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La sicurezza del personale non poteva più essere garantita a causa degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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15:58
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Colpite due navi nello Stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver colpito due navi nello Stretto di Hormuz: una battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree.
"La nave liberiana, di proprietà di Israele, non ha prestato attenzione agli avvertimenti delle nostre forze navali ed è stata fermata dopo essere stata colpita - affermano i pasdaran in un comunicato -. La seconda nave, la portarinfuse Mayuree Naree che ha tentato di passare illegalmente lo Stretto, è stata presa di mira anche lei dopo gli avvertimenti delle forze navali".
"Lo Stretto di Hormuz è indubbiamente sotto la gestione delle forze navali delle Guardie: gli aggressori, gli Stati Uniti e i loro alleati, non hanno il diritto di attraversarlo", conclude la nota.
Secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, sono almeno tre le navi colpite oggi nelle acque a ridosso di Hormuz. La Marina thailandese ha confermato l'attacco alla Mayuree Naree, che era partita da un porto degli Emirati, aggiungendo che 20 marinai erano stati tratti in salvo dalla Marina dell'Oman, mentre tre risultano dispersi.
15:52
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Trump: «La guerra con l'Iran finirà presto»
Donald Trump sostiene che «la guerra con l'Iran finirà presto». «Non c'è praticamente più niente da bombardare», ha detto il presidente americano in un'intervista ad Axios.
«La guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane», ha dichiarato Trump ad Axios sostenendo che «quando voglio che finisca, finirà».
«Cercavano di colpire il resto del Medio Oriente. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente», ha aggiunto il presidente americano.
15:22
15:22
Teheran: «Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile»
«Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato». L'avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz.
«Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo», ha ribadito Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, aggiungendo che Washington non sarà in grado di controllare i prezzi. Lo riporta al Jazeera.
Intanto i 32 Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia hanno concordato all'unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza, per affrontare le perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Lo annuncia la stessa Aie.
Si tratta di un volume record, più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati dai Paesi membri dell'agenzia dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.
15:22
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Klm cancella tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo
La compagnia aerea olandese Klm ha annunciato la cancellazione di tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo compreso a causa della guerra in Iran. «La sicurezza dei nostri passeggeri e dell'equipaggio è sempre la nostra massima priorità», ha affermato il vettore in una nota, aggiungendo di restare disponibile ad aiutare nel rimpatrio dei passeggeri bloccati.
15:04
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Grecia: il premier annuncia un tetto al margine di profitto sui carburanti
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato che il governo imporrà un tetto massimo al margine di profitto sui carburanti e sui prodotti dei supermercati per un periodo di tre mesi, per affrontare l'aumento dei prezzi causato della guerra in Medio oriente. Lo riporta l'agenzia Ana-mpa.
«Siamo in allerta per ulteriori ripercussioni della crisi», ha sottolineato il premier, durante un suo incontro con il presidente della Repubblica ellenica, Konstantinos Tasoulas, aggiungendo che questa situazione di instabilità non deve portare a fenomeni di speculazione.
14:25
14:25
Il DFAE chiude temporaneamente la sua ambasciata in Iran
A causa degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e di quelli iraniani contro vari Paesi del Medio Oriente, la sicurezza del personale dell’Ambasciata di Svizzera a Teheran non può più essere garantita, motivo per cui il DFAE ha deciso di chiudere temporaneamente questa rappresentanza. Quattro membri svizzeri del personale avevano già lasciato il Paese il 3 marzo. Le sei persone rimanenti, tra cui l’ambasciatore Olivier Bangerter, hanno lasciato l’Iran via terra oggi.
Sia gli Stati Uniti che l’Iran sono stati informati della chiusura temporanea della rappresentanza e della partenza del suo personale svizzero. Il nostro Paese rimane a disposizione per trasmettere le comunicazioni che le parti coinvolte nel conflitto ritengono utili. Il mandato in qualità di potenza protettrice, nell’ambito del quale la Svizzera rappresenta gli interessi degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, può essere esercitato anche al di fuori della regione. Per conto delle autorità di Washington, il DFAE tiene informati i cittadini e le cittadine statunitensi in Iran sui rischi e sulle misure da adottare attraverso il sito Internet della Sezione degli interessi stranieri.
14:16
14:16
Il Governo spagnolo revoca formalmente l'ambasciatrice in Israele
Il governo spagnolo ha disposto la revoca formale dell'ambasciatrice in Israele, Ana Salomon, in carica dal 2021 e già richiamata a consultazioni nel settembre 2025, dopo le tensioni diplomatiche con il governo di Benjamin Netanyahu, seguite dal riconoscimento dello Stato di Palestina nell'aprile di due anni fa.
Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale dello Stato ed è stato adottato su proposta del ministro degli Esteri, José Manuel Albares, con deliberazione del Consiglio dei ministri di ieri. Il decreto, firmato da re Felipe VI, ringrazia la diplomatica per i «servizi prestati». Salomon era stata richiamata a Madrid il 9 settembre 2025, nel quadro dello scontro diplomatico seguito alle accuse rivolte da Tel Aviv al governo di Pedro Sanchez e alle sanzioni adottate dal governo Netanyahu contro la vicepremier spagnola Yolanda Diaz e la ministra Sira Rego, con il divieto di ingresso nel Paese.
Da allora, le relazioni diplomatiche fra i due governi si sono svolte al livello più basso di rappresentanza diplomatica, con l'incaricata di affari di Israele a capo della missione in Spagna. Con la revoca formale dell'ambasciatrice, Madrid dovrà ora nominare un nuovo capo missione, se deciderà di rispristinare la rappresentanza diplomatica al massimo livello in Israele.
14:00
14:00
Teheran: «Ogni nave d'Israele e degli Stati Uniti è un obiettivo legittimo»
«L'operazione guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro Benjamin Netanyahu continuerà senza limiti di tempo, finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna».
Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, a seguito di una valutazione della situazione tenutasi nel quartier generale della Difesa, insieme al capo di stato maggiore, il capo dell'intelligence militare e il capo del comando del fronte interno, tra gli altri.
13:57
13:57
Katz: «L'operazione in Iran continua senza limiti di tempo»
''L'operazione guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro Benjamin Netanyahu continuerà senza limiti di tempo, finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna«.
Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, a seguito di una valutazione della situazione tenutasi nel quartier generale della Difesa, insieme al capo di stato maggiore, il capo dell'intelligence militare e il capo del comando del fronte interno, tra gli altri.
13:43
13:43
«La BCE sia tempestiva se lo shock energetico fa salire l'inflazione»
La Banca centrale europea (BCE) deve essere «molto vigile» sulle ricadute della guerra in Medio Oriente, e «se dovesse emergere che l'attuale aumento dei prezzi dell'energia si tradurrà in un'inflazione più ampia per i consumatori nel medio termine, il consiglio direttivo della BCE agirà in modo deciso e tempestivo».
Lo ha detto Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e membro del consiglio BCE, secondo quanto riferisce Bloomberg. Il 59enne ha dichiarato di sostenere un approccio «attendista», ma ha aggiunto che le recenti discussioni sull'inflazione al di sotto dell'obiettivo del 2% «sono probabilmente concluse, almeno per il momento».
13:14
13:14
Il ministro iraniano: «Non parteciperemo a Mondiali di calcio negli USA»
Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare.
«Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le «misure malvagie intraprese contro l'Iran»: «ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi». «Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».
10:56
10:56
Il Papa: «Pace in Iran e in Medio Oriente, i bimbi vittime innocenti»
«Continuiamo a pregare per la pace in Iran e in tutto il Medio Oriente, in particolare per le numerose vittimi civili, tra cui molti bambini innocenti». Lo ha detto il Papa al termine dell'udienza generale.
«Sono vicino a tutto il popolo libanese in questo momento di grave prova», ha affermato ancora il pontefice ricordando che oggi si celebrano i funerali di padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, rimasto ucciso in un bombardamento. «Padre Pierre è stato un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo», ha sottolineato Leone XIV.
10:55
10:55
Libano: «588 uccisi da Israele e 753mila sfollati»
Sono 588 persone, tra cui civili, inclusi donne e bambini, gli uccisi da Israele in 10 giorni di guerra in Libano. Lo riferisce il ministero della sanità libanese, fornendo le cifre degli sfollati dallo scoppio del nuovo round del conflitto armato tra Hezbollah e Israele: 735mila persone in Libano hanno dovuto abbandonare le loro case nell'arco di dieci giorni. Ieri si sono registrate 28 persone uccise da Israele solo nel sud del Libano.
Secondo fonti mediche e soccorritori citati dai media, i bombardamenti hanno colpito diversi centri abitati mentre le squadre di emergenza continuano a cercare persone disperse sotto le macerie degli edifici distrutti.
10:43
10:43
Von der Leyen: «10 giorni di guerra sono costati all'UE 3 mia per l'energia»
«Stiamo già vedendo l'impatto della situazione in Medio Oriente sull'energia. I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi». Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento.
