Ticino

Lago Maggiore ai minimi: senza piogge la situazione resta critica

Il Verbano si trova ormai a pochi centimetri dal minimo di regolazione consentito e, senza precipitazioni diffuse, il livello è destinato a scendere ancora – «Dal lago può uscire soltanto la quantità d'acqua che vi entra», spiega Andrea Salvetti dell'Ufficio dei corsi d'acqua – Per ora i battelli circolano ancora sul lato svizzero, Bianchi: «Il punto più critico a Brissago»
©Gabriele Putzu
Lara Sargenti
03.08.2026 20:15

Il livello del Lago Maggiore continua a destare attenzione. Alle 8.50 di lunedì 3 agosto il lago si attestava a 192,23 metri sul livello del mare, appena 8 centimetri sopra il minimo di regolazione consentito (192.164 m s.l.m), la soglia al di sotto della quale non dovrebbe scendere. In assenza di precipitazioni significative, la prospettiva è quella di un lento ma costante abbassamento del livello.

I dati

Il confronto con gli anni più critici evidenzia come la situazione sia seria, anche se non ancora ai livelli record. Nell'agosto del 2022, uno degli anni più siccitosi degli ultimi decenni, il lago raggiunse un minimo di 192,25 metri sul livello del mare, appena due centimetri in più rispetto al livello attuale. Ancora più critica fu l'estate del 2003, quando il Verbano scese a 192,17 metri il 17 agosto. Il minimo storico resta invece quello del gennaio 1947, quando il livello raggiunse 192,05 metri sul livello del mare.

Lago sotto osservazione

Secondo gli esperti, al momento non resta che monitorare costantemente l'evoluzione della situazione. MeteoSvizzera non prevede infatti precipitazioni significative nei prossimi giorni e i bacini alpini, sia in Svizzera sia in Italia, si trovano su livelli molto bassi.

«Negli ultimi giorni il lago ha mostrato una certa stabilità, ma continua comunque a perdere circa un centimetro ogni due giorni. Oltre al limitato afflusso d'acqua, pesa anche l'evaporazione, favorita dalle elevate temperature estive», spiega Andrea Salvetti dell'Ufficio dei corsi d'acqua.

Per invertire la tendenza non basteranno rovesci isolati, aggiunge l'esperto. «Servirebbero precipitazioni diffuse e persistenti, della durata di almeno due o tre giorni, favorite da una situazione di sbarramento con correnti da sud o sud-ovest, in grado di interessare l'intero territorio cantonale e i bacini di alimentazione.»

In questo contesto assume un ruolo fondamentale anche la regolazione del lago, che consente di gestire i deflussi ma solo entro limiti ben precisi.

Il limite della regolazione

La gestione del livello del Lago Maggiore è affidata alla diga della Miorina, a Sesto Calende, attraverso una precisa fascia di regolazione. Entro questi limiti il responsabile del Consorzio può decidere quanta acqua rilasciare, ad esempio per rispondere alle esigenze irrigue.

Una volta raggiunto il livello minimo consentito, però, non esiste più alcun margine di manovra. «Dal lago può uscire soltanto la quantità d'acqua che vi entra. Se l'afflusso è di 50 metri cubi al secondo, anche il deflusso non può superare tale valore», precisa Salvetti.

Le richieste di acqua da parte del comparto agricolo proseguono ormai da diverse settimane, ma i rilasci attuali rappresentano soltanto una minima parte del fabbisogno effettivo, proprio perché le disponibilità idriche sono limitate.

Difficoltà per la navigazione

Anche la navigazione risente del livello eccezionalmente basso del lago. Sul versante italiano alcuni approdi, tra cui Ranco, Ispra e Porto Valtravaglia, sono già stati chiusi a causa del fondale troppo basso. Sulla linea Intra-Laveno, inoltre, la portata massima dei traghetti è stata ridotta a 100 quintali: camion, autoarticolati e autobus turistici non possono quindi essere imbarcati e sono costretti a raggiungere l'altra sponda passando da Sesto Calende.

Sul versante svizzero la situazione è invece meno critica. «Per ora riusciamo ancora ad attraccare in tutti i pontili, ma il lago continua a scendere giorno dopo giorno e iniziamo ad avere qualche difficoltà. Il punto più critico è Brissago», afferma Simone Bianchi, direttore della Navigazione del Lago di Lugano, che gestisce anche i battelli sul Verbano. «Viviamo alla giornata, cercando di capire come evolverà la situazione, soprattutto in vista delle prossime settimane, per le quali le previsioni meteo non indicano un cambio di tendenza.»

Situazione diversa sul Lago di Lugano

Anche il Lago di Lugano registra apporti molto ridotti, ma la gestione è differente. «Non essendoci importanti richieste irrigue a valle, la portata in uscita è stata ridotta con largo anticipo. Questo ci ha permesso di mantenere il livello del lago a circa dieci centimetri sotto la media stagionale», spiega ancora Salvetti. La conseguenza è però una forte diminuzione della portata del fiume Tresa, scesa sotto i 4 metri cubi al secondo, a fronte di una portata media di circa 20 metri cubi al secondo.

In questo articolo: