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08:27
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«I Dem potrebbero fare causa a Trump se supera i 60 giorni di guerra»
I Democratici al Congresso USA starebbero valutando la possibilità di intentare una causa contro il presidente Donald Trump qualora questi dovesse proseguire la guerra in Iran oltre la scadenza legale di venerdì, senza ottenere l'autorizzazione del Congresso. È quanto è stato riferito alla rivista Time da diverse fonti a conoscenza della questione.
Questo scenario potrebbe configurarsi come un potenziale scontro costituzionale sui poteri di guerra del presidente, mentre il Congresso si prepara a un'altra votazione questa settimana. Le discussioni interne, finora non rese pubbliche, sono state descritte dai parlamentari come ancora in una fase iniziale, ma potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane se il presidente dovesse proseguire con le operazioni militari dopo la scadenza del termine cruciale di 60 giorni, fissata al 1. maggio.
Per quasi otto settimane, i Repubblicani hanno respinto i ripetuti tentativi dei Democratici di imporre la fine delle ostilità o di richiedere un'autorizzazione formale. In base al War Powers Act del 1973, i presidenti devono porre fine alle operazioni militari dopo 60 giorni, a meno che il Congresso non abbia votato per dichiarare guerra o approvato una legge che autorizzi l'uso della forza. La legge consente una singola proroga di 30 giorni, ma solo se il presidente certifica per iscritto al Congresso che è necessario ulteriore tempo per garantire il ritiro in sicurezza delle truppe statunitensi.
Finora, il Congresso non ha approvato alcuna autorizzazione per l'uso della forza militare in relazione all'Iran e la Casa Bianca non ha dato alcuna indicazione pubblica di voler chiedere l'autorizzazione al Congresso prima della scadenza. La campagna militare statunitense, iniziata il 28 febbraio, raggiungerà i 60 giorni il 29 aprile, ma Trump ha tempo fino al 1. maggio per chiedere l'approvazione del Congresso per continuare le operazioni in Iran, dato che ha formalmente notificato gli attacchi al Congresso il 2 marzo, data in cui scatta il conto alla rovescia dei 60 giorni.
07:57
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Trump alla cena con re Carlo: «Gli USA hanno sconfitto l'Iran»
Donald Trump ha detto alla cena di Stato di ieri sera con re Carlo che gli Usa hanno vinto «militarmente» sull'Iran. «Non permetteremo mai a quell'avversario di dotarsi di un'arma nucleare», ha aggiunto il presidente.
Trump ha anche affermato che Stati Uniti e Gran Bretagna hanno combattuto fianco a fianco «fieri e trionfanti, contro le forze di comunismo, fascismo e tirannia».
Il presidente americano e il sovrano britannico erano accompagnati dalle consorti. Il menù della cena alla Casa Bianca era tutto a base di verdure e pesce.
Durante l'evento, Carlo III ha donato a Trump un cimelio navale di grande valore storico, accompagnando il gesto con una battuta che ha suscitato ilarità tra i presenti, scrive Fox News sul suo sito. Il re ha regalato al tycoon la campana originale dell'HMS Trump, un sottomarino britannico varato nel 1944 che prestò servizio nel Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale.
«Questa sera, signor Presidente, sono lieto di offrirle in dono personale la campana originale», ha detto Carlo, sottolineando che «potrebbe testimoniare la storia condivisa e il futuro radioso della nostra nazione». Ha poi aggiunto con un sorriso: «E se mai avesse bisogno di contattarci... non esiti a suonare», suscitando una calorosa reazione da parte degli ospiti.
Carlo non ha però lesinato qualche frecciata al padrone di casa. «Lei ha recentemente osservato, presidente, che se non fosse per gli Stati Uniti, i Paesi europei parlerebbero tedesco», ha affermato durante il suo discorso. «Oserei dire che, se non fosse per noi, voi parlereste francese...!», ha sottolineato e poi prontamente «naturalmente, entrambi amiamo profondamente i nostri cugini francesi».
