Svizzera

Gastrovalais dopo Crans-Montana: «Non vogliamo un inasprimento delle norme antincendio»

In vista della sessione del Parlamento vallesano che si terrà la settimana prossima, l'associazione professionale che rappresenta più di 1.800 bar e ristoranti ha inviato una mail a tutti i parlamentari nella quale afferma che «un evento tragico non deve essere strumentalizzato per dare l'impressione che il quadro legale attuale sia incompleto»
© CdT / Gabriele Putzu
Red. Online
04.03.2026 17:28

La domanda è chiara: non vogliamo un inasprimento delle norme antincendio. A formularla con una mail inviata a tutti i parlamentari in vista della sessione del Parlamento vallesano che si terrà la settimana prossima è Gastrovalais, associazione professionale che rappresenta più di 1.800 bar e ristoranti. Sullo sfondo, ovviamente, l'incendio scoppiato la notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana.

«Disponiamo già di un sistema strutturato»

«Desideriamo mettere sul tavolo elementi fattuali e strutturati in modo da evitare che il dibattito si basi su informazioni incomplete o su un caso particolare trasformato in principio generale» si può leggere nella missiva firmata dal presidente André Roduit e dal direttore Stève Delasoie di cui il Blick è entrato in possesso. «Un evento tragico non deve essere né  minimalizzato né strumentalizzato per dare l'impressione che il quadro legale attuale sia incompleto. In materia di norme antincendio, il Vallese dispone già di un sistema denso e strutturato. La legge esistente e la relativa ordinanza regolano chiaramente quali direttive devono essere rispettate e chi è responsabile di cosa», continua la lettera di Gastrovalais.

L'associazione di categoria sottolinea poi che «vengono effettuate verifiche approfondite in occasione dell'apertura di un esercizio pubblico, del cambio di gestione o di lavori di ristrutturazione».

A detta di Gastrovalais, in effetti, ulteriori prescrizioni legali non aumenterebbero al sicurezza; quello che è importante è che le regole attuali devono essere prese sul serio. «Ciò che è fondamentale è che le norme esistenti siano applicate in modo coerente e uniforme» si può leggere nella mail. Per l'associazione di categoria, inoltre, è importante che il rispetto delle norme antincendio resti sostenibile sul piano finanziario.

«Non parliamo di leggi e statistiche, ma di ragazzi morti»

La richiesta di Gastrovalais, come era prevedibile, non ha mancato di suscitare indignazione, soprattutto tra coloro che sono stati colpiti direttamente dal dramma del Constellation. «Questa mail fa male al cuore. Non parliamo di leggi e statistiche, ma di ragazzi morti. Non si tratta semplicemente di leggi, ma di vite distrutte e di famiglie in cerca di risposte» dice al Blick il padre di un ragazzo morto la notte di Capodanno. L'uomo rimanda quindi al mittente le argomentazioni dell'associazione dei ristoratori. «È evidente che il sistema non funziona! E anche se funzionasse, le leggi devono comunque essere adattate».

Il padre sottolinea inoltre che non si tratta di un caso isolato: a seguito di ispezioni, due ristoranti di montagna nella località di Anzère hanno dovuto ridurre drasticamente la loro capacità, come riportato dalla RTS lo scorso febbraio. A Verbier, due strutture non hanno rispettato gli standard di sicurezza in quanto uno aveva l'uscita di emergenza bloccata e l'altro non aveva ignorato la sua capienza massima. A ciò si aggiunge poi la chiusura di un hotel a Crans-Montana in cui le norme antincendio non erano rispettate.

«Il fatto che esista un quadro legale non significa automaticamente che esso sia sufficiente», dice l'uomo. «Spero che la politica ne sia cosciente e non dimentichi le 41 persone che hanno perso la vita nel rogo del Constellation».

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