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Secondo alcune fonti, solo dopo il raggiungimento di un'intesa sarebbe avviato un negoziato nel tentativo di trovare un accordo sul nucleare – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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13:47
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L'Opec+ aumenta la produzione di 188 mila barili al giorno
L'Arabia Saudita, la Russia e altri cinque paesi dell'Opec+ hanno aumentato le loro quote di produzione petrolifera, una mossa prevista - spiega l'Afp - volta a dimostrare la continuità del cartello dopo il ritiro a sorpresa degli Emirati Arabi Uniti.
I sette principali produttori aggiungeranno «188.000 barili al giorno» alla loro quota totale per giugno, nell'ambito del «loro impegno collettivo a sostegno della stabilità del mercato petrolifero», secondo una dichiarazione. In quest'ultima non si fa menzione degli Emirati Arabi Uniti, che hanno lasciato l'organizzazione questa settimana.
Gli analisti del mercato petrolifero - riporta l'Afp - si aspettavano in larga misura un aumento di 188.000 barili, simile agli incrementi giornalieri di 206.000 barili annunciati dall'Opec+ sia a marzo che ad aprile, al netto della quota assegnata agli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, l'aumento della quota sulla carta potrebbe non avere un grande impatto sulla produzione effettiva, che è già al di sotto del limite.
Le riserve non sfruttate dell'Opec+ - evidenzia l'agenzia francese - si trovano principalmente nella regione del Golfo e le esportazioni in quest'area dipendono dal vitale Stretto di Hormuz, bloccato dall'Iran in risposta agli attacchi israelo-americani che hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
Jorge Leon, analista di Rystad Energy, intervistato dall'Afp, ha commentato spiegando che il cartello stava cercando di inviare «un messaggio a due livelli»: da un lato che l'uscita degli Emirati Arabi Uniti non avrebbe sconvolto il funzionamento dell'Opec+ e, dall'altro, che il gruppo continua a esercitare il controllo sui mercati petroliferi globali nonostante le enormi interruzioni del commercio di petrolio causate dalla guerra. «Sebbene la produzione stia aumentando sulla carta, l'impatto reale sull'offerta fisica rimane molto limitato, date le restrizioni imposte dallo Stretto di Hormuz», ha dichiarato Leon. «Non si tratta tanto di aggiungere barili, quanto di segnalare che l'Opec+ ha ancora il controllo della situazione».
Gli Emirati Arabi Uniti, uno dei maggiori produttori mondiali, hanno annunciato il 28 aprile il loro ritiro dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec) e dal gruppo allargato Opec+, a seguito del malcontento per le quote di produzione imposte. Il ritiro è entrato in vigore venerdì. Nessuno dei due gruppi ha reagito pubblicamente finora, il che rende significativa la mancata menzione degli Emirati Arabi Uniti nella dichiarazione di oggi. La dichiarazione ha fatto seguito a una riunione online dei membri dell'Opec+ Algeria, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Oman, Russia e Arabia Saudita.
13:23
13:23
«In Libano almeno sei morti nei raid israeliani della scorsa notte»
Almeno sei persone sono morte a causa di raid attribuiti a Israele avvenuti tra la scorsa notte e stamane nel sud del Libano: lo riporta il giornale L'Orient-Le Jour.
La scorsa notte, aggiunge la stessa fonte, un drone ha colpito una moschea a Samaïyé, villaggio situato a sei chilometri a sud-est di Tiro, provocando tre vittime.
Stamattina, invece, «due persone sono morte in un attacco che ha preso di mira un ristorante e una farmacia ad Arabsalim», mentre «un attacco con drone contro un motorino a Haris (Bint Jbeil) ha causato un morto».
Sia L'Orient-Le Jour sia l'agenzia di stampa Nna parlano di raid in corso in diverse località e di diversi feriti provocati da alcuni di essi.
12:37
12:37
«Il fermo degli attivisti della Flotilla prolungato di due giorni»
L'autorità giudiziaria israeliana ha prolungato di due giorni lo stato di fermo nei confronti di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati dopo l'intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell'iniziativa pro-Palestina in acque internazionali alcuni giorni fa: lo ha riferito all'Afp Miriam Azem, dell'ong israeliana per i diritti umani Adalah.
