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Israele: «Potremmo essere costretti a un intervento contro Teheran»

Israele valuta nuovi attacchi contro Teheran, mentre 175 attivisti della flottiglia per Gaza sono stati arrestati e saranno trasferiti ad Ashdod – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Israele: «Potremmo essere costretti a un intervento contro Teheran»



Red. Online
30.04.2026 06:22
18:06
18:06
Gli attivisti della Flotilla saranno rilasciati in Grecia nelle prossime ore

«In coordinamento con il governo greco, le persone trasferite dalle imbarcazioni della flottiglia alla nave israeliana saranno fatte sbarcare in Grecia nelle prossime ore». Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar.

«In coordinamento con il governo greco, le persone trasferite dalle imbarcazioni della flottiglia sulla nave israeliana saranno sbarcate su una spiaggia greca nelle prossime ore. Ringraziamo il governo greco per la sua disponibilità ad accogliere i partecipanti alla flottiglia». Lo scrive il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in una nota.

«Tutti i partecipanti alla flottiglia provocatoria sono stati fatti sbarcare dalle imbarcazioni illesi. Invitiamo chiunque non sia interessato a provocazioni, ma a fornire aiuti umanitari a Gaza, a farlo tramite il Board of Peace. Israele non permetterà la violazione del legittimo blocco navale di Gaza».

Intanto, almeno sette cadaveri sono stati recuperati da squadre di soccorso dopo che un raid israeliano ha colpito un cimitero nel sud del Libano, durante un funerale: lo riferisce il giornale L'Orient-Le Jour.

L'episodio è accaduto a Zibdine (Nabatieh), durante l'ondata di attacchi odierni, riferisce la stessa testata. Secondo un corrispondente dal posto, il raid è avvenuto mentre alcuni abitanti della zona «stavano ricevendo le condoglianze dopo una sepoltura».

In precedenza, il ministero della Sanità libanese aveva riferito di almeno 9 morti e 23 feriti in raid israeliani nel sud del Libano. Secondo l'agenia libanese Nna, ripresa da Anadolu, il bilancio è poi salito a 11 morti e tra le località in cui sono state riportate vittime ci sono Jibchit, Toul e Harouf. L'Orient-Le Jour aggiunge che «decine di famiglie» sono in fuga dall'area di Nabatieh.

Dal canto suo, un soldato israeliano è rimasto ucciso, mentre un altro è rimasto ferito in modo non grave in seguito a un attacco con droni esplosivi di Hezbollah nel sud del Libano. Lo annuncia l'esercito di Israele.

Il militare ucciso è stato identificato come il sergente Liem Ben Hano, 19enne del 13esimo battaglione della brigata Golani. Hezbollah ha rivendicato l'attacco, affermando in un comunicato di aver preso di mira due carri armati israeliani a Qantara con dei droni.

17:56
17:56
Israele: «Potremmo essere costretti a un intervento contro Teheran»

«Presto potremmo essere costretti a intervenire nuovamente contro l'Iran» per eliminare «le minacce esistenziali e garantire il raggiungimento degli obiettivi». Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, durante una cerimonia di premiazione.

«Teheran ha subito colpi estremamente duri nell'ultimo anno, che l'hanno fatta regredire in tutti i settori», ha dichiarato Katz, aggiungendo che «il presidente Usa Trump e il premier Netanyahu stanno guidando gli sforzi per far sì che l'Iran non torni a rappresentare una minaccia per l'esistenza di Israele, degli Stati Uniti e del mondo libero».

Intanto, Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha dichiarato di aver dato istruzioni alle autorità israeliane di proiettare un video militare di 43 minuti che documenta gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, noto in ebraico come il «video dell'orrore», ai 175 attivisti arrestati dall'esercito israeliano dopo l'intercettazione di una flottiglia diretta verso la Striscia di Gaza. Lo riporta Haaretz.

Anche nel precedente fermo nei mesi scorsi, agli attivisti della Flotilla era stato fatto vedere un video sul 7 ottobre.

La nave della Marina militare israeliana con i 175 attivisti fermati dovrebbe arrivare nel porto di Ashdod sabato. Lo riferiscono fonti israeliane.

