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L'Iran chiude nuovamente lo stretto di Hormuz, due navi mercantili segnalano spari

Il comando militare iraniano ha chiuso lo stretto a causa del blocco navale statunitense imposto ai porti iraniani – Almeno due navi mercantili colpite da colpi di arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo stretto
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L'Iran chiude nuovamente lo stretto di Hormuz, due navi mercantili segnalano spari
Red. Online
18.04.2026 08:27
22:27
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Teheran: «In Iran oltre 3.400 morti nella guerra con USA e Israele»

La Fondazione statale iraniana per i martiri e gli affari dei veterani ha oggi che la guerra con gli Stati Uniti e Israele ha causato la morte di oltre 3.400 persone nella Repubblica islamica Il capo della Fondazione, Ahmad Mousavi, citato dall'agenzia di stampa ISNA, ha affermato che 3.468 "martiri... sono caduti durante il recente conflitto". Un precedente bilancio, diffuso il 12 aprile dal capo dell'Organizzazione iraniana di medicina legale, parlava di 3.375 morti in Iran a causa della guerra. L'agenzia di stampa statunitense HRANA (Human Rights Activists News Agency) ha dichiarato il 7 aprile che almeno 3.636 persone sono state uccise, tra cui 1.701 civili - di cui almeno 254 bambini - oltre a 1.221 militari e 714 persone il cui status non è stato classificato.

22:22
22:22
Il leader di Hezbollah intima rappresaglie contro gli attacchi israeliani

Il leader del movimento libanese filo-iraniano Hezbollah, Naim Qassem, ha evocato oggi rappresaglia contro gli attacchi israeliani in Libano, dove è ufficialmente in vigore una tregua.

«Un cessate il fuoco significa la cessazione completa di tutte le ostilità. Poiché non ci fidiamo di questo nemico, i combattenti della resistenza rimarranno sul campo, pronti a sparare, e risponderanno alle violazioni», ha affermato Qassem, secondo una dichiarazione letta in televisione, aggiungendo che una tregua non può essere «unilaterale».

21:36
21:36
«Raid dei coloni in Cisgiordania, sassaiola e feriti»

Coloni israeliani hanno fatto irruzione in diversi villaggi palestinesi, lanciando pietre contro gli abitanti ferendoli, prima di riuscire a fuggire senza che nessuno venisse arrestato, secondo quanto riportato da filmati girati sul posto e dai media palestinesi. Lo scrive il Times of Israel.

A Ein Siniya, a nord di Ramallah, un gruppo di coloni è stato ripreso mentre lanciava pietre contro le case. Il sito ufficiale di notizie dell'Autorità Palestinese, Wafa, afferma che un residente è stato aggredito dagli abitanti del villaggio e ha dovuto essere ricoverato in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

Altri raid dei coloni si sarebbero verificati nei vicini villaggi di Turmus Ayya e Abu Falah, nella Cisgiordania centrale. Gli abitanti di quest'ultimo villaggio hanno pubblicato messaggi sui social media implorando aiuto ai vicini mentre l'attacco era in corso.

L'esercito israeliano è infine arrivato ad Abu Falah ma ha proceduto ad arrestare gli abitanti del villaggio, anziché gli aggressori, che erano già riusciti a tornare nei vicini avamposti illegali. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di star indagando sulla questione, ma non forniscono ulteriori informazioni.

21:35
21:35
«Trump convoca una riunione nella situation room»

Il presidente statunitense Donald Trump ha convocato una riunione nella situation room per discutere della nuova crisi sullo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando due funzionari americani, uno dei quali ha riferito che se non ci sarà presto una svolta, la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni.

21:34
21:34
Tregua violata in Libano, ucciso un casco blu francese

Poco meno di 48 ore. Nemmeno due giorni. Tanto è bastato per infrangere la tregua in Libano, l'ennesimo accordo fragile per il Medio Oriente.

A farne le spese è stato il sergente maggiore Florian Montorio, casco blu francese dell'Unifil, vittima di un agguato teso al convoglio delle Nazioni Unite nell'area di Ghandouriyeh-Bint Jbeil, da parte di «attori non statali», secondo la stessa forza di interposizione dell'Onu.

Insieme a Montorio sono stati colpiti anche altri tre commilitoni, di cui due attualmente in gravi condizioni, come riferito dal titolare degli Esteri di Parigi, Jean-Noël Barrot. «Tutto lascia intendere che Hezbollah sia responsabile di questo attacco», secondo il presidente Francese Emmanuel Macron. Un'ipotesi negata dall'organizzazione paramilitare che respinge «qualsiasi collegamento con l'incidente» e «invita alla cautela nel formulare giudizi sull'accaduto».

