Confederazione

Il Tribunale federale dichiara inammissibili i ricorsi contro la legge sull'e-ID

La votazione del 28 settembre 2025, in cui la legge è stata approvata dal 50,39% dei votanti, è quindi valida
© GAETAN BALLY
Ats
21.04.2026 12:54

Il Tribunale federale (TF) ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro la legge sull'identità elettronica (Legge sull'Id-e). La votazione del 28 settembre 2025, in cui la Legge Id-e è stata approvata dal 50,39% dei votanti, è quindi valida. In una seduta pubblica odierna, i giudici di Mon Repos hanno ritenuto, con 3 voti contro 2, che i ricorsi sono stati presentati troppo tardi e sono quindi inammissibili.

I ricorrenti - in tutto i ricorsi erano sei - chiedevano l'annullamento del voto, mettendo in particolare in discussione il ruolo svolto da Swisscom durante la campagna che ha preceduto la votazione. Secondo la piattaforma «Finanziamento della vita politica» del Controllo federale delle finanze, l'operatore telecom aveva messo a disposizione della campagna per il «sì» 30.000 franchi.

Swisscom è di proprietà della Confederazione, che detiene il 51% delle azioni. A detta dei ricorrenti, il sostegno sarebbe quindi equivalso a una violazione del principio di neutralità che lo Stato deve osservare nelle questioni sottoposte a votazione. Oltre a Swisscom, venivano presi di mira i gruppi mediatici Ringier e TX Group, che avrebbero anch'essi dato il loro sostegno all'Id-e. Ciò avrebbe provocato uno squilibrio di forze, secondo i ricorrenti, tra i quali figurano in particolare l'Unione democratica federale (UDF) e il movimento «no vax» Mass-voll.

Tramite l'Id-e, secondo il progetto approvato, sarà possibile ad esempio richiedere attraverso internet un estratto del casellario giudiziale, una patente di guida o un certificato di domicilio. La legge era finora sospesa in attesa dell'esito dei ricorsi al TF. L'Alta corte si occupa dei ricorsi contro le votazioni popolari. Dal 1848 è stata invalidata una sola votazione a livello federale: quella del 28 febbraio 2016 sull'iniziativa del PPD contro gli svantaggi per le coppie sposate. La votazione era stata annullata nell'aprile 2019 perché i giudici di Mon Repos avevano ritenuto che un errore contenuto nell'opuscolo del Consiglio federale fosse talmente grave da violare il dovere di informazione e trasparenza.

«Il Tribunale federale ha offerto uno spettacolo deplorevole»

C'è delusione nelle file dell'Unione democratica federale (UDF) per la decisione odierna del Tribunale federale (TF) di dichiarare inammissibili i ricorsi contro la legge sull'identità elettronica (Legge sull'Id-e), perché presentati troppo tardi. Per Daniel Frischknecht, presidente della formazione politica, la Corte ha offerto uno spettacolo deplorevole.

Tutti e cinque i giudici erano dell'opinione che Swisscom avesse commesso un passo falso con il contributo alla campagna sull'e-ID, ha dichiarato Frischknecht all'agenzia Keystone-ATS, a margine dell'udienza pubblica che il TF ha tenuto oggi a Losanna. Malgrado ciò, per motivi formali, i ricorsi non sono stati accolti. «Non c'era bisogno di tutta questa messinscena».

«Ci sentiamo in qualche modo presi in giro», ha proseguito. A suo avviso è «semplicemente imbarazzante» che il tribunale abbia deciso che, per i ricorsi, si sarebbe dovuto tenere conto della data di pubblicazione dei contributi della campagna sul sito web del Controllo federale delle finanze. Nessuno conosce questa pagina, ha sostenuto Frischknecht, facendo notare che persino uno dei giudici federali ha dovuto cercarla.

A Frischknecht non resta ora che prendere atto dell'esito delle deliberazioni. L'UDF dovrà pagare 500 franchi di spese per la decisione di non entrata nel merito. «Tanto è costato il mio posto in prima fila, che ho potuto occupare come ricorrente durante l'udienza», ha concluso Frischknecht.

«Un lasciapassare per violare la legge»

Il tribunale ha fallito nel proteggere la Costituzione e i diritti fondamentali, come sarebbe stato suo compito, ha detto da parte sua a Keystone-ATS Nicolas Rimoldi, presidente del movimento Mass-Voll, che figurava pure fra i ricorrenti. Per Rimoldi, «la sentenza è una vergogna, è indegna ed è un lasciapassare per le grandi aziende a violare le leggi».

La sentenza parte dal presupposto che tutti dovrebbero conoscere il registro sul «Finanziamento della vita politica» del Controllo federale delle finanze, ha rincarato Artur Terekhov, rappresentante legale di Mass-Voll. Una decisione «fuori dal mondo» e che ha il potenziale per essere eletta nei circoli giuridici come l'errore giudiziario dell'anno, ha detto il legale.

Swisscom soddisfatta

Swisscom è invece soddisfatta. L'Id-e può ora essere introdotta, ha affermato il portavoce Sepp Huber, sottolineando come il TF abbia discusso la questione della legittimità della donazione alla campagna sull'Id-e con opinioni divergenti.

Non è comunque stata presa alcuna decisione nel merito. Swisscom valuterà ora come gestire le future campagne e deciderà di volta in volta come procedere. «Ogni votazione è diversa dalle altre», ha detto il portavoce dell'operatore telecom.

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