Latte in polvere ritirato, levatrici ticinesi sollecitate dalle famiglie

Essere neogenitori è un momento di grandi emozioni, fatto di nuovi equilibri e anche di inevitabili preoccupazioni. La situazione internazionale legata alla contaminazione di latte in polvere ha tuttavia aggiunto un ulteriore livello di incertezza. Nelle scorse settimane, diversi produttori di alimenti per l’infanzia hanno infatti ritirato lotti di latte artificiale perché potenzialmente contaminati dalla tossina cereulide. Fino a martedì 10 febbraio, le autorità svizzere hanno ricevuto nove segnalazioni di neonati con sintomi potenzialmente riconducibili al consumo di latte in polvere contaminato, ma nessuna in Ticino: lo ha confermato l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria al Corriere del Ticino. Nonostante l’assenza di casi nel nostro Cantone, il sentimento di insicurezza tra i genitori permane.
Levatrici sollecitate dalle famiglie
«Come levatrici abbiamo ricevuto più richieste del solito», conferma Veronica Grandi, copresidente della Federazione svizzera delle levatrici – sezione Ticino. «Le principali preoccupazioni riguardano soprattutto la sicurezza dei prodotti ancora in commercio, la difficoltà nel reperire alternative e la paura di aver già somministrato un latte poi ritirato». Un clima che ha spinto molti genitori a cercare consigli e rassicurazioni. «Posso fidarmi di questa scatola?» è la domanda che si sono sentite rivolgere più spesso. “Anche quando una marca è disponibile – ad esempio alcune confezioni non appartenenti ai lotti incriminati – il dubbio resta”.
La difficoltà di reperire sostituti
C’è poi un problema molto concreto: trovare un buon sostituto non è semplice. «Cambiare marca non è scontato. Ogni latte artificiale ha le proprie peculiarità e il cambio può influire sulla digestione del neonato, soprattutto nelle prime settimane di vita», spiega Grandi. A questo si aggiunge l’incertezza sulle forniture: «Non è sempre chiaro quando arriveranno nuove produzioni in quantità maggiori. I lotti sono stati ritirati, ma non sempre c’è un prodotto sostitutivo disponibile: in alcuni casi manca fisicamente la scatola sugli scaffali e non si sa quando i punti vendita verranno riforniti». Una disponibilità più limitata che attualmente obbliga alcuni genitori a rivolgersi a più punti vendita per trovarlo.
Mai visto un ritiro così esteso
Chi opera nel settore racconta di non aver mai visto un ritiro così esteso: “Richiami di prodotti capitano, ma solitamente sono limitati a un lotto o a una categoria specifica, per un periodo limitato. Questa volta, invece, sono coinvolte più marche”, sottolinea Grandi.
Allattare o no: la messa in discussione delle proprie scelte
L’effetto psicologico è rilevante. Alcune donne in gravidanza, inizialmente decise a non allattare, stanno rimettendo in discussione la propria scelta. «La scorsa settimana due future mamme mi hanno contattata spiegandomi che potrebbero decidere di allattare per proteggere il loro bambino. È un sentimento di insicurezza nuovo, che porta a interrogarsi se sia ancora possibile fidarsi pienamente o se sia necessario fare scelte diverse rispetto alle aspettative iniziali».
Le raccomandazioni
Sia come sezione sia come professioniste, le levatrici si sono attenute alle informazioni ufficiali, segnalando con precisione quali lotti sono coinvolti e chiarendo che, in assenza di indicazioni specifiche, non tutto il latte artificiale è problematico. «Fortunatamente, alle nostre latitudini non si sono registrati ricoveri, né – per quanto mi risulta – situazioni tali da richiedere un invio urgente al pediatra». Dal punto di vista della sicurezza, la causa della contaminazione è stata individuata e le aziende affermano di aver rafforzato i controlli. «Il caso dovrebbe quindi esaurirsi. Ma è chiaro che le aziende farmaceutiche e alimentari non possono permettersi ulteriori cedimenti: la fiducia, una volta incrinata, è difficile da ricostruire».

