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Herzog affida a Eisenkot l'incarico di formare il nuovo governo

L'agenzia marittima britannica Ukmto ha intanto reso noto su X di avere ricevuto la segnalazione di un incidente che ha coinvolto una nave di tipo portarinfuse e forze militari nel Golfo dell'Oman, a circa 18 miglia nautiche a est di Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Herzog affida a Eisenkot l'incarico di formare il nuovo governo
Red. Online
08.11.2026 07:11
16:51
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Herzog affida a Eisenkot l'incarico di formare il nuovo governo

Il presidente di Israele Isaac Herzog ha appena affidato ufficialmente al leader di Yashar, Gadi Eisenkot, l'incarico di formare un nuovo governo dopo le elezioni del 27 ottobre. La cerimonia avviene presso la residenza presidenziale a Gerusalemme e viene trasmessa in diretta.

Adesso Eisenkot ha 28 giorni, in base alla Legge fondamentale, per formare un nuovo esecutivo. Qualora fosse necessario più tempo, il presidente potrà concedere una proroga fino a ulteriori 14 giorni.

Eisenkhot ha dichiarato che, «in virtù del mandato che mi è stato conferito oggi», guiderà «la creazione di un governo di emergenza nazionale», sottolineando che l'incarico «richiederà mosse politiche creative e non convenzionali» e dicendosi pronto ad accogliere chiunque «sia pronto a un passo coraggioso per il bene di Israele»

Nel discorso tenuto al fianco del presidente Isaac Herzog, Eisenkhot ha ribadito che «Israele non può sprecare tempo o ripetere infinite tornate elettorali», mentre si trova a vivere «un momento di emergenza complessa» con «fronti di guerra aperti» e «nel mezzo di una crisi diplomatica devastante», tale che «persino alcuni dei nostri amici più stretti e alleati strategici affermano che le loro relazioni con noi devono essere riviste».

«Dopo gli anni difficili che abbiamo vissuto, questa volta dobbiamo agire in modo diverso. Questa volta dobbiamo farlo per il bene di tutti gli israeliani. I giorni in cui gli israeliani si sono sentiti esclusi dal proprio governo devono finire, e non dovranno mai più tornare», ha rimarcato il leader dell'opposizione, per poi lanciare un messaggio a «tutte le fazioni parlamentari e ai rappresentanti eletti».

«La mia porta è aperta e la mia mano è tesa, con tutto il cuore e con sincera disponibilità, verso chiunque comprenda la gravità di questo momento e sia pronto a compiere un passo coraggioso per il bene dello Stato di Israele», ha dichiarato Eisenkhot.

Poi, rivolgendosi allo schieramento del premier Benjman Netanyahu, ha aggiunto: «Per me, l'unità non è una merce di scambio politico né un artificio vuoto, ma un valore supremo che esprime una vera e sincera collaborazione. Se i membri del Likud e di Sionismo Religioso credono davvero che questo sia il momento dell'unità, come hanno dichiarato davanti al Presidente, non riesco a immaginare alcun motivo per cui non dovrebbero sostenere un governo sotto la mia guida».

15:51
15:51
Gaza: 400 mila sfollati in aree a forte rischio per le inondazioni

«Oltre 400.000 palestinesi sfollati» vivono nella Striscia di Gaza in aree particolarmente a rischio per le inondazioni in quanto vulnerabili ad allagamenti, all'accumulo di acqua piovana oppure perché situate in prossimità della costa: è la stima del ministero degli Esteri di Ramallah, gestito dall'Autorità nazionale palestinese (Anp). Che ha aggiunto come, dati i gravi allagamenti riportati dalla Striscia nelle ultime ore, «la crisi in corso potrebbe trasformarsi in una catastrofe ancora più grave».

In un comunicato ripreso dall'agenzia Wafa, l'Anp ha sottolineato «che quasi due milioni di palestinesi vivono in circa 270.000 tende e siti di sfollamento nei governatorati della Striscia di Gaza». E che «tra il 60% e l'85% delle tende è ormai deteriorato e inagibile dopo quasi tre anni di genocidio e continui sfollamenti forzati».

Per questo, il ministero di Ramallah ha lanciato un appello alla comunità internazionale, all'ONU e alle ong perché «intraprendano un'azione immediata e coordinata per salvare vite umane nella Striscia di Gaza e affrontare il peggioramento della crisi umanitaria e ambientale con l'arrivo dell'inverno».

Un appello all'azione è arrivato anche dall'ONU, attraverso l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari nei Territori palestinesi occupati. «Le piogge sono ormai iniziate a Gaza, allagando i rifugi e mettendo le persone in pericolo immediato. Le organizzazioni umanitarie si sono mobilitate rapidamente, ma le scorte disponibili sono insufficienti. È necessario consentire subito l'ingresso dei beni di prima necessità per affrontare l'inverno. Servono urgentemente maggiori finanziamenti umanitari», si legge.

