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Scontri e attacchi si estendono dal Mediterraneo all’Oceano Indiano –Teheran sotto pressione, mentre continuano missili e droni nei Paesi del Golfo – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:00
23:00
Media Usa, iniziata un'offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran
Migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran: lo ha dichiarato un funzionario statunitense a Fox News. La notizia è stata rilanciata anche da Axios, sempre da fonti Usa, secondo cui l'offensiva è scattata nel nord-ovest del Paese.
In precedenza, sempre dai media americani, era emerso che gruppi dissidenti curdo-iraniani con base nel nord dell'Iraq si stavano preparando per una potenziale operazione militare oltre confine in Iran, e gli Stati Uniti avevano chiesto ai curdo-iracheni di sostenerli. Interpellato sulla questione, nel pomeriggio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth era rimasto vago, affermando che "nessuno dei nostri obiettivi si basa sul supporto o sull'armamento di una forza in particolare. Quindi, siamo a conoscenza di ciò che altre entità potrebbero fare, ma i nostri obiettivi non sono incentrati su questo". I gruppi curdi sono considerati il segmento più organizzato della frammentata opposizione iraniana e si ritiene che dispongano di migliaia di combattenti addestrati.
21:48
21:48
Cresce il fronte anti-guerra negli USA
I repubblicani del Senato americano si avviano a bocciare la risoluzione sui poteri di guerra sostenuta dai democratici che impedirebbe al presidente Donald Trump di continuare la sua guerra all'Iran, in uno scenario di crescente insofferenza. John Thune, il leader della maggioranza, ha sostenuto che il presidente sta «agendo nel migliore interesse della nazione», negli sforzi di placare i malumori alimentati sia dalle notizie dei primi caduti americani sia dai timori di una tempistica incerta e sia, più in generale, da un Congresso relegato a un inedito ruolo notarile dal decisionismo dell'amministrazione Trump 2.0.
«Non dovremmo essere in guerra senza un dibattito e un voto»
I democratici hanno condannato il presidente per aver ordinato una campagna aerea contro l'Iran senza il permesso preventivo al Congresso, offrendo poi spiegazioni variabili sui suoi reali obiettivi. La risoluzione sui poteri di guerra presentata dai democratici Tim Kaine, Adam Schiff e Chuck Schumer (leader della minoranza), imporrebbe la fine della partecipazione degli USA alle ostilità e obbligherebbe Trump a presentarsi al Congresso prima di rientrare in guerra. «Non dovremmo essere in guerra senza un dibattito e un voto. Questo era ciò che intendevano i padri fondatori e chiarisce la nostra Costituzione», ha osservato Kaine. «Proteggiamo le nostre truppe quando lo facciamo nel modo giusto. Le mettiamo a rischio quando lo facciamo nel modo sbagliato. Il rischio che non passi? Almeno avremo avviato e sollevato il dovuto dibattito». L'iniziativa richiederà 50 voti per essere approvata: tra i 47 democratici, John Fetterman, senatore della Pennsylvania, ha detto che si opporrà, il che significa che ci vorrà il sostegno di almeno cinque repubblicani perché l'azione vada a buon fine.
21:45
21:45
Libano, il leader Hezbollah: «Non ci arrenderemo»
Il leader di Hezbollah, lo shaykh Naim Qassem, ha ribadito che il movimento sciita libanese continuerà a combattere Israele finché esisterà «l'occupazione», affermando che la resistenza armata resta «un diritto legittimo».
Il discorso arriva mentre proseguono gli scontri lungo il confine tra Libano e Israele e mentre crescono i timori a Beirut per un possibile ampliamento dell'offensiva israeliana nel sud del paese. «Fintanto che l'occupazione esiste, la resistenza e il suo armamento sono un diritto umano e internazionale legittimo», ha dichiarato Qassem in un discorso trasmesso dalla televisione al-Manar, emittente del Partito di Dio.
Secondo il leader del movimento sciita, questo diritto trova fondamento anche nell'architettura politica libanese definita dopo la guerra civile. «È conforme anche all'accordo di Taif», ha affermato, riferendosi all'intesa del 1989 che pose fine al conflitto civile in Libano (1975-90). Il leader di Hezbollah ha quindi ribadito la determinazione del movimento a proseguire lo scontro militare con Israele. «La nostra scelta è di affrontarli fino al punto di sacrificare la nostra vita (...) non ci arrenderemo mai», ha dichiarato, parlando di «diritto esistenziale all'autodifesa».
21:14
21:14
La guerra arriva nel Mediterraneo, il punto delle 21.00
L'epicentro resta l'Iran, ma la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele, al suo quinto giorno, si allarga come un'onda, dal Mediterraneo all'Oceano indiano. Un missile balistico di Teheran lanciato verso lo spazio aereo turco è stato abbattuto dai sistemi di difesa della NATO, dopo aver sorvolato la Siria e l'Iraq. Sul versante opposto del Mar Arabico, al largo dello Sri Lanka, un sottomarino americano ha colpito e affondato una fregata iraniana, facendo almeno 87 morti tra i marinai e più di trenta dispersi. Il Comando Centrale americano ha affermato che le forze USA hanno finora "colpito o affondato" più di 20 navi iraniane. "Le forze americane continuano a dare la caccia e distruggere con aggressività e precisione i lanciamissili iraniani", ha aggiunto il Centcom in una nota.
Missili e droni nei paesi del Golfo
Intanto i paesi del Golfo continuano a intercettare missili e droni lanciati in rappresaglia dall'Iran, così come Israele che ha, a sua volta, martellato i centri di comando dei pasdaran e dei basij e abbattuto un caccia iraniano nei cieli della capitale della Repubblica islamica. L'esercito israeliano (IDF) prosegue inoltre l'avanzata nel sud del Libano, dove affronta "scontri a distanza ravvicinata" con Hezbollah.
Il controllo dei cieli iraniani
"Il regime iraniano è finito", ha sentenziato il capo del Pentagono Pete Hegseth, assicurando che le forze aeree di USA e Israele prenderanno "il controllo completo dei cieli iraniani" in meno di una settimana e annunciando l'arrivo di ulteriori rinforzi nel teatro di guerra.
Il missile iraniano intercettato in Turchia
Il segretario alla difesa ha inoltre affermato che il caso del missile iraniano verso la Turchia non innescherà l'articolo 5 della NATO che obbliga gli alleati a intervenire in difesa di un membro sotto attacco. Il missile intercettato sarebbe caduto nel distretto turco di Dörtyol, nel sudest della Turchia, vicino al confine con la Siria. Fonti di Ankara ritengono però che non fosse diretto al territorio turco, ma verso "una base nella Cipro greca", peraltro già colpita nei giorni scorsi, e che abbia deviato la propria rotta. La Turchia ha convocato l'ambasciatore iraniano e intimato a Teheran di "evitare l'espansione del conflitto". "La nostra capacità di garantire la sicurezza del nostro paese è ai massimi livelli", ha ammonito il presidente Recep Tayyip Erdogan riferendo di una "stretta consultazione con i nostri alleati della NATO". Secondo fonti dell'Alleanza, sarebbero state le stesse forze armate turche inquadrate nella NATO a intercettare il missile.
Iraq piombato nel buio
Sulla stessa traiettoria della Turchia, l'Iraq è piombato nel buio assoluto per un blackout energetico che ha investito l'intero paese, prima di ritrovarsi a dover abbattere dei droni vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, dove si trova una base militare che ospita anche una missione diplomatica americana. L'ambasciata USA ha invitato i propri connazionali a lasciare il paese "non appena saranno in grado di farlo in sicurezza" e, nel frattempo, di "rimanere dove sono con scorte di cibo, acqua e medicine". Esplosioni sono state sentite anche a Erbil, nel Kurdistan iracheno.
100mila persone lasciano Teheran
Ma è ancora la capitale iraniana a subire la maggiore pressione militare. Secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), "è stimato in 100'0000 il numero di persone che hanno lasciato Teheran nei primi due giorni seguiti all'attacco" israelo-americano. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito "un importante complesso militare" a Teheran, che ospita i centri di comando delle Guardie rivoluzionarie, della Forza d'élite Quds e della forza paramilitare Basij. E di aver lanciato un'ondata di attacchi sui siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera a Isfahan e Shiraz. Come il premier Benyamin Netanyahu nei giorni scorsi, anche il portavoce dell'IDF Effie Defrin ha diffuso un video in farsi assicurando agli iraniani che "l'offensiva ha come unico obiettivo il regime".