«Dall'inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. Questo è il prezzo della nostra dipendenza», ha evidenziato.
10:41
10:41
Il petrolio riprende a correre, Brent +4% sopra 91 dollari
Il petrolio torna a correre con l'intensificarsi degli attacchi e le minacce dell'Iran. Il Wti americano balza del 4,65% a 87,50 dollari al barile, mentre il Brent sale del 4,04% a 91,35 dollari.
10:41
10:41
Swiss rinuncia per ora ad aumentare il supplemento carburante
Malgrado l'impennata del prezzo del petrolio causata dal conflitto in Iran, Swiss ha deciso di non aumentare per il momento il supplemento carburante che impone ai passeggeri. Nel breve termine la compagnia è protetta grazie a una strategia di acquisto anticipato del cherosene, ha spiegato un portavoce all'agenzia Awp.
La decisione arriva in un contesto di forti turbolenze sui mercati energetici: dallo scoppio della guerra in Medio Oriente il prezzo del carburante è schizzato verso l'alto, mettendo sotto pressione i bilanci dei vettori aerei di tutto il mondo.
Da parte sua Swiss copre gran parte del suo fabbisogno in anticipo, in collaborazione con il gruppo Lufthansa, ha precisato l'addetto stampa. Questa pratica, nota come hedging, consente alla società di acquistare una parte del cherosene con mesi di anticipo a prezzi fissi, garantendo una certa stabilità nonostante le fluttuazioni del mercato. Una strategia che nello scorso anno, caratterizzato da quotazioni del greggio più basse, aveva portato benefici alla compagnia.
La voce carburante rimane comunque quella più pesante nel bilancio dell'impresa: l'anno scorso la fattura per il cherosene è stata di circa un miliardo di franchi. Il responsabile finanziario Dennis Weber aveva avvertito venerdì che se il prezzo del carburante dovesse mantenersi sugli attuali livelli, la compagnia dovrà far fronte a costi aggiuntivi nell'ordine di «un importo a tre cifre in milioni di franchi».
La prudenza di Swiss, che per ora sceglie di non scaricare questi rincari sui biglietti, contrasta con le mosse di altri vettori internazionali. Diverse compagnie aeree hanno infatti già annunciato adeguamenti tariffari per far fronte all'aumento del costo del cherosene. La australiana Qantas, ad esempio, ha comunicato un incremento delle proprie tariffe, mentre Air India ha introdotto supplementi carburante aggiuntivi. Anche in Europa si registrano movimenti in questa direzione: la compagnia Scandinavian Airlines (SAS) ha annunciato un aumento temporaneo dei prezzi proprio per compensare i maggiori costi energetici.
10:29
10:29
«Almeno tre navi colpite oggi nello Stretto di Hormuz»
Almeno tre navi sono state colpite oggi nei pressi dello Stretto di Hormuz, diventato il principale punto strategico della guerra in Medio Oriente.
Una nave portacontainer, una nave cargo e una nave portarinfuse sono state colpite in successione da «proiettili sconosciuti», secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, che ha dichiarato di aver registrato 14 incidenti che hanno preso di mira navi dall'inizio della guerra in Medio Oriente, il 28 febbraio.
09:56
09:56
Libano: «Attacco israeliano fa 7 morti nell'est del Paese»
Un attacco aereo israeliano sulla valle della Bekaa, roccaforte di Hezbollah filo-iraniano nel Libano orientale, ha ucciso sette persone e ne ha ferite 18: lo ha annunciato il ministero della Salute libanese.
Secondo l'Agenzia di Stampa Nazionale, l'attacco ha preso di mira un'abitazione abitata da una famiglia di rifugiati siriani. L'esercito israeliano ha colpito la valle orientale della Bekaa, al confine con la Siria, dall'inizio della sua campagna aerea contro il Libano dieci giorni fa, e vi ha condotto due operazioni con elicotteri.
09:53
09:53
L'Iran avverte: «Colpiremo banche e centri economici di USA e Israele»
«Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione». Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane.
«Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure», ha avvertito il comando, aggiungendo: «La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche».
09:52
09:52
Borsa: l'Europa apre in calo con la guerra in Medio Oriente
Le borse europee aprono in calo, mentre prosegue la guerra in Medio Oriente e si intensificano le tensioni sullo stretto di Hormuz. L'attenzione degli investitori si concentra anche sull'arrivo dell'inflazione degli Stati Uniti.
In negativo Francoforte (-1,02%), Parigi (-0,8%), Londra (-0,63%) e Milano (-0,86%).
