L’intervista

Hnat Domenichelli: «Velocità, energia, rosa lunga, questo sarà il Lugano del futuro»

Con un occhio alla stagione appena terminata e l’altro già proiettato a quella che verrà, è tempo di fare il punto della situazione con il direttore sportivo del club bianconero
© CdT/Gabriele Putzu
Flavio Viglezio
06.04.2023 19:00

Con l’ingaggio di Arttu Ruotsalainen prende sempre più forma il Lugano del futuro. Con un occhio alla stagione appena terminata e l’altro già proiettato a quella che verrà, è tempo di fare il punto della situazione con il direttore sportivo del club bianconero. «Arcobello? ha un contratto e oggi è uno dei nostri stranieri».

Hnat Domenichelli, cosa vi ha convinto a mettere sotto contratto Arttu Ruotsalainen?
«Si tratta di un giocatore giovane e veloce, che nel Kloten ha dimostrato di poter recitare un ruolo importante nel nostro campionato. E le sue caratteristiche corrispondono al credo hockeistico di Luca Gianinazzi. L’obiettivo del nostro tecnico è quello di giocare con quattro linee, con tanta energia e rapidità. Ruotsalainen possiede queste qualità. Lo seguo da un po’ di tempo, già lo scorso anno c’erano stati dei contatti, ma il giocatore era in dubbio se rimanere o meno in Nordamerica. Aveva deciso tardi di trasferirsi in Svizzera e noi non potevamo attendere così a lungo, nell’incertezza».

Avete presentato Ruotsalainen come centro, ma a Kloten ha giocato prevalentemente all’ala...
«Lui ci ha detto che preferisce giocare al centro, ruolo che ha ricoperto per esempio nella sua esperienza nordamericana in AHL, a Rochester. Sarà poi Gianinazzi a decidere la sua collocazione, ma è un vantaggio avere a disposizione uno straniero che può rendere al massimo nelle due posizioni. Un po’ come accade con Marco Müller».

Anche e soprattutto alla luce della stagione da poco terminata, quale sarà la filosofia del Lugano per quanto riguarda gli stranieri, nel prossimo campionato?
«Ne abbiamo ovviamente già discusso sia con Gianinazzi, sia con la società. Inizieremo il campionato con sette import: un portiere –Mikko Koskinen –, un difensore e cinque attaccanti.

Capitolo difensore straniero: qual è il profilo che state cercando?
«Ci tengo a precisare che siamo ancora in contatto e in discussione con Lukas Klok. Il terzino ceco ha disputato un buon campionato ed è piaciuto anche al nostro coach. Klok è però stato molto onesto con noi: non ci ha nascosto di avere in mano un’offerta molto interessante da parte di un altro club. Vedremo cosa accadrà: una decisione in questo senso dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. L’idea è comunque di avere a disposizione un terzino straniero ‘‘two-ways’’, in grado di fornire un contributo importante a livello difensivo. Si è visto nei playoff quanto sia importante la solidità del reparto arretrato, in particolare nelle situazioni di box-play».

Anche se a partire da inizio febbraio in pista si è visto un altro Lugano, nessuno può essere soddisfatto per un’eliminazione – anche se a testa alta – ai quarti di finale dei playoff

Capitolo attaccanti: circolano molte voci su Mark Arcobello, reduce da una stagione altamente deludente. Quali sono le intenzioni del club, riguardo al capitano?
«Non sono soddisfatto del suo rendimento durante la stagione, ma non lo sono nemmeno con quello della maggior parte dei nostri import. L’ho fatto presente a tutti loro, negli incontri di fine stagione: ci aspettiamo molto di più dai nostri stranieri, nel campionato a venire. Anche se a partire da inizio febbraio in pista si è visto un altro Lugano, nessuno può essere soddisfatto per un’eliminazione – anche se a testa alta – ai quarti di finale dei playoff. Lo ripeto: cominceremo con sette stranieri e sarà Luca Gianinazzi a decidere chi scenderà sul ghiaccio. Arcobello? Ha un contratto e oggi come oggi è uno dei nostri sette stranieri».

Che ne sarà invece dei giovani come Villa, Ugazzi, Werder, Cortiana, Mini e Bedolla, tutti arrivati a scadenza di contratto?
«La loro situazione è molto semplice. Con i ragazzi nati nel 2001 che non hanno ancora raggiunto il livello per giocare stabilmente in NL, o che hanno deciso di intraprendere degli studi universitari in parallelo con l’hockey, stiamo cercando degli accordi con squadre di Swiss League. Ma resteranno – diciamo così – nella nostra orbita. I 2002 continueranno invece a vestire la maglia della nostra U20 Elit».

Cosa ha insegnato a Domenichelli il campionato da poco concluso dal Lugano?
«L’aumento del numero degli stranieri utilizzabili, passato da quattro a sei, ha profondamente modificato il gioco e il livello del nostro campionato. Abbiamo assistito ad una stagione estremamente equilibrata tra tutte le 14 formazioni in lizza. E l’intensità delle partite è pure aumentata. Anche una qualificazione ai pre-playoff è diventata tutt’altro che scontata e lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. Alla luce di queste considerazioni, e della filosofia di Luca Gianinazzi, il nostro obiettivo è di ringiovanire la squadra, con elementi che possano portare in pista tanta energia. In parallelo vogliamo avere a disposizione una rosa più lunga, specialmente in attacco. Il nostro coach vuole continuare a giocare con quattro linee, tutte in grado di garantire intensità e velocità».

A proposito di Gianinazzi: come ha visto, il direttore sportivo, l’evoluzione del giovane coach durante la stagione?
«Posso solo togliermi il cappello davanti al lavoro svolto dal nostro tecnico. Ha iniziato a lavorare in ottobre, in una situazione oggettivamente molto difficile. E con una squadra, ovviamente, non sua. Ha svolto molto bene i suoi compiti ed era impossibile chiedere di più a lui e al gruppo a livello di risultati, nel post season. E da inizio febbraio – come ho gà avuto modo di dire – sul ghiaccio si è visto un altro Lugano. Abbiamo potuto vivere una fase finale della stagione con tante emozioni e siamo stati eliminati dalla squadra che ha vinto la regular season. E che sta disputando le semifinali dei playoff. Però la nostra è stata una stagione regolare al di sotto delle aspettative, lo abbiamo già detto tante volte e lo ribadisco. Da quattro anni a questa parte a livello di risultati siamo lì, sempre in lotta per un posto nei playoff. Lo scorso anno siamo usciti in quattro partite con lo Zugo, in questa stagione abbiamo portato il Ginevra alla sesta. Dobbiamo trovare il modo di superare lo scoglio dei quarti di finale. E un nono o un decimo posto nella stagione regolare non ci può accontentare».

In questo articolo: