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Trump: «L'Iran ha accettato di non chiudere mai più Hormuz»

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Trump: «L'Iran ha accettato di non chiudere mai più Hormuz»
Red. Online
17.04.2026 06:42
21:34
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Teheran: «Inaccettabile trasferire all'estero il nostro uranio»

Il ministero degli Esteri iraniano afferma che il suo uranio arricchito non verrà trasferito altrove: «L'opzione di trasferire all'estero l'uranio arricchito dell'Iran è inaccettabile», afferma ai media iraniani il portavoce del ministero.

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che le scorte di uranio arricchito del Paese non saranno trasferite «da nessuna parte», smentendo una precedente affermazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui la Repubblica islamica avrebbe acconsentito alla loro cessione.

«L'uranio arricchito dell'Iran non sarà trasferito da nessuna parte», ha dichiarato alla televisione di stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. Trump aveva pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social un messaggio per cui «gli Stati Uniti si prenderanno tutta la 'polvere' nucleare creata dai nostri grandi bombardieri B2», riferendosi al materiale nucleare sepolto dagli attacchi statunitensi dello scorso anno.

20:43
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Trump: «Con l'Iran recupereremo l'uranio, lo porteremo negli Usa»

L'Iran «ha accettato tutto. È un ottimo accordo, un accordo meraviglioso». Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs, durante la quale ha spiegato che Teheran lavorerà con gli Stati Uniti per rimuovere l'uranio arricchito dal paese.

«I nostri insieme agli iraniani lavoreranno fianco a fianco per recuperarlo. Poi lo porteremo negli Stati Uniti», ha osservato spiegando che non saranno necessari «boots on the ground» (in ambito militare significa schierare truppe in una zona).

20:34
20:34
I volenterosi pronti per lo Stretto. Trump: «La Nato stia fuori»

Se non è un summit mondiale, poco ci manca. Ci sono anche la Cina, come osservatore, l'India, e pure Volodymyr Zelensky al tavolo dei Volenterosi convocati da Francia e Gran Bretagna per lanciare una missione «difensiva» nello Stretto di Hormuz quando il cessate il fuoco sarà stabile.

E, non appena all'Eliseo il summit ha inizio, da Teheran arriva la notizia che l'Iran ha «completamente riaperto» il canale dopo la tregua in Libano. Resta, però, in vigore il blocco Usa nei confronti degli iraniani e, soprattutto, arriva una nuova bordata di Donald Trump mentre Emmanuel Macron, Keir Starmer, Giorgia Meloni e Friederich Merz parlano alla stampa.

«Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta - ha scritto su Truth il presidente Usa -, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui» gli alleati «mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta».

Il tycoon è il convitato di pietra del summit a Parigi. Per Parigi e Londra la missione deve nascere senza il coinvolgimento dei Paesi protagonisti del conflitto. Meloni invece parla di un «coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali». E Merz è più esplicito: è «auspicabile» che anche gli americani partecipino.

È l'unica sfumatura, ma decisamente significativa, che emerge dalle dichiarazioni dei leader del cosiddetto formato E4 al termine del summit a cui si collegano in video i rappresentanti di una cinquantina tra Paesi (alcuni con i leader, altri a livello di ministri o delegati, come India e Cina) e istituzioni internazionali, incluse l'Ue, con Ursula von der Leyen, e l'Organizzazione marittima internazionale, con il segretario generale Arsenio Dominguez Velasco.

«Il blocco dello Stretto avviato dall'Iran ha conseguenze particolarmente gravi per il mondo intero», esordisce Macron, che ha voluto dare una dimensione globale alla conferenza dell'Eliseo, da cui ritiene sia partito «un messaggio di speranza e unità».

La riunione dimostra che «l'Europa è pronta a fare la sua parte nel quadro della sicurezza internazionale insieme ovviamente ai suoi partner», è la sintesi di Meloni. Di certo i quattro grandi Paesi europei hanno voluto imprimere un'accelerazione nel momento di massima tensione transatlantica, davanti anche agli evidenti rischi di crisi economiche legati al blocco del traffico di petrolio, Gnl e fertilizzanti.