09:51
09:51
Carburanti: in Svizzera il diesel corre (+9%), la benzina aumenta meno
Dallo scoppio della guerra in Iran il carburante diesel è diventato mediamente più caro dell'8,6% alla pompa, mentre per la benzina senza piombo 95 l'aumento si è limitato al 3,7%: sono le indicazioni che emergono dal radar dei prezzi del Touring Club Svizzero (TCS), uno strumento che si basa sulle segnalazioni degli utenti e che tiene conto di 3200 stazioni di servizio sul territorio nazionale.
Negli ultimi dieci giorni il conflitto in Iran ha causato forti turbolenze sui mercati energetici mondiali e le conseguenze si sono fatte sentire anche in Svizzera, ricorda il TCS in un comunicato odierno. Il diesel è passato in media da 1,75 franchi il 28 febbraio a 1,90 franchi il 9 marzo, mentre la benzina 95 è salita in media a 1,70 franchi, con un un incremento di 6 centesimi; per la senza piombo 98 l'incremento è stato leggermente inferiore, pari al 3,4%, con un prezzo di 1,83 franchi. La progressione più forte subita dal diesel si spiega con il fatto che questo carburante è maggiormente richiesto dall'industria, indicano gli esperti del TCS.
Il radar dei prezzi del carburante del TCS ha suscitato un notevole interesse negli ultimi giorni: in alcuni momenti, il numero di consultazioni giornaliere è stato fino a dieci volte superiore rispetto al periodo precedente allo scoppio della guerra. Le indicazioni si basano sulle informazioni fornite dagli automobilisti e non sono controllate dal TCS. «Grazie all'intelligenza collettiva e all'ampia copertura, queste informazioni rappresentano tuttavia un indicatore realistico dell'attuale evoluzione dei prezzi nelle stazioni di servizio svizzere», scrive l'associazione.
09:50
09:50
Droni vicino all'aeroporto di Dubai, quattro feriti
Alcuni droni sono caduti vicino all'aeroporto di Dubai, ferendo quattro persone, ma il traffico aereo è proseguito normalmente: lo ha dichiarato il governo di Dubai, mentre l'Iran continua con gli attacchi contro i paesi del Golfo.
«Le autorità confermano che due droni sono caduti poco fa nei pressi dell'aeroporto internazionale di Dubai, provocando ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano. Il traffico aereo è regolarmente operativo», si legge in una nota dell'ufficio stampa di Dubai.
09:08
09:08
Iran, «Mojtaba Khamenei salvo nonostante le ferite»
Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani.
Pezeshkian ha scritto sul suo canale Telegram: «Ho saputo dell'infortunio del leader e ho contattato alcuni amici che avevano contatti e mi hanno detto che sta bene e che non ci sono problemi».
Le autorità hanno finora mantenuto il silenzio sulla questione e non hanno rilasciato alcuna dichiarazione sul motivo per cui non abbia tenuto alcun discorso, come è consuetudine, dopo la sua elezione a leader alcuni giorni fa.
Notizie non ufficiali circolate sui social media negli ultimi giorni hanno affermato che Khamenei è stato ricoverato al Sina Hospital, con gravi ferite alla gamba e all'addome, dopo essere stato preso di mira insieme alla sua famiglia durante gli attacchi USA-Israele del 28 febbraio, durante i quali suo padre, il defunto leader Ali Khamenei, e alcuni membri della famiglia sono stati uccisi.
09:07
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Petrolio: Brent a 88 dollari
Il prezzo del petrolio ondeggia dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia ha annunciato il maggiore rilascio di riserve della sua storia. Le quotazioni sono inizialmente scese per poi recuperare terreno. Ora i futures sul Brent per maggio sono stabili a 87,7 dollari al barile, mentre quelli sul Wti per aprile guadagnano lo 0,53% a 83,89 dollari.
07:25
07:25
Compagnia britannica: «Colpita una nave cargo nello Stretto di Hormuz»
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica.
«È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo», ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations.
In precedenza anche un'altra nave portacontainer nei pressi dello Stretto di Hormuz era stata colpita da un proiettile sconosciuto a 46 km (25 miglia nautiche) dalla costa degli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato dal monitoraggio marittimo del Regno Unito, citato dalla Bbc.
Il comandante della nave aveva dichiarato che la nave era stata danneggiata, ma tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi, secondo l'UK Maritime Trade Operations. Non si conoscono dettagli sull'entità dei danni e le autorità britanniche stanno indagando sull'incidente.
