Italia

Impronte digitali e videosorveglianza contro i furbetti del cartellino

Lotta all’assenteismo, impronte digitali per registrare le presenze e un sito per le assunzioni nel settore pubblico: cosa prevede il disegno della legge Concretezza approvato dal Senato
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Red. Online
09.07.2019 19:31

MILANO - Il regolamento sulle impronte digitali per la verifica degli accessi al lavoro dei dipendenti pubblici e la prevenzione dell’assenteismo, previsto dalla cosiddetta legge Concretezza, è pronto per i passi successivi ed è anche già stato inviato oggi al Garante della privacy italiano. A seguire sarà mandato, per i relativi pareri, alla Conferenza unificata e al Consiglio di Stato. I decreti attuativi relativi all’istituzione del «Nucleo per la Concretezza» (una task force di professionisti istituita per promuovere l’efficienza amministrativa) saranno invece ultimati entro il mese di settembre.

Non solo controlli biometrici

Tra le varie misure contenute dal regolamento, oltre alla videosorveglianza si parla di controlli biometrici, come il riconoscimento dell’impronta digitale o la verifica dell’iride. Al riguardo, il ministro italiano della Pubblica istruzione (PA) Giulia Bongiorno si è detta «felice di una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della PA, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno».

I dipendenti pubblici in Italia e il confronto internazionale

Secondo un rapporto dell’Associazione per gli studi sul lavoro e le relazioni industriali (ADAPT), gli occupati della Pubblica amministrazione in Italia sono 3.055.000, il che corrisponde al 4,89% della popolazione. A titolo di confronto, in Francia è l’8,32%, in Germania, il 5,25%, in Gran Bretagna il 7,8%, in Svezia il 14,1%, mentre in Spagna è il 6% degli abitanti a lavorare alle dipendenze pubbliche.

Nello Stivale, l’età media dei lavoratori statali è superiore a 50 anni. Se si considera poi che l’occupazione in questo settore è mediamente più bassa rispetto agli altri Stati, ADAPT conclude che l’Italia sarà tenuta ad assumere nel prossimo futuro. Consolidare la lotta agli abusi può quindi rivelarsi una mossa lungimirante.

A tal proposito, il dipartimento italiano della Funzione pubblica ha anche fatto una stima sull’entità dei dipendenti che andranno in pensione nel 2019: circa 250 mila, ossia più o meno l’8% dei funzionari.

Non sono tuttavia mancate le opposizioni secondo cui le misure contenute dal regolamento in questione non daranno effetto: gli esponenti di Forza Italia hanno infatti parlato di «una legge che serve solo alla propaganda del governo», quelli del PD di un provvedimento che «umilia» la Pubblica amministrazione.