Svizzera

L'interrogatorio del sindaco di Crans-Montana è stato «poco convincente»

Lo sostengono gli avvocati delle vittime: pur dimostrandosi molto collaborativo e rispondendo alle domande che gli sono state rivolte, Nicolas Féraud non ha convinto del tutto i presenti
Ats
14.04.2026 08:23

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, interrogato ieri per la prima volta dalla procura vallesana in relazione al tragico incendio di Capodanno nel discobar «Le Constellation», pur dimostrandosi molto collaborativo e rispondendo alle domande che gli sono state rivolte non ha convinto del tutto i presenti.

Primo politico incriminato per i fatti, l'esponente del PLR non ha voluto esprimesi davanti alla stampa ieri sera al termine dell'audizione. È stato il suo avvocato, Christian Delaloye, a rispondere agli ultimi media ancora presenti davanti al campus Energypolis a Sion, alle 22.30.

11 ore di interrogatorio

«Quest'interrogatorio di quasi 11 ore è stato una prova piuttosto penosa per il mio assistito. È molto stanco. Ma il mio cliente è sollevato per aver potuto spiegarsi e correggere alcune informazioni false apparse negli ultimi tempi», ha detto il legale.

«Ogni volta che i responsabili della sicurezza hanno chiesto personale supplementare, il Consiglio comunale ha concesso i posti di lavoro, fino al 2022. Da quell'anno in poi, nessuna richiesta in tal senso è più stata formulata. L'indagine chiarirà dirà se il personale fosse in organico sufficiente o meno», ha affermato Delaloye.

«Féraud ha potuto spiegare la sua situazione personale, parlare delle minacce subite. Ha così potuto esprimere una certa sofferenza in seguito alla tragedia del 1° gennaio», ha aggiunto l'avvocato.

Verso una seconda audizione

Delaloye ritiene che ci sarà probabilmente una seconda audizione del suo assistito e non è il solo. «Ho ancora almeno 300 domande da porgli», ha precisato Romain Jordan, l'avvocato ginevrino di diverse famiglie di vittime.

Risposte a tutte le domande

«Il sindaco ha risposto a tutte le domande, mostrandosi più o meno loquace, ma nel complesso si può dire che si è mostrato cooperativo», ha affermato Antonio Bana, uno dei legali delle famiglie italiane. «Ha in particolare spiegato la struttura comunale che era in vigore durante i controlli e fornito il suo punto di vista sull'assenza di questi (ndr: dal 2019)».

«Un cammino molto lungo»

Nicolas Féraud non ha tuttavia convinto la maggioranza dei legali delle parti civili presenti: «In risposta ad alcune domande, ha più volte cercato di eludere la questione», ha osservato l'avvocato Robert Assael.

«Questa audizione si è rivelata un cammino molto molto lungo», ha stimato da parte sua Gilles-Antoine Hofstetter. «Il cammino verso la verità è ancora lontano, questa è la mia sensazione. Féraud ha dato prova di sincerità, ma a tratti ha anche dato l'impressione di tergiversare».

«Personalmente, sono grato al signor Féraud per aver risposto alle domande», ha ammesso l'avvocato Romain Jordan. «Abbiamo così potuto fare progressi su alcuni punti. Rimane tuttavia la stessa constatazione espressa all'inizio dell'udienza. Sono stati commessi tanti errori, negligenze e mancanze di rigore. Si è instaurata una cultura dell'approssimazione, una cultura del 'non è grave se non si controlla questa o quella cosa' e, alla fine, si arriva a una tragedia».

«Sono stati necessari tre mesi e dieci giorni affinché il sindaco fosse sentito in qualità di imputato, mentre aveva riconosciuto già il 6 gennaio gravi mancanze», aveva ricordato ieri mattina, prima dell'interrogatorio, l'avvocato vallesano Sébastien Fanti, interrogato da Keystone-ATS.

Dopo il dramma

Cinque giorni dopo il dramma, il comune di Crans-Montana, tramite il suo sindaco, aveva ammesso durante una conferenza stampa che il bar «Le Constellation» non era stato controllato dal 2019. In un'intervista concessa a Keystone-ATS alla fine di gennaio, Nicolas Féraud aveva ammesso per la prima volta le proprie responsabilità. «Mi assumerò ciò che dovrò assumermi, se dovessi essere incriminato», aveva dichiarato.

Il sindaco di Crans-Montana deve rispondere di omicidio colposo, lesione corporale colposa e incendio colposo. Féraud è stato inoltre denunciato il 26 gennaio scorso dalla famiglia di una vittima.

In questo articolo: