Il punto

Hantavirus: cosa succede, ora, ai passeggeri sbarcati a Tenerife?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di isolarsi e monitorare eventuali sintomi per 42 giorni: tuttavia, le decisioni effettive spettano ai singoli governi, che possono agire in maniera più o meno restrittiva
Il centro di isolamento in Australia. ©RICHARD WAINWRIGHT
Red. Online
12.05.2026 21:00

I recenti contagi e decessi da hantavirus stanno generando preoccupazione. Ma anche confusione, in particolare dopo lo sbarco a Tenerife, fra domenica e lunedì, dei passeggeri che si trovavano a bordo della nave MV Hondius, dove è scoppiato il focolaio del virus Andes. I dubbi riguardano soprattutto la reale pericolosità dell'hantavirus, ma anche i rischi di contagio e diffusione, nonché quello che accadrà agli individui entrati in contatto con persone infette. Tra quarantena e isolamento, molti temono che il mondo debba prepararsi a una nuova pandemia, dopo quella da Covid-19 di sei anni fa. La situazione, però, a detta degli esperti, appare «sotto controllo», soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio delle persone che si trovano sull'imbarcazione su cui si è diffuso il virus, o a bordo del volo di KLM sul quale, per un breve periodo, era stata fatta salire anche la donna olandese, moglie della prima vittima, deceduta poche ore dopo in ospedale a Johannesburg. 

L'incertezza è data dal fatto che le modalità e la durata dell'isolamento dipendano dalle decisioni dei singoli governi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, raccomanda di isolarsi e monitorare eventuali sintomi per sei settimane (42 giorni). Tuttavia, i diversi Paesi convolti stanno interpretando queste raccomandazioni in modo più o meno restrittivo. 

Secondo gli ultimi dati, i Paesi attualmente coinvolti sono una decina. Come ha evidenziato, oggi, Céline Gardiol, capo della sezione controllo delle infezioni e misure di lotta presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), le immagini dello sbarco dei passeggeri alle Canarie possono aver spaventato, ma dimostrano «una coordinazione piuttosto notevole a livello internazionale per assicurarsi che non ci saranno altri casi». Diversamente, l'equipaggio della MV Hondius è rimasto per la maggior parte sulla nave e arriverà al porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, domenica. A bordo, oltre a 25 marinai, viaggiano anche due membri del personale medico. 

Le vittime

Tirando le somme, fino ad ora sono tre i passeggeri della Hondius deceduti a causa del virus. La prima vittima, lo ricordiamo, è stata un uomo olandese di 70 anni, identificato come «paziente zero», morto a bordo dell'imbarcazione l'11 aprile. La moglie, cittadina olandese 69.enne, è deceduta il 27 aprile in un ospedale di Johannesburg, dopo che le era stato proibito volare verso Amsterdam, nelle sue condizioni di salute. Il 2 maggio, una terza persona è morta a bordo della nave. 

Attualmente, sono «11 o caso attivi, dei quali 9 positivi all'hantavirus», secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Una donna francese risultata positiva all'hantavirus, in particolare, si trova «in gravi condizioni», dopo essere rientrata a Parigi, ed è in rianimazione all'ospedale, come altri quattro passeggeri francesi che, al contrario, non hanno manifestato alcun sintomo. Queste persone sarebbero dovute rimanere ricoverate per 15 giorni, ma un decreto approvato lunedì ha esteso il loro isolamento a sei settimane, in linea con le raccomandazioni dell'OMS. In totale, sono stati 22 i casi di contatto identificati in Francia. 

La situazione in Svizzera

Come confermato dall'UFSP negli scorsi giorni, tra i membri dell’equipaggio della nave Hondius sbarcati a Tenerife figura anche un cittadino svizzero.  L’uomo è stato posto in quarantena per un periodo che potrebbe durare fino a sei settimane. Non presenta sintomi, al momento, ma è entrato in contatto con persone infette. Il paziente svizzero che ha contratto l'hantavirus sulla nave da crociera si trova invece ancora all'Ospedale universitario di Zurigo (USZ), dove è stato ricoverato il 4 maggio. Secondo gli ultimi aggiornamenti, le sue condizioni «sono buone» e la moglie rimane a casa in isolamento a titolo precauzionale. La coppia aveva già lasciato la nave da crociera alla fine di aprile ed era tornata in Svizzera. Successivamente, l'uomo ha sviluppato i primi sintomi.

Anche una persona residente a Ginevra si trova in isolamento domiciliare. Secondo quanto comunicato venerdì dall'UFSP, la donna era stata su un volo partito dall'isola di Sant'Elena e diretto a Johannesburg, in Sudafrica, sul quale si trovava anche una persona gravemente malata. La persona di contatto non era a bordo della nave da crociera.

Dalla Spagna all'Australia

Tra i Paesi interessati figura anche la Spagna, dove 14 persone si trovano in ospedale, in isolamento preventivo. Nessuno di loro può ricevere visite e sono sottoposti a controlli della temperatura due volte al giorno. Qualora non sviluppassero sintomi, potrebbero ricevere visite dai parenti dopo la prima settimana di isolamento. 

Nel Regno Unito, invece, si trovano in isolamento 20 passeggeri britannici e un cittadino tedesco e uno giapponese residenti nel Paese. Sono stati posti sotto osservazione in un centro ospedaliero per 72 ore e, al termine del periodo di monitoraggio, dovranno rimanere in isolamento in casa altre sei settimane. 

Quanto al resto d'Europa, in Germania il tipo di isolamento – che può essere ospedaliero o casalingo – dei quattro passeggeri tedeschi dipende dallo Stato federato da cui provengono. Nei Paesi Bassi, i passeggeri dovranno invece isolarsi in casa per 42 giorni, sempre secondo i suggerimenti dell'OMS. Coloro che non presentano sintomi, potranno uscire all'aperto, con la mascherina, ed evitando contatti ravvicinati. 

Diversamente, in Grecia, le disposizioni sono molto più rigide rispetto al resto d'Europa. All'unico passeggero che si trovava a bordo della Hondius è stato imposto un isolamento di 45 giorni in una camera di contenimento all'ospedale universitario Attikon di Atene. 

Quanto al resto del mondo, i 17 passeggeri statunitensi verranno ospedalizzati in un centro di quarantena a Omaha, in Nebraska, per periodi diversi a seconda dei casi. Uno di loro è risultato positivo all'hantavirus, ma al momento non presenta sintomi. A Singapore, invece, due cittadini rimarranno in un centro ospedaliero per 30 giorni, mentre i sei passeggeri australiani sono stati posti in un centro di quarantena nell'ovest dell'Australia, isolato dai centri abitati. Dovranno restare lì per almeno 21 giorni, che potrebbero diventare 42 come in Canada, dove l'isolamento avverrà o nelle abitazioni private o in luoghi concordati con il governo. 

«Sintomi riconducibili all'Hantavirus» per un 25.enne italiano

Sebbene non ci fossero passeggeri italiani a bordo della MV Hondius, nella vicina Penisola quattro persone che erano sul volo della KLM – dove era salita, per qualche minuto, la seconda vittima – si trovano in isolamento. Oggi, un 25.enne in isolamento in Calabria ha manifestato sintomi riconducibili all'hantavirus. È stato immediatamente sottoposto a un test, che verrà analizzato nelle prossime ore dall'Istituto Spallanzani di Roma. 

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