Macron ha dispensato sorrisi e pacche sulle spalle, soprattutto a Starmer, inseguito in Francia dalla bufera politica sulla nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour legato a doppio filo con Jeffrey Epstein.

È proprio il primo ministro britannico ad annunciare che la missione «predisposta» dai Volenterosi «è difensiva e segue il cessate il fuoco» e «oltre una dozzina di Paesi hanno già proposto di contribuire» per garantire in modo duraturo che la libertà di navigazione nel canale, senza l'ombra di alcun tipo di pedaggio o restrizione. «Maggiori dettagli» sulla composizione della forza di sicurezza multinazionale, ha aggiunto, emergeranno da una riunione di «pianificazione militare» la settimana prossima a Londra.

Merz ha anticipato che l'esercito tedesco è a disposizione, e ha aggiunto che servirà «una solida base giuridica, per esempio, sotto forma di una risoluzione del consiglio di sicurezza» dell'Onu. Una cornice spesso evocata anche dall'Italia che, come ha annunciato Meloni, «offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, sulla base di un'autorizzazione parlamentare» secondo «le nostre regole costituzionali».

18:49
18:49
Guterres plaude alla riapertura di Hormuz, un passo nella giusta direzione

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, plaude all'annuncio dell'Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali per la restante durata del cessate il fuoco e lo considera «un passo nella giusta direzione».

In una nota il portavoce, Stephane Dujarric, afferma che Guterres «continua a sostenere pienamente gli sforzi diplomatici volti a individuare un percorso pacifico per uscire dal conflitto e auspica che, insieme alla tregua, tale misura contribuisca a creare fiducia tra le parti e a rafforzare il dialogo in corso, facilitato dal Pakistan».

18:02
18:02
Trump: «L'ran ha accettato di sospendere il programma sul nucleare»

L'Iran ha accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato e non riceverà alcun fondo congelato dagli Stati Uniti. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Bloomberg, sottolineando che l'accordo per mettere fine alla guerra è quasi completo.

«Molti dei punti sono stati definiti. Procederà piuttosto rapidamente», ha osservato il presidente negando che la moratoria sul programma nucleare iraniano scadrà dopo 20 anni. Alla domanda se il programma si fermerà completamente, Trump ha risposto: «Niente anni, illimitato».

17:53
17:53
Indagine in Spagna su Netanyahu e vertici militari

Il tribunale spagnolo dell'Audiencia Nacional ha aperto un'istruttoria contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e i vertici militari di Israele per il fermo illegale di un soldato spagnolo della missione Unifil in Libano, due settimane fa.

L'istruttoria è stata aperta sulla base di un esposto dell'organizzazione Iustitia Europa, che ipotizza crimini di guerra ed è diretto anche contro il capo di Stato Maggiore delle forze di Difesa israeliane, Herzi Halevi, e contro il comandande del Comando Nord, in quanto responsabile operativo diretto delle forze mobilitare sul fronte sud del Libano il 7 aprile scorso.

In quel giorno, l'esercito israeliano ha fermato un casco blu spagnolo della missione di peacekeeping dell'Onu Unifil in Libano. Faceva parte di un convoglio logistico per l'approvvigionamento di militari indonesiani della stessa missione alla frontiera fra Israele e il Libano. Il casco blu spagnolo era stato liberato dopo un fermo di meno di un'ora.

In un'ordinanza, il magistrato dell'Audiencia Nacional, Antonio Pina, ha interrogato la Procura per sapere se il tribunale iberico è competente a indagare Netanyahu e i vertici militari israeliani. Nell'informativa trasmessa al pubblico ministero, il giudice sollecita «di informare sulle competenze» e di pronunciarsi «sugli accertamenti richiesti» nella denuncia presentata da Iustitia Europa, che inducono a ipotizzare «caratteristiche che fanno presumere la possibile esistenza di una violazione penale».

La querela, che può essere ampliata ad «altri comandi e militari israeliani da identificare», accusa i denunciati di presunti crimini contro le persone e beni protetti in caso di conflitto armato, coercizione e detenzione illegale.

