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L'intelligence USA: «L'Iran si prepara a dispiegare mine nello Stretto di Hormuz»

Lo riporta la CBS — Gli Stati Uniti chiedono a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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L'intelligence USA: «L'Iran si prepara a dispiegare mine nello Stretto di Hormuz»
Red. Online
10.03.2026 06:18
20:38
20:38
L'IDF: «Colpito il comando centrale dell'unità finanziaria di Hezbollah a Beirut»

«Abbiamo attaccato oltre 80 obiettivi di Hezbollah in Libano nel corso della giornata. Stiamo colpendo duramente anche gli asset economici di Hezbollah, tra cui il comando centrale dell'unità finanziaria dell'organizzazione terroristica a Beirut». Lo ha detto il portavoce di Idf Effie Defrin in una dichiarazione.

'«Hezbollah sta subendo un duro colpo e di conseguenza sta cercando di potenziare la sua forza di fuoco e di ampliarne il raggio d'azione contro la popolazione israeliana», ha aggiunto.

19:53
19:53
L'intelligence USA: «L'Iran si prepara a dispiegare mine nello Stretto di Hormuz»

L'intelligence americana ha iniziato a vedere indicazioni che l'Iran sta adottando misure per dispiegare mine nella rotta marittima dello Stretto di Hormuz. Lo riporta la Cbs.

19:47
19:47
Gli USA chiedono a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran

Gli Stati Uniti chiedono a Israele di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti secondo le quali è la prima volta che l'amministrazione Trump cerca di controllare Israele da quando è iniziata la guerra.

19:47
19:47
La Casa Bianca smentisce: «Gli USA non hanno scortato alcuna petroliera a Hormuz»

Dichiarazioni subito smentite. Gli Stati Uniti non hanno scortato alcuna petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz, ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo che il segretario Usa dell'Energia ha pubblicato su X e poi rimosso un post in cui diceva che la Marina americana aveva scortato con «successo» una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.

L'annuncio del ministro ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell'arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X. Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall'after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.

Pronta la reazione dell'Iran. La notizia secondo cui la Marina militare statunitense avrebbe scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz è «una bugia totale», ha dichiarato il comandante in capo della Marina dei pasdaran, Alireza Tangiri, sul suo profilo di X.

«All'inizio della guerra, abbiamo dichiarato e lo dichiariamo di nuovo: nessuna nave associata agli aggressori contro l'Iran ha il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz. Se avete dubbi, avvicinatevi e provate», ha concluso.

19:32
19:32
Forti esplosioni nel cielo di Tel Aviv dopo il lancio di missili dall'Iran

Forti boati si sentono nel cielo di Tel Aviv subito dopo le sirene per il lancio di missili dall'Iran sulla città.

Intanto gli allarmi stanno suonando in altri quartieri di Tel Aviv, come constata l'agenzia di notizie italiana ANSA sul posto

19:19
19:19
ONU: «Rischi da dinamica "occhio per occhio" in Medio Oriente»

L'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Volker Turk ha espresso allarme per l'«apparente dinamica dell'occhio per occhio» tra le parti in conflitto in Medio Oriente, che secondo lui mette in pericolo civili e infrastrutture nella regione.

«Questa apparente dinamica dell'occhio per occhio che colpisce le infrastrutture critiche e ha ripercussioni estremamente significative sulla popolazione civile, non farà che accrescere i rischi per la popolazione civile in generale, con conseguenze potenzialmente disastrose per l'intera regione», ha dichiarato in un comunicato.

19:16
19:16
L'esercito siriano accusa Hezbollah: «Ci ha attaccato»

L'esercito siriano ha accusato Hezbollah di aver lanciato proiettili verso le sue posizioni nei pressi della città di confine di Serghaya. Lo riferisce Times of Israel citando l'agenzia di stampa statale Sana.

«Si stanno studiando le opzioni appropriate per fare ciò che è necessario, l'esercito non tollererà alcuna aggressione contro la Siria», ha affermato l'esercito siriano in una dichiarazione.

Il presidente libanese Joseph Aoun ha detto di aver parlato con il presidente siriano ad interim Ahmad al-Sharaa e di aver concordato sulla necessità che i Paesi si coordinino «per controllare confini e prevenire violazioni».

19:16
19:16
Allarme per il lancio di missili nel nord di Israele

L'allarme è scattato a Kiryat Shmona, Misgav Am, Manara e Margaliot, nel nord di Israele, per il lancio di missili dal Libano e all'intrusione di un drone nel territorio israeliano.

19:09
19:09
Tonfo del petrolio dopo l'annuncio USA sulla petroliera scortata

L'annuncio del ministro dell'Energia americano Chris Wright sull'attraversamento dello Stretto di Hormuz ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell'arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X.

Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall'after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.

18:51
18:51
Gli USA hanno scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz

Una nave della Marina americana ha scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz «con successo». Lo afferma il segretario all'Enerigua Chris Wright. «Il presidente mantiene la stabilità energetica globale durante le operazioni militari in Iran», ha aggiunto.

18:46
18:46
Iran: «Quattro nostri diplomatici uccisi in un attacco in un hotel a Beirut»

L'Iran ha accusato Israele di aver ucciso quattro dei propri diplomatici nell'attacco del weekend contro un hotel sul lungomare di Beirut.

«Nelle prime ore di domenica 8 marzo, il regime israeliano ha condotto un attacco terroristico deliberato contro l'hotel Ramada a Beirut, che ha causato l'assassinio e il martirio di 4 diplomatici della Repubblica islamica dell'Iran», afferma la missione permanente di Teheran presso le Nazioni Unite.