«Non posso fare a meno di notare i lavori all'East Wing, presidente», ha anche dichiarato il sovrano. «Mi dispiace dover dire che noi britannici, abbiamo compiuto un nostro tentativo di riqualificazione immobiliare della Casa Bianca nel 1814», ha aggiunto, facendo riferimento all'episodio in cui, durante la Guerra del 1812, le truppe britanniche diedero alle fiamme la residenza presidenziale, allora nota come 'Executive Mansion' o Palazzo Presidenziale.
Dal canto suo, Trump ha definito la dichiarazione di indipendenza «un miracolo per i secoli a venire, capace di innescare una rivoluzione di vasta portata in termini di autogoverno e libertà umana». Ha poi ringraziato la Gran Bretagna per il «grande, grandissimo dono di una ricca eredità, aggiungendo che la maggior parte delle ex colonie britanniche non sa quanto debba al Regno Unito». «Possano i nostri due Paesi restare uniti per sempre in nome della giustizia e della libertà», ha detto il presidente alzando il calice per «i 250 anni di libertà americana e per il grande uomo», il re britannico.
07:33
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Idf: «Ucciso un palestinese in Cisgiordania, aveva aggredito i soldati»
L'Idf afferma che i soldati hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco un palestinese che li aveva accoltellati e ne hanno arrestato un altro nella notte nella città di Silwad, in Cisgiordania. Lo scrive il Times of Israel.
Secondo l'esercito, durante un raid antiterrorismo a Silwad, le truppe sono entrate in un edificio dove risiedevano diversi palestinesi. Uno dei palestinesi ha aggredito fisicamente i soldati, mentre un secondo li ha accoltellati.
«Le truppe hanno risposto al fuoco», afferma l'esercito, aggiungendo che il sospetto che ha accoltellato i soldati è stato ucciso e il secondo è stato «neutralizzato e arrestato dalle forze». I due soldati sono stati trasportati in ospedale in condizioni non gravi e le loro famiglie sono state avvisate, aggiunge l'esercito.
07:32
07:32
L'Iran scrive all'ONU: «Pirateria il sequestro delle nostre navi»
L'Iran ha inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite «sulla pirateria statunitense». Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim.
In una lettera indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite e alla Presidenza del Consiglio di Sicurezza, Amir Saeed Iravani, ambasciatore iraniano presso l'ONU, ha protestato con forza contro il sequestro di navi iraniane da parte degli Stati Uniti e contro la pirateria.
La lettera afferma, tra l'altro: «Fare riferimento ad accordi interni, intrinsecamente illegali, non può in alcun caso giustificare un crimine così efferato commesso con la forza. Tale comportamento costituisce coercizione illegale, interferenza nel legittimo commercio internazionale e sequestro illegale di proprietà, creando al contempo un pericoloso precedente che mina gravemente lo stato di diritto a livello internazionale».
07:31
07:31
Bessent: «l'Iran dovrà ridurre la produzione di petrolio»
«A seguito della campagna di massima pressione, l'inflazione a Teheran è raddoppiata e la sua valuta si è rapidamente deprezzata. L'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione petrolifera iraniano, sta per raggiungere la sua capacità massima di stoccaggio, il che costringerà il regime a ridurre la produzione di petrolio, con conseguente perdita di entrate pari a circa 170 milioni di dollari al giorno e danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane». Lo scrive su X il segretario al Tesoro USA Scott Bessent.
«Il Dipartimento del Tesoro, attraverso l'operazione Economic Fury, ha preso di mira l'infrastruttura bancaria ombra internazionale dell'Iran, l'accesso alle criptovalute, la flotta ombra, le reti di approvvigionamento di armi, il finanziamento di gruppi terroristici nella regione e le raffinerie cinesi indipendenti che supportano il commercio petrolifero iraniano. Queste azioni hanno interrotto decine di miliardi di dollari di entrate che sarebbero state utilizzate per finanziare il terrorismo».
«Il Dipartimento del Tesoro continuerà a esercitare la massima pressione e qualsiasi persona, nave o entità che agevoli flussi illeciti verso Teheran rischia di essere soggetta a sanzioni statunitensi».
