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A riportare la notizia è il quotidiano saudita Al-Hadath, ripreso poi dal Times of Israel – Si prevede che la delegazione incontrerà anche i rappresentanti dei Paesi mediatori – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:15
21:15
Hezbollah conferma: «Israele ha ucciso il capo militare Tabatabai»
Hezbollah ha confermato l'assassinio del suo Capo di stato maggiore e numero due dell'organizzazione, Haytham Ali Tabatabai, ucciso dalla Forza di difesa israeliana (IDF) in un raid a Beirut. Lo scrive Ynet.
19:08
19:08
Hamas chiede un meccanismo «chiaro» sulle violazioni della tregua
Durante un incontro avuto al Cairo con l'intelligence egiziana, una delegazione di Hamas ha sollecitato l'istituzione di un «meccanismo chiaro» per informare i mediatori di eventuali violazioni del cessate il fuoco, «in modo che possano adottare le misure necessarie per fermarle e prevenire azioni che compromettano l'accordo». Lo riferisce Al Jazeera.
La delegazione del movimento - aggiunge - ha elogiato gli sforzi continui dei mediatori e ha discusso con le varie parti in causa le modalità per affrontare con urgenza la questione degli scontri a Rafah, con l'aiuto dei mediatori.
Durante l'incontro, si è parlato anche della seconda fase dell'accordo sul piano Trump.
Hamas ha accusato ancora Israele evidenziando «la necessità di porre fine alle continue violazioni che minacciano di compromettere l'accordo».
18:54
18:54
L'IDF conferma: «Ucciso il capo di stato maggiore di Hezbollah»
L'esercito israeliano conferma di avere «colpito nella zona di Beirut ed eliminato il terrorista Haytham Ali Tabatabai, Capo di stato maggiore di Hezbollah».
In una nota, l'IDF lo descrive come «un agente chiave e un veterano dell'organizzazione terroristica» nella quale «entrò negli anni '80 e da allora ha ricoperto una serie di posizioni di rilievo, tra cui il comando dell'unità 'Forza Radwan' e la guida delle operazioni di Hezbollah in Siria».
Durante l'operazione israeliana in Libano Northern Arrows, tra settembre e novembre 2024, «dopo che la maggior parte della leadership militare fu neutralizzata, è stato responsabile della gestione del combattimento contro Israele». Al termine, «fu nominato Capo di stato maggiore di Hezbollah e in questo ruolo ha guidato gli sforzi per ricostruire l'organizzazione». «Tabatabai faceva parte della leadership di Hezbollah e, grazie alle sue conoscenze e capacità, rappresentava una fonte significativa di conoscenza e influenza all'interno» del movimento libanese.
«L'IDF agirà contro i tentativi di ricostruire e riarmare l'organizzazione terroristica di Hezbollah e opererà per rimuovere qualsiasi minaccia per i civili israeliani», ha ribadito l'esercito.
18:29
18:29
«L'alto ufficiale di Hezbollah ucciso nel raid a Beirut»
Un alto funzionario israeliano ha confermato che l'attacco della Forza di difesa israeliana (Idf) a Beirut ha eliminato il capo di stato maggiore de facto di Hezbollah Ali Tabatabai. Lo riferisce Channel 12.
Ali Tabatabai è considerato il numero due dell'organizzazione militare e politica libanese sostenuta dall'Iran.
16:45
16:45
Hezbollah: «Israele ha superato un'altra linea rossa»
Israele «ha superato un'altra linea rossa». Lo ha detto Mahmoud Qomati, un alto responsabile di Hezbollah, dopo l'attacco israeliano a Beirut, confermando che «una personalità della resistenza» era stata presa di mira ma che i risultati del raid «non sono ancora conosciuti».
16:26
16:26
Almeno cinque morti nel raid di Israele a Beirut
Sono almeno cinque i morti nell'attacco israeliano che ha colpito tre piani di un edificio di 10 nel quartiere di Haret Hreik, nel sud di Beirut. Lo riferisce il media libanese L'Orient Le Jour, citando un responsabile locale di Hezbollah.
Secondo il giornale, l'attacco è stato compiuto con 6 missili, mentre droni hanno continuato a sorvolare Beirut e la valle della Bekaa.
Il bilancio ufficiale del ministero della Sanità libanese resta fermo a un morto e 21 feriti.
16:18
16:18
Beirut: «Il mondo intervenga con forza per fermare Israele»
Il presidente libanese Joseph Aoun ha invitato la comunità internazionale a «intervenire con forza» per fermare gli attacchi di Israele, che ha sferrato un raid sulla periferia sud di Beirut, affermando di mirare a un alto funzionario di Hezbollah.