18:35
18:35
Teheran: «Attaccato un centro militare di Israele ad Haifa»

L'esercito iraniano ha affermato di aver colpito in Israele un centro militare e un altro dedicato all'intelligence, nell'undicesimo giorno della guerra che sta infiammando il Medio Oriente.

In un comunicato, l'esercito ha dichiarato di aver «attaccato, utilizzando droni distruttivi, un centro militare a Haifa» e un «centro di ricezione delle informazioni dei satelliti spia».

Il sito militare preso di mira «svolge un ruolo chiave nella produzione di armamenti e riveste un'importanza strategica fondamentale per il rafforzamento delle capacità di combattimento del nemico», aggiunge il comunicato, diffuso dall'agenzia Tasnim.

18:34
18:34
La nave britannica Dragon è salpata per il Mediterraneo

La Hms Dragon, un cacciatorpediniere britannico di ultima generazione, ha lasciato dopo vari giorni di rinvii la base della Royal Navy a Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, alla volta del Mediterraneo orientale per difendere l'isola di Cipro presa di mira dall'Iran in seguito agli attacchi di USA e Israele contro Teheran.

La Dragon era stata al centro di polemiche contro il governo laburista del premier Keir Starmer per l'impreparazione militare mostrata del Regno Unito, rispetto ad altri Paesi alleati che avevano inviato le loro navi in tempi rapidi.

18:34
18:34
Il Libano registra quasi 760.000 sfollati a causa della guerra

Il governo libanese ha annunciato oggi che quasi 760.000 persone sono state registrate come sfollate dallo scoppio della nuova guerra tra Israele e Hezbollah.

In un dato aggiornato, l'unità governativa per la gestione delle catastrofi ha dichiarato che il numero totale di persone che hanno registrato i propri nomi su un sito web affiliato al ministero degli Affari sociali ha raggiunto quota 759.300, di cui 122.600 ospitate in rifugi governativi.

18:15
18:15
«Missili ucraini su Bryansk, ci sono vittime»

Il governatore della regione russa di Bryansk, Aleksandr Bogomaz, ha riferito che le forze armate ucraine hanno lanciato attacchi missilistici sul capoluogo, causando morti e feriti. «Un attacco missilistico è stato lanciato sulla città di Bryansk. I nazisti ucraini hanno deliberatamente preso di mira i civili. Purtroppo, ci sono vittime», ha dichiarato il governatore su Telegram.

Secondo le informazioni di alcuni media russi, finora non confermate, sette missili Storm Shadow sarebbero stati lanciati verso uno stabilimento di microelettronica.

Il canale Telegram Mash riferisce che a seguito del bombardamento due persone sono state uccise e circa 20 auto coinvolte nell'esplosione nei pressi di un importante svincolo autostradale, nelle cui vicinanze si trovano un centro commerciale e una zona residenziale.

17:49
17:49
Putin parla ancora con Pezeshkian: «Necessaria una de-escalation nel Golfo»

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una seconda conversazione telefonica in una settimana con il suo omologo iraniano Massud Pezeshkian, tornando ad auspicare una rapida «de-escalation» nel conflitto nel Golfo Persico. Lo ha reso noto il Cremlino, citato dalla Tass.

«Il presidente russo - afferma in una nota il Cremlino - ha confermato la sua posizione fondamentale in favore di una de-escalation il prima possibile e di una soluzione del conflitto attraverso mezzi politici».

Da parte sua, «Pezeshkian ha ringraziato la Russia per il sostegno, in particolare per l'aiuto umanitario all'Iran», aggiunge la presidenza russa.

17:25
17:25
British Airways cancella centinaia di voli per il Medio Oriente

British Airways ha annunciato la cancellazione di centinaia di voli in Medio Oriente a causa del conflitto scatenato da Usa e Israele contro l'Iran, in un aggiornamento sulla situazione dei suoi collegamenti. Quelli con Abu Dhabi, in particolare, hanno subito lo stop più drastico, destinato a prolungarsi per gran parte del 2026: un segnale che rivela ricadute di lungo termine anche rispetto al turismo negli Emirati Arabi Uniti.

La compagnia di bandiera britannica ha inoltre esteso il blocco dei voli per Amman, Doha, Dubai, Tel Aviv e il Bahrein sino alla fine di marzo.

17:23
17:23
Sanchez ribadisce l'impegno per UNRWA e lapreoccupazione per Gaza

«Non possiamo permettere che la grave situazione umanitaria a Gaza cada nell'oblio»: è il messaggio pubblicato su X dal premier spagnolo, Pedro Sanchez, dopo un incontro alla Moncloa con il commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati di Palestina e Medio Oriente, Philippe Lazzarini.

Sanchez ha espresso il «sostegno incondizionato» di Madrid a Unrwa , definita «un pilastro essenziale per milioni di palestinesi».

Durante l'incontro, in cui hanno discusso del contesto internazionale, il premier ha espresso preoccupazione per la situazione sulla Striscia, peggiorata con il recente conflitto in Iran, ricordando che, nonostante il cessate il fuoco di Israele con Hamas, «la pace continua a non arrivare», segnala la Moncloa.

In questo senso, la Spagna ha ribadito la necessità che le agenzie delle Nazioni Unite e altre Ong possano operare nei territori palestinesi senza limitazioni nel quadro del diritto internazionale.

Oggi il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato l'invio di un nuovo pacchetto di aiuti umanitari in Libano per 9 milioni di euro, diretto a mitigare, fra l'altro, la situazione dei rifugiati palestinesi nel Paese.