17:39
17:39
Israele: «Revocate le restrizioni di guerra in tutto Israele»

Le restrizioni di guerra sugli assembramenti in Israele sono state revocate in tutto il paese. Ad annunciarlo è l'esercito israeliano in una dichiarazione ufficiale, ripresa dal quotidiano in linea The Times of Israel, a poche ore dall'entrata in vigore di un cessate il fuoco di dieci giorni con Beirut.

«L'intero paese tornerà a livelli di piena attività», ha assicurato l'esercito israeliano. L'unica eccezione riguarda le comunità al confine con il Libano, dove gli assembramenti rimarranno limitati a 1000 persone fino a sabato alle 20.00. In tutto il paese scuole e luoghi di lavoro potranno operare regolarmente.

È la prima volta dal 28 febbraio, data d'inizio della guerra con Teheran, che Israele revoca tutte le restrizioni attive.

17:39
17:39
Gran Bretagna e Francia sono pronte a guidare missione per Hormuz

Regno Unito e Francia sono pronti a guidare una missione navale di pace per garantire il transito commerciale nello Stretto di Hormuz «non appena le condizioni lo renderanno possibile». Lo ha detto il premier Keir Starmer, citato dai media britannici a conclusione della Conferenza odierna di Parigi. Starmer ha aggiunto che finora «oltre una dozzina di paesi» ha offerto la disponibilità a contribuirvi.

17:36
17:36
Trump: «L'Iran ha accettato di non chiudere mai più Hormuz»

«L'Iran ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Hormuz. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo», ha scritto il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Social. «L'Iran, con l'aiuto degli Stati Uniti, ha rimosso o sta rimuovendo tutte le mine» in mare. «Gli Stati Uniti riceveranno tutto il materiale nucleare» in Iran, «non avverrà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o modalità», ha aggiunto.

16:11
16:11
Il petrolio scivola ancora e finisce sotto gli 84 dollari

Con la riapertura dello Stretto di di Hormuz prosegue il crollo dei prezzi del petrolio e anche del gas. Il West Texas Intermediate (Wti) cede l'11,5% scivolando sotto gli 84 dollari (66 franchi) al barile mentre il Brent perde il 10% a 89 dollari al barile.

Ad Amsterdam (Paesi Bassi) i contratti Title Transfer Facility (Ttf) lasciano sul terreno più del 7% a 39 euro (36 franchi al cambio attuale) al megawattora.

15:09
15:09
Hormuz riaperto per tutta la durata della tregua in Libano

L'Iran ha deciso di riaprire lo stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, fino alla fine del cessate il fuoco in Libano. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. «In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco, sulla rotta coordinata come già annunciata dall'Organizzazione Porti e Organizzazione Marittima della Repubblica Islamica dell'Iran», ha scritto su X.

«L'Iran ha appena annunciato che lo Stretto dell'Iran è pienamente aperto e pronto per il transito completo. Grazie», ha indicato il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Social.

«Il blocco navale (statunitense) rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell'Iran, finché la nostra transazione con l'Iran non sarà completata al 100%», aggiunge l'inquilino della Casa Bianca.

14:48
14:48
Lo sblocco di 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio dell'uranio

Gli Stati Uniti e l'Iran stanno negoziando un piano di tre pagine per mettere fine alla guerra che prevede, fra l'altro, lo sblocco da parte degli USA di 20 miliardi di dollari (15,7 miliardi di franchi al cambio attuale) di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran delle proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta il sito statunitense di notizie politiche Axios citando alcune fonti.

Il protocollo d'intesa oggetto del negoziato include anche una moratoria volontaria sull'arricchimento nucleare da parte dell'Iran, di cui si sta valutando la durata. A Teheran verrebbe concesso di avere reattori di ricerca nucleare a scopo medico, ma a fronte dell'impegno a garantire che tutti gli impianti nucleari siano situati in superficie. Il documento allo studio affronta anche il nodo dello Stretto di Hormuz, sul quale le parti sono ancora lontane.