In un comunicato, il capo dello Stato chiede «alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità e di intervenire con serietà e forza per porre fine agli attacchi contro il Libano». Secondo le autorità libanesi, l'attacco contro un edificio residenziale ha causato almeno un morto.
15:18
15:18
«Israele non ha informato gli USA del raid a Beirut»
Israele non ha informato in anticipo gli Stati Uniti che avrebbe colpito a Beirut. Lo riferisce un funzionario americano a Channel 12, aggiungendo che Washington era al corrente che Israele voleva intensificare gli attacchi in Libano ma non conosceva né la data né l'obiettivo.
Un alto funzionario israeliano ha poi confermato che gli Stati Uniti sono stati informati solo dopo il raid.
15:08
15:08
Ufficio Netanyahu: «Attaccato il capo di Stato maggiore di Hezbollah»
«Poco fa, nel cuore di Beirut, la Forza di difesa israeliana (Idf) ha attaccato il capo di Stato maggiore di Hezbollah, che ha guidato la crescita e il riarmo dell'organizzazione terroristica». Lo conferma l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che «il primo ministro ha ordinato l'attacco su raccomandazione del ministro della Difesa e del capo di Stato maggiore delle forze israeliane».
«Israele è determinato ad agire per raggiungere i suoi obiettivi ovunque e in ogni momento», conclude la nota.
14:08
14:08
Libano: «Raid Idf su Beirut»
L'esercito israeliano (Idf) ha reso noto di aver condotto «un attacco mirato prendendo di mira un terrorista chiave di Hezbollah a Beirut». I media libanesi parlando di un raid sulla periferia sud della capitale libanese.
Nel mirino del raid israeliano su Beirut, c'era il numero due e capo di stato maggiore ad interim di Hezbollah, Ali Tabatabai. Lo riportano i media israeliani. Non è ancora chiara la sorte dell'uomo.
L'attacco è avvenuto nel sobborgo di Dahiyeh, roccaforte della milizia filo-Iran. Secondo i media israeliani, si tratta del primo raid su Beirut da 5 mesi.
12:41
12:41
Il capo dell'Idf convoca alti ufficiali chiedendo loro di rendere conto per il 7 ottobre
Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano (Idf), Eyal Zamir, ha convocato alti ufficiali dell'esercito per chiedergli conto personalmente delle loro azioni in merito ai fallimenti del 7 ottobre e valutare eventuali sanzioni «personali». Lo riferiscono i media israeliani.
Nelle scorse settimane Zamir aveva annunciato che avrebbe preso «decisioni personali» riguardo agli ufficiali superiori sulla base dei risultati di un'indagine condotta da un gruppo esterno di esperti, evocando anche possibili licenziamenti.
Zamir dovrebbe concludere gli incontri entro questa sera, dopodiché l'Idf pubblicherà una dichiarazione con i dettagli, scrive Times of Israel.
12:32
12:32
Iran: «Il nemico cerca di colpire la Guida suprema Khamenei»
Il ministero dell'intelligence iraniano ha messo in guardia dai tentativi di avversari stranieri, tra cui Stati Uniti e Israele, di colpire la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, e destabilizzare la Repubblica islamica. L'agenzia di stampa Isna ha riferito che il ministro dell'intelligence Esmail Khatib ha avvertito che «il nemico cerca di colpire il leader supremo, a volte con tentativi di assassinio, a volte con attacchi ostili».
Sebbene non sia chiaro se il ministro si riferisse a un incidente specifico, e i funzionari iraniani spesso denunciano complotti stranieri, prima della guerra di 12 giorni tra Israele e Iran nel mese di giugno erano rare le dichiarazioni sulle minacce alla vita di Khamenei.
«Coloro che agiscono in questo senso, consapevolmente o inconsapevolmente, sono agenti infiltrati del nemico», ha aggiunto Khatib, riferendosi direttamente a Israele e agli Stati Uniti.
12:28
12:28
Iran: hacker pubblicano dati di alti funzionari della Difesa israeliana
Un gruppo di hacker iraniani ha reso pubblici ieri i dati personali di alti funzionari dell'industria della difesa israeliana, pubblicando nomi completi, numeri di telefono, indirizzi, qualifiche professionali, indirizzi e-mail e curriculum dei lavoratori, insieme a ulteriori dettagli identificativi. Lo riferisce Ynet.
Nello specifico, si tratta di 10 ingegneri e dipendenti di alto livello dell'industria della difesa israeliana. Gli hacker hanno anche offerto una ricompensa di 10'000 dollari per informazioni.
Non è chiaro se le informazioni provengano da fonti pubbliche o da una violazione dei sistemi.
