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Il comando militare iraniano ha chiuso lo stretto a causa del blocco navale statunitense imposto ai porti iraniani – Almeno due navi mercantili colpite da colpi di arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo stretto
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14:37
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Una nave da crociera rimasta bloccata per oltre un mese sta uscendo dallo stretto di Hormuz
La nave da crociera Msc Euribia, rimasta bloccata per un mese e mezzo nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran e del blocco dello stretto di Hormuz, è ormai prossima a lasciare definitivamente l'area.
Secondo i dati AIS, l'unità della compagnia di Gianluigi Aponte naviga a circa 22 nodi e ha quasi doppiato la penisola di Musandam, all'estremità settentrionale dell'Oman, risultando di fatto quasi fuori dallo Stretto di Hormuz.
La Euribia procede in un convoglio di altre navi da crociera: seguono la Celestyal Journey, mentre a breve distanza si trovano anche la Mein Schiff 4 e la Mein Schiff 5 della compagnia TUI Cruises.
Erano complessivamente sei le navi da crociera rimaste nell'area allo scoppio della crisi. La Msc Euribia, tra le più rappresentative e richieste per i servizi di lusso offerti a bordo, era rimasta a lungo ferma a Dubai, con equipaggio ridotto al minimo, mentre la compagnia aveva già cancellato gli itinerari previsti a maggio nel Nord Europa.
14:34
14:34
Macron: un casco blu ucciso e tre feriti tra i francesi in Libano
Un soldato francese dell'Unifil è rimasto ucciso e tre feriti in seguito ad un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo ha annunciato Emmanuel Macron. «Tutto lascia pensare che la responsabilità sia di Hezbollah», ha aggiunto.
La condanna del primo ministro libanese
«Condanno l'aggressione perpetrata oggi contro alcuni membri del battaglione francese dell'Unifil», ha dichiarato da parte sua il primo ministro Libanese, Nawaf Salam, in un post pubblicato sul proprio account X. «Ho impartito istruzioni precise affinché venga aperta un'indagine per chiarire le circostanze di tale aggressione e assicurare i responsabili alla giustizia». «È evidente» - conclude Salam - «che questo comportamento irresponsabile arreca grave danno al Libano e alle sue relazioni con i paesi amici che lo sostengono a livello internazionale».
Si indaga sull'accaduto
Un portavoce dell'Unifil ha confermato che un incidente che ha coinvolto i loro caschi blu si è verificato a Ghandouriyeh, nel sud del Libano, affermando che stanno indagando sull'accaduto. «Questa mattina una pattuglia dell'Unifil che stava sgombrando munizioni esplosive lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah per ristabilire i collegamenti con le posizioni isolate» della missione «è stata colpita da fuoco di armi leggere», si legge in un post pubblicato su X dalla missione Onu in Libano. La valutazione iniziale, si precisa, «indica attori non statali (presumibilmente Hezbollah)». Unifil «condanna questo attacco deliberato ai danni dei caschi blu», «il lavoro delle squadre di disinnesco degli ordigni esplosivi è vitale nell'area».
«Il casco blu francese ucciso vittima di un'imboscata»
Il sergente maggiore Florian Montorio, casco blu francese ucciso in Libano, è rimasto vittima «di un'imboscata» ed è morto a causa di «un colpo diretto». Ad annunciarlo è la ministra della Difesa francese, Catherine Vautrin, in un post sul proprio account X. Montorio «era in missione per aprire una strada verso una postazione Unifil isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona», spiega Vautrin. Poi «è stato vittima di un'imboscata da parte di un gruppo armato a distanza molto ravvicinata, venendo colpito da un proiettile proveniente da un'arma leggera». «Nonostante i suoi compagni l'abbiano soccorso, non sono riusciti a rianimarlo», conclude la ministra.
14:29
14:29
Israele: «primi raid contro Hezbollah dopo cessate fuoco in Libano»
L'esercito israeliano conferma di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel Libano meridionale contro militanti di Hezbollah che «hanno violato gli accordi di cessate il fuoco». A riportarlo è The Times of Israel, specificando che si tratta della prima violazione di questo tipo dall'entrata in vigore della tregua nel paese.
Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, le truppe che operano a sud della «Linea Gialla» stabilita dall'Idf «hanno identificato terroristi che hanno violato i patti per il cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze di Tel Aviv da nord della Linea, rappresentando una minaccia immediata».
13:36
13:36
Mojtaba Khamenei: «Marina iraniana pronta a infliggere amare sconfitte»
«Così come i droni dell'esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici». È quanto si legge in un messaggio della Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, diffuso in occasione dell'anniversario della creazione dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran.
13:14
13:14
Hormuz: due mercantili segnalano spari
Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d'arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L'impatto non è stato immediatamente chiaro.
Oggi l'Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall'accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un "primo grande movimento" di navi da inizio guerra.
L'Ufficio britannico per le operazioni marittime (UK Maritime Trade Operations) segnala un incidente avvenuto vicino allo stretto a nord-est dell'Oman.