A dare una prima ricostruzione dei fatti è stata l'Unifil, che in una dichiarazione su X ha spiegato che la pattuglia di Montorio e dei suoi compagni era impegnata in un'operazione di sminamento nel villaggio di Ghandouriyé. Una missione messa a punto per ristabilire il contatto con una postazione dei caschi blu, isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona.

Durante l'intervento, il convoglio delle Nazioni Unite è stato attaccato con armi da fuoco leggere, ricevendo dei «colpi diretti», come confermato dal ministero della Difesa francese, che fugano ogni dubbio sulla volontarietà dell'azione. Sia il presidente libanese, Joseph Aoun, che il primo ministro, Nawaf Salam, hanno assicurato che «i responsabili saranno perseguiti e consegnati alla giustizia».

L'agguato ai caschi blu francesi è solo l'ultimo episodio che evidenzia i pericoli operativi per i soldati della missione Onu. Il 30 marzo, infatti, l'Unifil aveva comunicato la morte di tre peacekeeper indonesiani, vittime del fuoco incrociato tra Israele ed Hezbollah.

Anche il contingente italiano è rimasto coinvolto in più occasioni nell'ultimo mese, anche con spari di avvertimento contro un suo convoglio da parte dei militari israeliani. Un incidente che aveva provocato la condanna della premier Giorgia Meloni e la convocazione alla Farnesina dell'ambasciatore israeliano da parte del titolare italiano degli Esteri, Antonio Tajani.

Che la tregua fosse già andata in fumo lo si era capito già dalle prime ore della mattina, quando l'Idf ha annunciato di aver portato a termine diversi raid nel Libano meridionale contro «sabotatori» di Hezbollah, accusati di aver «violato gli accordi di cessate il fuoco», conclusi con «l'eliminazione di una cellula terroristica».

La prima, significativa violazione dell'armistizio sarebbe stata giustificata, secondo le Forze di difesa, «dall'avvicinamento di Hezbollah ai soldati che operano a sud della Linea Gialla», stabilita da Israele nel Libano meridionale per «prevenire minacce contro le comunità del nord di Israele». Una Linea che ricalca quella già tracciata dall'Idf a Gaza dopo l'avvio della tregua nella Striscia, con il fine di definire il confine tra la zona sotto il controllo di Hamas e quella presidiata dall'esercito israeliano.

La consequenzialità degli eventi tradisce in maniera chiara la tensione tra Tel Aviv e Washington sulla tregua in Libano. Giovedì notte, infatti, Trump aveva assicurato su Truth che Israele non avrebbe più bombardato il Paese. «Gli è vietato farlo da parte degli Stati Uniti. Basta!», aveva tuonato The Donald, prendendo in contropiede il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che, secondo Axios, sarebbe rimasto «scioccato» dal post dell'inquilino della Casa Bianca. Un avvertimento, quello americano, non preso alla lettera da Israele con i nuovi bombardamenti sul Libano che hanno violato il proposito di far tacere le armi.

16:23
16:23
Iran: «valutiamo proposte Usa, controllo Hormuz fino a pace»

Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, il massimo organo decisionale del Paese sotto la guida suprema, ha dichiarato che terrà il controllo dello Stretto di Hormuz «fino alla conclusione definitiva della guerra». L'Iran sta esaminando nuove proposte provenienti dagli Stati Uniti, trasmesse tramite il Pakistan, e non ha ancora risposto, aggiunge il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale in un comunicato.

L'agenzia di stampa Tasnim riporta che il Consiglio ha affermato che, finché continuerà il blocco navale statunitense del porto iraniano, Teheran «lo considererà una violazione del cessate il fuoco».

16:22
16:22
Papa: «Non è mio interesse dibattere con Trump»

 Il Papa, parlando con i giornalisti sull'aereo da Yaoundé a Luanda, ha detto che non è suo interesse dibattere con il presidente americano Donald Trump. Ha spiegato che i discorsi che sta pronunciando in Africa sono stati preparati in alcuni casi anche due settimane fa, «ben prima che il presidente degli Stati Uniti commentasse su me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse. Proseguiamo quindi il nostro cammino, continuiamo a proclamare il messaggio del Vangelo» per «promuovere la fraternità».

16:12
16:12
Trump: «colloqui con Iran vanno bene, informazioni ancora oggi»

 I colloqui con l'Iran «stanno andando molto bene. Avremo informazioni entro la fine della giornata». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump parlando dallo Studio Ovale.

14:37
14:37
Una nave da crociera rimasta bloccata per oltre un mese sta uscendo dallo stretto di Hormuz

La nave da crociera Msc Euribia, rimasta bloccata per un mese e mezzo nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran e del blocco dello stretto di Hormuz, è ormai prossima a lasciare definitivamente l'area.

