorrenza con gli acquirenti asiatici per i carichi di GNL si sta intensificando. «Il prodotto si sta facendo più raro e gli asiatici sono disposti a pagare di più, il che aggiunge ulteriore pressione sui prezzi», sottolinea Jean-Christian Heintz.
Per il momento non si registra una corsa ai sistemi di riscaldamento alternativi, come le pompe di calore o i pellet. «Eventi di questo tipo non provocano generalmente una reazione immediata. I proprietari pianificano la sostituzione del proprio impianto di riscaldamento con largo anticipo», assicura il portavoce di Avenergy Svizzera.
A suo avviso, la maggior parte dei Cantoni ha già introdotto una normativa che rende difficile, se non impossibile, l'installazione di sistemi di riscaldamento a gasolio. Di conseguenza, molti proprietari sono comunque costretti a prendere in considerazione sistemi di riscaldamento alternativi.
13:53
13:53
Iran: «Il nostro piano in 10 punti concordato come base dei negoziati»
Il piano in dieci punti proposto dall'Iran è stato concordato come base per i negoziati, ha dichiarato il viceministro degli esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad, in Pakistan, tra USA e Iran. Lo riporta il canale televisivo satellitare in lingua persiana nonché agenzia di informazione digitale multilingue con sede a Londra Iran International. «Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all'inganno», ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all'avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.
Intanto, sempre secondo Iran International, un religioso iraniano integralista ha affermato che la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha approvato un cessate il fuoco, pur avvertendo le forze armate che non sarebbe stato rispettato e che i combattimenti sarebbero continuati. L'imam della preghiera del venerdì a Mashhad, Ahmad Alamolhoda, ha dichiarato: «La Guida suprema ha permesso al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale di accettare un cessate il fuoco, ma ha anche detto ai combattenti che è falso e che il nemico non lo rispetterà».
«Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale ha anche annunciato che avrebbe accettato un cessate il fuoco per contrastare il complotto statunitense, ma alla fine è apparso chiaro che il cessate il fuoco stesso era falso e che il nemico non lo rispetta».
12:59
12:59
Stretto di Hormuz attraversato da 15 navi dopo il cessate il fuoco
Un totale di 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando, martedì sera, è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. È quanto risulta dai dati di MarineTraffic (che si autodefinisce fornitore leader mondiale di servizi di localizzazione navale e intelligence marittima) citati da Bbc Verify, la sezione di verifica dei fatti dell'emittente pubblica inglese.
Il dato va confrontato con una media di quasi 140 navi al giorno prima dello scoppio del conflitto.
Delle 15 navi transitate, quattro sono petroliere che trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti sono navi portacontainer di vario tipo.
La chiusura di fatto dello Stretto da parte dell'Iran, avvenuta dopo l'inizio del conflitto cinque settimane fa, ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi, la maggior parte delle quali cariche di merci, secondo gli analisti marittimi di Lloyd's List.
12:48
12:48
L'Iran ha posto come condizione che Ghalibaf guidi i negoziati con gli USA
Il vicepresidente del parlamento iraniano Mahmoud Nabavian ha affermato che la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha posto come condizione che il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, guidasse i negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferisce il canale televisivo satellitare in lingua persiana nonché agenzia di informazione digitale multilingue con sede a Londra Iran International.
Nabavian ha dichiarato che «le nostre condizioni sono state comunicate alla parte pakistana (...) e ci hanno detto che (il presidente statunitense Donald) Trump le ha accettate», aggiungendo che la decisione di un cessate il fuoco e dei colloqui è stata presa dalla leadership iraniana.
09:57
09:57
Esercito israeliani: «In Libano siamo in guerra, nessun cessate il fuoco»
Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano (Idf) Eyal Zamir ha affermato che le forze dello Stato ebraico continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che «non sono in un cessate il fuoco» con l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah ma «in stato di guerra».
Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, città nel sud del Libano, riportano i media israeliani, Zamir ha affermato: «L'Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento».
08:52
08:52
Iran: morto l'ex ministro degli esteri ferito dai raid del primo aprile
L'ex ministro degli esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici israelo-statunitensi del primo aprile, secondo quanto riportato da vari media iraniani e israeliani.
Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio strategico per le relazioni internazionali, parte del ministero degli esteri. Il diplomatico di lungo corso, «rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera», riportano le agenzie di stampa non ufficiale Mehr e degli studenti iraniani Isna sulla piattaforma di messaggistica Telegram, riprese anche dal quotidiano in linea The Times of Israel.
Sua moglie è rimasta uccisa nell'attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all'epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami.
07:33
07:33
Trump all'Iran: «No a pedaggi su Hormuz»
«Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!». Lo ha scritto ieri il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Social Truth.
«L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo».
07:15
07:15
Il punto alle 7.15
Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele.
Intanto il presidente statunitense Donald Trump ha detto sul suo social Truth che «l'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo».
Sempre su Truth, Trump ha scagliato la propria ira contro il Wall Street Journal, reo di aver scritto in un editoriale che il presidente ha cantato una «vittoria prematura in Iran». «È una vittoria e non c'è nulla di prematuro. Con me l'Iran non avrà mai l'arma nucleare e molto rapidamente vedrete i flussi di petrolio tornare a scorrere con o senza l'aiuto dell'Iran», ha detto mettendo in evidenza come il Wall Street Journal è «sempre rapido a criticare ma non ammette mai quando sbaglia, che è la maggior parte dei casi».
Dal canto proprio, l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha comunicato in una nota che «l'appello del ministro della Difesa pakistano alla distruzione di Israele è oltraggioso. Questa non è una dichiarazione che può essere tollerata da alcun governo, soprattutto non da un governo che si proclama arbitro neutrale per la pace». Il riferimento è a un post su X del ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif, in cui ha accusato Israele, «Stato cancerogeno», di commettere genocidio in Libano. «Spero e prego che coloro che hanno creato questo Stato sul suolo palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei, brucino all'inferno», ha scritto Asif.
