Il barista sopravvissuto: «Al Constellation una gestione approssimativa che non teneva conto dei rischi»

«Ricordo le prime grida e i primi allarmi. Quando è scoppiato l'incendio al Constellation ricordo altresì il sentimento di panico che mi ha pervaso». A parlare, ai microfoni di BFM TV, è Gaëtan, barista che ha vissuto in prima persona la tragedia che la notte di Capodanno ha sconvolto Crans-Montana.
Originario del sud della Francia, Gaëtan lavorava al bar del primo piano dall'inizio di dicembre. Quando le fiamme iniziano a divorare il locale, il giovane non ci pensa due volte. «Il primo riflesso che ho avuto è stato di uscire dal mio bar per scendere ad aiutare le persone nel seminterrato. I ricordi sono frammentari. Sono sceso dalla scala e mi sono fermato sull'ultimo scalino, non sono riuscito ad andare più in avanti. Cercavo di proteggere con il braccio le vie respiratorie per inalare meno fumo possibile. Ho quindi provato a tirare fuori una persona, ma penso di essere caduto a causa della folla che cercava di mettersi in salvo. Non ricordo altro. Da quello che mi è stato detto dopo, ho probabilmente perso conoscenza a causa del fumo inalato. Ad oggi non so ancora come sia riuscito a uscire dall'edificio, se qualcuno mi abbia portato in salvo o se sia stato io stesso a uscire da solo».
Rimasto ferito nell'incendio, il 28.enne era inizialmente stato ricoverato al CHUV per poi essere trasferito in patria. «Mi sono risvegliato all'ospedale militare di Parigi dopo aver passato 7-8 giorni in coma. Mi hanno chiesto se ricordassi qualcosa e purtroppo la risposta era "sì"». Gaëtan nel frattempo ha potuto lasciare l'ospedale ed è seguito a livello medico vicino alla casa dei suoi genitori, nel Gard.
Le criticità nella gestione del locale
Molti erano gli aspetti problematici che caratterizzavano il Constellation secondo il giovane barista. «La gestione era confusa e le ristrutturazioni erano fai da te. Ora, considerando che il locale era pensato per accogliere delle persone, le cose non erano sicuramente a norma. Non è così che si dovrebbe agire, soprattutto considerando i rischi che un tale modo di fare comporta per i clienti e il personale. Ho lavorato per un mese nel bar e non ricordo di aver visto estintori. Inoltre non ho mai ricevuto una formazione sulle procedure da adottare in caso di incendio».
Gaëtan affronta quindi la questione della posa dei pannelli fonoassorbenti. Era infatti lui il protagonista dello scambio di messaggi con Moretti sulla mancata tenuta della colla utilizzata per posizionarli. E sempre lui e Moretti sono al centro del video mostrato dalla trasmissione «Mise au point» della RTS che mostra i pannelli staccarsi dal soffitto. «Moretti mi aveva chiesto di aiutarlo a riattaccarli perché da solo non ce la faceva. Aveva acquistato una colla che non conosceva. Dopo quanto accaduto la notte di Capodanno mi sono chiesto se non potesse esserci un nesso di causalità in quanto mi domando se la colla non potesse magari essere altamente infiammabile. L'operazione di riattacco era durata una ventina di minuti e poi i bastoni da biliardo erano rimasti a sostegno dei pannelli per tutta la serata affinché la colla facesse presa. Il giorno seguente provai a togliere i bastoni, ma la colla non teneva. A quel punto Moretti mi disse di lasciar stare, che ci avrebbe poi pensato lui. Non so se lo abbia mai fatto, purtroppo non ho avuto il riflesso di verificare in seguito».
Le accuse contro i Moretti
Gaëtan lancia infine diverse accuse ai Moretti. «È troppo facile assolversi dalle proprie responsabilità, lo trovo disgustoso. I dipendenti, i clienti e le famiglie saranno segnati per il resto della vita da quello che è successo. Trovo aberrante che i Moretti abbiano provato a scaricare la colpa sui dipendenti. Non abbiamo inoltre più sentito una parola da loro da quando è successo tutto questo. Avrebbero potuto almeno provare a informarsi se stessimo bene. A ciò si aggiunga che non ci è stato versato il salario di dicembre e che non abbiamo mai ricevuto alcuna spiegazione. È disonesto».