Il regime iraniano
Un regime che perde pezzi ogni giorno che passa e che fatica, a quanto pare, anche a nominare un successore di Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno di guerra. Il nome del figlio Mojtaba sembra al momento non trovare conferme. Ma i fedelissimi dell'ex Guida suprema insistono, almeno a parole: "abbiamo una storia e una civiltà che dimostrano che non abbiamo paura della guerra e non abbiamo paura di continuarla", ha detto l'ex vicepresidente e consigliere di Khamenei, Mohammad Mokhber, assicurando che l'Iran non intende negoziare con gli Stati Uniti. Tuttavia, secondo il "New York Times", rappresentanti dell'intelligence di Teheran hanno fatto arrivare alla CIA un messaggio di disponibilità a trattare per la fine della guerra. La stessa agenzia d'intelligence per l'estero starebbe inoltre già lavorando per armare le forze curde e fomentare una rivolta popolare nel paese che possa dare al regime già allo stremo la spallata finale.
Il ruolo di Cina e Russia
Intanto, mentre la Russia condanna l'escalation ma resta al momento la finestra, la Cina avrebbe deciso di mandare nella regione il proprio inviato speciale per il Medio Oriente per condurre non meglio precisati "sforzi di mediazione".
20:44
20:44
L'IDF stima che tra poche ore sarà raggiunta la superiorità aerea in Iran
Le Forze di difesa israeliane (IDF) stimano che nel giro di poche ore sarà raggiunta la completa superiorità aerea su tutti i cieli iraniani, e non solo nell'ovest del paese e nella regione di Teheran, come è avvenuto finora.
Secondo le fonti citate da Ynet, l'espansione del controllo aereo consentirebbe agli aerei dell'aeronautica militare statunitense di operare liberamente in ulteriori aree, tra cui l'Iran orientale, e aumenterebbe significativamente l'efficacia degli attacchi.
Intanto il portavoce dell'IDF Effie Defrin ha dichiarato in un briefing che "in totale, sono stati attaccati circa 300 sistemi di difesa iraniani". "Abbiamo colpito obiettivi nelle industrie terroristiche, abbiamo preso di mira ed eliminato molti dei comandanti dell'intelligence del regime. Non intendiamo fermarci un attimo", ha detto.
20:42
20:42
Madrid: «Smentiamo la Casa Bianca, nessun accordo»
«Lo smentisco categoricamente. Non è cambiata una virgola e non ho la minima idea a cosa si riferisca»: con queste parole il ministro spagnolo degli esteri José Manuel Albares ha negato di aver autorizzato l'uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota agli Stati Uniti.
Poco prima la portavoce della Casa Bianca Karoline Leawitt aveva sostenuto che Madrid avrebbe ascoltato il messaggio di Trump «accettando di cooperare con l'esercito degli Stati Uniti». «C'è un accordo bilaterale e al di fuori del quadro di questo accordo non ci sarà l'uso delle basi», ha tagliato corto Albares. «L'accordo è molto chiaro, sono basi di sovranità spagnola e non c'è alcun dubbio al riguardo», ha assicurato il ministro degli esteri in dichiarazioni a radio Cadena Ser, ribadendo, rispetto alle affermazioni di Leavitt, che «la nostra posizione continua a essere invariata».
«Lo smentisco categoricamente e non ho la minima idea a cosa si possa riferire», ha insistito Albares, negando che la Spagna abbia concordato con l'amministrazione statunitense di collaborare militarmente con gli Stati Uniti e Israele in Iran. «Sarà la portavoce della Casa Bianca, ma io sono il ministro degli esteri del governo», ha sottolineato. «In ogni modo, voglio tranquillizzare gli spagnoli e le spagnole che la nostra posizione resta invariata», ha concluso.
20:16
20:16
Libano: uccise 72 persone negli attacchi israeliani
Gli attacchi israeliani sul Libano hanno ucciso 72 persone, ne hanno ferite 437 e hanno causato 83'000 sfollati da lunedì, dall'inizio degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Lo affermano le autorità libanesi. In un comunicato il ministro della salute indica che "le vittime dell'aggressione israeliana da lunedì sono salite a 72 martiri e 437 feriti". Il ministero degli affari sociali ha invece fatto sapere che il numero degli sfollati nei rifugi ufficiali è di 83'847 persone.
19:57
19:57
«La Spagna ha accettato di cooperare con gli USA»
La Spagna ha accettato di «cooperare» con l'esercito statunitense sull'Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo l'attacco a Madrid da parte del presidente americano Donald Trump.
«Per quanto riguarda la Spagna, penso che ieri abbiano recepito chiaramente il messaggio del presidente e, da quanto ho capito, nelle ultime ore hanno accettato di collaborare con l'esercito americano», ha dichiarato alla stampa la portavoce. Ieri Trump aveva aspramente criticato il governo spagnolo di sinistra per aver negato all'aviazione americana l'accesso alle basi militari situate nel sud del paese, minacciando di «cessare ogni rapporto commerciale» con Madrid.
Nel primo briefing dall'inizio del conflitto, Leavitt ha anche affermato che Teheran ha «rifiutato le nostre offerte generose e senza precedenti» nei colloqui precedenti la guerra, che le capacità dell'Iran sono state «completamente annientate», che le agenzie di intelligence americane stanno «monitorando da vicino» le notizie sulla possibilità che il figlio dell'ayatollah Khamenei succeda al padre, sostenendo che «dobbiamo aspettare e vedere», e che Trump parteciperà alla cerimonia di rientro dei sei soldati americani caduti.
18:48
18:48
Iran, colpito importante complesso militare a Teheran
L'esercito israeliano (IDF) ha dichiarato di aver colpito un importante complesso militare iraniano a Teheran, che ospita i centri di comando delle Guardie rivoluzionarie, della Forza d'élite Quds e della forza paramilitare Basij. «Poco tempo fa, l'Aeronautica militare israeliana, guidata con precisione dall'intelligence delle IDF - si legge in una nota dell'esercito -, ha completato un attacco su vasta scala contro un grande complesso militare del regime terroristico iraniano nella parte orientale di Teheran».
Il complesso, si spiega, ospitava i quartieri generali di tutte le organizzazioni di sicurezza iraniane. Inoltre, al suo interno sono state identificate attività di agenti iraniani «responsabili della gestione dell'operazione, della promozione di ulteriori attacchi terroristici contro Israele e la regione e della repressione del popolo iraniano». I centri di comando colpiti nel complesso includevano anche i quartier generale dell'Intelligence e «l'unità della Sicurezza interna responsabile della repressione delle proteste».
18:36
18:36
Iraq colpito da un blackout totale
L'Iraq è stato colpito da un blackout totale. Lo riferiscono le autorità del paese senza specificarne la causa. "La rete elettrica è completamente fuori uso in tutte le province", ha dichiarato il ministero dell'elettricità, citato dall'agenzia di stampa irachena INA, che precisa che le centrali elettriche e le linee di trasmissione stanno iniziando ad essere rimesse in funzione.
Intanto "due droni sono stati abbattuti vicino all'aeroporto di Baghdad, senza che siano riportate vittime o materiale danneggiato", afferma una fonte della sicurezza irachena all'AFP. Un'altra fonte della sicurezza a Baghdad ha confermato l'incidente.
L'aeroporto comprende una base militare che ospita una struttura diplomatica statunitense, che precedentemente ospitava le truppe della coalizione guidate dagli USA.
Stasera sono state udite delle esplosioni anche a Erbil, nel Kurdistan iracheno (nord). Secondo i giornalisti dell'AFP presenti sul posto le esplosioni provenivano principalmente dalla zona dell'aeroporto, dove si trovano le truppe della coalizione.
L'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha chiesto agli americani presenti di lasciare subito il paese: "i cittadini statunitensi in Iraq sono vivamente incoraggiati a partire non appena saranno in grado di farlo in sicurezza e a rimanere in casa finché le condizioni non saranno sicure per la partenza", ha dichiarato la sede diplomatica su X. "Se sarà sicuro farlo, gli americani dovrebbero lasciare l'Iraq immediatamente."
16:44
16:44
Ridotto del 90% il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz
Il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz è crollato del 90% dall'inizio della guerra all'Iran. Lo afferma su X la società di intelligence del mercato energetico Kpler. "A differenza di altri tipi di imbarcazioni, i cui movimenti sono in gran parte cessati, alcune petroliere stanno ancora attraversando lo stretto da est a ovest, alcune con i transponder spenti", ha aggiunto Matt Wright, analista di Kpler. "L'analisi dell'attività di navigazione indica che i transiti di petroliere sono attualmente inferiori del 90% rispetto alla scorsa settimana", ha precisato il sito web MarineTraffic.
16:43
16:43
Iran: in 4 giorni ha lanciato più ordigni sul Golfo che su Israele
Secondo i dati pubblicati oggi dall'Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale (INSS) israeliano, nei primi quattro giorni di guerra l'Iran ha lanciato verso i paesi del Golfo 2,5 volte più missili e 20 volte più droni rispetto a quelli sparati contro Israele. Mentre verso lo Stato ebraico i pasdaran hanno lanciato circa 200 missili e circa 100 droni, in 123 ondate di attacco, contro i paesi del Golfo hanno attaccato con circa 500 missili e circa 2'000 velivoli senza pilota.