Secondo i dati AIS, l'unità della compagnia di Gianluigi Aponte naviga a circa 22 nodi e ha quasi doppiato la penisola di Musandam, all'estremità settentrionale dell'Oman, risultando di fatto quasi fuori dallo Stretto di Hormuz.

La Euribia procede in un convoglio di altre navi da crociera: seguono la Celestyal Journey, mentre a breve distanza si trovano anche la Mein Schiff 4 e la Mein Schiff 5 della compagnia TUI Cruises.

Erano complessivamente sei le navi da crociera rimaste nell'area allo scoppio della crisi. La Msc Euribia, tra le più rappresentative e richieste per i servizi di lusso offerti a bordo, era rimasta a lungo ferma a Dubai, con equipaggio ridotto al minimo, mentre la compagnia aveva già cancellato gli itinerari previsti a maggio nel Nord Europa.

14:34
14:34
Macron: un casco blu ucciso e tre feriti tra i francesi in Libano

Un soldato francese dell'Unifil è rimasto ucciso e tre feriti in seguito ad un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo ha annunciato Emmanuel Macron. «Tutto lascia pensare che la responsabilità sia di Hezbollah», ha aggiunto.

La condanna del primo ministro libanese

«Condanno l'aggressione perpetrata oggi contro alcuni membri del battaglione francese dell'Unifil», ha dichiarato da parte sua il primo ministro Libanese, Nawaf Salam, in un post pubblicato sul proprio account X. «Ho impartito istruzioni precise affinché venga aperta un'indagine per chiarire le circostanze di tale aggressione e assicurare i responsabili alla giustizia». «È evidente» - conclude Salam - «che questo comportamento irresponsabile arreca grave danno al Libano e alle sue relazioni con i paesi amici che lo sostengono a livello internazionale».

Si indaga sull'accaduto

Un portavoce dell'Unifil ha confermato che un incidente che ha coinvolto i loro caschi blu si è verificato a Ghandouriyeh, nel sud del Libano, affermando che stanno indagando sull'accaduto. «Questa mattina una pattuglia dell'Unifil che stava sgombrando munizioni esplosive lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah per ristabilire i collegamenti con le posizioni isolate» della missione «è stata colpita da fuoco di armi leggere», si legge in un post pubblicato su X dalla missione Onu in Libano. La valutazione iniziale, si precisa, «indica attori non statali (presumibilmente Hezbollah)». Unifil «condanna questo attacco deliberato ai danni dei caschi blu», «il lavoro delle squadre di disinnesco degli ordigni esplosivi è vitale nell'area».

«Il casco blu francese ucciso vittima di un'imboscata»

Il sergente maggiore Florian Montorio, casco blu francese ucciso in Libano, è rimasto vittima «di un'imboscata» ed è morto a causa di «un colpo diretto». Ad annunciarlo è la ministra della Difesa francese, Catherine Vautrin, in un post sul proprio account X. Montorio «era in missione per aprire una strada verso una postazione Unifil isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona», spiega Vautrin. Poi «è stato vittima di un'imboscata da parte di un gruppo armato a distanza molto ravvicinata, venendo colpito da un proiettile proveniente da un'arma leggera». «Nonostante i suoi compagni l'abbiano soccorso, non sono riusciti a rianimarlo», conclude la ministra.

14:29
14:29
Israele: «primi raid contro Hezbollah dopo cessate fuoco in Libano»

L'esercito israeliano conferma di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel Libano meridionale contro militanti di Hezbollah che «hanno violato gli accordi di cessate il fuoco». A riportarlo è The Times of Israel, specificando che si tratta della prima violazione di questo tipo dall'entrata in vigore della tregua nel paese.

Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, le truppe che operano a sud della «Linea Gialla» stabilita dall'Idf «hanno identificato terroristi che hanno violato i patti per il cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze di Tel Aviv da nord della Linea, rappresentando una minaccia immediata».

13:36
13:36
Mojtaba Khamenei: «Marina iraniana pronta a infliggere amare sconfitte»

 «Così come i droni dell'esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici». È quanto si legge in un messaggio della Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, diffuso in occasione dell'anniversario della creazione dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran.

13:14
13:14
Hormuz: due mercantili segnalano spari

Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d'arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L'impatto non è stato immediatamente chiaro.

Oggi l'Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall'accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un "primo grande movimento" di navi da inizio guerra.

L'Ufficio britannico per le operazioni marittime (UK Maritime Trade Operations) segnala un incidente avvenuto vicino allo stretto a nord-est dell'Oman.

Secondo quanto riportato dall'organizzazione gestita dalla Royal Navy, come riporta Sky News, il capitano di una petroliera ha affermato che la sua nave è stata avvicinata da cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che hanno aperto il fuoco. Stando a quanto riferito, la petroliera e il suo equipaggio sono al sicuro.

