«Innalzare il Verbano non crea problemi»

«Simulazioni, studi e prove di regolazione sotto la supervisione dell’autorità italiana competente mostrano che un tale livello è sostenibile dal punto di vista della protezione contro le piene». Così il consigliere federale Albert Rösti ha risposto a Bruno Storni riguardo alla sperimentazione avviata a fine aprile dall’Autorità di Bacino italiana. Sperimentazione che prevede l’innalzamento del livello delle acque del Lago Maggiore durante il periodo estivo fino a 1,35 metri (ora il limite è di 1,25) sopra lo zero misurato a Sesto Calende. La manovra consente di aumentare la riserva idrica per l’agricoltura nelle zone della vicina penisola attraversate dai fiumi Ticino e Po. Dieci centimetri di differenza nel livello del Lago maggiore equivalgono infatti a milioni di metri cubi di riserve d’acqua in più. Ma con i fenomeni meteorologici violenti che negli ultimi anni si sono fatti viepiù frequenti, il timore del consigliere nazionale socialista è che l’impatto di tale innalzamento abbia conseguenze nefaste per la navigazione, la fruizione delle spiagge e la tutela delle riserve naturali in caso di inondazioni. Rischio che tuttavia Berna ritiene sostenibile. La delegazione svizzera (che fa parte dell’organismo comune per coordinare la gestione delle acque e i livelli idrici del bacino transfrontaliero) ha accettato una fase di test limitata al 2026, ha precisato Rösti, aggiungendo che «l’Ufficio federale dell’ambiente, in accordo con il Cantone Ticino, garantirà che i valori limite concordati siano rispettati dall’autorità di vigilanza italiana». La regolazione definitiva richiederebbe un accordo tra Svizzera e Italia. Accordo che Berna, assicura Rösti, non concluderebbe contro la volontà del Canton Ticino.
