I Giovani Leghisti chiedono le dimissioni di Fabrizio Sirica: «La legge non ha colore politico»

«Fabrizio Sirica deve dimettersi». È quanto chiede il Movimento Giovani Leghisti attraverso un comunicato inviato ai media. La richiesta fa ovviamente riferimento alla grave infrazione del codice stradale di cui il co-presidente del Partito socialista ticinese e membro del Gran Consiglio, pizzicato lo scorso giugno da un radar mentre circolava a bordo della sua motocicletta a 104 km/h dove il limite era di 50, si è reso autore. A denunciare il fatto, in nome della trasparenza, era stato lo stesso politico ticinese tramite un video diffuso sui social.
Nella loro richiesta di dimissioni i Giovani Leghisti sottolineano come quello commesso da Sirica sia «un reato da pirata della strada».
Per i Giovani Leghisti sono inaccettabili anche le parziali giustificazioni addotte dal co-presidente del PS che, pur assumendosi la piena responsabilità di quanto accaduto, aveva specificato che, superato il paesino di Wassen e trovatosi su una «strada in mezzo a fattorie, in una campagna», era convinto che il limite fosse di 80 km/h e aveva perciò «aperto la marcia» proprio qualche metro prima di dove era posizionato il radar che quindi lo aveva «preso proprio nell'accelerazione». «Come se il limite dipendesse dal paesaggio e come se, in campagna, non potessero esserci ciclisti, pedoni o bambini», sottolinea il Movimento nella nota inviata alla stampa.
Il Movimento giovanile di via Monte Boglia precisa quindi che «quando erano coinvolti esponenti leghisti, Sirica non aveva esitato a impartire lezioni e a pretendere conseguenze politiche», mentre «ora che a sbagliare è lui, tutto diventa improvvisamente relativo». Quindi la stoccata: «La sicurezza stradale e la responsabilità politica valgono sempre, non soltanto contro gli avversari».
I Giovani Leghisti precisano poi come la richiesta di dimissioni non vada intesa come una «vendetta», ma si renda necessaria per «per coerenza e rispetto delle istituzioni». «La legge non ha colore politico. E nemmeno la responsabilità», conclude la nota.
Che cosa rischia il co-presidente del PS?
Se le conseguenze politiche del gesto di Sirica restano oggi ancora difficili da determinare, un po' più chiare sembrano invece quelle dal punto di vista della legge. In questo senso, c'è solo un nodo da sciogliere: capire se i 104 km/h siano il numero contestato o il dato grezzo del radar. A fare stato, per un superamento simile, è l'articolo 90 della Legge federale sulla circolazione stradale, capoversi 3 e 4. Siamo, per intenderci, nel campo dell'infrazione «molto grave» all'interno dell'abitato, ovvero oltre i 40 chilometri orari in zona 30 e a partire dai 50 chilometri orari quando la velocità massima consentita è di 50. Infrazione che si traduce in una pena detentiva da uno a quattro anni. È il cosiddetto reato di guida spericolata. Il capoverso 4, venendo alle parole di Sirica, non pare interpretabile. La norma, in sostanza, si applica in ogni caso e senza margini di valutazione se il limite viene superato di almeno 50 chilometri orari. Se i 104 chilometri orari fossero invece il dato grezzo, il superamento netto scenderebbe sotto la soglia e il caso si sposterebbe sull'articolo 90 capoverso 2, quindi infrazione grave con revoca minima di tre mesi. In quei pochi chilometri orari, insomma, in gioco ci sono conseguenze più o meno lunghe e pesanti.