Sempre secondo Axios, il prossimo round di trattative è atteso a Islamabad (Pakistan), probabilmente dopodomani.

13:49
13:49
Tre petroliere iraniane lasciano il Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz

Tre petroliere iraniane con a bordo cinque milioni di barili di greggio sono diventate le prime navi cariche di questo tipo a lasciare il Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz da quando è entrato in vigore il blocco statunitense. Lo riferisce la società di monitoraggio Kpler all'agenzia francese AFP.

La Deep Sea, la Sonia I e la Diona, tutte soggette a sanzioni statunitensi, hanno attraversato lo strategico stretto mercoledì dopo essere partite dall'isola iraniana di Kharg, avendo caricato il 2, l'8 e il 9 aprile rispettivamente, secondo la società di dati marittimi.

13:31
13:31
ONU: «Oltre 38 milla donne e ragazze uccise a Gaza da ottobre 2023»

Oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise a Gaza tra ottobre 2023 e dicembre 2025, pari a una media di almeno 47 al giorno, secondo una nuova analisi pubblicata oggi da UN Women.

«Nonostante il cessate il fuoco annunciato nell'ottobre 2025, i rapporti indicano che le uccisioni di donne e ragazze sono continuate negli ultimi mesi, sottolineando come la minaccia alla loro vita rimanga costante», afferma un comunicato di Un Women.

Il rapporto, intitolato «Il costo della guerra a Gaza per le donne e le ragazze», evidenzia inoltre che quasi 11.000 donne e ragazze hanno riportato ferite che hanno causato disabilità permanenti. Inoltre, il numero effettivo delle vittime è probabilmente superiore, poiché molti corpi sono ancora sepolti sotto le macerie, mentre il collasso dei sistemi d'informazione nel settore della salute ha significativamente ostacolato la documentazione di decessi e feriti.

I 38.000 decessi riguardano oltre 22.000 donne e 16.000 ragazze. Si tratta di un costo enorme, ha detto Sofia Calltorp, responsabile dell'azione umanitaria di UN Women a Ginevra. «Le donne e le ragazze hanno rappresentato una percentuale di morti di gran lunga superiore a quella osservata nei precedenti conflitti a Gaza. Le vittime erano madri, figlie, sorelle e amiche» e questa «è una sofferenza che continua. Nonostante il cessate il fuoco annunciato nell'ottobre 2025, si stima che oltre 730 persone siano state uccise e più di 2.000 ferite negli ultimi sei mesi», ha aggiunto.

UN Women chiede che il cessate il fuoco venga pienamente attuato e che gli aiuti umanitari raggiungano chi ne ha bisogno, su vasta scala e senza ostacoli. Infine, le donne e le ragazze devono essere al centro della risposta e della ripresa, e partecipare in modo significativo alla costruzione della pace e alla ricostruzione.

13:23
13:23
Macron accoglie Starmer all'Eliseo, al via summit su Hormuz

Con un abbraccio e una stretta di mano, il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto il primo ministro britannico Keir Starmer all'Eliseo, dove nel pomeriggio si terrà la Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, organizzata da Parigi e Londra. Parteciperanno in presenza anche la premier italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Al termine sono previste dichiarazioni alla stampa e, secondo un programma in via di finalizzazione, dovrebbero partecipare i quattro leader. Non è ancora stata diffusa la lista definitiva degli altri Paesi al summit in videocollegamento, ma complessivamente dovrebbero essere una trentina, tra quelli europei, mediorientali, asiatici, indopacifici e latinoamericani. La priorità all'ordine del giorno odierno saranno le misure non belliche per salvaguardare la navigazione a Hormuz, tra cui l'invio di dragamine.

La Russia ha detto di non sostiene l'iniziativa di Francia e Gran Bretagna di organizzare un vertice sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, perché la proposta «è volta ad aumentare la presenza militare nel Golfo», ha dichiarato la presidente del Consiglio della Federazione (camera alta del Parlamento russo) Valentina Matviyenko.

«Riteniamo che questa iniziativa sia orientata agli interessi di questi Stati, niente di più, ad aumentare la presenza militare nel Golfo Persico», ha dichiarato Matviyenko, citata dall'agenzia Interfax.