17:18
17:18
Zelensky: «Esperti di droni ucraini attesi in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita»

Gli esperti militari ucraini sono attesi questa settimana in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, dove condivideranno le loro competenze sull'abbattimento dei droni iraniani. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai giornalisti.

«I primi tre paesi a cui li inviamo, secondo i nostri accordi, sono Qatar, Emirati e Arabia Saudita», ha detto Zelensky in un messaggio audio inviato ad alcuni media, compresa l'Afp.

17:14
17:14
Teheran: «Risponderemo "occhio per occhio" agli attacchi alle infrastrutture»

Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che l'Iran risponderà «occhio per occhio» a qualsiasi attacco alle sue infrastrutture da parte degli Stati Uniti e di Israele.

«Se inizieranno una guerra alle infrastrutture, noi prenderemo di mira le loro infrastrutture - ha affermato Ghalibaf nel suo account X -. Il nemico deve sapere che qualunque cosa faccia, noi daremo senza dubbio una risposta proporzionata e immediata. Nessun atto malvagio rimarrà impunito. Oggi applicheremo la legge dell'occhio per occhio e non ci saranno sconti né eccezioni».

17:01
17:01
L'IDF: «Hezbollah nasconde i missili sotto i condomini di Dahieh a Beirut»

«Hezbollah nasconde le sue armi strategiche nel cuore del Dahieh a Beirut, sotto gli edifici residenziali dei cittadini libanesi. Si tratta di missili, droni e altre armi finanziate dal regime terroristico iraniano e progettate per danneggiare i civili israeliani». Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito israeliano (Idf) Nadav Shoshani.

16:58
16:58
Iran: «30 arresti con accusa di spionaggio tra cui uno straniero»

Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato oggi l'arresto di 30 persone accusate di spionaggio, tra cui uno straniero.

Lo straniero, la cui nazionalità non è stata rivelata, «stava svolgendo attività di spionaggio per conto di due paesi del Golfo Persico in nome del nemico americano-sionista» ed è stato arrestato nel nord-est dell'Iran, ha affermato il ministero in una nota pubblicata dal portale di notizie online della magistratura Mizan.

Il ministero iraniano afferma in una nota che le persone arrestate nei giorni scorsi erano «spie e mercenari interni e operativi dei nemici, gli Stati Uniti e il regime sionista».

«Alcune di queste persone avevano raccolto e trasferito informazioni militari e di sicurezza agli Stati Uniti e a Israele, attraverso due stati del Golfo Persico, dall'Iran nord-orientale. Altri erano membri di gruppi terroristici separatisti, che trasferivano armi e mezzi di comunicazione nelle aree di confine sud-orientali e occidentali dell'Iran, per conto di Stati Uniti e Israele», ha aggiunto, citato da Tasnim.

15:42
15:42
«Londra, Roma e Berlino lavorano per proteggere le navi a Hormuz»

«Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran». È quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d'Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street.

È stata inoltre sottolineata «l'importanza vitale della libertà di navigazione» e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni.

Le telefonate sono avvenute nella tarda serata di ieri e hanno riguardato l'attuale situazione nel Medio Oriente a fronte del conflitto iniziato dopo gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran.

Il portavoce del premier Starmer ha ribadito oggi che Londra sta «lavorando a stretto contatto» coi Paesi alleati sulle opzioni a sostegno della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz «mentre il quadro delle minacce evolve», ma senza entrare nel merito delle misure a cui si sta pensando.

15:34
15:34
Israele: «L'Iran sta lanciando bombe a grappolo contro i civili»

«Il regime iraniano sta lanciando bombe a grappolo contro i civili israeliani. L'uso deliberato e ripetuto di quest'arma contro i civili dimostra che il regime terroristico della Repubblica islamica cerca di massimizzare le uccisioni e i danni ai civili». Lo scrive l'account ufficiale IsraelPersian su X in lingua farsi.

14:24
14:24
«Gli USA hanno usato munizioni per 5,6 miliardi nei primi 2 giorni»

Gli Stati Uniti hanno usato munizioni per 5,6 miliardi di dollari nei primi due giorni di attacco all'Iran. Lo riporta il «Washington Post», sottolineando che la significativa cifra sta alimentando i timori all'interno del Congresso sulla velocità con cui le forze americane stanno esaurendo le scorte di armamenti avanzati.

L'amministrazione Trump dovrebbe richiedere in settimana nuovi fondi al Congresso per aiutare a sostenere la campagna in Iran.

14:10
14:10
L'Iraq cerca nuove rotte per l'export di petrolio dopo lo stop di Hormuz

Le autorità irachene stanno esplorando rotte alternative per esportare il petrolio del paese, dopo che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato all'Afp un portavoce del ministero del petrolio.

L'addetto stampa ha affermato che «proprio come in altri paesi della regione, la produzione e la commercializzazione del petrolio sono state gravemente colpite, non lasciando al governo altra scelta che cercare» rotte di esportazione «alternative». L'Iraq, ha aggiunto, ha diverse spedizioni di petrolio bloccate in mare.

14:10
14:10
Hegseth: «Oggi il giorno più intenso di attacchi»

«Oggi sarà il giorno più intenso di attacchi in Iran». Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, insistendo sul fatto che l'operazione americana è mirata e che gli Stati Uniti stanno vincendo. «Come ha detto ieri il presidente, stiamo schiacciando il nemico», ha aggiunto.

In Iran «stiamo vincendo. Non molleremo fino a quando il nemico non sarà completamente sconfitto. Questo non è il 2003», ha sottolineato il segretario alla difesa americano. «Nelle ultime 24 ore abbiamo visto il numero minore di missili lanciati dall'Iran»: Teheran è «sola e sta perdendo».