13:24
13:24
Riad: «Danni limitati e nessuna vittima nell'attacco»

Il governo saudita ha confermato che «uno degli edifici amministrativi della Saudi Aramco» a Riad oggi «è stato oggetto di un tentativo di attacco, che ha provocato la caduta di schegge» e causato «danni limitati, senza che si registrassero feriti o vittime». Lo si legge in un comunicato che cita una «fonte ufficiale del ministero dell'Energia.

La stessa fonte ha precisato che le autorità competenti »hanno iniziato a gestire l'incidente e ad adottare le misure necessarie«.

11:08
11:08
Israele: il partito arabo Ra'am pronto a sostenere il governo di Eisenkot

Il partito arabo israeliano Ra'am sosterrà un governo se Gadi Eisenkot ne presenterà uno, anche se non si raggiungerà un accordo di coalizione: lo riporta Haaretz, che cita un membro di spicco e anonimo del partito.

Secondo Haaretz, ripreso anche dal Times of Israel, Ra'am vuole evitare il blocco di 48 membri di Eisenkot, che dipende dal sostegno del partito ultraortodosso Giudaismo Unito della Torah, impedendo così contromisure e consentendogli di insediare un governo e sostituire il primo ministro Benjamin Netanyahu il prima possibile, anche senza la garanzia di un governo stabile.

Secondo quanto riportato da Haaretz, la Lista Unita, anch'essa guidata da Paesi arabi, non voterà a favore di un simile governo, ma non agirà nemmeno per rovesciarlo. Alcuni membri chiave di Eisenkot si oppongono, però, pubblicamente all'idea di affidarsi ai partiti arabi per la formazione di un governo.

09:04
09:04
Riad: preso di mira il distretto finanziario, danni a un edificio Aramco

Il distretto finanziario di Riad, capitale dell'Arabia Saudita, è stato preso di mira questa mattina e l'edificio del colosso petrolifero Aramco situato nell'area ha subito dei danni.

Lo hanno riferito diversi testimoni all'agenzia francese Afp, dopo che la coalizione a guida saudita, impegnata nel conflitto contro gli Houthi nello Yemen, ha dichiarato di aver intercettato alcuni missili balistici lanciati dai miliziani.

«La torre di Aramco nel Kafd è stata colpita, questo è certo», ha affermato un testimone, riferendosi al King Abdullah Financial District. Altri due testimoni hanno confermato di aver visto dei danni all'edificio.

Intanto è salito a 33 morti, secondo un portavoce del ministero della Salute degli Houthi, il bilancio di una serie di attacchi sauditi nell'area di al-Shariyah, nel distretto di Bani Hashish, nello Yemen. Lo scrive Al Jazeera. Almeno altre 39 persone sono rimaste ferite.

07:12
07:12
Il punto alle 7.00

Sale a 33 morti, secondo un portavoce del ministero della Salute Houthi, il bilancio di una serie di attacchi sauditi nell'area di al-Shariyah, nel distretto di Bani Hashish, nello Yemen. Lo scrive Al Jazeera. Almeno altre 39 persone sono rimaste ferite.

L'agenzia marittima britannica Ukmto ha reso noto su X di avere ricevuto la segnalazione di un incidente che ha coinvolto una nave di tipo portarinfuse e forze militari nel Golfo dell'Oman, a circa 18 miglia nautiche a est di Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti. Al momento della segnalazione, non si hanno informazioni sulle condizioni dell'equipaggio, sull'entità dei danni o su un eventuale impatto ambientale. Le autorità sono state informate e sono in corso le relative indagini. Si raccomanda alle imbarcazioni di tenere conto delle più recenti informazioni sulla sicurezza marittima e di mantenere alta l'attenzione sull'evolversi del contesto operativo, conclude il post.

Intanto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello statunitense Donald Trump hanno discusso telefonicamente delle relazioni bilaterali, della guerra Russia-Ucraina e delle tensioni tra Washington e Teheran. Lo scrive su X l'account ufficiale della Presidenza della Repubblica della Turchia. «Esprimendo la convinzione che la cooperazione tra la Turchia e gli Stati Uniti continuerà a rafforzarsi, il presidente Erdogan - si legge su X - ha affermato che proseguiranno i loro sforzi per dare nuovo slancio alle relazioni nel prossimo futuro». Il presidente turco ha poi ribadito che «le tensioni tra l'Iran e gli Stati Uniti devono cessare» e che le questioni devono essere risolte attraverso la diplomazia. Erdogan ha ribadito che la Turchia continuerà a impegnarsi per la pace. Sperando che i crescenti sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia producano risultati positivi, infine, Erdogan ha affermato che «continuerà a contribuire a tali sforzi e che è importante intensificare il dialogo sia con l'Ucraina che con la Russia».