13:04
13:04
«L'IDF mantiene il controllo delle posizioni conquistate in Libano»

Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l'IDF «mantiene e continuerà a mantenere» tutte le posizioni che ha «bonificato e conquistato» in Libano, affermando che Israele è ancora nel mezzo di una guerra contro Hezbollah e che i suoi obiettivi non sono ancora stati raggiunti.

In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, Katz ha affermato che l'obiettivo di disarmare Hezbollah «con mezzi militari o diplomatici» rimane l'obiettivo centrale.

12:39
12:39
«In Iran internet è bloccato da 49 giorni»

L'osservatorio della rete Netblocks ha denunciato che il blocco quasi totale di internet in Iran, imposto dopo l'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele, è giunto al quarantanovesimo giorno.

«La connettività internazionale rimane bassa, intorno al 2% rispetto ai livelli normali, nonostante alcuni utenti abbiano ottenuto un accesso parziale alla pagina iniziale di Google, come già osservato durante il blackout di gennaio» quando erano in corso le proteste anti governative, si legge in un messaggio pubblicato su X da Netblocks, che ha monitorato le restrizioni imposte sulla rete da quando sono entrate in vigore il 28 febbraio.

11:31
11:31
Libano in festa per tregua, in migliaia cercano di tornare a casa

Festeggiamenti in tutto il Libano per l'entrata in vigore del cessate il fuoco. La popolazione è scesa in piazza con fuochi d'artificio e spari celebrativi dopo l'avvio della tregua di 10 giorni, secondo quanto mostrano anche le foto e i video sui social.

Migliaia di famiglie sfollate hanno invaso la principale autostrada che porta al Libano meridionale, poche ore dopo l'entrata in vigore della tregua, per tornare alle proprie case nel sud del Libano. «Se dovessimo andarcene di nuovo, non riesco a descrivere quanto sarebbe deludente, sarebbe devastante», ha detto al New York Times, Israa Jaber, seduta in macchina bloccata nel traffico, diretta a sud verso casa sua nella città di Srifa.

A Qasmiyeh, una città situata lungo l'autostrada che costeggia il Libano, i soldati dell'esercito libanese - riporta il media americano - stanno utilizzando degli escavatori per riparare un ponte che collega il nord al sud del Paese. Il valico è diventato il principale punto critico per il traffico dopo che nell'ultimo mese e mezzo, sono state bombardati tutti i principali ponti sul fiume Litani, che divide il Libano settentrionale da quello meridionale. Ieri le forze israeliane hanno colpito nuovamente il ponte di Qasmiyeh, poche ore prima dell'annuncio del cessate il fuoco.

10:06
10:06
Iran: «Silenzio sul campo ma noi abbiamo il dito sul grilletto»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano che le forze armate del Paese sono «con il dito sul grilletto» durante ciò che definiscono un «silenzio sul campo di battaglia», avvertendo di essere pronti a rispondere a qualsiasi attacco. Lo riferisce Iran International.

In una dichiarazione rilasciata in occasione della Giornata dell'Esercito, le Guardie hanno affermato che i militari e le Guardie sono pronti a fornire una «risposta forte e decisa» a qualsiasi azione ostile.

Hanno descritto la situazione attuale come un «silenzio sul campo di battaglia» nel cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti e Israele, ma hanno avvertito che qualsiasi escalation provocherebbe «duri colpi» e una «umiliante sconfitta» per gli avversari.

06:57
06:57
Hezbollah prende atto della tregua

Hezbollah ha preso atto dell'annuncio del cessate il fuoco ma non ha detto se lo avrebbe rispettato o meno. In una nota il gruppo ha messo in guardia i residenti del sud del Libano dal dirigersi verso le aree colpite dagli attacchi di Israele durante la guerra, ricordando come Israele ha una lunga «storia di violazione di promesse e accordi», riporta il New York Times.

