Svizzera

I licenziamenti di UBS avverranno soprattutto nella seconda parte dell'anno

Come ha indicato oggi il presidente della direzione Sergio Ermotti, si tratta di un «processo doloroso che la banca sta attuando con la massima delicatezza possibile»
Ats
04.02.2026 14:03

La prossima ondata di riduzione di impieghi presso UBS partirà nei prossimi mesi, ma il grosso dei licenziamenti in Svizzera legati all'integrazione di Credit Suisse (CS) avverrà nel secondo semestre e all'inizio del 2027: lo ha indicato oggi il presidente della direzione Sergio Ermotti nella conferenza stampa di commento dei risultati 2025. Si tratta di un processo doloroso, che la banca sta attuando con la massima delicatezza possibile, ha assicurato il 65enne. Inoltre ove possibile l'azienda cercherà di riqualificare i dipendenti e di assumerli per le posizioni vacanti. La banca non ha fornito indicazioni sul numero di collaboratori previsti alla fine dell'integrazione. Stando a recenti notizie riportate dai media, il personale dovrebbe essere ridotto dal valore iniziale di circa 115'000 a circa 80'000 unità. Alla fine di dicembre 2025 la società aveva 103'200 posti a tempo pieno, ovvero 1250 in meno rispetto alla fine di settembre. In Svizzera la banca prevede ancora circa 3000 licenziamenti nell'ambito dell'integrazione. Ciò avverrà soprattutto quando, dopo la migrazione, i vecchi sistemi informatici saranno disattivati. Nel frattempo circa l'85% degli 1,1 milioni di conti registrati in Svizzera è stato trasferito sulle piattaforme UBS. La migrazione dovrebbe essere completata entro la fine del primo trimestre del 2026.