Gli Epstein Files sono stati utilizzati per rilanciare vecchie teorie del complotto

L’ondata di disinformazione sugli Epstein files non si è ancora fermata. Le notizie false sul caso giudiziario del finanziere morto suicida in carcere nel 2019 dopo essere stato accusato di abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni sono infatti tornate a circolare dopo che il 30 gennaio 2026 il dipartimento di Giustizia statunitense (DOJ) ha pubblicato tre milioni di nuovi documenti.
La pubblicazione di un'enorme quantità di documenti relativi al caso avrebbe dovuto mettere a tacere le teorie del complotto sui suoi crimini e sui suoi legami con il governo e l’élite statunitense. Al contrario, ha contribuito al riaffiorare di vecchie teorie del complotto infondate, che verrebbero «confermate» dalle presunte prove presenti negli Epstein files. In particolare, sono tornate virali le teorie cospirative note con il nome di PizzaGate e QAnon, che accusano il Partito Democratico statunitense e le celebrità di Hollywood di pedofilia, abusi, rituali satanici e di praticare il cannibalismo.
Il cannibalismo di Ellen DeGeneres
A metà febbraio ha iniziato a circolare un post secondo cui dai nuovi documenti sul caso Epstein emergerebbe che Ellen DeGeneres, conduttrice televisiva e comica statunitense, nonché sostenitrice da anni del Partito Democratico, sarebbe stata «la cannibale più prolifica».
Si tratta di un’accusa infondata. Consultando il database dei documenti diffusi dal DOJ, il nome della conduttrice compare in 14 file, ma senza alcun riferimento a cannibalismo o ai reati imputati a Epstein. Inoltre, come precisato dal New York Times, essere citati nei fascicoli non implica condotte illecite, «perché i fascicoli dei casi penali sono spesso pieni di identità delle vittime, nomi di testimoni e altre persone innocenti entrate in contatto con i sospettati».
Dai documenti, come ricostruito dai fact-checker statunitensi di Snopes, emergono citazioni di presunti «sacrifici rituali» e «bambini smembrati» su uno yacht di proprietà di Epstein nel 2000. È bene sottolineare però che si tratta di un’accusa riportata all’FBI da un uomo il cui nome è coperto dal segreto investigativo. In base a quanto riportato dal DOJ, questa persona non aveva fornito alcuna prova a sostegno della sua affermazione. In altre sezioni degli Epstein files emergono le parole «cannibale» e «cannibalismo» ma, come verificato sempre da Snopes, queste parole non facevano riferimento a crimini commessi da Epstein o da persone a lui vicine.
Nancy Pelosi e Hillary Clinton sull’isola di Epstein
Nel mese di febbraio è circolata anche un’immagine che mostra Nancy Pelosi (ex speaker della Camera degli Stati Uniti e deputata democratica), Hillary Clinton (politica e membro del Partito Democratico nonché moglie dell’ex presidente Bill Clinton), e Ghislaine Maxwell (collaboratrice di Jeffrey Epstein condannata nel 2022 a 20 anni di carcere per adescamento di minori e altri reati). Lo scatto riprende le tre donne sedute intorno a un tavolino mentre bevono un tè davanti a un piccolo edificio a strisce blu e bianche, noto per essere una specie di «tempio» presente sull’isola di Little Saint James, nei Caraibi, meglio nota come «l’isola di Epstein».
La foto è in realtà un contenuto generato con l’intelligenza artificiale. Come indicato dal watermark, è stata diffusa originariamente su X dall’account satirico «@MrViper», che dichiara nella bio di pubblicare contenuti inventati. Anche l’alt text dell’immagine, cioè una breve descrizione associata a un’immagine che si trova nel codice HTML, specifica che si tratta di una creazione IA. Inoltre, l’analisi effettuata con SynthID Detector di Google conferma che l’immagine è stata generata artificialmente.