17:29
17:29
Israele: «L'intervento sulla Flotilla è necessario per scongiurare un'escalation»

«Di fronte a una flottiglia di tali dimensioni, è stato indispensabile da un punto di vista operativo agire tempestivamente per prevenire un'escalation ed evitare frizioni e violenze. Inoltre questa specifica flottiglia ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana. Stiamo garantendo la sicurezza di tutte le persone a bordo, e continueremo a farlo, nel rispetto del diritto internazionale».

Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano all'agenzia di stampa ANSA, rispondendo alle dichiarazioni dell'Italia e dell'Ue secondo cui il sequestro è avvenuto in contravvenzione al diritto internazionale.

Dal canto suo, il Board of Peace, l'organo creato dal presidente Usa Donald Trump in concomitanza con la stipula del cessate il fuoco tra Israele e Hlamas lo scorso ottobre, ha dichiarato che «la flottiglia diretta a Gaza è una forma di attivismo di facciata da parte di persone che non conoscono la condizione dei gazawi e se ne curano ancor meno. È di cattivo gusto sfruttare la miseria altrui per accrescere la propria visibilità sui social media''.

''Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco lo scorso ottobre, il Board of Peace ha significativamente intensificato il sostegno alla popolazione di Gaza. Gli aiuti alimentari raggiungono un numero di persone tre volte superiore rispetto a prima. Il furto di aiuti da parte di Hamas si è ridotto dal 90% a meno dell'1%. Secondo le Nazioni Unite, la situazione nutrizionale è migliorata drasticamente. Stiamo lavorando intensamente al prossimo passo cruciale per la ripresa di Gaza: finalizzare il processo di disarmo di Hamas e consentire la transizione verso un nuovo governo che guiderà la ricostruzione di questa regione devastata dalla guerra'', si legge nel comunicato.

»Suggeriamo a chi vuole realmente aiutare Gaza di usare la propria influenza per premere su Hamas affinché adempia ai suoi obblighi e apra la strada al futuro per le comunità che ha distrutto. Vi invitiamo a sostenere le iniziative attraverso i canali umanitari consolidati e coordinati dal Board of Peace, dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale, affinché i vostri contributi raggiungano coloro che necessitano del nostro aiuto''.

17:20
17:20
Flotilla: Madrid convoca la rappresentante di Israele

Il governo spagnolo ha convocato «urgentemente» l'incaricata di affari dell'ambasciata israeliana a Madrid - il massimo grado della rappresentanza diplomatica presente in Spagna - per esprimere «la più energica condanna» per il fermo di circa 175 membri degli equipaggi della Global Sumit Flotilla diretta in missione umanitaria a Gaza, fra i quali una trentina di spagnoli.

Lo segnalano fonti del ministero degli Esteri, diretto da José Manuel Albares, che ha attivato l'ambasciata di Spagna in Israele e l'Unità di emergenza consolare nella zona, per assistere i connazionali.

16:55
16:55
Il costo della guerra in Iran costerà il doppio dei 25 miliardi stimati dal Pentagono

Il costo della guerra in Iran potrebbe essere il doppio di quanto stima il Pentagono. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali il costo potrebbe aggirarsi sui 50 miliardi, il doppio dei 25 stimati ieri dal Pentagono. Dal canto suo, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres ha dichiarato ai media di essere «molto preoccupato per la restrizione dei diritti e delle libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, che ostacola la distribuzione di petrolio, gas, fertilizzanti e altre materie prime, strangolando l'economia mondiale».

«Come in ogni conflitto, l'intera umanità paga il prezzo, anche se alcuni accumulano enormi profitti. La sofferenza si farà sentire a lungo», ha avvertito Guterres, invitando «tutte le parti» a lasciar passare le navi nello Stretto.

Intanto, il presidente americano Donald Trump è tornato a incalzare il cancelliere tedesco Friedrich Merz, invitandolo su Truth a dedicarsi di più a mettere fine alla guerra fra Ucraina e Russia e risanare il suo Paese, invece che interferire con l'Iran.

«Il cancelliere dovrebbe dedicare più tempo a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina (ambito in cui si è dimostrato totalmente inefficace!) e a risanare il suo Paese in crisi - specialmente per quanto riguarda l'immigrazione e l'energia - e meno tempo a interferire con coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il mondo, Germania inclusa, un luogo più sicuro», ha scritto Trump.

16:25
16:25
Teheran: «Rinominare Hormuz come Stretto di Trump è un terribile errore »

«Chiamare Hormuz con un altro nome è un terribile errore». Lo afferma in un post sul proprio profilo X il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, in seguito alla pubblicazione di un'immagine sul profilo Truth del presidente Usa, Donald Trump, in cui lo Stretto di Hormuz è rinominato "Stretto di Trump". «Il presidente degli Stati Uniti usa il termine corretto di Golfo Persico e non la versione errata del Pentagono, ma chiamare Hormuz in un altro modo è davvero un terribile errore», scrive Araghchi.

«I successi tattici non hanno portato alla vittoria e gli Stati Uniti si sono fatti trovare impreparati di fronte alla guerra moderna», afferma intanto il board editoriale del New York Times. «L'America ha investito centinaia di miliardi in navi ed aerei efficaci di sconfigge i mezzi navali e aerei nemici, ma inefficaci contro armi economiche prodotte su vasta scala», osserva il board editoriale mettendo in evidenza come i limiti sono apparsi chiaramente nella guerra in Iran con il risultato che il «Paese più debole si trova nella posizione negoziale più forte». Gli Stati Uniti devono investire di più in tecnologie anti-droni, è il consiglio del New York Times. E devono produrre più armi poco costose e monouso. C'è bisogno di «una capacità industriale maggior e più flessibile» e cioè bisogno che gli Stati Uniti «collaborino con le altre democrazie industrializzate», ha messo in evidenza il quotidiano.

380'000 bambini a rischio fame

Intanto, un'analisi di Save the Children sui nuovi dati forniti dall'Integrated Food Security Phase Classification (Ipc) riferisce che quasi un quinto dei bambini in Libano - circa 380'000- rischia di «affrontare una situazione di fame a livello di crisi o ancor più grave tra aprile e agosto 2026». Lo si legge in un comunicato. L'Ipc ha previsto che un quarto della popolazione del Libano - 1,24 milioni di persone - nei prossimi mesi dovrà affrontare una situazione di insicurezza alimentare di livello critico o peggiore, con un significativo deterioramento delle condizioni a seguito dell'escalation delle ostilità a marzo. L'ultima analisi mostra che altre 366'000 persone, tra cui ulteriori 113'000 bambini, «sono state spinte verso livelli di fame da crisi a causa del conflitto» in corso, che ha causato lo sfollamento di oltre un milione di persone, interrotto i mezzi di sussistenza e le catene di approvvigionamento e ha reso i prezzi dei generi alimentari per molte famiglie fuori dalla loro portata.

Save the Children rende noto che sta intervenendo sul campo distribuendo pacchi alimentari pronti al consumo. L'organizzazione, aggiunge la nota, «chiede alla comunità internazionale di attivarsi con urgenza per raggiungere un cessate il fuoco permanente e definitivo e aumentare i finanziamenti flessibili e sostenibili per soddisfare i bisogni primari dei bambini e delle famiglie e sostenere gli sforzi di ripresa». «I risultati di questo rapporto sono estremamente preoccupanti. Le bambine e i bambini in Libano sono spinti sempre più verso la fame a causa del riacutizzarsi del conflitto e degli sfollamenti di massa», afferma Nora Ingdal, direttrice nazionale di Save the Children in Libano, definendo la situazione «devastante per i bambini». «Abbiamo già visto tutto questo succedere a Gaza e non possiamo permettere che gli stessi orrori si ripetano in Libano», aggiunge.

16:07
16:07
Flottilla per Gaza, 15 francesi arrestati da Israele

Quindici cittadini francesi sono stati fermati dalle autorità israeliane durante il fermo della nuova «Flottilla per Gaza» che tentava di arrivare nella Striscia: è quanto riferito dal portavoce del Ministero degli Esteri di Parigi, Pascal Confavreux, sottolineando che «la priorità assoluta è la sicurezza dei nostri concittadini». Il portavoce del Quai d'Orsay ha quindi esortato «tutte le parti» a rispettare il diritto internazionale.

Intanto, una manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla è stata convocata per queste sera a Istanbul, dopo che Israele ha intercettato in acque internazionali la missione umanitaria e arrestato oltre 170 attivisti, tra cui 18 cittadini turchi. Il corteo è stato convocato per le 20 ora locale, le 19 in Svizzera. La partenza sarà da una moschea nel quartiere di Besiktas, sulla sponda europea di Istanbul, mentre il punto di arrivo designato è il Consolato israeliano, che si trova nel quartiere di Levent. Da oltre due anni è vuoto: recentemente tre persone hanno aperto il fuoco contro le forze dell'ordine nei pressi dell'edificio e l'attacco non è mai stato rivendicato da alcun gruppo.

«Ieri sera, la Global Sumud Flotilla che navigava in acque internazionali al largo delle coste greche, è stata intercettata dalla marina israeliana e 21 imbarcazioni sono state fermate. Condanniamo fermamente questo intervento illegale e respingiamo l'occupazione in corso nella regione», si legge nel comunicato che promuove la manifestazione pubblicato dalla ong turca Ihh (Insan Yardim Vakfi), un'organizzazione umanitaria nota per avere organizzato la Freedom Flotilla per Gaza nel 2010.

15:48
15:48
Nuovo avviso di evacuazione ai villaggi nel sud del Libano

Per la seconda volta nell'arco di due ore, il portavoce dell'Idf in arabo ha trasmesso un nuovo ordine di evacuazione alla popolazione di una serie di villaggi nel Libano meridionale che si trovano oltre la «linea gialla», ancora occupata via terra dalle truppe israeliane. «Le violazioni del cessate il fuoco costringono l'esercito ad agire contro le infrastrutture di Hezbollah. Per la vostra incolumità, dovete evacuare immediatamente le vostre case e spostarvi di almeno 1 chilometro», si legge nell'avviso.

«Chiunque si trovi nei pressi di strutture usate da Hezbollah, rischia la vita». I villaggi a cui è stata diramata l'avviso sono: Jibchit, Haboush, Harouf, Kfar Jouz, Nabatieh al-Faouqa, Abba, Adchit al-Shaqif, Arabsalim, Toul, Houmine al-Faouqa, Mjadel, Arzoun, Dounin, al-Humairi e Maaroub.

Intanto, il portavoce del governo greco, Pavlos Marinakis, a proposito del sequestro delle navi partecipanti alla missione della Global Sumud Flotilla a largo dell'isola di Creta, ha dichiarato che «le navi militari israeliane si sono mosse in acque internazionali a largo di Creta, al di fuori delle acque territoriali greche. Non c'è stata alcuna consultazione preventiva con le autorità greche».

«Le autorità greche non hanno il diritto di intervenire in acque internazionali se non in caso di operazioni di ricerca e soccorso», ha aggiunto il portavoce durante un incontro con la stampa.

«La Guardia costiera greca non esercita competenze di polizia o di indagine nelle acque internazionali», ha specificato Marinakis. «Secondo il diritto del mare, la giurisdizione sulle navi in alto mare appartiene esclusivamente allo Stato di cui battono bandiera», ha concluso.

13:59
13:59
Israele: «Hamas dietro la Flotilla, fatto un intervento conforme al diritto»

«La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l'obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump». Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in una nota.

Questi aggiunge che «Israele si impegna a garantire la libertà di navigazione. Dato l'elevato numero di imbarcazioni partecipanti alla flottiglia, il rischio di un'escalation e la necessità di prevenire la violazione di un blocco navale legale, si è reso necessario un intervento tempestivo, in conformità con il diritto internazionale».

«L'operazione si è svolta in acque internazionali, pacificamente e senza incidenti», aggiunge Israele.

13:57
13:57
Israele, ridotta a 24 ore la procedura per l'avvio dell'espulsione degli attivisti

Israele ha ridotto a 24 ore il periodo necessario per avviare l'espulsione degli attivisti stranieri che arrivano a bordo di flottiglie. L'emendamento alla legge esistente che regola l'ingresso in Israele è stato proposto dal governo e approvato dal parlamento a fine marzo, riducendo da tre giorni a 24 ore il tempo con cui è possibile per le autorità israeliane procedere con la pratica di espulsione per ''chi sia entrato illegalmente avendo partecipato a una flottiglia con l'intento di violare il blocco marittimo legale imposto dallo Stato di Israele alla Striscia di Gaza, e contro cui sia stato emesso un ordine di espulsione''.

L'emendamento riguarda espressamente gli attivisti delle flottiglie, che, nella spiegazione che accompagna il testo, sono descritte come ''un fenomeno che pone una sfida continua per Israele dal 2009, anno in cui è stato imposto il blocco navale alla Striscia di Gaza''. L'emendamento differenzia tra questo genere di attivisti - che non vogliono volontariamente entrare in Israele, ma sono condotti appositamente dalle autorità nel Paese per essere espulsi - e gli immigrati clandestini, per cui invece rimane il minimo di tre giorni.

Secondo quanto confermato all'agenzia italiana Ansa da fonti israeliane, la marina militare ha sequestrato in acque internazionali 21 imbarcazioni della Flotilla e fermato i circa 170 attivisti a bordo. I motori delle navi sequestrate sono stati disattivati e queste sono rimaste abbandonate in mezzo al mare.

Al loro arrivo al porto di Ashdod, gli attivisti saranno espulsi da Israele: chi si rifiuta di firmare volontariamente il foglio di espulsione, subirà un processo lampo in centri detentivi nei pressi dell'aeroporto Ben Gurion per poter avviare la procedura di espulsione coatta dal Paese - procedura che ora potrà essere attivata già dopo 24 ore secondo l'emendamento.

13:54
13:54
Libano, «Nove morti tra cui due bimbi nei raid israeliani»

Almeno nove persone, tra cui due bambini, sono morte a causa di attacchi delle forze israeliane su località del sud del Libano: lo ha riferito il ministero della Sanità di Beirut. La stessa fonte riferisce anche di 23 feriti, tra cui sette bambini e otto donne.

13:12
13:12
Khamenei: «L'unico posto per gli Usa nel Golfo Persico è in fondo al mare»

La Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei afferma in una dichiarazione che l'unico posto possibile per gli americani nel Golfo Persico «è sul fondo delle sue acque»: lo riporta la tv di Stato.

Khamenei, in occasione della Giornata nazionale iraniana del Golfo Persico, ha affermato che la «nuova gestione» dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran «porterà calma e progresso» e benefici economici a tutte le nazioni e che l'Iran eliminerà «gli abusi del nemico sulle vie navigabili».

Ha aggiunto che i Paesi della regione condividono un destino comune, ma che «gli stranieri che commettono il male» non hanno futuro in quei luoghi.

11:38
11:38
Israele, «Gli attivisti fermati saranno espulsi secondo procedura»

«Al loro arrivo in Israele, gli attivisti saranno espulsi secondo la procedura». Lo hanno confermato funzionari israeliani, secondo quanto riporta Ynet.

Nell'operazione notturna sono state sequestrate le navi «principali e più significative» della flottiglia, riferiscono le stesse fonti sottolineando che «le altre imbarcazioni sono rimaste senza un leader e quindi hanno cambiato direzione e non rappresentano una minaccia. Le stiamo monitorando, ma non le consideriamo una minaccia».

Come già avvenuto in casi simili nel passato, la procedura prevede l'espulsione volontaria immediata per gli attivisti che firmano una liberatoria in cui accettano di lasciare il Paese rinunciando a procedimenti legali. In questo caso il rimpatrio avviene di solito con voli charter o di linea, entro 24-48 ore.

In caso invece di rifiuto dell'espulsione volontaria, scatta l'iter giudiziario: l'attivista viene trattenuto in detenzione e deve comparire davanti a un giudice per la convalida del fermo per ingresso illegale. Al termine dell'iter giudiziario scatta l'espulsione coatta.

