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Israele annuncia la morte del responsabile della sicurezza iraniano Ali Larijani

Era considerato l'uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica – Attacco con razzi e droni sull'ambasciata USA a Baghdad – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Israele annuncia la morte del responsabile della sicurezza iraniano Ali Larijani


Red. Online
17.03.2026 07:03
11:51
11:51
«Khamenei ha respinto proposte per ridurre tensioni con gli USA»

Il leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di riduzione delle tensioni o di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, presentate a Teheran da due Paesi intermediari. Lo scrive Reuters sul suo sito citando un alto funzionario iraniano, che ha chiesto di rimanere anonimo.

Il funzionario ha affermato che la Guida Suprema ha dichiarato che non è «il momento giusto per la pace finché gli Stati Uniti e Israele non saranno messi in ginocchio, non avranno accettato la sconfitta e non avranno pagato un risarcimento».

11:47
11:47
Messaggio scritto di Larijani pubblicato sui social

I profili di X e Telegram di Ali Larijani, segretario del consiglio di sicurezza dell'Iran, hanno pubblicato una nota scritta a lui attribuita dopo che Israele aveva dichiarato di averlo colpito e ucciso in un raid notturno su Teheran.

Il messaggio di Larijani, ritenuto il funzionario più influente della Repubblica islamica, riguarda la cerimonia funebre per dei soldati della Marina iraniana. «Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana e questi martiri costituiranno per molti anni le fondamenta dell'Esercito della Repubblica Islamica nella struttura delle forze armate», si legge nel testo.

11:16
11:16
«Almeno 200 militari USA feriti nella guerra contro l'Iran»

Almeno 200 soldati statunitensi sono rimasti feriti nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, secondo un portavoce militare statunitense. «Dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, circa 200 militari statunitensi sono rimasti feriti», ha dichiarato al Guardian via e-mail il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti.

«La stragrande maggioranza di queste ferite è di lieve entità», ha aggiunto Hawkins, precisando che 180 soldati sono già tornati in servizio. Il portavoce non ha fornito ulteriori dettagli sul tipo di ferite riportate dai militari o sulle loro cause.

In precedenza, Abc News aveva riportato che tra le ferite si annoveravano ustioni, ferite da schegge e lesioni cerebrali traumatiche (Tbi), citando un funzionario statunitense anonimo. Dei 200 feriti, almeno 10 militari sono stati «gravemente feriti», aveva precedentemente dichiarato Hawkins alla stessa emittente.

11:15
11:15
Giunte in India due navi che hanno attraversato Stretto di Hormuz

Le due navi battenti bandiera indiana che secondo Nuova Delhi hanno attraversato nei giorni scorsi lo stretto di Hormuz sono arrivate in India: lo affermano le autorità indiane, secondo cui la «Nanda Devi» ha raggiunto oggi il porto di Vadinar mentre la «Shivalik» ha attraccato ieri a Mundra.

Entrambi i vascelli trasportano Gpl, fa sapere il governo indiano. Lo riporta l'agenzia di stampa Pti.

10:52
10:52
Il ministro della Difesa di Israele conferma l'uccisione di Larijani a Teheran

Il media israeliano Ynet ha avuto la conferma dal ministro della Difesa Israel Katz che il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è stato ucciso nell'attacco notturno dell'Idf a Teheran.

Secondo luna ricostruzione dei media israeliani, l'eliminazione di Larijani era stata pianificata per la notte tra domenica e lunedì, ma è stata rinviata all'ultimo momento. Ieri a mezzogiorno è arrivata un'informazione secondo cui Larijani avrebbe dovuto recarsi in uno dei suoi appartamenti sicuri. Non nella sua abitazione privata, ma in uno degli appartamenti che utilizzava. Al momento dell'attacco dell'Idf, Larijani si trovava insieme con il figlio.

Larijani era considerato l'uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica. È inoltre ritenuto ampiamente responsabile della brutale repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio.

«Sono appena stato informato dal capo di stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Ali Larijani e il comandante dei Basij sono stati uccisi questa notte, raggiungendo il capo del programma di distruzione Ali Khamenei, e tutti i membri sconfitti dell'asse del male nelle profondità dell'inferno», ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz in una dichiarazione video accanto al capo di Stato maggiore.