«Non vivremo in uno scenario di ricatto nucleare costituito da missili convenzionali che possono colpire la nostra popolazione, motivo per cui gli obiettivi sono stati fissati fin dall'inizio», ha spiegato Hegseth precisando che gli Stati Uniti sono concentrati nel centrare gli obiettivi fissati, ovvero distruggere il programma missilistico iraniano, distruggere le navi iraniane e negare a Teheran per sempre l'arma nucleare.

Il capo del Pentagono ha anche sostenuto che «nessun paese prende più precauzioni degli Stati Uniti per garantire che non vengano mai presi di mira i civili». «I regimi terroristici prendono di mira i civili, non noi», ha aggiunto sottolineando che l'Iran spara missili dalle scuole e dagli ospedali «prendendo i mira gli innocenti in modo deliberato».

Hegseth ha poi definito «un grande errore da parte del regime iraniano prendere di mira i paesi vicini. è una dimostrazione di disperazione».

A chi gli chiedeva se ci sono indicazioni sullo stato di salute della nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, il capo del Pentagono ha risposto che «è qualcosa che non posso commentare la momento». A suo avviso la nuova guida suprema «farebbe bene a prestare ascolto alle parole del nostro presidente» e dire «che non intende perseguire con armi nucleari».

A chi gli chiedeva del malcontento della Casa Bianca sugli attacchi di Israele ai depositi di carburante iraniani Hegseth ha risposto che «non era necessariamente un nostro obiettivo». Il capo del Pentagono ha poi negato che Israele stia trascinando gli Stati Uniti in un'operazione che è contro gli interessi di Washington: «non siamo tirati in nessuna direzione. Siamo alla guida, il presidente è alla guida».

13:53
13:53
Incidente ad una nave davanti alle coste di Abu Dhabi

L'organismo di monitoraggio della sicurezza marittima del Regno Unito (UKMTO) ha dichiarato di aver ricevuto una segnalazione di un incidente a 36 miglia nautiche (67 km) a nord di Abu Dhabi, nel Golfo e a sud-ovest dello Stretto di Hormuz. Il comandante di una nave ha segnalato un forte botto in prossimità di una bulk carrier, cargo progettato per trasportare merci secche.

Intanto il Pakistan ha lanciato un'operazione per «contrastare le minacce multidimensionali» al suo commercio marittimo e navale nazionale: l'esercito ha annunciato che la Marina sta scortando le navi mercantili «per garantire il flusso ininterrotto delle forniture energetiche nazionali e la sicurezza delle linee di comunicazione marittime».

Il Pakistan, che confina con l'Iran nel sud-ovest, dipende dal petrolio e dal gas del Golfo e venerdì ha aumentato i prezzi alla pompa di circa il 20%, provocando lunghe code alle stazioni di servizio in tutto il paese. Thailandia e Vietnam esortano intanto i dipendenti pubblici a lavorare da casa e ad adottare altre misure di risparmio energetico mentre la guerra in Medio Oriente rende difficili le forniture di petrolio e fa oscillare i prezzi del carburante.

13:48
13:48
In Svizzera entrano in vigore le nuove sanzioni contro l'Iran

La Svizzera ha adottato nuove sanzioni contro l'Iran: le misure, che ricalcano quelle dell'ONU e in parte dell'UE, entreranno in vigore questa sera. Il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha modificato diverse ordinanze in tal senso e completato l'elenco dei beni interessati da queste misure.

I provvedimenti

I provvedimenti sono stati adottati a causa delle attività nucleari dell'Iran, della fornitura da parte di questo Paese di droni e missili alla Russia e delle violazioni dei diritti umani, precisa il DEFR in una nota odierna. Il Consiglio federale aveva già adottato nel 2007 le sanzioni decise dall'ONU contro Teheran e nel 2011 quelle dell'UE. Tali misure erano state allentate dall'UE e dall'ONU nel 2016, dopo l'entrata in vigore dell'accordo sul nucleare iraniano.

Sanzioni a livello 2015

Gli Stati Uniti avevano deciso unilateralmente di ritirarsi da tale accordo nel 2018, durante il primo mandato presidenziale di Donald Trump. Lo scorso 12 dicembre, il Consiglio federale ha deciso di applicare le ultime risoluzioni dell'ONU e di ripristinare le sanzioni contro l'Iran al livello precedente al 2015. I provvedimenti toccano principalmente il settore delle materie prime. L'obiettivo della Confederazione è di evitare che il suo territorio venga utilizzato per aggirare le sanzioni emanate dall'UE, in particolare in relazione alle attività dell'Iran rilevanti in materia di proliferazione nucleare.

13:24
13:24
Iran: forti esplosioni in varie parti del Paese

All'undicesimo giorno di guerra con l'Iran, Stati Uniti e Israele hanno continuato a bombardare Teheran e altre città iraniane

Forti esplosioni sono state udite in diverse parti dell'Iran, in particolare nel nord e nel centro della capitale e nell'aeroporto di Mehrabad, che comprende una sezione militare. Sono state prese di mira anche altre città come Karaj, Isfahan, Shiraz, Khorramabad, Zanjan e Bushehr, i porti meridionali del Golfo Persico di Bandar Abbas e Bandar Lengeh e le isole di Qeshm e Kharg.

Da parte sua il corrispondente di al-Jazeera a Teheran ha riferito in mattinata che «nelle ultime due ore abbiamo sentito esplosioni nella parte orientale della capitale e abbiamo ricevuto segnalazioni di attacchi in tutto il paese, tra cui Isfahan, Tabriz e Ahvaz».