07:00
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Il punto alle 7.00
Un attacco aereo israeliano ha colpito il centro di Beirut, in Libano, per la seconda volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale libanese. Secondo la National News Agency, «il nemico ha preso di mira un appartamento nel quartiere di Aisha Bakkar», nel cuore della città. «I missili sono stati lanciati contro uno degli edifici a più piani dove è scoppiato l'incendio», ricostruisce una fonte riportata dalla Tass. «Molto probabilmente, lo scopo del raid aereo era eliminare un membro della leadership di Hezbollah», aggiunge. Camion dei pompieri e ambulanze si stanno dirigendo verso il luogo dell'attentato. Gli abitanti del quartiere non sono stati evacuati in anticipo. Aishat Bakkar ospita ora numerosi rifugiati che si sono trasferiti dal Libano meridionale dopo l'inizio dell'escalation militare.
Dal canto suo, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver rilevato diverse salve di missili diretti verso il Paese, partite dall'Iran e di aver attivato le difese aeree, mentre era in corso un'«ondata» di attacchi contro Iran e Libano. «I sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia», ha dichiarato l'esercito sul suo account Telegram ufficiale. Le sirene antiaeree hanno suonato a Gerusalemme, come riportato da giornalisti di Afp ed è stato avvertito il rumore di esplosioni in lontananza. I servizi di emergenza israeliani non hanno riportato notizie di feriti dopo il lancio del missile, ma hanno affermato che le loro squadre stavano curando «un piccolo numero di persone rimaste ferite mentre si dirigevano verso aree protette». L'emittente israeliana Channel 12 ha riferito di diversi feriti a causa degli attacchi iraniani vicino a Tel Aviv. Ore dopo, l'esercito israeliano ha nuovamente annunciato di aver «identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele» e che gli intercettori missilistici erano attivi. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver preso di mira un centro di comunicazioni satellitari ad Haifa, basi militari in Israele e obiettivi statunitensi in altre parti del Medio Oriente, tra cui il Kurdistan iracheno e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein. «Continueremo i nostri attacchi con determinazione e potenza, e in questa guerra non contempliamo altro che la completa resa del nemico», hanno dichiarato le Guardie rivoluzionarie sul loro sito web Sepah News.
L'esercito iraniano starebbe intanto modificando le sue tattiche con l'avanzare della campagna americana. Lo riferiscono alcuni funzionari del Pentagono al New York Times. Nonostante l'insistenza di Donald Trump sulla vittoria, gli iraniani si stanno adattando e stanno prendendo di mira quelle che ritengono siano le debolezze americane, ovvero gli intercettori e le difese aeree per proteggere le truppe e le risorse nell'area. Teheran sembra aver accettato di non poter competere con la potenza degli Stati Uniti, riferiscono i funzionari notando come per il governo iraniano il resistere ai bombardamenti consente di cantare vittoria.
Dal canto suo, il capo della polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un «nemico», riporta l'Afp. «Se qualcuno si mostra d'accordo con la volontà del nemico, non lo considereremo più un semplice manifestante, ma un nemico. E lo sottoporremo allo stesso trattamento di un nemico», ha dichiarato il capo della polizia nazionale Ahmad-Reza Radan in un commento trasmesso dalla televisione di stato IRIB.
Sul fronte iracheno, invece, un attacco di droni ha colpito un'importante struttura diplomatica americana in Iraq. Lo riporta il Washington Post citando alcuni funzionari, secondo i quali l'azione potrebbe essere stata condotta da alcuni gruppi pro-Teheran. L'attacco ha colpito il Baghdad Diplomatic Support Center, un ampio centro logistico per diplomatici americani vicino alle basi militari irachene e all'aeroporto.
Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, il ministero della Difesa afferma che le difese militari del Paese hanno intercettato due droni diretti verso un giacimento petrolifero, secondo quanto riporta Afp. L'impianto è quello di Shaybah, nell'est del Paese. Questo gigantesco giacimento, situato vicino al confine con gli Emirati Arabi Uniti, è già stato preso di mira più volte dall'Iran dall'inizio dell'offensiva israelo-americana. Precedentemente, l'Arabia Saudita aveva dichiarato di aver intercettato sette missili balistici in attacchi separati contro una base aerea e la sua regione orientale, come riporta Afp. «Sei missili balistici lanciati verso la base aerea Prince Sultan sono stati intercettati e distrutti», aveva scritto il Ministero della Difesa saudita su X, aggiungendo in un post separato di aver intercettato un altro missile balistico lanciato «verso la regione orientale».