12:54
12:54
Teheran: «Trump parla troppo e si contraddice, pronti a combattere»

Il presidente americano Donald Trump «parla troppo». Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, interrogato sulle recenti dichiarazioni di Trump, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero «ricominciato a bombardare» se non si fosse raggiunto un accordo con l'Iran entro mercoledì. Lo riporta Al-Jazeera.

Trump «ha detto cose contraddittorie nella stessa dichiarazione», ha affermato il funzionario iraniano. «Non so esattamente cosa intendesse». Khatibzadeh ha dichiarato che l'Iran ritiene che «la guerra non possa portare ad alcun risultato positivo», ma è pronta a continuare a difendersi in caso di attacco. «Combatteremo fino all'ultimo soldato iraniano», ha concluso.

12:05
12:05
Teheran per ora non ha dato l'ok a un nuovo round negoziale

L'Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. Ciò «a causa dell'annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all'Iran», ha dichiarato sabato l'agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando «le rispettive organizzazioni».

«Teheran ha sottolineato che la sua condizione principale per la prosecuzione dei colloqui è l'assenza di richieste eccessive da parte degli americani; in caso contrario, l'Iran non perderà tempo in negoziati logoranti e inutili», ha aggiunto Tasnim, precisando che la posizione dell'Iran è stata comunicata agli Stati Uniti tramite un mediatore pakistano.

Secondo i media americani, il nuovo round di colloqui si dovrebbe tenere lunedì a Islamabad.

10:35
10:35
Lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso

Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco navale statunitense imposto ai porti iraniani. Il portavoce del comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari, ha dichiarato che il controllo dello Stretto di Hormuz torna alla situazione precedente e sarà rigorosamente esercitato dalle forze armate iraniane. «La decisione dell'Iran è dovuta alla mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti e al loro cosiddetto blocco, che è pirateria e rapina», ha aggiunto.

«Abbiamo acconsentito in buona fede al passaggio di alcune navi mercantili e petroliere attraverso lo Stretto, ma ora l'Iran continuerà a controllare la via navigabile finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco e le navi non potranno circolare liberamente da e verso l'Iran», ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.

La chiusura dei porti iraniani è un'azione militare mirata: la Marina USA impedisce a tutte le navi (di qualsiasi nazionalità) di entrare o uscire dai porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman.

Non si tratta però di un blocco completo dello Stretto di Hormuz: le navi che transitano nello stretto dirette verso altri paesi (ad esempio Arabia Saudita, Emirati, Qatar) possono passare normalmente.

09:59
09:59
Petroliere attraversano lo Stretto di Hormuz

Un convoglio di petroliere in partenza dal Golfo è in transito nello Stretto di Hormuz. Lo mostrano i dati MarineTraffic citati da Bbc. Si possono osservare diverse imbarcazioni in movimento, tra cui, secondo il sito, navi progettate per il trasporto di petrolio, gas di petrolio liquefatto e prodotti chimici.

08:50
08:50
L'Iran riapre parzialmente il suo spazio aereo

L'agenzia per l'aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese. Stando all'annuncio alcuni aeroporti sono stati riaperti alle 07:00 ora locale e i voli riprenderanno gradualmente a partire da oggi,

Lo spazio aereo sopra l'Iran era chiuso dallo scorso 28 febbraio quando sono iniziati gli attacchi israelo-americani.

08:27
08:27
Il punto delle 08.00

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che manterrà il blocco Usa dei porti iraniani se non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran, aggiungendo che potrebbe non estendere il cessate il fuoco dopo la sua scadenza di mercoledì. «Potrei non estenderlo, ma il blocco continuerà», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One rispondendo a una domanda su cosa avrebbe fatto in caso di mancato accordo con l'Iran. Ma «penso che accadrà», ha aggiunto riguardo al potenziale accordo di pace.

In un'intervista all'ABC, riferendosi ai negoziati di pace, il presidente americano ha anche affermato di ritenere di potersi «fidare» degli iraniani. Trump ha sottoilneato che a negoziare per gli Stati Uniti saranno gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner e forse il vicepresidente JD Vance. «Non ci ho ancora parlato», ha aggiunto. I negoziati, ha messo in evidenza, si terranno «solo a Islamabad. Non sono interessato ad andare in paesi che non hanno aiutato».

Le nuove minacce dell'Iran

L'Iran, che ieri ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha minacciato di richiuderlo se gli Stati Uniti manterranno il blocco. Trump aveva precedentemente affermato che il blocco sarebbe rimasto «pienamente in vigore» fino alla fine dei negoziati con Teheran.