Non è la prima volta che hacker iraniani diffondono dati di persone israeliane. Era già successo durante le Olimpiadi di Parigi dello scorso anno, quando erano stati diffusi carte d'identità, patenti, dati di accesso per account e servizi online, biglietti aerei, fotografie private di atleti dello Stato ebraico.
Un altro attacco simile risale a novembre del 2023, quando l'esercito israeliano dichiarò di aver sventato una rete di falsi profili sui social che utilizzando foto di donne realmente esistenti tentavano di estorcere informazioni ai soldati per conto di Hamas.
12:15
12:15
Secondo un sondaggio, la Svizzera dovrebbe riconoscere la Palestina come Stato
Oltre la metà della popolazione svizzera è favorevole al riconoscimento della Palestina come Stato. Secondo un sondaggio condotto dall'istituto di ricerca Sotomo, il 57% degli intervistati ha risposto sì o piuttosto sì a una domanda in tal senso. Un terzo circa si è opposto e il 10% si è dichiarato indeciso.
Una maggioranza favorevole alla richiesta è emersa in tutte le fasce d'età, livelli di istruzione, regioni linguistiche e sesso. Per quanto riguarda l'appartenenza politica, i Verdi e il PS si sono espressi maggiormente a favore del riconoscimento della Palestina quale Stato. Il consenso più basso è stato registrato nell'UDC.
Stando al sondaggio, anche l'accoglienza di 20 bambini feriti provenienti dalla Striscia di Gaza ha ottenuto il consenso della maggioranza della popolazione. Il 65% degli intervistati ha risposto sì o piuttosto sì. Anche in questo caso la maggioranza era presente in tutte le fasce di età, livelli di istruzione e regioni linguistiche.
L'atteggiamento negativo di alcuni Cantoni, come Zurigo, è stato accolto con incomprensione dalla maggioranza, anche se in misura minore rispetto all'accoglienza dei bambini feriti in generale. Complessivamente, il 52% degli intervistati ha dichiarato di non comprendere l'atteggiamento negativo. In Romandia l'incomprensione era più forte che nella Svizzera tedesca, dove il 50% non comprendeva o piuttosto non comprendeva l'atteggiamento dei Cantoni.
Il sondaggio è stato condotto online tra il 7 e il 20 novembre in tutte le regioni del Paese. Dopo la verifica e il controllo dei dati, secondo l'istituto di ricerca è stato possibile utilizzare le informazioni fornite da 2'088 persone. Il margine di errore statistico è pari a +/-2,2 punti percentuali. La notizia è stata anticipata oggi dal domenicale «NZZ am Sonntag».
12:12
12:12
Netanyahu: «Hamas viola tregua, non ci serve il via libera per agire»
Hamas sta violando il cessate il fuoco e Israele «agisce senza dipendere da nessuno». Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu all'inizio della riunione di governo, definendo una «menzogna assoluta» le affermazioni secondo cui Israele avrebbe bisogno di autorizzazioni esterne per le sue azioni.
Ieri un funzionario americano aveva detto ai media che gli ultimi raid su Gaza erano stati lanciati con l'accordo degli Stati Uniti.
«Noi operiamo indipendentemente da chiunque. L'Idf intraprende automaticamente azioni immediate per contrastare gli attacchi. Questo passa attraverso il ministro della Difesa e alla fine arriva a me, e decidiamo indipendentemente da qualsiasi fattore, ed è così che deve essere. Israele è responsabile della propria sicurezza», ha insistito Netanyahu.
Il primo ministro ha aggiunto che il governo continuerà a impedire anche a Hezbollah di ricostruire le proprie capacità di minaccia in Libano.
10:24
10:24
90 arresti a Londra alla protesta per Palestine Action
«Almeno 90 manifestanti sono stati arrestati durante una manifestazione a Londra a sostegno del gruppo di attivisti Palestine Action». Lo ha reso noto la polizia sui social. Gli arresti sono stati effettuati ieri nel pomeriggio in relazione alla protesta organizzata da Defend Our Juries a sostegno della «organizzazione terroristica fuorilegge Palestine Action», ha dichiarato la Metropolitan Police su X.
08:00
08:00
Il punto alle 8.00
Una delegazione di alti funzionari di Hamas è arrivata al Cairo per incontrare funzionari dell'intelligence egiziana e discutere della recente escalation delle ostilità nella Striscia di Gaza, riporta il quotidiano saudita Al-Hadath, citando una fonte anonima a conoscenza della questione. Lo si legge sul Times of Israel. Si prevede che la delegazione incontrerà anche i rappresentanti dei Paesi mediatori - Egitto, Qatar e Stati Uniti - per discutere «le modalità per contenere l'escalation» e la transizione alla seconda fase del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il futuro di Gaza.