12:36
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Londra presenta un piano per garantire i voli in estate
Il governo britannico ha presentato un piano per «mantenere i voli in Gran Bretagna anche quest'estate», nonostante le preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei dovuta alla guerra in corso in Medio Oriente. Lo riporta Sky News sottolineando che il Dipartimento dei Trasporti (DfT) ha presentato un progetto per «proteggere le vacanze estive da eventuali disagi» e ad evitare cancellazioni dell'ultimo minuto per i passeggeri.
Ma le misure appena annunciate, che saranno sottoposte a una «consultazione lampo» prima di entrare in vigore, si sono già rivelate controverse, riporta il media Gb.
Il governo, tra l'altro, ha annunciato che le compagnie aeree saranno autorizzate a raggruppare i passeggeri di voli diversi su un numero inferiore di aerei.
12:15
12:15
Torta di compleanno con un cappio per il ministro israeliano Ben Gvir
Una torta con decorazioni raffiguranti delle pistole e un cappio, simbolo controverso di appoggio alla misura della reintroduzione della pena di morte in Israele applicabile a palestinesi considerati terroristi è tra i regali ricevuti per il 50.esimo compleanno dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir: lo riporta il Times of Israel, secondo cui video e foto del dolce in questione sono state pubblicate sui social ufficiali del suo partito, Otzmá Yehudit, formazione politica di estrema destra.
La stessa testata riporta che Ben-Gvir, che ha tra le sue competenze quella di supervisione della polizia ed è da tempo criticato per presunte ingerenze indebite sulle forze dell'ordine, ha celebrato la festa ieri sera in una location nella comunità agricola di Emunim, vicino ad Ashdod, nel sud di Israele. Tra gli invitati, aggiunge il Times of Israel, c'erano «altri politici di alto livello, attivisti dell'estrema destra e membri dello stato maggiore della polizia».
Sulla torta con il cappio è anche stata inclusa una mappa con la bandiera di Israele su un'area comprendente i territori di Gaza e della Cisgiordania. Inoltre, la moglie di Ben-Gvir ha consegnato al ministro un'altra torta, sempre con un cappio oltre che la scritta «Congratulazioni al ministro Ben-Gvir. A volte i sogni si avverano».
12:09
12:09
Il sito dell'università di Isfahan bombardato diventa un museo sulla guerra
Le autorità iraniane intendono trasformare un sito bombardato presso un'università di Isfahan in un museo che illustri l'impatto degli attacchi israelo-americani. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, citata dalla Cnn.
«Con il sostegno del governo, quest'area danneggiata rimarrà intatta e diventerà per sempre un museo della guerra», ha dichiarato Zafarollah Kalantari, rettore dell'università, aggiungendo che «attaccare un'università è un chiaro esempio di crimine di guerra e dimostra che coloro che affermano di sostenere i diritti umani non hanno alcun impegno nei confronti dei principi morali o delle normative internazionali».
11:02
11:02
Nazioni Unite: «In Libano 1,2 milioni di persone a rischio crisi alimentare»
Oltre 1,2 milioni di persone in Libano affrontano una grave insicurezza alimentare. Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), in Libano, teatro di attacchi israeliani, si sta verificando una crisi alimentare. Lo riporta Sky News.
Quasi un quarto della popolazione, 1,24 milioni di persone, si trova ad affrontare una grave insicurezza alimentare tra aprile e agosto. La situazione umanitaria «rimane fragile e instabile» nonostante la proroga del cessate il fuoco, ha affermato l'agenzia.
«Il deterioramento è dovuto principalmente all'escalation delle ostilità a partire da marzo, agli sfollamenti su larga scala, all'interruzione dei mezzi di sussistenza e dei mercati e a una prevista diminuzione degli aiuti umanitari», afferma l'Ocha. «Sebbene il cibo sia ancora disponibile a livello nazionale, l'accessibilità economica rimane il principale ostacolo, poiché l'aumento dei prezzi e la diminuzione dei redditi continuano a erodere il potere d'acquisto delle famiglie».
Anche l'accesso all'acqua e all'assistenza sanitaria è stato ostacolato dai danni alle strade e alle infrastrutture chiave, afferma l'Ocha.
10:59
10:59
«Israele acquisterà dagli USA nuovi caccia F-35 e F-15»
Israele acquisterà altri due squadroni di caccia F-35I e F-15IA dagli Stati Uniti: lo ha annunciato oggi il Ministero della Difesa israeliano, come riportano i media internazionali.
Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha affermato che la recente guerra in Iran «ha dimostrato ancora una volta la potenza dell'aeronautica israeliana e il suo ruolo decisivo nella protezione di Israele. Le lezioni apprese da quella campagna ci impongono di continuare a progredire nel rafforzamento delle forze, per garantire la superiorità aerea per i decenni a venire».
Nel fine settimana, un comitato per gli appalti della difesa, composto da alti ministri, ha dunque approvato un piano del Ministero della Difesa per l'acquisizione di un quarto squadrone di F-35I dalla Lockheed Martin e di un secondo squadrone di F-15IA dalla Boeing, in accordi del valore di decine di miliardi di shekel, ha dichiarato il ministero in un comunicato.
Il ministero ha affermato che i velivoli «costituiranno un elemento fondamentale per lo sviluppo a lungo termine delle forze armate israeliane, affrontando le minacce regionali in continua evoluzione e preservando la superiorità aerea strategica di Israele».
Con questi velivoli, la flotta di F-35I dell'Aeronautica israeliana raggiungerà quota 100 esemplari, mentre quella di F-15IA - la variante israeliana dell'avanzato F-15EX - arriverà a 50 nei prossimi anni.
Attualmente, Israele possiede 48 caccia F-35I, a seguito di un ordine iniziale di 50. Altri 25 F-35 sono stati ordinati nel 2023 e la loro consegna è prevista a partire dal 2028. Israele ha ordinato 25 caccia F-15IA nel 2024 e la consegna dei primi esemplari è prevista a partire dal 2031.
10:17
10:17
Arrivati in tribunale due attivisti della Flotilla arrestati da Israele
Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati da Israele dopo l'intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell'iniziativa pro-Palestina in acque internazionali alcuni giorni fa, sono nel tribunale di Ashkelon.
Verranno sentiti in udienza: lo ha riferito all'Afp Miriam Azem, dell'ong israeliana per i diritti umani Adalah. «Lo Stato ha chiesto di estendere la loro detenzione per quattro giorni», ha aggiunto.
10:17
10:17
«Superpetroliera iraniana sfuggita al blocco navale USA»
Una «superpetroliera» iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili di greggio sarebbe riuscita a «sfuggire» al blocco della Marina USA nell'area dello Stretto di Hormuz e a «raggiungere l'Estremo Oriente»: lo riferisce l'agenzia Anadolu, citando il sito specializzato TankerTrackers.
Su X, questo tracker specializzato ha spiegato che la petroliera, chiamata Huge e battente bandiera iraniana, «è stata avvistata l'ultima volta al largo dello Sri Lanka più di una settimana fa e attualmente sta transitando nello Stretto di Lombok, in Indonesia, diretta verso l'arcipelago di Riau». E ha aggiunto che il valore del carico di petrolio a bordo avrebbe un valore di «quasi 200 milioni di dollari».
TankerTrackers afferma che, secondo i dati di tracciamento marittimo, «non trasmette segnali del sistema Automatic Identification System (Ais) dal 20 marzo scorso».
08:55
08:55
Israele: «Nuovi ordini di evacuazione per le località sud nel Libano»
L'esercito israeliano (Idf) ha intimato nuovamente ad abitanti di località del sud del Libano di evacuare le loro case.
Come affermato sui social dal portavoce dell'Idf in lingua araba, Avichay Adraee, l'ordine riguarda le località di Doueir, Arabsalim, Sharqiya (Nabatieh), Jibchit, Braachit, Srifa, Dounine, Breqaa, Qaqaiyat al-Jisr, Qsaibeh (Nabatieh) e Kfarsir, ed è dovuto alla necesità di «agire con la forza» dopo «alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del gruppo Hezbollah».
