Il caso

I lavori per la sala da ballo di Trump possono continuare (per ora)

Un giudice federale ha stabilito che la costruzione della nuova «ballroom» può procedere, nonostante la denuncia del National Trust for Historic Preservation – Ma le cose potrebbero cambiare
©WILL OLIVER
Red. Online
02.03.2026 06:00

La sala da ballo di Trump, dunque, si farà. Giovedì, un giudice federale ha stabilito che i lavori di costruzione della «ballroom» tanto desiderata dal presidente americano possono procedere. Almeno, per ora. 

Ma facciamo un passo indietro. I lavori per realizzare la nuova sala da ballo della Casa Bianca sono iniziati lo scorso ottobre, seppur il progetto, inizialmente, non avesse rispettato le premesse. Trump, infatti, aveva garantito che l'ampliamento della stanza «non avrebbe interferito» con l'edificio esistente. In realtà, nel momento in cui i lavori hanno preso il via, sono state divulgate fotografie di operai che demolivano una parte dell'ala est della Casa Bianca, con una ruspa. Un fatto che aveva scatenato l'ira dei conservatori storici, che avevano implorato il tycoon di aspettare un giudizio delle commissioni di revisione federale, prima di procedere con il progetto.

Trump, a quanto pare, aveva però fretta. I lavori, dunque, sono cominciati, senza l'approvazione del National Trust for Historic Preservation, ossia il gruppo incaricato dal Congresso di garantire la conservazione degli edifici storici americani, tra cui, va da sé, spicca anche e soprattutto la Casa Bianca. A dicembre, quindi, il gruppo ha chiesto a un giudice di bloccare la costruzione della nuova sala da ballo, così da poter effettuare le revisioni necessarie, prima di procedere con il progetto che, per le modalità in cui era in corso, veniva definito «illegale e incostituzionale». 

Ora, però, dopo qualche settimana di stop, i lavori possono ricominciare. Almeno per ora. Il giudice distrettuale statunitense Richard Leon ha respinto la richiesta di un'ingiunzione preliminare presentata dal National Trust for Historic Preservation, invitando però l'organizzazione a rivedere la sua contestazione. «Se il ricorrente è incline a modificare la sua denuncia... la Corte la esaminerà rapidamente e, se fattibile, affronterà il merito delle questioni nuove e importanti presentate», ha dichiarato il giudice.

Secondo Leon, infatti, a dicembre il National Trust ha «erroneamente invocato l'Administrative Procedure Act per tentare di bloccare il progetto di Trump»: tuttavia, questa legge non si può applicare alla residenza esecutiva della Casa Bianca «perché non è un'agenzia». Secondo il giudice, inoltre, l'organizzazione si basava su «un insieme eterogeneo di teorie», nel suo tentativo di fermare la costruzione. E non è finita qui. Leon ha anche affermato che la contestazione corretta avrebbe dovuto essere formulata come un'argomentazione secondo cui Trump ha superato la sua autorità statutaria nel cercare di costruire una nuova sala da ballo attingendo a fondi privati e senza l'approvazione del Congresso. In altre parole, quindi, il National Trust avrebbe, semplicemente, sbagliato i modi in cui ha formulato la sua denuncia. Motivo per cui, come scrive il Washington Post, il gruppo ha dichiarato di voler modificare «tempestivamente» la sua denuncia. 

Nel frattempo, però, i lavori possono procedere. E Trump non ha perso occasione per festeggiare la notizia. In un post sul suo social Truth, ha ribadito che la nuova sala da ballo sarà «un simbolo della grandezza della Nazione». «Ottime notizie per l'America e per la nostra meravigliosa Casa Bianca! Il giudice incaricato del caso di quella che sarà la sala da ballo più bella del mondo ha appena respinto e completamente cancellato il tentativo di fermarne la costruzione», ha scritto Trump, mal interpretando le parole pronunciate dal giudice. 

Leon, infatti, ritiene che il National Trust abbia la legittimità per intentare la causa, respingendo le argomentazioni dell'amministrazione Trump. Ha aggiunto che entrambe le parti avevano «lottato per ottenere la posizione giuridicamente più vantaggiosa», nel tentativo di influenzare la sua decisione, anche per quanto riguarda l'autorità costituzionale del presidente di demolire l'ala est della Casa Bianca e sostituirla con una sala da ballo. Per il giudice, concentrarsi sui poteri del presidente ai sensi della Costituzione, piuttosto che sulla sua autorità statutaria, è stata una scelta sbagliata. Per ora, quindi, i lavori della sala da ballo possono procedere. Ma la prossima mossa del National Trust potrebbe, nuovamente, cambiare le carte in tavola.