06:36
06:36
Riprendono i voli Teheran-Mosca dopo uno stop di due mesi
L'agenzia di stampa statale iraniana Irna scrive che i voli tra Teheran e Mosca sono ripresi oggi dopo una sospensione di due mesi causata dalla guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran. L'annuncio è giunto il giorno dopo l'incontro tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente russo Vladimir Putin, avvenuto durante una visita in Russia, nel quale i due hanno discusso dei «dettagli» della guerra in Medio Oriente. Lo scrive la Cnn.
La compagnia aerea iraniana Mahan Air ha effettuato questa mattina il primo volo ripristinato, partendo da Teheran e tornando nella capitale iraniana nel corso della stessa giornata. Secondo quanto riportato dall'agenzia, che cita funzionari della compagnia aerea Mahan Air, il servizio regolare sulla tratta Teheran-Mosca sarà operativo la domenica, il martedì e il giovedì in entrambe le direzioni.
06:35
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«Abbiamo neutralizzato le armi USA e le stiamo studiando»
Più di 15 missili pesanti statunitensi sono stati neutralizzati e le munizioni sono state trasferite a «unità tecniche e di ricerca» per «ingegneria inversa». Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim. In particolare una bomba anti-bunker GBU-57 è stata neutralizzata con successo e consegnata alle autorità competenti. Il sito web britannico 'iPaper', menzionato da Tasnim, citando ex analisti della Cia, afferma: «C'è preoccupazione per il fatto che l'Iran sia riuscito a recuperare ed esaminare armi avanzate statunitensi e israeliane che non sono esplose sul campo di battaglia».
06:35
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Zakharova: «Mosca pronta a fornire assistenza per risolvere la crisi a Hormuz»
«La Russia è pronta a fornire assistenza per la risoluzione della grave situazione internazionale intorno allo Stretto di Hormuz». Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un'intervista a Firstpost, testata indiana, scrive la Tass.
«Fin dall'inizio, la Russia ha sostenuto la necessità di riportare il conflitto sul canale politico-diplomatico. Abbiamo accolto con favore l'accordo sul cessate il fuoco e l'avvio dei negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. Siamo sempre pronti a fornire assistenza per la risoluzione di questa gravissima situazione internazionale», ha sottolineato.
06:22
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Iran: «Per noi la guerra non è finita con il cessate il fuoco»
«Noi non consideriamo la guerra finita dal giorno in cui i combattimenti si sono fermati e c'è stato il cessate il fuoco». Lo ha detto in un video, ripreso da Al Jazeera, il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia.
«Non ci fidiamo degli Usa e dei nostri nemici - ha aggiunto - Abbiamo continuato allo stesso modo rispetto a quando era in corso la guerra ad aggiornare la nostra lista di bersagli. Abbiamo continuato l'addestramento e usato l'esperienza della guerra e abbiamo sia prodotto che aggiornato i nostri equipaggiamenti. Per noi, la situazione è ancora una situazione di guerra».
06:21
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Il punto alle 6.00
I mediatori del Pakistan prevedono di ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra. Lo ha riportato ieri la CNN citando alcune fonti, secondo le quali il presidente americano Donald Trump ha fatto sapere di non voler accettare la versione precedente. Il processo per l'Iran è lento per le difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Intanto Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell'Iran, hanno riferito funzionari statunitensi, prendendo di mira le casse del regime in un tentativo ad alto rischio di costringerlo alla capitolazione sul nucleare che Teheran ha a lungo rifiutato. Lo scrive il Wall Street Journal.
In recenti incontri, tra cui una discussione di lunedì nella Situation Room, Trump ha optato per continuare a comprimere l'economia e le esportazioni di petrolio iraniano bloccando le spedizioni da e verso i suoi porti. Ha valutato che le altre opzioni - riprendere i bombardamenti o ritirarsi dal conflitto - comportassero rischi maggiori rispetto al mantenimento del blocco, hanno affermato i funzionari.
