Il Governo

Imposizione individuale, un salasso di oltre 100 milioni di franchi

L’impatto finanziario della revisione fiscale sulle casse cantonali e comunali è molto importante - A chiarirlo è il Governo nella risposta a un’interpellanza interpartitica - Maurizio Agustoni (Centro): «Alcuni saranno doppiamente penalizzati»
©Pablo Gianinazzi
Giona Carcano
26.08.2025 21:45

Si delineano i contorni del passaggio all’imposizione individuale, approvata lo scorso giugno dalle due Camere. Il Governo, in coda alla seduta straordinaria del Gran Consiglio di lunedì, ha infatti risposto a un’interpellanza presentata da Maurizio Agustoni (Centro), Sem Genini (Lega) e Sergio Morisoli (UDC), precisando l’impatto finanziario che avrebbe su Cantone e Comuni la revisione della Legge.

Innanzitutto, in aula il responsabile del DFE Christian Vitta ha definito – come già espresso nella risposta alla consultazione federale sul tema – «l’importante aggravio amministrativo per l’amministrazione fiscale cantonale». Con il passaggio all’imposizione individuale (prevista non prima del 2031) «vi saranno circa 85.000 nuove dichiarazioni fiscali da accertare». Non solo: come ha aggiunto ancora Vitta, «per tutte le dichiarazioni relative a contribuenti coniugati, si renderà necessario operare dei nuovi controlli incrociati per accertare la completezza e correttezza dei dati dichiarati dal nucleo famigliare». Non a caso Agustoni, commentando al CdT l’interpellanza, aveva parlato di «mostro burocratico». Il Governo, ha proseguito Vitta nella sua risposta, «aveva segnalato che l’eliminazione della penalizzazione fiscale del matrimonio può essere ottenuta anche tramite soluzioni più semplici, come una correzione delle tariffe oppure l’introduzione del modello dello splitting, sull’esempio di quanto già fatto dai Cantoni». Una segnalazione rimasta evidentemente lettera morta.

Già. Ma in soldoni, che cosa cambierà per le casse dello Stato? Ancora Vitta: «Considerato che mediamente un tassatore evade circa 2.000 tassazioni all’anno, per il Cantone il passaggio all’imposizione individuale comporterebbe un potenziale aumento degli effettivi degli uffici circondariali di tassazione di almeno 40 unità, con conseguenti ripercussioni finanziarie sia sul fronte degli stipendi (valutato in circa 4 milioni di franchi), sia sul fronte della logistica (circa un milione per l’affitto dei nuovi spazi amministrativi e altri oneri Divisione delle contribuzioni)». Tuttavia, i circa cinque milioni di maggiori uscite per l’Ente pubblico non sono nulla se paragonati a un’altra voce di costo. Il cambio di sistema comporterà infatti la sostituzione completa degli attuali applicativi informatici (registro dei contribuenti, eTax, programma di accertamento e incasso) «con costi d’investimento – stimati con metodi semplificati – pari a circa 20 milioni di franchi». Maggiori oneri deriverebbero anche «dal supporto e la manutenzione superiori a quelli attuali, principalmente a causa del significativo aumento del numero di soggetti fiscali». Vitta ha comunque precisato che «indipendentemente all’eventuale passaggio all’imposizione individuale, degli investimenti finalizzati all’ammodernamento degli attuali applicativi informatici potrebbero comunque essere necessari in futuro».

Riviste le aliquote

Ad ogni modo, il passaggio all’imposizione individuale non si tradurrebbe soltanto in maggiori oneri per lo Stato, bensì anche in minori entrate sul fronte delle imposte cantonali e comunali. Come precisato ancora da Vitta, «a titolo puramente teorico, qualora in Ticino il passaggio all’imposizione individuale dovesse cagionare la stessa contrazione prevista dalla Confederazione ai fini dell’imposta federale diretta (pari a circa il 5%), l’impatto finanziario ammonterebbe – tra imposta sul reddito e imposta alla fonte – indicativamente a 60 milioni di franchi per il Cantone e 48 milioni di franchi per i Comuni». L’impatto, avverte il Governo, «potrebbe però essere interamente neutralizzato nel suo complesso per l’ente pubblico con una nuova modulazione della scala delle aliquote dell’imposta sul reddito». «Il Cantone avrebbe delle minori entrate per quanto riguarda il riversamento della quota-parte cantonale del gettito dell’imposta federale diretta. Sulla base dei dati disponibili la contrazione può essere stimata a circa 5 milioni di franchi».

Raggiunto per un commento, Agustoni ribadisce che il passaggio all’imposizione individuale non ha senso. Al netto della burocrazia, dei costi e delle minori entrate per lo Stato, infatti, «le coppie sposate monoreddito o con un reddito preponderante, già colpite dal cambio di sistema, sarebbero doppiamente penalizzate». E questo perché, come ha spiegato il Governo nella risposta all’interpellanza, «per neutralizzare l’impatto, il Cantone potrebbe aumentare in modo generalizzato le imposte».

Ma che cosa cambia?

Attualmente per i coniugi c’è l’imposizione congiunta, con il cumulo dei redditi. Marito e moglie formano una comunità economica. In futuro, invece, saranno considerati due contribuenti distinti. Ciò significa che le coppie sposate dovranno presentare due dichiarazioni separate, al pari dei conviventi. La riforma dovrebbe favorire fiscalmente circa la metà dei contribuenti che oggi pagano l’imposta federale diretta e penalizzare il 14%. Per chi già non paga niente o paga poco, non dovrebbe cambiare nulla. I principali beneficiari della riforma dovrebbero essere i pensionati e i nuclei familiari a doppio reddito, in particolare quelli in cui le entrate sono suddivise in modo più equo fra marito e moglie. Fra i perdenti, invece, rientrano le famiglie tradizionali monoreddito (un coniuge lavora, l’altro resta a casa ad accudire i figli) e le persone sole senza figli. Oggi una famiglia di quattro persone con un reddito imponibile di 120 mila franchi paga dai 2.700 ai 3.100 franchi d’imposta federale, indipendentemente da come è suddiviso il reddito nella coppia. In futuro i doppi redditi dovrebbero pagare solo 1.000 franchi, mentre chi ne percepisce uno solo dello stesso ammontare ne verserebbe al fisco federale 5.000.

Se ne discuterà in settembre

Il passaggio all’imposizione individuale è comunque minacciato da un referendum lanciato a inizio luglio da un’alleanza composta da rappresentanti di Centro, PEV, UDC e UDF. Non solo: è probabile che ci sarà pure un referendum dei Cantoni. Ad oggi, sono cinque ad averlo proposto: Turgovia, Nidvaldo, Glarona, Appenzello Interno ed Esterno. Per la riuscita del referendum dei Cantoni ne servono almeno otto. E il Ticino potrebbe essere fra questi: il tema dovrebbe essere dibattuto dal Parlamento in settembre.