Sui profili di X e Telegram di Ali Larijani è intanto stata pubblicata una nota scritta a lui attribuita che riguarda la cerimonia funebre per dei soldati della Marina iraniana. «Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana e questi martiri costituiranno per molti anni le fondamenta dell'Esercito della Repubblica Islamica nella struttura delle forze armate», si legge nel testo.

Secondo quanto riferisce la radiotelevisione di Stato iraniana Irib, il messaggio attribuito a Larijani è stato pubblicato «alla vigilia» della cerimonia funebre dei soldati morti nell'attacco rivendicato dagli USA al cacciatorpediniere iraniano Dena, colpito al largo dello Sri Lanka il 4 marzo. Secondo Al Jazeera il funerale dei soldati morti nel raid è in programma per oggi.

10:45
10:45
Negoziatore di Netanyahu ammette i colloqui con il governo libanese

L'ex ministro e negoziatore israeliano Ron Dermer ha ammesso per la prima volta con il sito di notizie israeliano Ynet di essere tornato a lavorare per Benjamin Netanyahu e di essere stato incaricato di condurre i negoziati con il governo libanese.

«Mi ha chiesto di intervenire», ha dichiarato l'ex ministro, che si era ritirato dalla vita pubblica in novembre dopo i negoziati per l'accordo di pace a Gaza.

Dermer ha raccontato di aver iniziato a «fare progressi con il Libano» verso un accordo politico: «È possibile parlare di un potenziale accordo di pace ma affinché un'intesa venga attuata Hezbollah dovrà essere disarmato. Non sacrificheremo la nostra sicurezza».

10:41
10:41
«Espulsioni senza precedenti da Cisgiordania»

L'Onu ha chiesto a Israele di cessare immediatamente l'espansione delle colonie in Cisgiordania, che ha causato l'espulsione forzata di oltre 36.000 palestinesi in un anno, sollevando preoccupazioni per una possibile «pulizia etnica».

Secondo un nuovo rapporto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che copre il periodo compreso tra novembre 2024 e ottobre 2025, «lo sfollamento di oltre 36.000 palestinesi nella Cisgiordania occupata costituisce un'espulsione di massa di portata senza precedenti».

Insieme «all'ampio sfollamento dei palestinesi a Gaza», ciò che accade in Cisgiordania «sembra indicare una politica israeliana concertata di trasferimento forzato di massa in tutto il territorio occupato, finalizzata a uno sfollamento permanente, il che solleva preoccupazioni di pulizia etnica».

10:26
10:26
Teheran: «Hormuz bloccato per impedire rifornimenti alle basi Usa»

L'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha affermato che lo stato di guerra in vigore nello Stretto di Hormuz serve a impedire agli Stati Uniti di rifornire le proprie basi.

«Gli Stati Uniti stanno usando le loro basi militari situate negli stati arabi del Golfo per attaccare la Repubblica Islamica dell'Iran, nonostante questi Paesi avessero precedentemente fornito garanzie all'Iran e dichiarato apertamente che il loro territorio e il loro spazio aereo non sarebbero stati usati contro l'Iran. Tuttavia, ora ci sono indicazioni inconfutabili che gli Stati Uniti stiano usando queste basi contro di noi», ha dichiarato Jalali all'agenzia di stampa russa Tass.

«Le rotte logistiche e di rifornimento verso queste basi passano attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran controlla il transito delle navi attraverso questo stretto. Lì è in vigore la legge marziale e l'Iran sta adottando misure per limitare la logistica del nemico per la propria sicurezza», ha osservato il diplomatico iraniano.

10:01
10:01
Israele: «Ucciso in Iran il capo dei Basij Gholamreza Soleimani»

«L'aeronautica Militare israeliana, agendo sulla base delle informazioni di intelligence ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che da sei anni operava come comandante dell'unità Basij, le forze che fanno parte dell'apparato armato del regime iraniano».

Lo comunica l'esercito israeliano (Idf) aggiungendo che durante le proteste interne in Iran, in particolare nei periodi più recenti in cui le manifestazioni si sono intensificate, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione.

Idf ha confermato che il comandante delle forze Basij del regime iraniano, Gholamreza Soleimani, è stato eliminato dall'aviazione israeliana in un attacco a Teheran, insieme ad altri ufficiali mentre si trovavano in un quartier generale provvisorio allestito in seguito alla distruzione del loro quartier generale.

Contemporaneamente, anche il vicecomandante dei Basij, Qassem Quraishi, è stato eliminato in un attacco a Shiraz. Lo riporta il sito di notizie israeliano Ynet citando fonti militari.