«L'aviazione israeliana ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime iraniano a Teheran», ha comunicato in tarda mattinata il portavoce militare. Secondo i media israeliani, è stato colpito un altro deposito di greggio nella capitale iraniana.

Il portavoce dell'esercito ha anche reso noto che «l'aviazione israeliana ha colpito questa notte un complesso di ricerca e sviluppo di missili balistici all'interno dell'università militare 'Imam Hussein' dei Guardiani della Rivoluzione islamica». I raid di questa notte hanno colpito pure il quartier generale principale della Forza Quds a Teheran.

Intanto, secondo funzionari del governo iraniano, il numero di persone uccise dall'inizio della guerra ha raggiunto quota 1.332. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, riferisce la BBC, afferma che tra loro ci sono 206 donne e bambini e che decine di centri sanitari sono stati presi di mira dagli attacchi.

Poco prima il viceministro della salute Ali Jafarian, citato da al-Jazeera, aveva parlato di 1.255 le vittime, tra cui 200 bambini e 11 operatori sanitari, e oltre 12.000 feriti.

12:14
12:14
Idf: «Nuova ondata di attacchi su Teheran»

«L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili»: lo ha detto il portavoce delle Guardie rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini.

Riferendosi alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. «Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico», ha aggiunto, citato da Tasnim.

Rivolgendosi al presidente americano Donald Trump, che aveva minacciato che gli Stati Uniti avrebbero colpito l'Iran più duramente se avesse bloccato il flusso di petrolio dallo Stretto di Hormuz, il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani ha affermato che «l'Iran non ha paura delle vostre minacce vuote». Nemmeno «chi è più grande di voi non potrebbe eliminare l'Iran», quindi «fate attenzione a non essere eliminati», ha aggiunto sul suo account X.

Da parte sua il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato in un'intervista all'emittente statunitense PBS News, come riporta l'AFP, che il suo paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici finché sarà necessario e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno.

Con la nomina di Mojtaba Khamenei a nuovo leader supremo, gli Stati Uniti e Israele hanno fallito nel loro obiettivo di un cambio di regime, ha spoi ottolineato Araghchi nell'intervista spiegando di non credere che Stati Uniti e Israele abbiano una conclusione realistica e che ora stanno solo seminando il caos.

«Pensavano che, nel giro di due o tre giorni, avrebbero potuto ottenere un cambio di regime, una vittoria rapida e netta, ma hanno fallito (...) non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi all'inizio, e ora, dopo 10 giorni, penso che siano senza meta», ha detto il ministro degli esteri.

Riguardo alla fiammata dei prezzi dell'oro nero, Araghchi ha dichiarato che «questo non è il nostro piano»: «la produzione di petrolio, il trasporto di greggio, sono stati rallentati o interrotti non per colpa nostra, ma a causa degli attacchi e delle aggressioni di israeliani e americani contro di noi. Hanno reso l'intera regione insicura. Ed è per questo che le petroliere e le navi hanno paura di attraversare lo Stretto di Hormuz, che non abbiamo chiuso. Non abbiamo impedito loro di navigare in quello stretto. Ma questo è il risultato dell'aggressione di israeliani e americani, che ha reso l'intera regione insicura e instabile».

«Siamo di fronte a un atto di aggressione, che è assolutamente illegale. E quello che stiamo facendo è un atto di autodifesa, che è legale e legittimo. Abbiamo già avvertito tutti nella regione che, se gli Stati Uniti ci attaccano, poiché non possiamo raggiungere il suolo americano, dobbiamo attaccare le loro basi nella regione, le loro strutture, le loro installazioni, i loro beni», ha aggiunto il ministro iraniano.

Anche Mohammad Bagher Ghalibaf, il potente presidente del parlamento iraniano, ha affermato su X che «non stiamo certo cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l'aggressore debba essere colpito affinché impari la lezione e non pensi mai più di attaccare l'Iran», aggiungendo che Israele si affida a un ciclo di «guerra, negoziati, cessate il fuoco e poi di nuovo guerra» per mantenere il suo dominio, ma l'Iran interromperà questo ciclo.

12:13
12:13
«Gli attacchi Hezbollah aumenteranno»

Nella riunione di sicurezza di ieri sera convocata dal primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, i responsabili della difesa hanno previsto un'intensificazione degli attacchi dal Libano. Lo riferisce Channel 12.

«Si prevede che il fuoco di Hezbollah si intensificherà nei prossimi giorni», hanno dichiarato i capi della difesa al premier e al ministro della difesa Israel Katz.

Durante la discussione, alti funzionari della sicurezza hanno riferito ai vertici politici che Hezbollah sta cercando di esaurire il nord e il fronte interno israeliano, lanciando decine di missili e droni verso Israele ogni giorno. Allo stesso tempo, Hezbollah sta rimandando terroristi nel Libano meridionale per distogliere l'attenzione di Israele dall'Iran.

L'esercito israeliano ha intanto reso noto che nella notte è stato attaccato il quartier generale di Hezbollah nella zona del villaggio di Ansar, nel Libano meridionale.

In un comunicato Hezbollah ha invece affermato stamattina di aver respinto nelle ultime ore un tentativo di avanzata israeliana nel sud del Libano, nell'area di Khiam, vicino all'ex centro di detenzione e tortura usato da Israele negli anni dell'occupazione tra il 1978 e il 2000.

Intanto l'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati (UNHCR) afferma che in 24 ore in Libano ci sono oltre 100.000 nuovi sfollati a causa della guerra.