06:55
06:55
«La guerra in Iran dovrebbe finire molto presto: sta procedendo a gonfie vele»

«La guerra in Iran dovrebbe finire molto presto: sta procedendo a gonfie vele». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Las Vegas, ribadendo che Teheran non può avere l'arma nucleare.

Il tycoon ha pure fatto sapere che l'Iran ha accettato di consegnare il suo uranio arricchito, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Trump si è poi detto pronto a volare a Islamabad in caso in un accordo fra i due Paesi. «È molto probabile che raggiungeremo un accordo con l'Iran. Sarà un buon accordo», ha osservato il presidente.

06:43
06:43
Il punto alle 6

È scattata la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano. A Beirut, allo scoccare della mezzanotte, nei sobborghi meridionali della città sono risuonati spari di festeggiamento. «I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni a Washington con il grande segretario di Stato Marco Rubio», ha detto il presidente USA Donald Trump, aggiungendo: «È stato un onore risolvere 9 guerre nel mondo, questa sarà la decima».

Fino all'ultimo momento il conflitto è stato intenso: l'ultimo attacco rivendicato da Hezbollah contro truppe israeliane - riporta Al Jazeera - è arrivato a dieci minuti prima della mezzanotte, e Israele ha continuato a lanciare raid aerei fino a uno o due minuti prima dell'entrata in vigore della tregua.

Il cessate il fuoco dichiarato condizione primaria da Teheran sembra aprire la strada a più decisivi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump si è detto ottimista su un possibile accordo : «Penso che siamo molto vicini a fare un accordo con l'Iran», ha dichiarato ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, aggiungendo ieri in serata che la guerra «dovrebbe finire abbastanza presto».

La tregua rimane tuttavia fragile e già contestata. Hezbollah sembra aver cessato il fuoco, ma l'esercito libanese ha confermato violazioni israeliane, con colpi artiglieria che hanno bersagliato diversi villaggi del sud. Se si tratti di una violazione tecnica del cessate il fuoco resta da chiarire: il Dipartimento di Stato americano ha precisato che l'accordo consente a Israele di colpire Hezbollah a propria discrezione - interpretazione che non è condivisa in Libano, incluso dall'esercito libanese.

Trump ha invitato Hezbollah a rispettare la tregua con un post sui social: «Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo. Non più uccisioni. Deve esserci finalmente la pace.»

Sul fronte negoziale con l'Iran, il mediatore pachistano, il capo dell'esercito Asim Munir, è arrivato mercoledì a Teheran e avrebbe incassato progressi su alcune questioni spinose. Secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, emergono segnali di compromesso sul dossier nucleare: Teheran starebbe valutando il trasferimento all'estero di parte - ma non di tutto - il suo stock di uranio altamente arricchito, posizione che aveva finora escluso.

Agli ultimi colloqui di Islamabad, Washington aveva proposto una sospensione ventennale di tutte le attività nucleari iraniane, mentre Teheran aveva rilanciato con una pausa di tre-cinque anni. Trump ha sostenuto, sempre via social, che l'Iran si è impegnato a non dotarsi di armi nucleari per oltre vent'anni, e ha sottolineato le potenziali ricadute positive: «Se questo accade, il petrolio scende, i prezzi scendono, l'inflazione scende - e, cosa ancora più importante, non ci sarà un olocausto nucleare».

Trump ha usato toni insolitamente distesi: «Abbiamo un ottimo rapporto con l'Iran in questo momento, per quanto sia difficile crederci. E penso che sia una combinazione di circa quattro settimane di bombardamenti e un blocco molto potente.

Una fonte iraniana citata dai media israeliani ha precisato che Teheran riaprirà lo Stretto di Hormuz solo in presenza di un cessate il fuoco permanente e di garanzie ONU contro futuri attacchi da parte di Stati Uniti e Israele.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha avvertito che le forze americane sono pronte a riprendere le operazioni militari in caso di mancato accordo.

Trump ha annunciato colloqui alla Casa Bianca con il premier israeliano Netanyahu e il presidente libanese Aoun nelle prossime settimane, e ha lasciato aperta la possibilità di recarsi personalmente a Islamabad in caso di firma di un accordo con l'Iran.