L'agenzia di stampa libanese Nna riferisce di raid aerei in corso in diverse località.
07:58
07:58
Trump: «La riduzione dei soldati in Germania sarà superiore alle 5.000 unità»
La riduzione delle truppe in Germania sarà ben più ampia di 5.000 unità. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che il livello delle truppe in Germania scenderà in modo significativo, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
07:53
07:53
«I corpi di 8 mila palestinesi ancora sotto le macerie»
ROMA, 03 MAG - Si ritiene che i corpi di circa 8 mila palestinesi siano ancora intrappolati sotto le macerie nella Striscia di Gaza, dove meno dell'1% dei detriti è stato rimosso, dopo due anni di guerra. E' il risultato di un rapporto dei media israeliani che citano un funzionario delle Nazioni Unite. Il quotidiano Haaretz, come riporta l'agenzia Anadolu, citando un funzionario anonimo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, ha affermato che considerata la lentezza delle operazioni di rimozione delle macerie, il processo potrebbe richiedere fino a sette anni. Migliaia di corpi sono ancora sepolti sotto gli edifici crollati in tutta l'enclave, ha aggiunto il funzionario, mentre le famiglie continuano ad attendere di poter recuperare e seppellire i propri cari. La valutazione si basa sui dati delle autorità palestinesi della protezione civile, che hanno segnalato gravi carenze di attrezzature e capacità, tali da rallentare gli sforzi per sgomberare vaste aree devastate.
07:52
07:52
Teheran: «Non cederemo mai il Golfo Persico all'America»
Il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha fatto riferimento ai negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e ha affermato che «il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all'America». Lo riporta Ynet.
07:52
07:52
Iran: «Se la nostra dignità sarà minacciata non temiamo la guerra, combatteremo»
Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha affermato su X che Teheran non gradisce la prosecuzione del conflitto, ma che combatterà se la sua «dignità» sarà minacciata. «Non accogliamo con favore la continuazione della guerra, ma non la temiamo nemmeno; se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla», ha precisato.
07:51
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Trump: «C'è la possibilità che riprendano gli attacchi all'Iran»
C'è la «possibilità» che gli attacchi contro l'Iran riprendano. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il presidente però non ha voluto esprimermi sulle tempistiche di eventuali attacchi.
07:49
07:49
Trump: «Esaminerò a breve la proposta dell'Iran, non immagino sia accettabile»
«Esaminerò a breve il piano che l'Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa risultare accettabile». Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth. «Non riesco a immaginare sia accettabile, dal momento che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni», ha messo in evidenza Trump.
07:30
07:30
«Proposta in 14 punti, un mese per un accordo su Hormuz e la fine della guerra»
La proposta di Teheran si articola in 14 punti e prevede il termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, per mettere fine al blocco americano e alla guerra in Iran e in Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali solo dopo il raggiungimento di un'intesa sarebbe avviato un negoziato nel tentativo di trovare un accordo sul nucleare.
Stando all'agenzia iraniana Tasnim, tra i punti indicati nella proposta ci sono anche riferimenti a «garanzie di non aggressione», «ritiro delle forze militari statunitensi dalle aree circostanti l'Iran», «rilascio dei beni iraniani congelati», «pagamento di compensazioni» e «rimozione delle sanzioni». Per Teheran l'obiettivo è «la fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano».
07:28
07:28
Il punto alle 7.30
Il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha fatto riferimento ai negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e ha affermato che «il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all'America». Lo riporta Ynet.
Intanto, lo scorso mese di aprile il Kuwait ha esportato zero barili di petrolio greggio per la prima volta dalla fine della Guerra del Golfo, secondo quanto riportato da TankerTrackers.com, un sito web che monitora le spedizioni internazionali di petrolio. Lo ha riferito ieri al Jazeera.
Sebbene il Kuwait continui a produrre petrolio, che in parte viene stoccato e in parte trasformato in prodotti raffinati, alcuni dei quali vengono esportati, nell'aprile del 2026 non è stata esportata alcuna quantità di petrolio greggio a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, una situazione che non si verificava dal 1991.
