«L’élite dello sport nazionale passa dal Centro di Tenero»

Marco Odermatt, Gino Caviezel e, naturalmente, Noè Ponti. Sono solo alcuni dei tanti nomi dell’élite svizzera che hanno eletto il Locarnese come loro punto di riferimento per gli allenamenti. Il merito è tutto del Centro sportivo nazionale della gioventù di Tenero. E, tra mondiali di calcio - quest’estate - o quelli di sci - a inizio 2027 -, gli appuntamenti di primo piano ormai in vista non mancano, come le occasioni per organizzare un periodo di preparazione fisica nella struttura della Confederazione. «Ma, in realtà, atleti di questo livello sono una parte piccola delle nostre attività, circa il 10% del totale», racconta al Corriere del Ticino il direttore Bixio Caprara.
Si guarda ai mondiali
«All’interno di questa quota rientrano, per esempio, le due settimane dedicate ai talenti, organizzate da tempo da Swiss Olympic e dove si ritrovano i quadri giovanili delle federazioni nazionali: una a maggio, l’altra a fine settembre», aggiunge il nostro interlocutore, precisando come a titolo individuale siano «soprattutto nuotatori, in particolare italiani, o specialisti di alcune discipline che apprezzano la struttura, a presentarsi per un campo di preparazione», non per forza legato agli eventi globali citati.
«Ad oggi, non abbiamo annunci particolari su questo fronte. D’altronde, le competizioni del pallone si terranno tra Canada, Messico e Stati Uniti. Per gli Europei del 2008 avevamo ospitato la Germania e qualche anno fa la squadra rossocrociata, ma le esigenze logistiche oggi sono più complesse. Una volta messa insieme la formazione, considerando la militanza all’estero della maggior parte dei giocatori della nazionale i alcuni componenti, si preferiscono località vicine a un aeroporto di certe dimensioni». Da qui, la preferenza alla regione di Zurigo.
Una crescita continua
Negli ultimi anni, la realtà - nata nel 1963 in uno stabilimento degli anni Venti della Fondazione Dono nazionale svizzero per il reinserimento dei soldati debilitati nella Prima guerra mondiale - ha attraversato varie tappe di ampliamento. Le più recenti - la seconda, la terza e la quarta, progettate da Mario Botta - sono state portate avanti tra il 2000 e il 2023. Un edificio inaugurato due anni fa, poi, ha sostituito il vecchio Ostello Mezzodì, chiuso perché non più risanabile. «Stiamo già discutendo sui prossimi passi legati agli sviluppi di quell’area».
Affluenza, «dati positivi»
A questo proposito, i dati dell’occupazione sono «molto positivi. Nel 2025 abbiamo sfiorato i 155.000 pernottamenti. Non significa che ospitiamo più persone in contemporanea, siccome la capacità massima resta sempre tra le 1.000 e le 1.100, ma che è aumentata la rotazione e l’uso delle strutture, soprattutto nei fine settimana». Gran parte di tale successo è da attribuire al miglior collegamento ferroviario con il Nord delle Alpi, che ha permesso al Ticino di diventare molto più accessibile anche per soggiorni brevi: «Sempre più società organizzano sessioni intensive dal venerdì, spesso con poco preavviso e in funzione delle condizioni meteo. In effetti, il sabato e la domenica rappresentano un potenziale che stiamo sfruttando sempre meglio». Infine, un occhio all’ultimo cantiere (da 100 milioni di franchi): quello del Centro natatorio, in due fasi.
Il «tapis roulant» d’acqua
«È in pieno svolgimento e stiamo affinando la tabella di marcia. L’obiettivo è metterlo in funzione entro settembre. Per riuscirci però, dovremmo cominciare le prove di funzionamento entro giugno, a condizione che i lavori procedano senza imprevisti». Una volta concluso, l’impianto al coperto si presenterà con una vasca da 50 metri - divisibile in due da 25 grazie a un ponte mobile - più una dedicata ai tuffi fino alla piattaforma dei 10 metri. «Strutture che combinano queste due qualità sono presenti solo a Losanna e Zurigo», afferma ancora Caprara.
La particolarità dell’impianto è costituita dalle pareti laterali apribili appena le temperature esterne lo permettono. Inoltre, la profondità di tre metri della vasca olimpica la rende adatta per la pallanuoto e il nuoto artistico. A tutto questo, si aggiunge una ricercatissima specialità, vale a dire la «vasca fiume»: «È una sorta di “tapis roulant d’acqua”, con la corrente regolabile. In Svizzera è unica e, anche in Europa, ce ne sono pochissime».
Il passo successivo, dal 2027 al 2029, prevede - oltre alla demolizione delle attuali piscine esterne - la realizzazione di una vasca olimpica esterna (con un ponte mobile di separazione) e di una rampa per l’allenamento dei salti della disciplina dello sci free-style gobbe.