A titolo di confronto, il portavoce dell'esercito israeliano ha indicato oggi che l'aeronautica militare ha attaccato l'Iran con oltre 5'000 munizioni dall'inizio dell'operazione "ruggito del leone".
Il rapporto dell'INSS commenta che, pur considerando Israele come il principale nemico, Teheran stia concentrando la maggior parte della propria potenza di fuoco sui suoi vicini più prossimi, con alcuni dei quali, come il Qatar, intrattiene generalmente relazioni buone.
Una delle considerazioni dei ricercatori è che l'attacco intensivo della Repubblica islamica contro i paesi del Golfo derivi da una considerazione strategica: Teheran mira a spingere gli Stati del Golfo a fare pressione sugli Stati Uniti affinché pongano fine alla guerra o almeno la accorcino in modo significativo - unica leva di pressione efficace di cui dispongono gli iraniani, e per questo ne fanno uso senza distinzione.
La seconda considerazione è che l'Iran possiede molti più missili (migliaia) con una portata tra i 300 e i 600 chilometri, che raggiungono gli Stati del Golfo e gli impianti petroliferi lungo la costa. Dispone inoltre di migliaia di droni d'attacco e suicidi, più precisi dei missili e molto più difficili da intercettare con le batterie di difesa aerea americane.
In più gli obiettivi "soft" dell'industria petrolifera e delle costruzioni nel Golfo sono facilmente attaccabili con alcune decine di chilogrammi di esplosivo presenti nei droni suicidi del modello Shahed-136. Per colpire gli impianti petroliferi l'Iran non ha bisogno di missili balistici pesanti e costosi e, in molti casi, utilizza missili costa-mare lanciati dalla costa iraniana o da imbarcazioni d'attacco veloci che operano nelle acque del Golfo.
Infine, afferma l'INSS, la deterrenza: attaccare il Golfo significa mettere tali paesi in guardia dall'autorizzare gli americani a operare dal loro territorio, sia in modo difensivo (rilevamento e allerta) sia offensivo. L'Iran mira, ad esempio, a impedire il decollo di aerei d'attacco dall'Arabia Saudita, dal Qatar, dal Kuwait e da altri Stati.
Finora in Iraq ci sono stati 11 morti e 5 feriti, in Kuwait 4 morti e 35 feriti, negli Emirati Arabi Uniti 3 morti e 68 feriti, in Oman 3 morti e 4 feriti, in Qatar 16 feriti, in Bahrein 1 morto e 4 feriti e in Giordania 5 feriti.
15:55
15:55
AIEA: «Nessun rischio di fuga radioattiva dalle strutture nucleari»
«Sulla base dell'analisi delle ultime immagini satellitari disponibili, l'AIEA non rileva danni alle strutture contenenti materiale nucleare in Iran e pertanto non vi è alcun rischio di rilascio radiologico al momento». Lo scrive l'Agenzia internazionale per l'energia atomica delle Nazioni Unite su X.
«Vicino al sito nucleare di Isfahan sono visibili danni in due edifici. Nessun impatto aggiuntivo è stato rilevato a Natanz, dopo i danni precedentemente segnalati agli ingressi, e nessun impatto in altri siti nucleari, inclusa la centrale nucleare di Bushehr».
Il direttore generale Rafael Grossi «ribadisce l'appello alla massima moderazione per contribuire a evitare qualsiasi pericolo di incidente radiologico».
15:10
15:10
Hegseth: «Avremo pieno controllo cieli, in arrivo altre forze»
USA e Israele, «le due forze aeree più potenti del mondo avranno il controllo completo dei cieli iraniani» in meno di una settimana. Ci sarà «uno spazio aereo incontrastato», ha affermato il capo del Pentagono Pete Hegseth in un briefing.
Egli ha aggiunto che è «possibile sostenere la guerra per il tutto il tempo che vogliamo» e che «stanno arrivando altre forze» nel teatro di guerra. «È ancora molto presto e, come ha detto il presidente Trump, ci prenderemo tutto il tempo necessario per assicurarci di avere successo», ha detto ancora Hegseth, per il quale gli USA «utilizzano una scorta illimitata di bombe a gravità di precisione».
A suo dire «i generali militari più importanti e di medio livello e i ranghi più bassi non possono più comunicare né coordinarsi nella loro offensiva e questo naturalmente non è un bene per loro». L'Aeronautica militare iraniana «non esiste più, è stata costruita nel 96 e distrutta nel 2026. La Marina militare è praticamente affondata nel Golfo Persico, abbiamo decimato la loro flotta», ha aggiunto Hegseth.
Il segretario di Stato alla difesa ha pure reso noto che il capo di un'unità iraniana che voleva uccidere Donald Trump è stato ucciso. «Il capo dell'unità che ha tentato di assassinare il presidente è stato braccato e ucciso», ha detto senza fare il nome ma precisando che l'operazione è avvenuta ieri.
A gennaio dell'anno scorso Teheran aveva negato qualsiasi complotto per uccidere Trump. Nel novembre 2024, il Dipartimento di giustizia aveva incriminato un iraniano in relazione a un piano delle Guardie rivoluzionarie per assassinare il presidente americano.
Interrogato a proposito del missile iraniano diretto verso lo spazio aereo della Turchia e intercettato dalla forze dell'Alleanza atlantica, Hegseth ha risposto che «non sembra che possa innescare qualcosa di simile all'articolo 5 della NATO». «Dovremo comunque studiare meglio la situazione.» L'articolo 5 impegna gli alleati a intervenire militarmente in caso di violazioni territoriali o attacchi alle truppe da parte di attori terzi a uno o più membri.
Rispondendo poi ad una domanda sulle indiscrezioni di stampa secondo le quali la CIA starebbe armando le forze curde per fomentare una rivolta in Iran, il capo del Pentagono ha dichiarato che «gli obiettivi degli Stati Uniti» nella Repubblica islamica «non si basano su quello che fanno altre forze».
Quanto a Cina e Russia, «non sono realmente un fattore» in questa guerra, ha detto Hegseth. «Il nostro problema non sono loro, ma le ambizioni nucleari dell'Iran», ha aggiunto.
Da parte sua il capo degli Stati maggiori congiunti americani, Dan Caine, ha affermato nel briefing che l'Iran sta lanciando meno missili rispetto all'inizio della guerra. Il generale ha anche annunciato che gli attacchi degli Stati Uniti si estenderanno ora all'interno del paese.
14:16
14:16
«Sottomarino USA ha affondato la nave iraniana a largo dello Sri Lanka»
Un sottomarino USA ha affondato una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano. Lo ha confermato Pete Hegseth in un briefing sulla guerra al Pentagono. Hegseth ha dichiarato che la marina iraniana «riposa sul fondo del Golfo Persico» e che è «inefficace, decimata, distrutta... scegliete un aggettivo, non esiste più». Il segretario alla difesa ha aggiunto che la nave «è stata affondata da un siluro, una morte silenziosa, il primo affondamento di una nave nemica con un siluro dalla Seconda Guerra Mondiale. Come in quella guerra, quando eravamo ancora il Dipartimento della Guerra, stiamo combattendo per vincere».
«Almeno 80 persone» sono morte nell'attacco, ha dichiarato un viceministro degli esteri dello Sri Lanka in un'intervista a una televisione locale citata dalla Reuters sul suo sito web, mentre un funzionario della Marina in condizione di anonimato ha detto all'AFP che «abbiamo recuperato 87 corpi e sono ancora in corso le ricerche degli altri dispersi». Si stima che vi fossero 180 marinai a bordo della nave militare iraniana affondata. La Marina dello Sri Lanka afferma di aver recuperato dalle acque 32 marinai feriti.
«Alle 5.08 di questa mattina, la Marina dello Sri Lanka e la guardia costiera hanno ricevuto un messaggio dalla nave che stava affondando, chiamata 'Iris Dena', a 40 miglia nautiche dal distretto portuale meridionale di Galle», ha spiegato stamani il ministro degli esteri Vijitha Herath, ripreso dall'agenzia PTI. «Abbiamo trovato delle persone che galleggiavano sull'acqua, le abbiamo salvate e, più tardi, quando abbiamo indagato, abbiamo scoperto che quelle persone provenivano da una nave iraniana», ha spiegato il portavoce della Marina, Budhika Sampath, ripreso dalla BBC. Sampath ha dichiarato che al momento dell'avvio delle operazioni di salvataggio non si vedeva il vascello, ma che c'erano chiazze di petrolio sull'acqua e zattere di salvataggio in mare.
13:55
13:55
Parmelin esprime solidarietà per Bahrein e Oman
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha discusso della situazione in Medio Oriente con il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa e con il sultano dell'Oman Haytham bin Tariq. Il vodese ha espresso solidarietà a nome della Svizzera. Oltre a questo, Parmelin ha offerto il sostegno della Confederazione per eventuali sforzi di mediazione, si legge in un post odierno sul social X.