10:30
10:30
Netanyahu: «Gli stiamo spezzando ossa ma non è ancora finita»

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele sta «spezzando le ossa» al potere iraniano dall'inizio dell'offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che «non ha ancora finito».

«Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro», ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della salute israeliano, ieri in tarda serata. «Non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa - e non abbiamo ancora finito», ha aggiunto.

Dopo una pausa di 10 ore, l'esercito israeliano ha rilevato stamani un nuovo attacco missilistico balistico dall'Iran, diretto contro il centro del paese. Secondo i media di Tel Aviv il missile è stato intercettato, secondo le prime valutazioni militari, e non ci sono segnalazioni di impatti diretti o feriti.

Intanto l'uomo rimasto gravemente ferito ieri in un bombardamento nel centro di Israele è stato dichiarato morto questa mattina allo Sheba Hospital di Tel Ha-Shomer.

10:29
10:29
La Turchia schiera i Patriot in consultazione con la NATO

La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la NATO per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. Lo riporta l'agenzia Anadolu.

In una dichiarazione, il ministero della difesa nazionale ha affermato «alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sono state adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri confini e del nostro spazio aereo e siamo in consultazione con la NATO e i nostri alleati».

10:28
10:28
Iran: «Non consentiremo l'export del petrolio finché c'è la guerra»

«L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili»: lo ha detto il portavoce delle Guardie rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini.

Riferendosi alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. «Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico», ha aggiunto, citato da Tasnim.

Da parte sua il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato in un'intervista all'emittente statunitense PBS News, come riporta l'AFP, che il suo paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici finché sarà necessario e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno.

Con la nomina di Mojtaba Khamenei a nuovo leader supremo, gli Stati Uniti e Israele hanno fallito nel loro obiettivo di un cambio di regime, ha spoi ottolineato Araghchi nell'intervista spiegando di non credere che Stati Uniti e Israele abbiano una conclusione realistica e che ora stanno solo seminando il caos.

«Pensavano che, nel giro di due o tre giorni, avrebbero potuto ottenere un cambio di regime, una vittoria rapida e netta, ma hanno fallito (...) non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi all'inizio, e ora, dopo 10 giorni, penso che siano senza meta», ha detto il ministro degli esteri.

Riguardo alla fiammata dei prezzi dell'oro nero, Araghchi ha dichiarato che «questo non è il nostro piano»: «la produzione di petrolio, il trasporto di greggio, sono stati rallentati o interrotti non per colpa nostra, ma a causa degli attacchi e delle aggressioni di israeliani e americani contro di noi. Hanno reso l'intera regione insicura. Ed è per questo che le petroliere e le navi hanno paura di attraversare lo Stretto di Hormuz, che non abbiamo chiuso. Non abbiamo impedito loro di navigare in quello stretto. Ma questo è il risultato dell'aggressione di israeliani e americani, che ha reso l'intera regione insicura e instabile».

«Siamo di fronte a un atto di aggressione, che è assolutamente illegale. E quello che stiamo facendo è un atto di autodifesa, che è legale e legittimo. Abbiamo già avvertito tutti nella regione che, se gli Stati Uniti ci attaccano, poiché non possiamo raggiungere il suolo americano, dobbiamo attaccare le loro basi nella regione, le loro strutture, le loro installazioni, i loro beni», ha aggiunto il ministro iraniano.

Anche Mohammad Bagher Ghalibaf, il potente presidente del parlamento iraniano, ha affermato su X che «non stiamo certo cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l'aggressore debba essere colpito affinché impari la lezione e non pensi mai più di attaccare l'Iran», aggiungendo che Israele si affida a un ciclo di «guerra, negoziati, cessate il fuoco e poi di nuovo guerra» per mantenere il suo dominio, ma l'Iran interromperà questo ciclo.

10:28
10:28
I Paesi del Golfo riducono la produzione giornaliera di petrolio

I Paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione.

10:27
10:27
L'Australia manderà aerei e missili aria-aria nel Golfo

L'Australia dispiegherà in Medio Oriente un aereo da sorveglianza, missili aria-aria e personale di supporto dell'Australian Defence Force, rispondendo a una richiesta del presidente degli Emirati arabi uniti, Mohamed bin Zayed.

Il primo ministro laburista Anthony Albanese lo ha definito «uno sforzo per aiutare a proteggere gli australiani nella regione sotto minaccia di attacco dall'Iran». E ha ribadito che l'Australia non adotta azioni offensive contro l'Iran e non dispiegherà truppe sul terreno in eventuali offensive condotte degli Stati Uniti e da Israele.

Albanese ha aggiunto che vi sono 24'000 australiani che vivono negli Emirati e ha caratterizzato l'assistenza del suo governo come aiuto a proteggere gli abitanti della regione, dopo che aree di Dubai sono state colpite da attacchi missilistici iraniani.

I 27 aerei E7 Wedgetail forniranno capacità di ricognizione a lungo raggio. Saranno dispiegati inizialmente per quattro settimane in sostegno dell'autodifesa collettiva delle nazioni del Golfo. Seguirà una fornitura di missili terra-aria per proteggere lo spazio aereo.

«Il mio governo mette in chiaro che non adottiamo azioni offensive contro l'Iran e che non dispiegheremo truppe australiane sul terreno in Iran. Continuiamo a prendere azioni di contingenza per tenere al sicuro gli australiani e per aiutare i viaggiatori a lasciare il Medio Oriente», ha aggiunto Albanese.

08:23
08:23
Nuova ondata di attacchi nel Golfo, missili su base USA in Iraq

L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. L'Arabia saudita ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. Sky News Arabic riferisce che le autorità emiratine hanno dichiarato che un incendio è in corso nel complesso industriale di Ruwais causato da un attacco con un drone; finora non si sono registrati feriti.

