Giornalismo

Giornale in «buca» all’alba, mano tesa anche dal Cantone

Il Consiglio di Stato accoglie favorevolmente l’inclusione del recapito mattutino nel sostegno indiretto ai media – Il Gran Consiglio sta valutando un aiuto per la carta stampata regionale, ma l’UDC minaccia già il referendum
© CdT/Gabriele Putzu
Luca Faranda
16.05.2026 06:00

Rafforzare la pluralità, sostenere la carta stampata e la coesione nazionale. Per questi motivi, in futuro, il recapito mattutino di giornali e periodici in abbonamento beneficerà di una riduzione. Dopo il via libera del Parlamento negli scorsi mesi, il Consiglio federale in febbraio ha inviato in consultazione una revisione dell’ordinanza sulle poste: a partire dal 2027 e per sette anni, saranno messi a disposizione 25 milioni di franchi all’anno per il recapito al mattino (distribuzione sino alle 6.30) di quotidiani e settimanali in abbonamento. Ciò è fondamentale per poter raggiungere i lettori in maniera tempestiva.

La consultazione si chiuderà il 25 maggio, ma sul tema si è anche espresso di recente anche il Consiglio di Stato. Il Governo ticinese, che «saluta favorevolmente la proposta», tiene però a sottolineare «l’importanza di una promozione adeguata dell’offerta mediatica e informativa per garantirne una diffusione variegata e plurale in tutte le regioni a tutela della coesione nazionale del nostro Paese plurilingue e multiculturale».

A Berna, il sostegno indiretto alla stampa è articolato in due tappe: il contributo federale per il sostegno alla stampa locale e regionale nella distribuzione regolare della Posta è stato aumentato da 30 a 40 milioni annui. Questo adeguamento è in vigore dal 1. gennaio 2026. Poi, come detto, c’è la seconda tappa dal 2026, con il sostegno indiretto alla stampa esteso al recapito mattutino.

Due milioni in quattro anni

Le difficoltà nel settore della stampa scritta, come ribadito dal Consiglio di Stato, rischiano di causare un impoverimento della copertura mediatica nelle aree periferiche e un indebolimento del principio di territorialità, «con ovvie conseguenze soprattutto per la comunità linguistica italofona». Per i giornali ticinesi si apre però anche un’altra via di sostegno da parte del Cantone, attraverso lo stanziamento di un credito di due milioni di franchi - mezzo milione all’anno per il quadriennio 2026-2029 - quale contributo alla diffusione della carta stampata regionale cantonale. A beneficiarne sarebbero Corriere del Ticino, La Regione, Rivista di Lugano, Informatore e Tessiner Zeitung.

L’UDC ha già minacciato il referendum e ora il messaggio governativo si trova sui banchi della Commissione gestione e finanze, che potrebbe già arrivare a una conclusione nelle prossime settimane o nei prossimi mesi.