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Guerra in Iran, la Camera USA approva lo stop alle operazioni militari di Trump

È la terza volta che la Camera chiede a Trump lo stop alle operazioni militari - Incertezza sul voto al Senato prima delle elezioni di novembre - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Guerra in Iran, la Camera USA approva lo stop alle operazioni militari di Trump
Red. Online
16.09.2026 06:34
08:06
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Arabia saudita, «distrutto un drone Houthi lanciato verso la Mecca»

La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita ha dichiarato oggi di aver distrutto ieri un drone lanciato dagli Houthi, sostenuti dall'Iran, verso la città santa della Mecca. I ribelli yemeniti negano.

«Martedì 15 settembre le Forze di difesa aerea reali saudite sono riuscite a intercettare e distruggere un drone ostile lanciato dalla milizia terroristica Houthi prima che entrasse nello spazio aereo interdetto della città santa», ha scritto la coalizione in un comunicato.

«Il drone è stato intercettato a sud della Mecca», ha precisato il portavoce della coalizione, il generale Turki Al-Maliki, denunciando nel comunicato «tentativi disperati della milizia e dei suoi alleati volti a compromettere la sicurezza e la stabilità e a mettere in pericolo i frequentatori della Sacra moschea, i cittadini e i residenti».

«La sicurezza delle Due Sacre Moschee e dei pellegrini è una linea rossa - ha affermato - il Comando delle Forze Congiunte della Coalizione non esiterà ad adottare le misure necessarie e di deterrenza contro la milizia terroristica Houthi».

Ieri l'Arabia Saudita aveva brevemente attivato gli allarmi aerei in diverse regioni del sud del paese vicino al confine con lo Yemen, inclusa la Mecca: un evento senza precedenti dall'inizio del conflitto regionale.

Su X gli Houthi hanno però sostenuto che «le accuse riguardanti il presunto tentativo di colpire La Mecca sono una menzogna trita e ritrita, già usata in passato e che non inganna più nessuno».

«Le calunnie e le menzogne che il regime criminale degli Al-Saud diffonde riguardo al presunto attacco alla Santa Mecca non inganneranno nessuno, poiché sono essi a profanarla con la dissolutezza, la depravazione e l'importazione di prostitute, e non esiste dal Yemen alcuna minaccia per i luoghi sacri», si legge in un comunicato del portavoce militare degli Houthi Yahya Saree diffuso su X. «Le nostre operazioni - ha affermato il militare - colpiscono i suoi impianti petroliferi e le sue basi militari, che sono lontanissime dai sentimenti sacri».

Gli Houthi hanno invece rivendicato questa mattina l'abbattimento di un caccia F-15 saudita «mentre stava compiendo atti ostili a supporto delle sue mobilitazioni militari nei cieli della provincia di Marib, e ciò con un missile terra-aria di fabbricazione locale».

«In un contesto collegato - ha ancora affermato il portavoce militare - le Forze armate yemenite hanno condotto un'operazione di contrasto contro due formazioni da combattimento saudite di tipo F-15 e Typhoon nei cieli della provincia di Marib, e ciò con missili di fabbricazione locale; esse stavano cercando i resti dell'aereo abbattuto e sono state costrette a ritirarsi».

«Le Forze armate yemenite continueranno a proteggere i cieli del nostro paese e la sua sovranità da qualsiasi aggressione o violazione con tutti i mezzi disponibili, e i cieli dello Yemen non saranno violabili», ha avvertito il militare.

A suo dire, «durante questa settimana l'aviazione da guerra saudita ha condotto più di 450 raid aerei con aerei F-15 e Typhoon decollati dalle basi di Khamis Mushait e Ta'if, colpendo le province di Taiz, Lahij, Al-Jawf, Hajjah, Marib, Sa'dah e Al-Bayda, causando martiri e feriti tra i civili».

Intanto l'Organizzazione per la cooperazione islamica (OCI) ha condannato «gli odiosi attacchi perpetrati dal gruppo Houthi contro la città della Mecca e la regione di Medina, nonché la sua continua aggressione contro il Regno dell'Arabia Saudita». Tali attacchi «profanano la sacralità dei luoghi santi e delle moschee e feriscono i sentimenti dei musulmani di tutto il mondo», ha deplorato il blocco di paesi in un comunicato.

07:49
07:49
«USA verso vendita di 40'000 bombe da 900 kg a Israele»

Gli Stati Uniti si preparano a vendere migliaia di bombe da 900 chilogrammi a Israele. Lo riporta il «Washington Post» citando alcune fonti, secondo le quali l'operazione ha un valore di 2,8 miliardi di dollari (circa 2,3 miliardi di franchi) e include 40'000 ordigni - di cui 20'000 MK-84 e 20'000 BLU-117 - e 20'000 testate I-2000.

La transazione è stata notificata al Congresso americano, mettendo i democratici davanti a un nuovo test in un momento in cui il malcontento dei cittadini nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu appare elevato.

07:02
07:02
Gaza, 8 morti e oltre 60 dispersi nel crollo di un palazzo

Otto persone sono morte e oltre 60 risultano disperse in seguito al crollo di un edificio di sei piani nella città di Gaza, riferisce la Protezione civile dell'enclave palestinese.

«I corpi di otto martiri, tra cui dei bambini, e 15 feriti sono stati estratti dalle macerie di un edificio residenziale di sei piani crollato nella zona occidentale di Gaza», ha precisato il portavoce Mahmoud Bassal. «Più di 60 persone risultano ancora disperse sotto le macerie», ha aggiunto la stessa fonte sottolineando che l'edificio «aveva subito danni strutturali a causa di molteplici attacchi israeliani durante la guerra».

La stragrande maggioranza degli edifici nella Striscia di Gaza è stata distrutta dai bombardamenti israeliani avviati in risposta all'attacco del 7 ottobre 2023 sferrato dal movimento islamista palestinese Hamas dal territorio stesso. La guerra a Gaza ha causato oltre 73.000 morti e 174.000 feriti tra i palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza - sotto l'autorità di Hamas - i cui dati sono ritenuti attendibili dall'Onu.

06:42
06:42
Il punto delle 6:40

Per la terza volta la Camera dei rappresentanti americana, a maggioranza repubblicana, ha approvato un provvedimento che impone al presidente Donald Trump di mettere fine alla guerra in Iran o richiedere l'autorizzazione del Congresso.

Sette deputati repubblicani hanno votato coi democratici sulla risoluzione, accolta con 220 voti a favore e 204 contro. L'approvazione arriva a 49 giorni dalle elezioni di metà mandato.

Non è chiaro se il Senato valuterà la misura prima di novembre. Una risoluzione simile era stata approvata dalla Camera in luglio ma non è ancora stata presa in considerazione dal Senato.

Nel frattempo il Congressional Budget Office, l'organismo indipendente incaricato di fornire analisi economiche al Congresso, ha reso noto che la guerra in Iran è costata 38 miliardi di dollari fra febbraio e il primo agosto, e costerà circa 2-3 miliardi al mese andando avanti. La stima è simile ai 37,5 miliardi che il capo del Pentagono Pete Hegseth aveva avanzato in luglio.

Dicendosi d'accordo con Trump sul fatto che la guerra in Iran finirà subito dopo le elezioni di metà mandato, il vicepresidente JD Vance, in un'intervista al «New York Post», ha intanto dichiarato che «non possiamo prevedere il futuro, ma penso che il presidente abbia ragione quando dice che entrerà in una fase molto diversa in un paio di mesi. Trump è anche il commander-in-chief, la persona che decide quando un conflitto inizia e poi finisce», ha aggiunto.