Mentre la BBC riporta che il ministero della difesa degli Emirati Arabi Uniti afferma che le sue difese aeree stanno «attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni in arrivo dall'Iran». Il portavoce del ministero degli esteri qatariota, Majed al-Ansari, durante una conferenza stampa a Doha ha dichiarato che «gli attacchi alle infrastrutture civili continuano (...) e respingiamo le argomentazioni avanzate dagli iraniani per giustificare tali attacchi», ha dichiarato senza specificare quali siti fossero stati presi di mira.

Poco fa si sono sentite nuove potenti esplosioni a Doha. I Pasdaran hanno annunciato dal canto loro di aver «colpito» la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con «cinque missili». Mentre gli Emirati Arabi Uniti denunciano che il loro consolato generale nella regione curda irachena è stato preso di mira da un attacco con droni, causando danni ma nessuna vittima. Ieri sera il ministero dell'interno del Bahrein ha annunciato su X che un attacco iraniano contro un'area residenziale nella capitale Manama aveva causato una vittima e diversi feriti.

06:43
06:43
Araghchi: «Avanti con gli attacchi finché sarà necessario»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario, secondo quanto riporta Afp. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà «molto presto». Il ministro ha dichiarato all'emittente statunitense PBS News che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno.

06:42
06:42
L'Australia manderà aerei e missili aria-aria nel Golfo

L'Australia dispiegherà in Medio Oriente un aereo da sorveglianza, missili aria-aria e personale di supporto dell'Australian Defence Force, rispondendo a una richiesta del presidente degli United Arab Emirates, Mohamed bin Zayed. Il primo ministro laburista Anthony Albanese lo ha definito «uno sforzo per aiutare a proteggere gli australiani nella regione sotto minaccia di attacco dall'Iran». E ha ribadito che l'Australia non adotta azioni offensive contro l'Iran e non dispiegherà truppe sul terreno in eventuali offensive condotte degli Stati Uniti e da Israele.

Albanese ha riferito che l'assistenza dell'Australia è stata decisa dopo una richiesta del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed. Ha aggiunto che vi sono 24.000 australiani che vivono negli Emirati e ha caratterizzato l'assistenza del suo governo come aiuto a proteggere gli abitanti della regione, dopo che aree di Dubai sono state colpite da attacchi missilistici iraniani.

I 27 aerei E7 Wedgetail forniranno capacità di ricognizione a lungo raggio. Saranno dispiegati inizialmente per quattro settimane in sostegno dell'autodifesa collettiva delle nazioni del Golfo. Seguirà una fornitura di missili terra-aria per proteggere lo spazio aereo. «Il mio governo mette in chiaro che non adottiamo azioni offensive contro l'Iran e che non dispiegheremo truppe australiane sul terreno in Iran. Continuiamo a prendere azioni di contingenza per tenere al sicuro gli australiani e per aiutare i viaggiatori a lasciare il Medio Oriente», ha aggiunto Albanese.

06:28
06:28
Trump: «Rinunceremo ad alcune sanzioni per le turbolenze sul petrolio»

Il presidente americano Donald Trump, nella sua prima conferenza stampa dall'inizio dell'operazione in Iran, ha detto che rinuncerà ad alcune sanzioni sul petrolio a causa delle turbolenze dei mercati legate al suo attacco insieme a Israele contro l'Iran. «Stiamo anche rinunciando ad alcune sanzioni legate al petrolio per ridurre i prezzi», ha detto Trump davanti ai media in Florida, dopo i colloqui avuti con il presidente russo Vladimir Putin. Trump ha parlato di quotazioni del greggio «gonfiate artificialmente» in scia alla condotta dell'Iran. Mentre, citando il presidente cinese Xi Jinping, ha aggiunto che «rimuoveremo le sanzioni finché la situazione non si risolverà».

Trump ha ammonito l'Iran che se «fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz» verrebbe colpito dagli USA «venti volte più forte» di quanto fatto finora. Il presidente su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati «obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo degli USA alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato». Nell'operazione in Iran «fin qui tutto bene»: «non molleremo finché il nemico non sarà totalmente e decisamente sconfitto», ha detto Trump. «Siamo più determinati che mai a raggiungere la vittoria finale», ha messo in evidenza. «In un certo senso abbiamo già vinto, ma non abbastanza», ha detto.

L'Iran «in una settimana ci avrebbe attaccato al 100%. Era pronto», ha sostenuto il presidente spiegando il motivo dell'operazione americana. «Sulla base delle trattative che erano in corso», durante le quali Teheran ha insistito sul nucleare e l'uranio arricchito, «se non avessimo colpito, ci avrebbero colpito loro per primi», ha spiegato Trump assicurando che le agenzie federali stanno seguendo anche i possibili asset dormienti iraniani negli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni, le autorità americane hanno rivenuto alcune comunicazioni criptate che sembravano dirette a cellule dormienti. «Stiamo facendo grandi passi avanti verso gli obiettivi militari». «Abbiamo lasciato alcuni target nel caso in cui avessimo bisogno di colpire», ha proseguito Trump. «potremmo colpire la produzione elettrica dell'Iran (...) ma non intendiamo farlo se non è necessario. Ma sono il tipo di obiettivi che sono molto facili da colpire, ma molto devastanti se lo sono. Stiamo aspettando di vedere cosa succede prima di colpirli».«Stiamo colpendo dove l'Iran produce i droni. Ci siamo liberati dell'80% dei siti missilistici iraniani.»

Trump ha affermato che «alcuni degli obiettivi più importanti» contro l'Iran sono stati rimandati a un secondo momento. Nel mirino, quindi, target che riguardano «la produzione di elettricità e molte altre cose». Quindi, ha concluso,  Quella in Iran è «solo un'escursione in qualcosa che doveva essere fatto. Siamo molto vicini alla fine», ha ancora detto Trump, sottolineando che gli Stati Uniti «stanno vincendo in modo deciso». «Se non li avessimo colpiti avrebbero preso il controllo del Medio Oriente», ha messo in evidenza. La guerra «finirà presto», ha ribadito, ma non questa settimana. Il Comando Centrale militare americano (Centcom), a capo delle forze americane nella regione, ha reso noto che gli Stati Uniti hanno colpito più di 5'000 obiettivi durante i primi 10 giorni di guerra, tra cui più di 50 navi iraniane. Tra gli altri target, ha spiegato una nota, ci sono sistemi di difesa aerea, siti di missili balistici, produzione di missili e droni, e comunicazioni militari.

Quanto alla nomina del figlio di Ali Khamenei a nuova Guida suprema, Trump ha affermato che «sono deluso». A chi gli chiedeva della sua idea per la guida del paese, il presidente ha risposto: «mi piace l'idea di qualcuno all'interno, funziona bene. Lo abbiamo fatto in Venezuela: è una formula che funziona bene». «Pensiamo che» l'Iran «dovrebbe mettere un presidente, o un capo del paese, che sarà in grado di fare qualcosa di pacifico tanto per cambiare».

06:23
06:23
Nuovo attacco dall'Iran verso gli Emirati Arabi

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dovuto affrontare un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani, nell'undicesimo giorno del conflitto in Medio Oriente, ha comunicato il ministero della Difesa, stando a quanto riporta Afp. «Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran», ha scritto il ministero su X.

06:22
06:22
Trump: «L'Iran verrà colpito 20 volte più forte se dovesse fermasse i flussi di petrolio»

Se «fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz», l'Iran verrebbe colpito dagli Usa «venti volte più forte» di quanto fatto finora. E' il monito del presidente Donald Trump, in aggiunta a quello lanciato nel pomeriggio. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati «obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato».

06:21
06:21
Pasdaran: «Il futuro della regione è nelle mani delle nostre forze armate»

 Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che «determineranno la fine della guerra» in Medio Oriente, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il conflitto si concluderà «presto». «Siamo noi a determinare la fine della guerra», hanno affermato in una dichiarazione, come riporta Afp. «Gli equilibri e il futuro status della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate; le forze americane non porranno fine alla guerra», si legge nella dichiarazione. 

06:19
06:19
Il punto alle 6

Il presidente americano Donald Trump si è detto «deluso» dalla nomina della nuova Guida suprema iraniana e ha suggerito che per il futuro del Paese sarebbe preferibile una leadership che emerga dall’interno del sistema. «Mi piace l’idea di qualcuno interno, funziona bene. Lo abbiamo fatto in Venezuela: è una formula che funziona bene», ha dichiarato.  Trump ha collegato la situazione politica iraniana alle operazioni militari in corso. Secondo il presidente, se gli Stati Uniti non avessero colpito per primi, «l’Iran ci avrebbe attaccati per primo», soprattutto nel contesto delle trattative sul programma nucleare e sull’arricchimento dell’uranio. Il tycoon ha aggiunto che le agenzie federali stanno monitorando possibili «asset dormienti» iraniani negli Stati Uniti, dopo il ritrovamento di comunicazioni criptate che potrebbero essere state destinate a cellule attive sul territorio americano.

Colpiti oltre 5mila obiettivi

Sul piano militare, Washington afferma di aver già colpito oltre 5.000 obiettivi iraniani. Trump ha spiegato che alcuni target particolarmente sensibili – tra cui infrastrutture legate alla produzione di elettricità – sono stati finora risparmiati e potrebbero essere colpiti solo in caso di ulteriore escalation. «Sono obiettivi molto facili da colpire ma estremamente devastanti. Stiamo aspettando di vedere cosa succede», ha detto. Intanto il conflitto continua a produrre tensioni in tutta la regione. Il ministero dell’Interno del Bahrein ha denunciato un attacco iraniano contro un edificio residenziale nella capitale Manama: il bilancio provvisorio è di un morto e diversi feriti.

Attacchi in Iraq

Un episodio simile è stato segnalato anche nel nord dell’Iraq: secondo gli Emirati Arabi Uniti, il loro consolato generale nella regione curda è stato preso di mira da un attacco con droni che ha provocato danni ma nessuna vittima. Abu Dhabi ha definito l’azione «una pericolosa escalation» e una violazione delle norme internazionali che tutelano le sedi diplomatiche. Sul fronte delle vittime civili, gli Stati Uniti stanno inoltre indagando su un attacco contro una scuola elementare nella città iraniana di Minab, sullo Stretto di Hormuz, che nei primi giorni di guerra ha causato 175 morti, tra cui 165 bambine. Trump ha dichiarato che Washington sta verificando l’accaduto e di non avere ancora informazioni complete: «Qualunque cosa dimostri il rapporto, sono disposto a conviverci».

Missile Tomahawk

Il presidente ha anche suggerito che l’Iran potrebbe aver colpito la scuola utilizzando un missile Tomahawk, un’arma di fabbricazione statunitense, ipotesi però non confermata. Alla domanda se gli Stati Uniti possano essere stati responsabili del bombardamento, Trump ha risposto: «No. A mio parere e in base a ciò che ho visto, è stato l’Iran».