07:37
07:37
«La guerra in Iran costa agli Usa 40-50 miliardi»

La stima di 25 miliardi fornita da un alto funzionario del Pentagono in merito al costo totale della guerra con l'Iran fino a oggi è una cifra al ribasso, che non include il costo della riparazione dei danni ingenti subiti dalle basi statunitensi nella regione.

È quanto riferito alla Cnn da tre persone a conoscenza dei fatti. Una delle fonti ha affermato che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto delle spese di ricostruzione delle installazioni militari statunitensi e della sostituzione delle infrastrutture distrutte.

Gli attacchi iraniani nel Golfo, nei primi giorni della guerra, hanno danneggiato gravemente almeno nove siti militari statunitensi in sole 48 ore, colpendo strutture in Bahrein, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar, come riportato dalla Cnn.

Diversi sistemi radar e altre apparecchiature critiche statunitensi in Medio Oriente sarebbero stati distrutti dagli attacchi iraniani, tra cui il sistema radar di una batteria missilistica Thaad americana in Giordania e gli edifici che ospitano sistemi radar simili in due località degli Emirati Arabi Uniti. Un aereo E-3 Sentry dell'aeronautica statunitense è stato inoltre distrutto in un attacco contro una base in Arabia Saudita.

Il funzionario del Pentagono che attualmente ricopre la carica di responsabile finanziario dell'agenzia ha dichiarato ieri alla Commissione per le Forze Armate della Camera che «la maggior parte» dei 25 miliardi di dollari di spesa da lui citati è stata destinata alle munizioni e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth si è rifiutato di specificare se tale cifra includesse anche la riparazione dei danni alle basi statunitensi.

06:30
06:30
Il punto delle 6:30

Gli Stati Uniti starebbero pensando a una nuova azione militare contro l'Iran. Lo riporta Axios, affermando che oggi il Comando militare Usa ha preparato un piano per una serie di attacchi «brevi e potenti» contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati, secondo quanto affermato da tre fonti a conoscenza dei fatti. Secondo le fonti, anche il Capo di Stato Maggiore congiunto, il generale Dan Caine, dovrebbe partecipare al briefing. E, guardando al passato, Cooper tenne un incontro simile con Trump il 26 febbraio, due giorni prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l'Iran. Una fonte vicina al tycoon ha affermato che quella riunione ha contribuito alla decisione di Trump di scatenare il conflitto.

Un altro piano si concentra sulla conquista di una parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale con un'iniziativa che potrebbe includere forze di terra, ha affermato una fonte. Un'altra opzione, già discussa in passato e che potrebbe emergere nel briefing, è un'operazione delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio altamente arricchito.

Ieri, Trump ha detto ad Axios di ritenere il blocco navale contro l'Iran «un po' più efficace dei bombardamenti». Secondo due fonti, inoltre, il tycoon vede al momento il blocco come la principale leva negoziale con Teheran, ma prenderebbe in considerazione un'azione militare se l'Iran non dovesse cedere. I pianificatori Usa stanno anche valutando la possibilità che l'Iran intraprenda un'azione militare contro le forze statunitensi nella regione come rappresaglia per il blocco.

Per quanto riguarda l'Iran, invece, un alto consigliere militare della Guida Suprema iraniana ha dichiarato che il blocco statunitense dei porti iraniani 'fallirà', avvertendo che Teheran potrebbe optare per lo scontro se dovesse persistere. Lo scrive l'agenzia turca Anadolu.

In dichiarazioni trasmesse stamattina dalla televisione di stato, Mohsen Rezaei ha affermato che l'Iran dispone di molteplici modi per aggirare il blocco, sottolineando che i tentativi di imporlo non avranno successo. Ha aggiunto che, se il blocco dovesse continuare, l'Iran potrebbe ricorrere allo scontro per romperlo.

Rezaei ha anche delineato possibili scenari in caso di un'altra guerra, affermando che probabilmente si concentrerebbe sulle aree costiere meridionali, estendendosi verso Isfahan, con alcune attività anche nella parte occidentale del paese. Ha avvertito che un simile conflitto potrebbe includere bombardamenti e assassinii a Teheran.