Gli attacchi, spesso contro la popolazione civile, mostrano che è indispensabile tornare alla via diplomatica. Questo per evitare ulteriori vittime inutili. Già domenica il presidente della Confederazione si era espresso sulla piattaforma, dicendosi profondamente preoccupato per gli eventi in Medio Oriente. La stessa sera ha avuto uno scambio con rappresentanti di Emirati arabi uniti, Giordania e Kuwait. Parmelin aveva ribadito la richiesta ufficiale della Svizzera alle parti in conflitto di rispettare senza restrizioni il diritto internazionale. In particolare, ha invitato a proteggere i civili e le infrastrutture civili, tornando alla diplomazia.
13:43
13:43
Colpita nave portacontainer nello Stretto di Hormuz
Una nave portacontainer è stata colpita al largo delle coste dell'Oman mentre transitava nello Stretto di Hormuz, ha riferito un'agenzia britannica per la sicurezza marittima.
La nave si trovava a due miglia nautiche a nord dell'Oman, «in transito verso est nello Stretto di Hormuz», quando è stata «colpita da un proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento, causando un incendio nella sala macchine», secondo l'Ukmto.
Al-Jazeera, citando l'Oman News Agency, riferisce che la marina militare omanita ha risposto ad una segnalazione arrivata da una nave cargo battente bandiera maltese attaccata da due missili vicino allo stretto di Hormuz. I 24 membri dell'equipaggio sono stati salvati e hanno ricevuto le cure mediche necessarie, viene aggiunto, precisando che tutti sono in «buona salute».
Si è trattato del quarto attacco segnalato in acque regionali nell'arco di 24 ore, dopo che i proiettili hanno colpito altre tre navi al largo delle coste degli Emirati e dell'Oman o nelle vicinanze.
13:42
13:42
Iran: «Più di mille morti negli attacchi israelo-americani»
Per l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna gli attacchi israelo-americani hanno ucciso più di 1.000 persone in tutto il Paese da sabato.
«Durante l'aggressione militare... 1.045 dei nostri cari militari e civili» sono stati uccisi, ha affermato l'Irna, citando una dichiarazione della Fondazione iraniana per i Martiri e gli Affari dei Veterani.
La Tv di Stato iraniana ha inoltre annunciato che i funerali di Stato della Guida suprema iraniana Ali Khamenei previsti per questa sera a Teheran sono stati rinviati, mentre il Paese affronta ondate di attacchi da Israele e USA.
«La cerimonia di addio per l'imam martirizzato è stata rinviata (...) in previsione di un'affluenza senza precedenti», ha riferito la tv, aggiungendo che la nuova data sarebbe stata «annunciata in seguito».
Stamattina, era stato annunciato un tributo per questa sera a Teheran davanti alla salma di Ali Khamenei, morto a 86 anni in un attacco aereo e che sarà sepolto nella città santa di Mashhad, suo luogo di nascita.
13:42
13:42
Starmer insiste: «Il Regno Unito resta fuori dalla guerra diretta»
«Non voglio coinvolgere Il Regno nella guerra» in Iran «senza basi legali e obiettivi» certi. L'ha ribadito il premier laburista Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni britannica.
Starmer ha così replicato alle critiche della leader dell'opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, contro la decisione di non far partecipare la Raf ad attacchi diretti in risposta alla reazione di Teheran ai raid di Usa e Israele che ha preso di mira anche «militari britannici» nella regione. Badenoch ha accusato Starmer di non far abbastanza limitandosi a concedere, dopo l'iniziale rifiuto, l'uso di basi britanniche agli alleati americani.
«Ciò che non ero disposto a fare sabato era che il Regno Unito entrasse in una guerra senza che fossi convinto della sussistenza di una base legale e di un piano fattibile e ben ponderato», ha affermato Starmer, per poi aggiungere: «Questa rimane la mia posizione».
Il primo ministro ha sottolineato che l'intero Paese è molto preoccupato per il rischio di un'ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente e per l'impatto delle forniture energetiche sulla vita dei cittadini. «Dobbiamo quindi agire con chiarezza, determinazione e a sangue freddo», ha detto, aggiungendo che la «protezione dei cittadini britannici è la nostra priorità assoluta».
Rispetto alle dure critiche avanzate da Badenoch sull'impreparazione militare britannica, il premier ha ricordato che Londra sta inviando rinforzi per proteggere la base della Raf a Cipro, a partire dalla nave militare Hms Dragon, e di aver collaborato strettamente con gli Stati Uniti nelle scorse settimane per dispiegare sistemi radar e anti-drone oltre ai jet F-35 in funzione difensiva.
La leader dei Tory ha risposto affermando che tutto ciò «non è sufficiente»: «la Dragon si trova ancora a Portsmouth, mentre gli F-35 non sono in grado di abbattere i missili in arrivo». Nell'acceso botta e risposta, Badenoch ha richiamato di fatto le critiche del presidente americano Donald Trump contro Starmer rispetto al mancato coinvolgimento di Londra a fianco del grande alleato negli attacchi diretti contro l'Iran.
Durissima la replica del premier laburista, che ha accusato Badenoch di non comportarsi da leader dell'opposizione in nome dell'interesse nazionale e nel pieno di una crisi bellica grave.
13:33
13:33
867 persone morte negli attacchi israelo-americani
Il Ministero della Salute iraniano ha affermato che il bilancio delle vittime degli attacchi israelo-americani contro l'Iran è salito a 867. Lo riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu.
13:29
13:29
Il Pentagono: «L'uccisione di Khamenei è stata un'operazione israeliana»
Il responsabile delle politiche del Pentagono, Elbridge Colby, ha preso le distanze dalla morte della Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, affermando che è stato ucciso da un attacco israeliano. Testimoniando ieri davanti alla Commissione per le Forze Armate del Senato, Colby ha affermato che l'attacco che ha ucciso Khamenei e altri importanti leader iraniani non faceva parte della campagna militare americana. «Quelle sono operazioni israeliane», ha detto Colby, ribattendo alle pressioni dei legislatori sulla questione se il cambio di regime fosse un obiettivo dell'azione statunitense. Colby ha sostenuto che la campagna militare statunitense è focalizzata sul degrado delle capacità di proiezione di potenza dell'Iran, non esplicitamente sul cambio di regime.
13:14
13:14
Iran, rinviati i funerali di Stato di Khamenei previsti per stasera
I funerali di Stato della Guida suprema iraniana Ali Khamenei previsti per questa sera a Teheran sono stati rinviati, mentre il Paese affronta ondate di attacchi da Israele e Usa. Lo riferisce la Tv di Stato iraniana. «La cerimonia di addio per l'imam martirizzato è stata rinviata (...) in previsione di un'affluenza senza precedenti», ha riferito la tv, aggiungendo che la nuova data sarebbe stata «annunciata in seguito». Stamattina, era stato annunciato un tributo per questa sera a Teheran davanti alla salma di Ali Khamenei, morto a 86 anni in un attacco aereo e che sarà sepolto nella città santa di Mashhad, suo luogo di nascita.
13:06
13:06
Ankara: «Missile dall'Iran verso la Turchia neutralizzate dalla Nato»
Munizioni balistiche sparate dall'Iran verso la Turchia sono state neutralizzate dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale. Lo ha detto il Ministero della Difesa Nazionale turco, e lo riporta Anadolu. In una nota il ministero afferma che «un missile balistico, lanciato dall'Iran e individuato mentre si dirigeva verso lo spazio aereo turco dopo aver attraversato lo spazio aereo iracheno e siriano, è stato prontamente intercettato e neutralizzato dagli elementi di difesa aerea e missilistica della NATO schierati nel Mediterraneo orientale. È stato stabilito che l'ordigno caduto nel distretto di Dörtyol, nella provincia di Hatay, apparteneva a un munizionamento antiaereo che ha intercettato la minaccia in volo. Non si sono verificate vittime o feriti nell'incidente.»
«Ci difenderemo da ogni attacco»
«La nostra determinazione e capacità di proteggere la sicurezza del nostro Paese sono ai livelli più alti. Saranno prese senza esitazione tutte le misure necessarie per difendere il nostro territorio e il nostro spazio aereo», ha affermato Burhanettin Duran, direttore delle comunicazioni del presidente Recep Tayyip Erdogan. Il ministero degli esteri turco ha in seguito convocato l'ambasciatore iraniano in Turchia, Mohammad Hassan Habibollahzadeh, per protestare ed esprimere preoccupazione, riporta «Daily Sabah». Intanto fonti alleate interpellate dall'ANSA riferiscono che il missile è stato abbattuto dalle forze armate turche con equipaggiamento inquadrato nella gestione NATO.
13:01
13:01
Iran: «Smantellati a Teheran mercenari armati da Usa e Israele»
«Una squadra terroristica, composta da mercenari armati dei nemici, Stati Uniti e Israele, è stata smantellata a Teheran». Lo ha affermato oggi il ministero iraniano dell'Intelligence. «Questi mercenari avevano pianificato di eseguire gli ordini dei loro mandanti aggressori, ma sono stati identificati e arrestati», aggiunge il comunicato, citato da Tasnim, affermando: «Almeno 11 armi da guerra, un gran numero di proiettili e alcune valute estere sono state loro confiscate».