09:49
09:49
«Larijani era l'obiettivo dei raid notturni su Teheran»

Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, era tra gli obiettivi dell'attacco notturno dell'aeronautica israeliana a Teheran. L'esito dei raid non è ancora noto. Lo riferiscono i media israeliani citando fonti della difesa.

Tra gli obiettivi dell'attacco dell'Idf in Iran durante la notte, anche il comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. Non è ancora chiaro se Soleimani sia stato ucciso o ferito nell'attacco.

09:05
09:05
Idf: «Nuovo avviso di evacuazione ai residenti nel sud del Libano»

Il portavoce dell'esercito americano in arabo ha diramato un nuovo avviso di evacuazione per il Libano meridionale, nell'area a sud del fiume Zahrani. «L'attività terroristica di Hezbollah sta costringendo Idf a intervenire nella zona, non intendiamo arrecarvi danno e vi invitiamo nuovamente ad evacuare immediatamente le vostre case e a spostarvi a nord del fiume Zahrani. Chiunque si trovi vicino a esponenti di Hezbollah, alle loro strutture o al loro arsenale è in pericolo», si legge nel comunicato.

09:03
09:03
«Le scorte navali non garantiranno un passaggio sicuro da Hormuz»

Le scorte navali attraverso lo Stretto di Hormuz non «garantiranno al 100%» la sicurezza delle navi che tentano di attraversare lo Stretto di Hormuz. A dirlo è il capo dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo) al Financial Times.

L'assistenza militare «non è una soluzione a lungo termine o sostenibile» per riaprire lo Stretto visto che «riduce il rischio, ma il rischio rimane. Le navi mercantili e i marittimi possono essere colpiti», ha affermato Arsenio Dominguez al quotidiano.

«Siamo danni collaterali di un conflitto le cui cause profonde non hanno nulla a che fare con la navigazione» ha aggiunto Dominguez, ricordando che parte del problema risiede nella conformazione geografica dello stretto.

Nel suo punto più ravvicinato infatti è largo solo 33 km, ma la larghezza complessiva dei canali di navigazione in acque profonde utilizzabili dal traffico in entrambe le direzioni è di sole due miglia nautiche (circa 4 km). Lo Stretto di Hormuz è poi delimitato sul lato iraniano da montagne, che favoriscono gli aggressori, i quali possono colpire le navi dall'alto con scarso preavviso.

Dominguez ha inoltre esortato i gestori delle navi a «non salpare, a non mettere a rischio i marittimi e a non mettere a rischio le navi», e ha aggiunto che l'Imo nutre anche serie preoccupazioni per le navi bloccate nel Golfo Persico che rischiano di rimanere senza cibo e rifornimenti per i loro equipaggi.

Reuters riporta che il Consiglio dell'Imo si riunirà in sessione straordinaria nella sua sede di Londra domani e giovedì per affrontare l'impatto della crisi in Medio Oriente sulla navigazione e sui marittimi.

09:01
09:01
Idf: «Seconda Divisione aggiunta alle operazioni via terra in Libano»

Oltre alla Divisione 9, anche le forze della Divisione 36 si sono aggiunte nei giorni scorsi alle operazioni israeliane via terra nel Libano meridionale. Lo riferisce il portavoce dell'esercito israeliano (Idf) in una nota, aggiungendo che «le truppe continuano i loro sforzi per stabilire la difesa avanzata al confine per eliminare le minacce e creare un ulteriore livello di sicurezza per la popolazione del nord. Prima dell'ingresso delle forze, Idf ha attaccato numerosi obiettivi terroristici nella zona utilizzando artiglieria e l'aviazione».

08:12
08:12
Attacco sull'ambasciata USA a Baghdad

L'ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi, dopo che un attacco simile era avvenuto poche ore prima. Lo ha riferito un funzionario della sicurezza.

La difesa aerea, secondo quanto riporta un giornalista dell'AFP, ha intercettato un primo vettore mentre il secondo - si tratterebbe di un drone - ha colpito la sede diplomatica provocando una esplosione. Dall'ambasciata si è levata una colonna di fumo nero.

07:59
07:59
Kuwait, «arrestate 16 persone affiliate a Hezbollah»

Il Kuwait ha annunciato l'arresto di 16 persone - 14 kuwaitiani e due libanesi - affiliate al movimento libanese Hezbollah, che avevano pianificato un'operazione di «sabotaggio» nello stato del Golfo.

