«La Svizzera ha cercato di nascondere la strage»: nuovo attacco in TV di Cerno a Lombardi

Filippo Lombardi, dopo una settimana, è tornato nuovamente ad essere ospite della televisione italiana ieri sera su Rai3 da Massimo Giletti a «Lo Stato delle Cose». E non sono mancati gli scontri verbali con il direttore de Il Giornale Tommaso Cerno presente in studio. Sotto la lente, ancora una volta, la tragedia di Crans-Montana. «Torniamo a parlarne perché la tensione rimane alta e la situazione tra i due Paesi resta molto delicata», ha esordito Giletti. «Per questo ringrazio Lombardi, l’unico politico svizzero che parla e ci mette la faccia». Particolarmente discusso in trasmissione, con toni anche parecchio accesi, è stato il nodo dei risarcimenti alle vittime e alle loro famiglie sul quale Lombardi voleva fare alcune precisazioni. Giletti, durante la scorsa puntata, aveva infatti fatto notare che la cifra stanziata come risarcimento era pari a circa 200 mila franchi, lo stesso ammontare fissato per la cauzione dei Moretti, «per questo avevo detto che mi vergognerei ad essere svizzero».
«Mi sarei già dimesso»
«Io non verrei mai a dire in trasmissione che mi vergogno di essere italiano», ha replicato dal canto suo Lombardi. «Mi vergognerei se fossi Moretti, mi vergognerei se fossi il sindaco di Crans-Montana. Dico di più: se fossi il sindaco di Crans-Montana mi sarei già dimesso, avrei consegnato il mio patrimonio alla fondazione per i risarcimenti alle vittime e mi sarei ritirato in un eremo», ha aggiunto tra gli applausi dello studio. «Io non sono il difensore dei Moretti o del sindaco. Anzi, se fossimo a processo mi troverei sul banco dell’accusa e non su quello della difesa. E così la pensa almeno il 70% dei cittadini svizzeri».
Il nodo dei risarcimenti
Tornando sul tema dei risarcimenti il clima si è di nuovo infuocato e i toni in studio si sono alzati. Anche perché in collegamento c’erano i genitori di uno di ragazzi svizzeri morti nella tragedia, i quali hanno affermato che dalla Confederazione non sono ancora arrivati i fondi previsti. La discussione in studio si è animata e Lombardi ha preso la parola: «Il presidente porterà in Governo il 20 febbraio la proposta degli indennizzi della Confederazione. Il Canton Vallese ha intanto versato i 10 mila franchi di aiuto immediato al di fuori di qualunque procedura e ha immediatamente annunciato 10 milioni da mettere in una fondazione che verrà creata la settimana prossima. Il comune di Crans-Montana ci mette il suo milione. Gli altri Cantoni e i privati hanno già assicurato circa 20 milioni che vanno ad aggiungersi a questi. Quindi fra una settimana ci saranno 30 milioni a disposizione della fondazione per l'aiuto alle vittime e ancora la Confederazione arriverà in aggiunta», ha ribadito chiedendo ad alta voce agli ospiti presenti di poter finire il proprio discorso.
«Mi fa schifo questa visione»
È quindi intervenuto Tommaso Cerno, che ha commentato in modo pungente: «Non fermare mai uno svizzero che parla di soldi. Se questa foga che ha Lombardi ora l’avesse avuta qualcuno davanti all’incendio di Crans-Montana, forse ci sarebbero dei sopravvissuti. Se a distanza di due mesi e mezzo gli svizzeri si sono resi conto di aver fatto una pessima figura davanti a tutto il mondo, faccio loro un applauso ma era ora. Era ora che qualcuno dicesse che la Svizzera fino a oggi non ha funzionato». Cerno è tornato sul sistema dei risarcimenti spiegato da Lombardi: «A me fa venire il voltastomaco sentire elencare tutti questi quattrini sulla testa dei ragazzi morti, mi fa schifo questa visione. Vedo infatti un Paese che ha cercato di nascondere una strage fin quando ha potuto. È ridicolo che ci vengono ora a spiegare come si fanno i risarcimenti e quanti soldi tirano fuori dalle loro banche. Mi vergognerei a dire queste cose, a spiegare come fare le indagini che non si volevano fare. Direi solo che io sto con la gente della Svizzera, che è uguale alla gente dell’Italia, che ha perso i loro ragazzi. Ma vedo che la questione delle indagini e del trovare la verità interessa poco», ha chiosato il direttore. Al netto di tutte le polemiche e le discussioni in studio, Giletti congedando gli ospiti ha nuovamente ringraziato Lombardi per la sua partecipazione: «Speriamo che alla fine tutte queste discussioni ci aiutino ad arrivare alla verità in questa storia, l’unica cosa davvero importante per le vittime e le loro famiglie».