Secondo quanto riportato dall'organizzazione gestita dalla Royal Navy, come riporta Sky News, il capitano di una petroliera ha affermato che la sua nave è stata avvicinata da cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che hanno aperto il fuoco. Stando a quanto riferito, la petroliera e il suo equipaggio sono al sicuro.
12:54
12:54
Teheran: «Trump parla troppo e si contraddice, pronti a combattere»
Il presidente americano Donald Trump «parla troppo». Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, interrogato sulle recenti dichiarazioni di Trump, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero «ricominciato a bombardare» se non si fosse raggiunto un accordo con l'Iran entro mercoledì. Lo riporta Al-Jazeera.
Trump «ha detto cose contraddittorie nella stessa dichiarazione», ha affermato il funzionario iraniano. «Non so esattamente cosa intendesse». Khatibzadeh ha dichiarato che l'Iran ritiene che «la guerra non possa portare ad alcun risultato positivo», ma è pronta a continuare a difendersi in caso di attacco. «Combatteremo fino all'ultimo soldato iraniano», ha concluso.
12:05
12:05
Teheran per ora non ha dato l'ok a un nuovo round negoziale
L'Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. Ciò «a causa dell'annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all'Iran», ha dichiarato sabato l'agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando «le rispettive organizzazioni».
«Teheran ha sottolineato che la sua condizione principale per la prosecuzione dei colloqui è l'assenza di richieste eccessive da parte degli americani; in caso contrario, l'Iran non perderà tempo in negoziati logoranti e inutili», ha aggiunto Tasnim, precisando che la posizione dell'Iran è stata comunicata agli Stati Uniti tramite un mediatore pakistano.
Secondo i media americani, il nuovo round di colloqui si dovrebbe tenere lunedì a Islamabad.
10:35
10:35
Lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso
Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco navale statunitense imposto ai porti iraniani. Il portavoce del comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari, ha dichiarato che il controllo dello Stretto di Hormuz torna alla situazione precedente e sarà rigorosamente esercitato dalle forze armate iraniane. «La decisione dell'Iran è dovuta alla mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti e al loro cosiddetto blocco, che è pirateria e rapina», ha aggiunto.
«Abbiamo acconsentito in buona fede al passaggio di alcune navi mercantili e petroliere attraverso lo Stretto, ma ora l'Iran continuerà a controllare la via navigabile finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco e le navi non potranno circolare liberamente da e verso l'Iran», ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.
La chiusura dei porti iraniani è un'azione militare mirata: la Marina USA impedisce a tutte le navi (di qualsiasi nazionalità) di entrare o uscire dai porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman.
Non si tratta però di un blocco completo dello Stretto di Hormuz: le navi che transitano nello stretto dirette verso altri paesi (ad esempio Arabia Saudita, Emirati, Qatar) possono passare normalmente.
09:59
09:59
Petroliere attraversano lo Stretto di Hormuz
Un convoglio di petroliere in partenza dal Golfo è in transito nello Stretto di Hormuz. Lo mostrano i dati MarineTraffic citati da Bbc. Si possono osservare diverse imbarcazioni in movimento, tra cui, secondo il sito, navi progettate per il trasporto di petrolio, gas di petrolio liquefatto e prodotti chimici.
08:50
08:50
L'Iran riapre parzialmente il suo spazio aereo
L'agenzia per l'aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese. Stando all'annuncio alcuni aeroporti sono stati riaperti alle 07:00 ora locale e i voli riprenderanno gradualmente a partire da oggi,
Lo spazio aereo sopra l'Iran era chiuso dallo scorso 28 febbraio quando sono iniziati gli attacchi israelo-americani.
08:27
08:27
Il punto delle 08.00
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che manterrà il blocco Usa dei porti iraniani se non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran, aggiungendo che potrebbe non estendere il cessate il fuoco dopo la sua scadenza di mercoledì. «Potrei non estenderlo, ma il blocco continuerà», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One rispondendo a una domanda su cosa avrebbe fatto in caso di mancato accordo con l'Iran. Ma «penso che accadrà», ha aggiunto riguardo al potenziale accordo di pace.
In un'intervista all'ABC, riferendosi ai negoziati di pace, il presidente americano ha anche affermato di ritenere di potersi «fidare» degli iraniani. Trump ha sottoilneato che a negoziare per gli Stati Uniti saranno gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner e forse il vicepresidente JD Vance. «Non ci ho ancora parlato», ha aggiunto. I negoziati, ha messo in evidenza, si terranno «solo a Islamabad. Non sono interessato ad andare in paesi che non hanno aiutato».
Le nuove minacce dell'Iran
L'Iran, che ieri ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha minacciato di richiuderlo se gli Stati Uniti manterranno il blocco. Trump aveva precedentemente affermato che il blocco sarebbe rimasto «pienamente in vigore» fino alla fine dei negoziati con Teheran.