11:52
11:52
Qatar: «Intercettati 10 droni e 2 missili cruise lanciati da Iran»
Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver intercettato 10 droni e due missili da crociera lanciati dall'Iran. Lo riporta al Jazeera.
11:52
11:52
Sri Lanka: «Almeno 101 dispersi per l'attacco sottomarino a una nave iraniana»
Almeno 101 persone risultano disperse e 78 ferite dopo un attacco sottomarino a una nave iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka, secondo fonti della Marina dello Sri Lanka e del ministero della Difesa. Lo riporta Reuters online.
«Alle 5.08 di questa mattina, la Marina dello Sri Lanka e la guardia costiera hanno ricevuto un messaggio dalla nave che stava affondando, chiamata 'Iris Dena', a 40 miglia nautiche dal distretto portuale meridionale di Galle», ha dichiarato il ministro degli Esteri dello Sri Lanka, Vijitha Herath, ripreso dall'agenzia Pti.
Il ministro ha aggiunto che «almeno 30» marinai «sono stati salvati, mentre si dice che 180 di loro fossero a bordo». L'Afp ha riferito che un deputato dell'opposizione ha chiesto in Parlamento se la nave fosse stata colpita negli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ma «non c'è stata alcuna risposta immediata da parte del governo».
«Siamo tenuti, in base alla convenzione internazionale sul soccorso marittimo, a soccorrere chiunque si trovi in difficoltà, indipendentemente dal motivo», ha detto da parte sua Herath.
11:51
11:51
Hezbollah vieta la copertura dei media nella periferia sud di Beirut
Hezbollah ha vietato ai media qualsiasi copertura giornalistica nella periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita, a causa dei raid aerei israeliani in corso nella zona. Lo ha annunciato l'ufficio stampa del Partito di Dio in un comunicato inviato ai giornalisti.
Nel testo si afferma che il divieto è motivato dalle «violente e indiscriminate incursioni aeree israeliane in corso» e dai «gravi rischi per la sicurezza».
Il movimento ha precisato che tutte le forme di copertura sono sospese «fino a nuovo ordine», inclusi collegamenti in diretta, servizi sul campo, presenza di giornalisti nell'area e interviste.
11:43
11:43
Il gigante cinese delle spedizioni Cosco sospende i servizi dal Golfo
Cosco, gigante cinese delle spedizioni che gestisce una delle più grandi flotte di petroliere al mondo, ha dichiarato che a partire da oggi sospenderà i servizi da e verso i Paesi del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Iraq e Kuwait.
«In considerazione dell'escalation nella regione mediorientale e delle conseguenti restrizioni al traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz», Cosco ha deciso di «sospendere tutte le nuove prenotazioni» per le rotte interessate «con effetto immediato fino a nuovo avviso», si legge in una nota.
11:35
11:35
Libano, evacuato il ministero dell'economia nel centro di Beirut
Il ministero dell'Economia libanese, nel centro di Beirut, è stato evacuato dopo che residenti di un edificio adiacente hanno ricevuto minacce di bombardamento. Lo riferiscono fonti locali citate dai media.
La sede del dicastero si trova a pochi passi dalla centrale piazza dei Martiri e a poche centinaia di metri dal palazzo del governo, il Gran Serraglio, e dalla sede del parlamento libanese in Place de l'Etoile.
L'area è una delle più sensibili della capitale, sede delle principali istituzioni politiche del Paese.
L'agenzia di stampa ufficiale libanese Ani ha intanto annunciato che l'esercito israeliano è entrato nella città di Khiam, nel sud del Libano, a circa sei chilometri dal confine. Ieri Israele ha lanciato un'incursione di terra nella zona di confine nel Libano meridionale, parallelamente alla sua campagna di attacchi aerei contro le roccaforti del gruppo filo-iraniano Hezbollah.
Si è inoltre appreso che l'aviazione israeliana ha preso di mira la città libanese di Shemstar, nella valle della Bekaa, tra la città di Zahle e quella di Baalbeck, non lontano dal confine con la Siria.
11:34
11:34
Cremlino: «Per New Start tenere conto dell'arsenale francese»
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha affermato che l'annuncio della partnership della Francia con la denuclearizzata Germania sulle questioni relative alle armi nucleari conferma la necessità di tenere conto degli arsenali europei nei negoziati sulla stabilità strategica, non solo delle armi strategiche degli USA.
«La parte russa quando afferma che ulteriori negoziati sulla stabilità strategica possono essere condotti solo tenendo conto e coinvolgendo Gran Bretagna e Francia, ovvero le potenze nucleari europee», ha osservato il portavoce del Cremlino, citato da Tass. «Senza questo, condurre qualsiasi negoziato nelle attuali circostanze è assolutamente impossibile», ha concluso Peskov.
11:26
11:26
L'IA di Google identifica come autentiche le immagini fake pro-Iran
Lo strumento di ricerca immagini di IA di Google, Overviews, sta dando riassunti imprecisi e fuorvianti generati dall'intelligenza artificiale sulla guerra in Iran. Lo afferma NewsGuard, la piattaforma che monitora la disinformazione online, che ha identificato al momento quattro casi.
Solo su X, immagini e video travisati della guerra hanno già raccolto più di 21,9 milioni di visualizzazioni. Oltre ai riassunti nella ricerca, la funzione IA Overviews di Google fornisce anche strumenti di 'reverse-image' che possano essere utilizzati per tracciare le origini delle immagini e valutarne l'autenticità. NewsGuard ha scoperto che in quattro casi i riepiloghi generati dall'IA e prodotti dallo strumento di 'reverse-image' di Google hanno riproposto informazioni false. Tra i casi scoperti, uno riguarda il fotogramma di un video girato nel 2015 ma utilizzato questa settimana da account social filo-iraniani per affermare che un edificio della Cia a Dubai è stato colpito da un missile di Teheran.
L'altro è un video generato con l'IA citato dagli account pro-Iran come prova che Teheran ha lanciato almeno una dozzina di missili su Tel Aviv causando danni diffusi. Un altro caso ancora riguarda il fotogramma di un video di almeno tre settimane fa che gli stessi account pubblicano come prova che l'ambasciata americana a Riyadh in Arabia Saudita sia stata distrutta in una massiccia esplosione del 2 marzo. Infine, un'immagine generata dall'intelligenza artificiale citata dagli account social mostra l'incendio dell'ambasciata americana a Riad.
11:22
11:22
«Ucciso a Beirut un diplomatico iraniano nei raid di Israele»
Un diplomatico iraniano è stato ucciso in un raid israeliano alla periferia di Beirut secondo quanto riferito dal sito di notizie libanese Lebanon24, vicino all'ex premier Najib Miqati.
Le fonti affermano che il bombardamento ha preso di mira l'albergo Comfort nella località di Hazmiye, sulle colline a est della capitale dove il diplomatico attendeva prima di tentare di lasciare il paese.
Secondo il sito Internet, membri di Hezbollah sono ora impegnati nel tentare di trasportare la salma del diplomatico iraniano lontano dal sito del raid. Non si hanno conferme ufficiali a riguardo.
11:21
11:21
Israele: «Attaccati 20 obiettivi militari a Isfahan e Shiraz»
Il portavoce dell'esercito israeliano ha reso noto che l'aeronautica ha effettuato un'ondata di attacchi aerei contro le strutture militari iraniane a Isfahan e Shiraz durante la notte, precisando che «è la prima volta che l'esercito colpisce questa zona nell'attuale campagna contro l'Iran».
Nei raid sono stati colpiti più di 20 obiettivi, tra cui due strutture a Isfahan dove l'Iran immagazzinava missili balistici avanzati Ghadr. Altri obiettivi includevano siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera, nonché sistemi di difesa aerea.
«Stimiamo che gli attacchi abbiano distrutto decine di missili balistici e missili da crociera», ha detto il portavoce.
10:49
10:49
Identificati i soldati USA uccisi: «Colpiti da droni in Kuwait»
Quattro dei sei soldati americani uccisi dall'inizio della guerra in Medio Oriente sono stati identificati, ha annunciato la Difesa degli Stati Uniti, precisando che sono morti il primo giorno dell'offensiva contro l'Iran.
«Il capitano Cody Khork, 35 anni, il sergente Noah Tietjens, 42 anni, il sergente Nicole Amor, 39 anni, e il sergente Declan Coady, 20 anni, sono morti il primo marzo a Port Shuaiba, in Kuwait, durante un attacco con droni», si legge nel comunicato. Erano tutti riservisti dispiegati in Kuwait.
10:47
10:47
Kuwait: «Ondata di missili e droni contro il Paese»
L'esercito del Kuwait ha annunciato su X di essere alle prese con una «ondata di missili e droni» rilevata nello spazio aereo del Paese e di essere al lavoro per intercettarli.
10:46
10:46
Atterrato a Parigi il primo charter per il rimpatrio
Un primo volo charter con a bordo cittadini francesi bloccati in Medio Oriente dall'inizio della guerra con l'Iran è atterrato questa mattina all'aeroporto Charles de Gaulle, vicino a Parigi. La Francia è tra le nazioni occidentali più interessate dalla crisi, con circa 400.000 cittadini presenti in circa 15 paesi toccati dal conflitto.
L'aereo noleggiato da Air France è partito da Mascate, capitale dell'Oman, ieri sera ed è atterrato in Francia poco prima delle 3 di stamattina. L'aereo trasportava personale della compagnia aerea, oltre a numerose famiglie, bambini piccoli e donne incinte, ha dichiarato ai giornalisti in aeroporto la ministra Eleonore Caroit.
«È stato un processo complesso, con un'incertezza costante perché ci troviamo in una situazione molto fluida, con lo spazio aereo che si apre e si chiude e la situazione che cambia di ora in ora», ha aggiunto Caroit.
Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha dichiarato all'emittente France 2 che mercoledì ci sarebbero stati diversi voli, tra cui uno per rimpatriare cittadini francesi dagli Emirati Arabi Uniti. Un altro volo, in partenza dall'Egitto, riporterà «alcuni dei nostri compatrioti più vulnerabili» da Israele, ha aggiunto. Altri cittadini francesi stanno contattando le autorità consolari, «ma non tutti vogliono tornare in Francia», ha aggiunto Caroit.
10:45
10:45
Israele: «Abbattuto un caccia iraniano su Teheran»
L'esercito israeliano ha affermato che la sua aviazione ha abbattuto un caccia iraniano su Teheran oggi. «Un caccia F-35I dell'aeronautica israeliana ('Adir') ha abbattuto poco fa un caccia YAK-130 dell'aeronautica iraniana nei cieli di Teheran», si legge in un comunicato.
I media israeliani spiegano che è la prima volta in circa 40 anni che l'aeronautica militare dell'Idf è impegnata in un combattimento aereo con aerei con equipaggio. L'ultima volta che i jet dell'Iaf abbatterono un aereo nemico con equipaggio fu il 24 novembre 1985, sopra il Libano. In quell'incidente, un F-15 dell'Iaf abbatté due caccia MiG-23 siriani.
10:19
10:19
Il consigliere di Ali Khamenei: «L'Iran non negozierà con gli Usa»
L'Iran non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti ed è pronto a una guerra prolungata, ha dichiarato il consigliere capo della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, nel quinto giorno del conflitto in Medio Oriente. «Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per negoziare con loro. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo», ha detto Mohammad Mokhbar alla televisione di stato iraniana.
Il Canada condanna gli attacchi
Il premier canadese Mark Carney ha nel frattempo dichiarato di ritenere che gli attacchi israelo-statunitensi contro l'Iran non siano conformi al diritto internazionale. «Sembrerebbe, a prima vista, essere incoerente con il diritto internazionale», ha dichiarato Carney durante un incontro presso il Lowy Institute di Sydney.
09:46
09:46
Raid USA-Israele colpiscono l'ovest e il nordest di Teheran
I raid americani e israeliani hanno colpito alcune zone nella parte occidentale e nordorientale di Teheran, il cielo della capitale è oscurato da dense colonne di fumo.
09:32
09:32
Israele: «Colpito anche il quartier generale dei Pasdaran»
Israele ha colpito decine di obiettivi militari a Teheran: lo ha annunciato il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee. Gli attacchi hanno preso di mira «il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran iraniani, oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa».
L'esercito israeliano continuerà a «intensificare i suoi attacchi» contro le infrastrutture del regime. I reporter dei media internazionali presenti nella capitale iraniana confermano esplosioni e colonne di fumo che si levano da alcune aree della città.
09:31
09:31
Iniziano questa sera i funerali di Khamenei, dureranno tre giorni
I funerali di Stato per la Guida suprema iraniana Ali Khamenei ucciso sabato da attacchi aerei israelo-americani, inizieranno questa sera e dureranno tre giorni, secondo l'agenzia di stampa ufficiale Irna.
«A partire dalle 22 di oggi (le 19.30 in Svizzera), i fedeli potranno rendere l'ultimo omaggio alle spoglie del leader martirizzato della nazione recandosi alla Grande Moschea Imam Khomeini» a Teheran, ha riferito Irna, citando una dichiarazione del Consiglio di Coordinamento per lo Sviluppo Islamico.
Ali Khamenei, morto all'età di 86 anni, sarà sepolto nella città santa di Mashhad (nord-est), suo luogo di nascita.
09:30
09:30
In corso nuove operazioni contro Hezbollah a Beirut
L'esercito israeliano (Idf) ha affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut, scrive Sky News. Le cosiddette Forze di difesa israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione per 16 villaggi e città in Libano durante la notte, mentre questa mattina si è potuto osservare del fumo levarsi dal quartiere meridionale di Dahiyeh a Beirut.
09:30
09:30
Mosca: «In Medio Oriente la situazione è senza precedenti»
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che data la velocità di espansione, il conflitto in Medio Oriente è senza precedenti.
«Una terribile tragedia - ha detto la portavoce in un'intervista a Radio Sputnik - si è consumata a Gaza nel corso di quasi due anni, ma nonostante tutti gli epiteti che sono stati dati, ora stiamo di nuovo parlando di tragedia senza precedenti, data la portata, la velocità dell'espansione del conflitto e, naturalmente, le vittime».
09:29
09:29
AIEA: «Siti nucleari iraniani danneggiati, monitoriamo i rischi»
«Abbiamo evidenze di danni nei siti di Natanz e Isfahan. Ma non sembra esserci nulla di particolarmente grave. Da una panoramica generale, posso confermare che l'attacco non si sta concentrando sugli impianti nucleari».
Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) parlando della situazione in Iran. Avete un canale di comunicazione aperto con le autorità iraniane? «No - aggiunge -, l'autorità di sicurezza nucleare dell'Iran non risponde. Abbiamo contatti con la missione permanente di Teheran qui a Vienna».
Ci sono fughe radioattive? «In questo momento no - prosegue Grossi -. C'è una rete di stazioni di monitoraggio, non solo in Iran ma anche in Paesi vicini come Arabia Saudita, Qatar, Oman. E non c'è alcun segnale che la radioattività sia al di sopra della norma». E l'uranio arricchito di cui l'Iran è in possesso? «Non ci risulta che sia stato distrutto dagli attacchi - va avanti -, né a giugno né nelle ultime ore. È sempre nei tunnel sotterranei dove è conservato. Anche se in questi mesi i nostri ispettori non hanno avuto accesso fisico alle infrastrutture nucleari iraniane, abbiamo una visione abbastanza chiara su questo punto. E siamo preoccupati».
Cosa chiede l'AIEA alle parti coinvolte? «Faccio un appello alla fine di questo conflitto e all'inizio di negoziati. Il problema esiste, ma per risolverlo dovremo tornare al tavolo delle trattative. E non lo si può fare finché c'è una guerra». Siamo di fronte ad una escalation atomica? «L'importante è non indebolire gli accordi internazionali di non proliferazione nucleare. Sarebbe grave se si passasse dagli attuali 5 Paesi con l'atomica a 10 nuove potenze nucleari» conclude Grossi.
09:12
09:12
«Colpito campo supporto USA vicino aeroporto Baghdad»
Un drone ha colpito il campo di supporto logistico dell'ambasciata statunitense situato nei pressi dell'aeroporto internazionale di Baghdad. Lo riporta Al Jazeera, citando i suoi cronisti sul posto.
09:12
09:12
Caritas Svizzera concede 300 mila franchi in aiuti d'emergenza
La situazione umanitaria in Medio Oriente è estremamente tesa. Dopo il bombardamento dell'Iran da parte di Stati Uniti e Israele, la violenza si sta intensificando anche in Libano. Caritas Svizzera, che ha un ufficio in loco, prevede un aumento dei movimenti di rifugiati a diverse centinaia di migliaia di persone e sta preparando le prime misure immediate.
I conflitti militari in Iran si stanno estendendo a tutto il Medio Oriente. «In Libano è iniziato un grande movimento di rifugiati», riferisce Wael Darwish, direttore della regione Medio Oriente per Caritas Svizzera, da Beirut. «Molti rifugi sono già pieni, la gente è costretta a dormire nelle tende o persino fuori.»
L'esercito israeliano ha ordinato alla popolazione del sud del Libano di evacuare le proprie case. Caritas Svizzera, che opera da anni in Libano, stima attualmente che tra 800.000 e un milione di persone dovranno fuggire solo dalle aree meridionali, dalla Valle della Bekaa e dai sobborghi di Beirut. Si sono già formati i primi ingorghi. «Siamo profondamente preoccupati per gli sviluppi e gli attentati in corso in tutto il Libano, soprattutto nel sud, a Beirut e nella Valle della Bekaa», afferma Wael Darwish.