Questo gruppo «mirava a destabilizzare la sicurezza del Paese e a reclutare individui per unirsi all'organizzazione terroristica», coinvolta nella guerra in corso in Medio Oriente, ha dichiarato il ministero dell'Interno in un comunicato. Sono state sequestrate diverse armi, droni con telecamere e dispositivi di comunicazione in codice Morse, ha aggiunto.

07:58
07:58
Netanyahu invia auguri agli iraniani per le festività del Nowruz

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha inviato oggi gli auguri agli iraniani per le imminenti festività del Nowruz, che segnano il capodanno persiano, mentre il suo Paese continua la guerra contro l'Iran.

«Al coraggioso popolo iraniano, auguro, come faccio ogni anno, un felice periodo di festività, a cominciare dalla Festa delle Luci», ha detto Netanyahu, riferendosi al Chaharshanbe Suri, un'antica festa iraniana della luce e del fuoco.

«Simboleggia l'antica convinzione del popolo iraniano che la luce trionferà sulle tenebre, che il bene trionferà sul male», ha detto in inglese, con sottotitoli in farsi.

07:45
07:45
Trump sull'operazione in Iran: «Ho parlato con un ex presidente, voleva farlo lui»

Donald Trump ha parlato dell'operazione in Iran con un ex presidente americano. Lo ha detto il tycoon senza specificare chi fosse l'ex presidente. Ha risposto con un secco no a chi gli chiedeva se fosse stato George W. Bush e ha glissato quando gli è stato chiesto se si trattasse di Bill Clinton. «Non voglio dirlo», ha tagliato corto Trump. «È qualcuno a cui piaccio. Mi ha detto che avrebbe voluto farlo lui», ha aggiunto.

07:03
07:03
Macron convoca per oggi un nuovo consiglio di difesa sulla situazione in Medio Oriente

Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi pomeriggio un nuovo consiglio di difesa e sicurezza nazionale «sulla situazione in Iran e in Medio Oriente». Lo ha annunciato il Palazzo dell'Eliseo.

Questo nuovo consiglio di difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza - l'ultima riunione si è tenuta il 10 marzo - arriva mentre Donald Trump sta facendo pressione sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di assistenza per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.

06:33
06:33
Il punto alle 6:30

Una notte di attacchi. Così si potrebbe definire quanto successo nelle ultime ore in Medio Oriente. A Tel Aviv e nel centro di Israele, come ha constatato sul posto l'Ansa, sono risuonati gli allarmi per gli attacchi missilistici iraniani. Dal canto suo, «l'aviazione israeliana ha avviato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro infrastrutture del regime iraniano a Teheran e, in contemporanea, contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut», come comunicato in una nota dal portavoce dell'Idf.

Inoltre, tre esplosioni hanno riecheggiato a Dubai dopo un allarme missilistico nelle prime ore di oggi. Lo ha constatato un corrispondente dell'AFP. Le esplosioni sono seguite a un avviso sui telefoni cellulari rivolto ai residenti, che li invitava a «cercare immediatamente un luogo sicuro» a causa di «potenziali minacce missilistiche». Numerose deflagrazioni sono state udite anche a Doha. Il Qatar, come diverse nazioni del Golfo, è stato preso di mira da droni e missili negli ultimi giorni, mentre Teheran intensifica la sua campagna di rappresaglia per gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran.

Nel frattempo l'Australia ha comunicato che non manderà una nave da guerra nel Medio Oriente, mentre il presidente Usa Donald Trump chiede ai paesi vicini di unirsi in una coalizione navale per assicurare passaggio sicuro alle petroliere attraverso lo stretto di Hormuz, dove passa il 20% di tutto il commercio di petrolio.

«L'Australia non ha ricevuto richieste dagli Stati Uniti di mandare una nave da guerra nello stretto di Hormuz, e non la manderebbe anche se venisse chiesto», ha detto la ministra dei trasporti Catherine King alla radio ABC. «Non è qualcosa che ci è stato chiesto e non manderemo una nave se ci venisse chiesto», ha aggiunto la ministra. «Siamo stati molto chiari su quello che è il nostro contributo in relazione alle richieste, ovviamente aerei per assistere con la difesa, specialmente dato il numero di australiani che si trovano in quell'area», ha aggiunto.