La polemica

Tra Ticino e Italia c'è ancora tanta maretta

Bellinzona vuole bloccare i ristorni, Roma ha già bloccato il flusso d'acqua del Lago Maggiore – Il limite concordato «non è un buon compromesso» per bagnanti e uccelli migratori nel Locarnese
L'idrometro vicino all'imbarcadero di Locarno e il limite massimo di 194 metri sul livello del mare ©Chiara Zocchetti
Davide Illarietti
06.06.2026 18:45

Il termometro delle polemiche estive tra Ticino e Italia è oramai l’idrometro immerso nell’acqua di fianco all’imbarcadero di Locarno. Tacca dopo tacca lo strumento misura il livello del Verbano dal 1910, ma anche il livello delle controversie: negli ultimi dieci anni non ha fatto che aumentare.

Quest’anno la punta massima (194 metri sul livello del mare) è stata toccata a metà maggio, a seguito delle forti piogge e della decisione italiana di innalzare il limite massimo alla diga della Miorina, in provincia di Varese. Il Verbano si è gonfiato e con esso la prima polemica che - lungi dall’essersi esaurita - promette di tenere banco per quest’estate e anche per la prossima.

Questione di centimetri

Terminerà infatti soltanto nel 2027 la sperimentazione avviata a fine aprile dall’Autorità di Bacino italiana che prevede, per quest’anno e il prossimo appunto, l’innalzamento del livello delle acque durante il periodo estivo da un limite massimo di 1.25 metri a 1.40 sopra lo zero misurato all’altro capo del lago, a Sesto Calende. Le autorità italiane vorrebbero portarlo a 1.50, il compromesso è stato raggiunto a 1.35 «salvo insorgere di forte siccità».

Il lido di Locarno (foto Cdt Zocchetti)
Il lido di Locarno (foto Cdt Zocchetti)

Non è un problema squisitamente matematico. Venti o trenta centimetri di acqua in più significano spiagge ristrette durante la stagione turistica, soprattutto nel periodo iniziale (maggio-giugno) dove le precipitazioni sono ancora intense, come hanno dimostrato le piogge di questa settimana. Mercoledì l’idrometro è salito di nuovo 193.6 metri, che tradotto nel sistema di misurazione italiano - diverso da quello svizzero, anche su questo i due paesi non hanno finora trovato un accordo - è pochi centimetri sotto la soglia di apertura obbligatoria delle chiuse.

Rischio esondazioni

Al villaggio Campofelice di Tenero il direttore Simone Patelli tiene d’occhio con attenzione la «buzza» che ogni volta si accumula dopo le forti piogge primaverili. «Lo spazio a disposizione dei bagnanti si riduce» dice il presidente dell’Associazione Campeggi Ticinesi. «Abbiamo meno spiaggia a disposizione e questo non vale solo per i campeggi ovviamente, tutti i lidi sono toccati così come il demanio pubblico». Al di là del disagio di dover avvicinare sdraio e ombrelloni, la preoccupazione principale sono le esondazioni. «Se il lago è già più alto di venti centimetri il livello di allerta viene raggiunto prima, con tutto quello che comporta».

Può sembrare assurdo, in un contesto climatico che ha portato nelle ultime estati ad allerte canicola (l’ultima settimana scorsa) e a lunghi periodi di siccità, anche alle nostre latitudini. Invece non lo è affatto. La scarsità di acqua ha messo alla prova a più riprese le riserve del settore agricolo nella Pianura Padana, dalle risaie del Novarese-Vercellese (le più grandi d’Europa) in giù. Per venire incontro ai coltivatori, ma anche alle compagnie che gestiscono le centrali idroelettriche lungo il Ticino italiano, il «rubinetto» è stato stretto dal Ministero dell’agricolturadi Roma che controlla l’Autorità di bacino del Po e il Consorzio del Ticino. Dieci-quindici centimetri di differenza nel livello del lago equivalgono a 20-30 milioni di metri cubi di riserve idriche in più. Ma l’obiettivo dichiarato della nuova «sperimentazione» è quello di «un percorso graduale di innalzamento» verso il limite di 1,50 metri: altri dieci centimetri in più.

La reazione ticinese non ha tardato ad arrivare. Per il Dipartimento del territorio è «fondamentale che la regolazione del lago garantisca un equilibrio tra approvvigionamento idrico, sicurezza idraulica, tutela ambientale e fruibilità delle rive» precisa il capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua Laurent Filippini. «L’esperienza maturata negli ultimi anni mostra che un innalzamento dei livelli può comportare alcune criticità anche sul versante svizzero».L’asticella del metro e trentacinque è «un compromesso complessivamente equilibrato» per il Cantone.

Un problema ambientale

Tra i canneti di Magadino l’acqua si sta ritirando lentamente, dopo le piogge dei giorni scorsi. Gli uccelli migratori cercano a fatica nel fango gli insetti che costituiscono il loro nutrimento. Nicola Patocchi li monitora da anni ed è convinto che per loro il «compromesso» non sia affatto buono.

«L’erosione della costa è avanzata notevolmente a seguito delle continue sperimentazioni a cui siamo stati sottoposti negli ultimi anni» incalza il direttore della Fondazione Bolle di Magadino. Quella annunciata un mese fa, infatti, è solo l’ultima di una serie «iniziata di fatto ormai quasi vent’anni fa». Mentre il livello si alzava sperimentazione dopo sperimentazione, il territorio delle Bolle ha perso continuamente superficie. Dieci centimetri di acqua in più corrispondono a una perdita di circa sessanta ettari, calcola Patocchi. «Abbiamo documentato con ricerche apposite che un’alterazione dell’ambiente è già avvenuta e sta avvenendo. Il canneto troppo sommerso non riesce a rigenerarsi e muore». Inoltre sott’acqua non si riproducono gli insetti di cui si cibano gli uccelli migratori: «La funzione di sosta nel periodo primaverile è messa fortemente a rischio».

Il direttore del lido di Locarno Filippo Thomann indica le Bolle di Magadino (foto Cdt Zocchetti)
Il direttore del lido di Locarno Filippo Thomann indica le Bolle di Magadino (foto Cdt Zocchetti)

Lavori in programma

Ai «turisti» volatili si aggiungono i turisti umani, anch’essi con le loro esigenze. Sulla spiaggia del Lido di Locarno gli ombrelloni hanno dovuto arretrare di qualche metro: per le scolaresche e le famiglie svizzero-tedesche l’importante è il sole (garantito per i prossimi giorni) ma il direttore Filippo Thomann è comunque preoccupato. «Negli anni scorsi le buzze sono aumentate» sottolinea. «Con gli acquazzoni che vediamo ultimamente il lago può salire anche di 50-60 centimetri in ventiquattr’ore». Un livello di base più alto significa allerte più frequenti: i massi di granito frangi-flutti e le paratie rimovibili non sono più sufficienti. Per contenere il pericolo di esondazioni, spiega Thomann, il Lido ha deciso di anticipare al prossimo inverno degli interventi di risistemazione della spiaggia. A prescindere da quale sarà l’esito dell’ennesima sperimentazione, meglio mettersi al riparo.

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