Molte persone sono tornate alle loro case nel sud del Libano solo negli ultimi mesi, dopo essere state sfollate durante l'ultimo conflitto armato nel 2024. Ora stanno nuovamente perdendo protezione, stabilità e accesso ai servizi di base. «I bisogni più urgenti al momento sono acqua potabile, cibo e alloggi d'emergenza», dice Wael Darwish.
Insieme alle organizzazioni partner locali AMEL e Caritas Libano, Caritas Svizzera sta preparando la distribuzione di queste forniture vitali. Come prima misura di emergenza, Caritas Svizzera ha donato 300.000 franchi svizzeri per gli aiuti di emergenza in Libano. Sono allo studio ulteriori misure nella regione.
Caritas Svizzera esorta tutte le parti a dar prova di moderazione, a tornare alla diplomazia e a smorzare immediatamente la tensione. La Caritas chiede un immediato cessate il fuoco, la protezione della popolazione civile e l'osservanza sistematica del diritto umanitario internazionale. «La popolazione civile non deve sopportare il prezzo di ulteriori violenze. Bisogna fare di tutto per proteggere le vite umane e preservare la stabilità della regione».
09:09
09:09
Pasdaran: «Colpito incrociatore USA nell'Oceano Indiano»
I pasdaran iraniani affermano di aver lanciato un attacco missilistico contro una risorsa strategica statunitense nell'Oceano Indiano, prendendo di mira un cacciatorpediniere americano.
Il vascello, che si stava rifornendo di carburante da una nave cisterna americana nell'Oceano Indiano, a circa 650 chilometri dalle coste meridionali iraniane, «è stato colpito da missili Qadr-360 e Talaeiyeh». Secondo l'agenzia Tasnim, è scoppiato un vasto incendio sui ponti delle due navi, con colonne di fumo che si alzavano verso il cielo.
Le Guardie della rivoluzione islamica hanno inoltre dichiarato di aver lanciato circa 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani. «Diverse ore fa, è stata condotta la 17a ondata dell'operazione Honest Promise 4 con il lancio di 40 missili da parte delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, verso obiettivi americani e sionisti», si legge in una dichiarazione trasmessa dalla tv di Stato.
09:09
09:09
«Colpiti decine di centri di comando a Teheran»
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito oggi «decine» di centri di comando per la sicurezza iraniani, colpendo siti in tutta la capitale Teheran.
«L'Aeronautica Militare israeliana ha completato un'ulteriore ondata di attacchi contro i centri di comando del regime terroristico iraniano in tutta Teheran», inclusi siti di sicurezza interna e paramilitari Basij, si legge in una dichiarazione militare.
07:59
07:59
Bambina di 11 anni muore in Kuwait colpita da una scheggia
Il Ministero della Salute del Kuwait ha annunciato la morte di una bambina di 11 anni residente nel Paese, deceduta a causa delle ferite riportate quando una scheggia è caduta su una zona residenziale del Governatorato della Capitale. Lo riporta l'agenzia di stampa kuwaitiana Kuna, su X.
Le manovre di rianimazione sono state condotte in ambulanza e sono continuate per circa mezz'ora dopo il suo arrivo all'ospedale Al-Amiri, ma la bambina è deceduta. Quattro membri della sua famiglia sono attualmente sottoposti a valutazione medica e sono stati posti sotto osservazione in ospedale per garantirne il benessere e monitorarne la salute.
07:47
07:47
Emirati Arabi: «Esposti ad oltre 1.000 attacchi dall'Iran»
Gli Emirati Arabi Uniti sono stati esposti ad oltre 1.000 attacchi da quando l'Iran ha lanciato l'operazione di ritorsione nella regione. Lo ha detto il ministero degli Esteri emiratino in una nota, secondo quanto riporta Reuters sul proprio sito.
Il ministero degli Esteri degli Emirati ha detto di non aver preso alcuna decisione che cambi la propria posizione difensiva nei confronti degli attacchi iraniani, ma si riserva il diritto di difendersi.
07:45
07:45
Nave russa in fiamme al largo di Malta, «colpita da drone ucraino»
La nave battente bandiera russa Arctic Metagaz, che trasporta gas naturale liquido (gnl), è in fiamme nel Mediterraneo, vicino all'isola di Malta: lo hanno riferito alla Reuters fonti della sicurezza marittima.
Le forze armate maltesi hanno inoltre affermato che l'equipaggio della nave è stato localizzato sano e salvo su una scialuppa di salvataggio all'interno della zona di ricerca e soccorso della Libia.
L'imbarcazione, soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito, ha segnalato la sua posizione al largo delle coste di Malta lunedì, secondo i dati di tracciamento delle navi sulla piattaforma MarineTraffic. La nave potrebbe essere stata attaccata da un drone navale e l'Ucraina è sospettata di aver condotto l'operazione, ha affermato una delle fonti senza fornire prove.
Le forze armate maltesi hanno affermato di aver ricevuto un messaggio di soccorso relativo alla nave e di averla localizzata, senza fornire dettagli sulle sue condizioni. Il gestore della nave, LLC SMP Techmanagement, con sede in Russia, il produttore russo di GNL Novatek e il Ministero dei Trasporti russo non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.
Secondo il 'Times of Malta' fonti informate hanno affermato che è improbabile che l'incidente possa causare danni ambientali a Malta, poiché si ritiene che la nave trasporti solo Gnl.
Il ministero dei Trasporti di Mosca ha nel frattempo confermato che la nave cisterna russa per il trasporto di gas, la Arctic Metagaz, è stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia, definendo l'accaduto «un atto di terrorismo internazionale e pirateria marittima».
Secondo il ministero, citato dalla Tass, l'attacco è avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, sono stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi, sottolinea ancora il dicastero.
07:42
07:42
«La CIA sta armando le forze curde per fomentare la rivolta in Iran»
La CIA starebbe lavorando per armare le forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran. Lo hanno riferito alla Cnn diverse persone a conoscenza del piano. L'amministrazione di Donald Trump ha avviato trattative attive con i gruppi di opposizione iraniani e i leader curdi in Iraq per fornire loro supporto militare, hanno affermato le fonti come già anticipato dal Wall Street Journal.
I gruppi armati curdi iraniani hanno migliaia di forze operative lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nella regione del Kurdistan iracheno. Diversi gruppi hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche dall'inizio della guerra, alludendo a un'azione imminente e sollecitando le forze militari iraniane a disertare.
06:46
06:46
Pasdaran: «Abbiamo il controllo totale dello stretto di Hormuz»
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all'ingresso del Golfo Persico. Lo affermano i pasdaran.
«Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica», ha affermato Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell'Irgc, come riportato dall'agenzia di stampa Fars. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ieri che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere «se necessario» attraverso lo stretto.
06:44
06:44
Washington: «Non viaggiare verso Cipro, il personale può evacuare»
Ai cittadini statunitensi è stato chiesto di riconsiderare i viaggi a Cipro, e ai dipendenti pubblici non essenziali e alle loro famiglie è stato concesso di lasciare il Paese «a causa del rischio per la sicurezza», nel contesto del crescente conflitto in Medio Oriente. Lo riporta Al Jazeera.
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l'aggiornamento dell'avviso di viaggio per Cipro in un'allerta di sicurezza. Ieri mattina, il Dipartimento di Stato aveva dichiarato di aver aumentato i livelli di rischio per la sicurezza per Giordania, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Ai cittadini statunitensi è stato chiesto di evacuare più di una dozzina di Paesi della regione.
06:43
06:43
Bbc: «Oggi il primo volo di rimpatrio dall'Oman verso il Regno Unito»
Il governo del Regno Unito ha organizzato un volo charter di rimpatrio dall'Oman per aiutare i cittadini britannici che desiderano lasciare il Medio Oriente, mentre gli attacchi continuano a verificarsi in tutta la regione. Il volo è previsto in partenza dall'aeroporto internazionale di Muscat il 4 marzo alle 23 ora locale (alle 20 ora italiana) e darà priorità alle persone più vulnerabili. Lo scrive la Bbc su Telegram.
Potranno beneficiare del volo i cittadini britannici, il loro coniuge o partner e i loro figli minori di 18 anni. Il Ministero degli Esteri ha dichiarato che contatterà i cittadini britannici per garantire loro un posto sul volo e ha esortato le persone a non recarsi in aeroporto a meno che non siano state ufficialmente convocate. Ha affermato che «continuerà a collaborare con le compagnie aeree per trovare altre rotte per il rientro a casa».
06:43
06:43
Washington: «Il personale non essenziale può lasciare Arabia Saudita e Oman»
Il Dipartimento di Stato americano ha concesso al personale non addetto alle emergenze e alle loro famiglie in Arabia Saudita e Oman il permesso di lasciare il Paese: lo hanno fatto sapere le ambasciate statunitensi in entrambi gli stati del Golfo, mentre l'Iran lancia attacchi di rappresaglia in risposta ai raid aerei israeliani e statunitensi.
