UE

L'altro «cap» che divide l'Europa: quello al petrolio

Alla riunione dei Rappresentanti dei 27 Paesi UE (Coreper), finita ieri in tarda serata, sull'intesa guidata dai Paesi G7, spiegano fonti europee, c'è stata una nuova fumata nera
©VAHID SALEMI
Ats
24.11.2022 11:12

Nelle ore del caos sul tetto al prezzo del gas c'è un altro «cap» che divide l'Europa: quello al petrolio. Alla riunione dei Rappresentanti dei 27 Paesi UE (Coreper), finita ieri in tarda serata, sull'intesa guidata dai Paesi G7, spiegano fonti europee, c'è stata una nuova fumata nera. E il tempo stringe, perché all'inizio di dicembre, secondo la roadmap decisa dai sette Grandi del pianeta, il tetto dovrebbe essere pronto ed applicabile.

I fronti, sulla misura, sono sostanzialmente due: da un lato ci sono i Paesi del Mediterraneo Orientale (Cipro e Grecia su tutti, ma anche Malta) che spingono per un tetto che sia piuttosto alto da tutelare i loro cargo, tra i principali vettori di trasporto del greggio di Mosca. Dall'altro i Paesi dell'Europa dell'Est che, in prima linea contro l'Ucraina, spingono per un cap che sia il più possibile punitivo nei confronti di Mosca.

Il tetto si applicherebbe infatti al petrolio trasportato dall'Europa a Paesi terzi e vieterebbe assicurazioni e riassicurazioni, nonché altri servizi finanziari, sulle navi che caricano petrolio acquistato a un prezzo superiore al tetto. La presidenza ceca, a quanto si apprende, potrebbe convocare una nuovo round del Coreper questa sera o al massimo domani mattina.