Il Dipartimento «ha autorizzato i dipendenti del governo statunitense non addetti alle emergenze e i loro familiari a lasciare» l'Arabia Saudita e l'Oman «a causa di rischi per la sicurezza», hanno dichiarato le ambasciate statunitensi di Riad e Muscat in avvisi pubblicati sui loro siti web. L'Oman, che ha svolto un ruolo di mediazione nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, ha chiesto un cessate il fuoco nella guerra, mentre Riad ha condannato le salve iraniane, incluso un attacco all'ambasciata statunitense a Riad che ne ha costretto la chiusura martedì.
06:42
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Difesa saudita: «Intercettati e distrutti missili e droni»
Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato che due missili da crociera sono stati intercettati sopra un'area a sud della capitale Riad, e i media statali hanno riferito che un altro attacco con droni è stato sventato.
«Due missili da crociera sono stati intercettati e distrutti nel distretto di Al-Kharj», si legge in una dichiarazione del ministero della Difesa, mentre l'agenzia di stampa ufficiale saudita ha citato un portavoce del Ministero, il quale ha affermato che «nove droni sono stati intercettati e distrutti immediatamente dopo essere entrati nello spazio aereo del Regno».
06:41
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«Almeno 4 morti a Baalbek, tanti intrappolati tra le macerie»
L'agenzia di stampa nazionale libanese riporta che almeno quattro persone sono state uccise e sei sono rimaste ferite nell'attacco israeliano contro un edificio a Baalbek, nel Libano orientale. Lo scrive Al Jazeera. L'attacco è avvenuto all'alba e l'edificio preso di mira si trovava nel quartiere di Al Matraba: un gran numero di persone sono intrappolate sotto le macerie. Al Jazeera pubblica un video verificato che mostra i soccorritori che iniziano a ispezionare le macerie, dalle quali provengono grida di aiuto. Secondo l'utente di X Fouad Khreiss, che ha pubblicato il video, all'interno dell'edificio ora completamente crollato si trovavano più di 60 persone. «Chiunque abbia un veicolo o un bulldozer per sollevare le macerie dovrebbe dirigersi immediatamente al complesso», l'esortazione dell'uomo.
06:40
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«Colpiti edificio a Baalbek e hotel a Beirut, numerosi morti»
Un attacco aereo israeliano ha colpito un edificio di quattro piani nella città di Baalbek, nel Libano orientale, secondo quanto riportato dai media statali. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency (Nna) ha dichiarato che «aerei nemici hanno preso di mira un edificio di quattro piani all'alba» all'interno di un complesso residenziale a Baalbek, un'area sotto il controllo di Hezbollah. L'Nna ha riferito di «numerosi martiri e che sono in corso lavori per salvare le famiglie dalle macerie».
Sempre secondo i media statali libanesi, l'Idf ha colpito un hotel nel sobborgo di Hazmieh a Beirut.
06:39
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«Missili iraniani in arrivo su Israele, allerta alla popolazione»
L'Idf ha individuato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia. Lo rende noto l'esercito israeliano su Telegram.
Il Comando del Fronte Interno ha inviato una direttiva precauzionale direttamente ai telefoni cellulari nelle aree interessate. Si chiede alla popolazione di agire responsabilmente e di seguire le istruzioni. La popolazione viene invitata a entrare in uno spazio protetto e a rimanervi fino a nuovo avviso.
06:38
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Media libanesi: «Almeno 6 morti e 8 feriti per gli attacchi dell'Idf»
La televisione libanese Al Mayadeen riporta che un attacco aereo israeliano su Aramoun e Saadiyat, nella zona del Monte Libano, ha ucciso almeno sei persone. L'emittente ha citato il Ministero della Salute libanese. Lo scrive Al Jazeera.
E' stato inoltre affermato che altre otto persone sono rimaste ferite nell'attacco. In precedenza, le autorità libanesi avevano dichiarato che il bilancio delle vittime dell'«aggressione» israeliana era salito a 50, mentre 335 persone erano rimaste ferite.
06:37
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Idf: «Evacuare 16 villaggi nel Libano meridionale»
L'esercito israeliano ha invitato la popolazione ad abbandonare 16 città e villaggi nel Libano meridionale, in un «avvertimento urgente» prima di ricorrere alla forza contro i militanti di Hezbollah. «Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case» e dirigervi verso «aree aperte», si legge in una dichiarazione condivisa dal portavoce in lingua araba dell'esercito, Avichay Adraee, che elenca 16 località vicino al confine.
L'esercito israeliano ha emesso ordini di evacuazione forzata per i residenti di altri 13 villaggi e città nel Libano meridionale, tra cui Qana, Kfar Kila e Majdal Zoun. Lo scrive Al Jazeera. Questo ordine arriva poche ore dopo che l'esercito israeliano aveva emesso un ordine simile per i residenti di 16 villaggi e città, e un giorno dopo aver minacciato gli abitanti di oltre 50 insediamenti chiedendo loro di andarsene.
06:34
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«Aiuti umanitari entrati a Gaza per la prima volta dagli attacchi a Iran»
L'Alto Rappresentante per la Pace a Gaza, Nickolay Mladenov, ha affermato che gli aiuti sono entrati a Gaza per la prima volta oggi da quando Israele ha chiuso i confini della Striscia in seguito all'avvio di attacchi militari congiunti con gli Stati Uniti contro l'Iran. Lo scrive il Times of Israel. «I rifornimenti essenziali, compresi i pacchi di assistenza per il Ramadan, stanno di nuovo raggiungendo le famiglie in urgente bisogno», ha affermato Mladenov. «Questo è il risultato di un impegno costante con tutte le parti interessate per garantire che l'accesso umanitario rimanga una priorità assoluta. I bisogni primari della popolazione di Gaza non possono essere rinviati», aggiunge.
06:33
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«Sono 50.000 i soldati USA ora assegnati alla guerra contro l'Iran»
Circa 50.000 soldati USA in Medio Oriente sono stati assegnati alla guerra contro l'Iran e un numero maggiore di truppe e aerei da combattimento sta arrivando nella regione. Lo fa sapere su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).
In un video di cinque minuti l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale USA, ha dato un aggiornamento sull'operazione in Iran definendola «senza precedenti». «Le prime 24 ore di Epic Fury hanno sferrato il doppio degli attacchi dell'operazione in Iraq nel 2003», ha detto l'ammiraglio sottolineando inoltre che gli Stati Uniti «stanno affondando la Marina iraniana» con 17 navi distrutte finora. L'ammiraglio ha anche accusato l'Iran di «prendere di mira i civili in modo indiscriminato» nei suoi attacchi.
06:32
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USA: «Colpiti 2.000 obiettivi dall'inizio dell'operazione in Iran
Il Comando centrale americano ha annunciato che sono stati colpiti 2.000 obiettivi dall'inizio dell'operazione militare in Iran. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti missilistici, navi della Marina, sottomarini e centri di controllo. Il Centcom ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno utilizzato aerei, tra cui diversi jet da combattimento, nonché sistemi missilistici e navi per effettuare gli attacchi.
06:31
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Forte esplosione sentita nella notte a Beirut
Una forte esplosione è stata udita da un giornalista dell'Afp nella capitale libanese Beirut poco dopo la mezzanotte, mentre Israele e Hezbollah si scambiavano attacchi e lanci di razzi. Hezbollah, sostenuto da Teheran, ha ripreso i suoi attacchi con razzi e droni contro Israele lunedì, in rappresaglia per l'uccisione della guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, in un'ondata di attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele.
06:18
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Israele: Lanciata vasta ondata di attacchi contro obiettivi in Iran
L'esercito israeliano ha lanciato una «vasta ondata di attacchi» contro obiettivi in Iran. Lo ha annunciato l'Idf sul suo canale Telegram. L'esercito ha affermato che gli obiettivi dei suoi ultimi attacchi includono «siti di lancio, sistemi di difesa aerea e infrastrutture aggiuntive».
06:16
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Il punto alle 6.00
L'Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz.
Cinquantasei anni, secondogenito di Ali Khamenei e figlio prediletto, Mojtaba che prende il posto del padre come Guida Suprema dell'Iran è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran. Nato a Mashhad nel settembre 1969, ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999, ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico. Era da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo. Ma Mojtaba è anche una figura chiacchierata per presunti arricchimenti, con proprietà immobiliari anche in Occidente, di cui ha parlato in una recente inchiesta Bloomberg. Ha sostenuto Ahmadinejad nelle controverse elezioni presidenziali del 2005 e del 2009 e secondo i media potrebbe aver svolto un ruolo di primo piano nell'orchestrarne la vittoria elettorale nel 2009. Era stato designato in anticipo come successore di suo padre, e Iran International aveva riferito circa un anno e mezzo fa che era stato scelto segretamente come suo successore.
